delizia-che-sera
oropan

Tgnorba

Telenorba

deliziosa

detenuti

Ci sono cinque persone in celle da tre. Caldo estremo, sovraffollamento e carenza di acqua al carcere di Taranto. Una situazione che nei giorni scorsi ha fatto montare la protesta dei detenuti, finché non sono arrivate le autobotti. Si va “oltre la tortura” per il Sappe, sindacato di Polizia penitenziaria, che sollecita l’intervento della magistratura. Mancano almeno 150 agenti, in un istituto con 850 detenuti, di cui molti con patologie croniche e psichiatriche, per 389 posti; con 5 persone in celle da 3, e si starebbe anche ipotizzando l’aggiunta della sesta branda, con temperature che sfiorano i 50°, perché la struttura è costruita con materiali inadatti, che accumulano il calore, trattenendolo.

Saranno impiegati nei lidi salentini come assistenti bagnanti formati ad hoc, e aiuteranno gestori e turisti. Il progetto “Io salvo”, primo in Italia, punta al reinserimento sociale di 13 detenuti a fine pena. Un video racconta la loro esperienza. Rieducare e reinserire socialmente i detenuti costretti all’interno dell’Istituto penitenziario di Lecce, e ridargli un’opportunità nuova di vita e di riscatto dopo aver scontato la pena detentiva. Questo l’obiettivo di “Io Salvo” il progetto pilota, primo in Italia, che su iniziativa del prefetto di lecce Natalino Manno permette a 13 detenuti di essere impiegati, dopo un corso per assistenti bagnanti, nei lidi delle marine di Lecce, Melendugno e Vernole, e uno di loro in un lido nel tarantino. Un progetto che trova il coinvolgimento diretto delle istituzioni locali, procura e istituto di pena, e di Confimprese Italia imprese demaniali. Un’iniziativa grazie alla quale i detenuti riescono a sentirsi utili alla società, aiutando i gestori, i bagnini abilitati e gli stessi turisti, e in riva al mare a respirare qualche ora di libertà fuori dalle mura del carcere. Intervista a Mauro Della Valle – Pres. Confimprese demaniali Italia

Attori detenuti del carcere di Foggia impegnati in uno spettacolo teatrale dal titolo “Effetti Collaterali” presentato in anteprima presso la casa circondariale del capoluopo dauno. Dopo aver seguito il laboratorio teatrale tenuto dall’artista Daniela D’Elia i detenuti portano in scena il frutto del proprio lavoro. L’iniziativa rientra nel progetto “Voci Libere”, sviluppato attraverso il “Teatro dell’Evasione”, realtà di ricerca e progettazione artistica curata da Daniela d’Elia all’interno dell’istituto penitenziario foggiano. Intervista a Daniela D’Elia, Artista, Cosimo e Fabio, detenuti Servizio di Michela Magnifico

099, il progetto artistico nato all’interno del circuito penale del territorio. 099 è il prefisso telefonico di Taranto ma è anche il titolo di una canzone che racconta storie concrete e di riscatto. Un brano scritto da una 20ina tra adulti e minori del circuito penale che frequentano il centro socio-rieducativo Fieri Potest, gestito dall’associazione Noi e Voi. Intervista a Francesco Mitidieri ass. Noi e voi, a Marco e Adriano

E’ stata allestita una mostra realizzata da detenuti ospiti dell’associazione Noi e Voi. Hanno raccontato un viaggio temporale tra passato, presente e futuro. Passato, presente e futuro. Una riflessione sulla realtà del carcere. E’ la mostra 2,30 X 4,30, le dimensioni di una cella, Libertà condizionata allestita alla casa Madre Teresa a Paolo VI, a Taranto, e realizzata da una 15ina di detenuti in esecuzione penale esterna dell’associazione Noi e Voi. Attraverso la ceramica, la fotografia e la scrittura hanno trasformato le loro restrizioni in narrazioni con l’aiuto degli artisti del collettivo Sano sano. Si parte dalla stanza del passato dove ognuno ha portato un ricordo, il presente ovvero il perimetro della cella. Un tempo sospeso, immobile dove lo spazio fisico limitato costringe ad un’introspezione profonda ed infine la stanza del futuro e quindi della speranza e del reinserimento. Adriano 56 anni di Martina Franca è uno dei detenuti che ha partecipato al progetto. Ha scontato una pena di 12 anni. Un lungo periodo in cui ha perso quasi tutta la famiglia. Tra un mese e mezzo sarà libero. Intervista ad Adriano, detenuto

Le emozioni, a cominciare dalla rabbia, raccolte in un opuscolo: succede nel carcere di San Severo, dove 18 detenuti hanno raccontato le loro storie. Rieducazione ed umanizzazione vanno a braccetto nel carcere di San Severo, che ospita 88 persone.Lo conferma il progetto FU.TU.RA, che sta per ‘Fuori dal Tunnel della Rabbia’. Vi hanno partecipato 18 detenuti, che hanno realizzato un opuscolo in cui hanno raccontato le loro storie ed emozioni, a partire dalla gestione della rabbia, analizzando anche l’emergenza femminicidi. Intervista a Patrizia Andrianello, direttrice carcere San Severo

Il carcere si trasforma in luogo di rinascita, dignità e lavoro. Si chiama Made in Carcere ed è un progetto nato in Puglia che trasforma tessuti destinati allo scarto in borse e accessori colorati. Ma la vera magia è un’altra: a realizzarli sono donne, uomini e minori in stato di detenzione, a cui viene offerta formazione, lavoro e una nuova possibilità di futuro. Intervista a Luciana Delle Donne, fondatrice “Made in Carcere” Servizio di Matteo Bottazzo

Coinvolti anche i parenti dei detenuti Perquisizioni e arresti nella notte a Taranto nel corso di una operazione congiunta tra la Polizia di Stato e la Polizia Penitenziaria chiusa con 25 arresti. Coinvolti anche i parenti dei detenuti. È l’epilogo di una indagine che ha portato alla luce un importante giro di droga all’interno del carcere tarantino. Con l’aiuto dei familiari dei detenuti che facevano da corrieri, il carcere di Taranto era diventata una vera e propria piazza di spaccio. Come detto 25 gli arresti all’alba: 16 in carcere, tra vecchi e nuovi, e 9 ai domiciliari. Per i pagamenti si utilizzavano vari modi: addirittura i soldi venivano addebitati su una postepay. 

La donazione del colosso svedese di arredamenti destinata ad un percorso di reinserimento professionale per i detenuti Servizio di Linda Cappello

Lo denuncia il Sindacato di Polizia Penitenziaria, che evidenzia anche il ritrovamento di droga e cellulari Servizio di Pietro Loffredo Intervista ad Aldo Di Giacomo, segretario generale Sindacato di Polizia Penitenziaria

La Caritas diocesana ha presentato una serie di progetti a favore di soggetti fragili servizio di Pietro Loffredo intervistya a Khady Sene, dir. Caritas diocesana Foggia-Bovino La Caritas diocesana di Foggia-Bovino ha presentato una serie di progetti per sostenere oggetti fragili detenuti o vittime di usura e gioco d’azzardo.Grazie ai fondi dell’otto per mille, nasce l’iniziativa ‘Nuove vie’, rivolta ai reclusi nel carcere del capoluogo dauno. Con le risorse Caritas dell’anno giubilare, prende forma, invece, il progetto di microcredito ‘Mi fido di noi’.

Detenuti protagonisti sul palco con brani originali e grandi classici. Donati anche giocattoli per i bambini in visita

L’iniziativa parte dal carcere di Borgo San Nicola Servizio di Stefania Congedo: intervista a Maria Teresa Susca, dir. carcere Lecce;

Il risultato non conta, per i detenuti una semplice occasione di svago, in cammino, come la Chiesa Non solo accoglienza e accompagnamento per il reinserimento nella società, la Chiesa in uscita è quella che cammina insieme, a braccetto anche con chi sbaglia. La partita di calcio all’interno della casa circondariale di Trani, gli ospiti contro una rappresentativa del clero della Diocesi.

Acquistando o donando un libro si potrà arricchire il percorso educativo e rieducativo dei reclusi Servizio Annamaria Rosato

I fatti contestati sono avvenuti da marzo a dicembre del 2023. Ancora da chiarire le modalità con cui i telefonini sarebbero entrati in carcere. Quarantuno persone, alcune delle quali ancora detenute presso la casa circondariale di Brindisi, sono indagate per accesso indebito a dispositivi idonei alla comunicazione, ovvero di aver disatteso al divieto di introdurre, detenere o utilizzare telefoni cellulari in carcere. Che prevede una pena da un minimo di uno a un massimo di quattro anni di reclusione. Le indagini della Polizia penitenziaria coordinate dalla Procura di Brindisi , erano partite dopo il ritrovamento e sequestro di un microtelefono in una cella del penitenziario. Da quanto accertato, durante il soggiorno in carcere i 41 indagati, raggiunti da un avviso di conclusione delle indagini, dalla loro cella avrebbero avuto, con i telefonini introdotti in modo da eludere i controlli, numerose conversazioni, non solo con i propri familiari. I fatti contestati sono avvenuti da marzo a dicembre del 2023. Ancora da chiarire le modalità con cui i telefonini sarebbero entrati in carcere.

Nel 2021, le indagini portarono all’arresto di due agenti di polizia penitenziaria. Secondo l’accusa in carcere esisteva un vero sistema corruttivo. Doni e denaro in cambio di agevolazioni ai detenuti Servizio di Giovanni Di Benedetto

L’associazione punta alla rieducazione dei detenuti attraverso attività culturali Servizio di Guglielmina Logroscino, riprese e montaggio di Cosimo Caragiulo

L’iniziativa si chiama “Prima Persona Plurale” Servizio di Stefania Congedo; intervista a Cecilia Maffei (Fermenti Lattici Aps); riprese e montaggio di Afrune

Tra i presenti anche Valerio Zelli degli Oro, formatore musicale dell’iniziativa Servizio di Fabrizio Sereno; interviste a Valerio Zelli, frontman Oro; Giulia Magliulo, direttrice carcere di Foggia

deliziosa
deliziosa