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Presidente e sceicco si sono incontrati a Milano, il club raffredda gli animi Servizio di Michele Salomone Montaggio di Silvia Fiore

Botta e risposta a distanza tra il presidente Filmauro e il sindaco Aurelio De Laurentiis continua nelle sue provocazioni e lo fa a 24 ore dalla partita che deciderà il destino del Bari che rischia di finire in serie C. L’occasione è una audizione al Senato, dove pontifica sul calcio e sul tema della multiproprietà chiedendo che venga estesa oltre il 2028. Dice testualmente: “che cosa farà il Bari una volta che la famiglia De Laurentiis sarà uscita nel 2028, a meno che non cambi la legge, perchè prima del 2028 non se ne parla? Probabilmente sarà destinata a rimanere dov’è o a fallire a meno che non ci siano dei gruppi stranieri o italiani che possano intervenire poderosamente”. Una sorta di ultimatum: o mi date la multiproprietà a vita oppure il destino del Bari è nelle mie mani. Immediatamente il web si è infiammato, ripetiamo, alla vigilia di una partita, anzi della partita più importante degli ultimi 20 anni. Anche il sindaco di Bari, Antonio Decaro ha diffuso una nota per criticare l’imprenditore: “Alla vigilia di una partita che chiamare delicata è un eufemismo, ragiona (anzi, sragiona) evocando scenari futuri come il fallimento del Bari calcio o la condanna a rimanere in un campionato minore fino al 2028 (…) Ci aspettiamo che la Filmauro provveda immediatamente, qualunque sia l’esito della partita di giovedì, a intavolare serie trattative per non rimandare un passaggio di proprietà che sembra ormai l’unica via d’uscita da una situazione diventata ingestibile, sotto tutti i punti di vista. Quanto a noi tifosi baresi, preferiamo fallire di nuovo che essere costantemente umiliati da un proprietario che ha dimostrato di non amare questa squadra e questa città. Forza Bari, sempre”, conclude Decaro.

La notizia a meno di 48 ore dall’aggressione nei confronti di Ciro Polito Al Presidente della Ssc Bari Luigi De Laurentiis è stata assegnata la scorta. La notizia arriva a meno di 48 ore dall’aggressione nei confronti di Ciro Polito nei bagni di una stazione di servizio della Padova-Bologna nel territorio di Occhiobello, dove il direttore sportivo dei biancorossi è stato raggiunto e colpito con calci e pugni. Alla base della decisione, ci sono gli attriti tra il patron dei galletti e una frangia della tifoseria, che più volte in stagione ha mostrato atteggiamenti minacciosi nei suoi confronti. Tema della contestazione è il rischio della retrocessione del Bari in serie C. I biancorossi, infatti, ad una giornata dal termine del campionato di serie B, sono ad un passo dal baratro. Con la possibilità, nel migliore dei casi, di giocare i play-out per la permanenza nella seconda divisione nazionale.

Luigi De Laurentiis dal canto suo, in un disperato tentativo di salvare il salvabile, si dissocia dalle affermazioni del padre e afferma che la gestione del Bari è completamente autonoma Antonio Decaro chiede le scuse e Aurelio De Laurentiis lo beffa dicendosi solo dispiaciuto “se le sue parole hanno offeso i tifosi”. Non solo, ma nel suo slancio riparatorio aggrava la situazione affermando che “avere come proprietà due squadre in due diverse categorie è un valore aggiunto per entrambe”. Benzina sul fuoco. E tifosi del Bari, più inferociti che mai, sul web continuano a chiedere la fine del loro rapporto con la città. Luigi De Laurentiis dal canto suo, in un disperato tentativo di salvare il salvabile, si dissocia dalle affermazioni del padre e afferma che la gestione del Bari è completamente autonoma. Purtroppo tutto il mondo del calcio, dai procuratori ai direttori sportivi, sa perfettamente che a Bari non si muove foglia che Aurelio non voglia. La sintesi è che il rapporto tra la famiglia del cinema e La tifoseria barese si è rotto definitivamente e del resto il documento fatto circolare ieri dalla curva nord è abbastanza eloquente in questo senso. L’unica soluzione è che i De Laurentiis, nell’interesse di tutti, si affrettino a cedere la società biancorossa indipendentemente dalla scadenza del 2028. Del resto in questa situazione ci sono cascati da soli. Bari li ha accolti, rispettati, benvoluti e sostenuti, ma quel patrimonio di simpatia lo hanno dilapidato in pochissimo tempo.

Le dichiarazioni del presidente del club campano scatenano la reazione dei sostenitori biancorossi e del sindaco Decaro In serata il presidente dell’Ssc Bari Luigi De Laurentiis ha preso nettamente le distanze dalle dichiarazioni di suo padre Aurelio, presidente del Napoli. “È inutile che io ci giri intorno: devo dissociarmi dalle dichiarazioni rilasciate da mio padre, presidente dell’altra squadra della FilmAuro”, scrive il n. 1 del Bari suo social. “Voglio credere che le parole di mio padre siano state mal interpretate o che lui stesso non si sia espresso con chiarezza”. Non è vero che il Bari è la seconda squadra del gruppo, aggiunge, ma soprattutto quelle parole non rendono “giustizia alla storia di questa piazza”. Luigi De Laurentiis sottolinea che quanto accaduto dimostra la totale autonomia che esiste fra le due realtà aziendali. “La mia prima squadra è il Bari”, ha concluso De Laurentiis jr, “e fino a quando sarò qui ne difenderò gli interessi, l’onore e i colori, con onestà intellettuale e morale e con impegno di fronte a chiunque”.

Ieri uno striscione contro la società è stato posizionato fuori dallo stadio San Nicola Servizio: Michele Salomone

La reazione di Luigi De Laurentiis in tribuna di fronte alle proteste degli appassionati baresi è il segnale che il feeling si è definitivamente rotto, ove fosse mai scoppiato in precedenza Servizio: Michele salomone

L’emorragia di biglietti venduti in occasione di Bari-Modena ne sono la testimonianza più tangibile Il rapporto tra la tifoseria barese e la famiglia De Laurentiis sembra essersi definitivamente logorato. La contestazione in curva nord condivisa da tutti i presenti e l’emorragia di biglietti venduti in occasione di Bari-Modena ne sono la testimonianza più tangibile. Senza parlare dei fischi che a fine partita hanno coinvolto anche la squadra. Sui social, poi, su quella piazza virtuale dove i tifosi esprimono senza infingimenti i propri stati d’animo, le cose che si leggono non lasciano spazio ad interpretazioni e molti vorrebbero che la famiglia del cinema passasse la mano e si dedicasse solo al Napoli. Il sospetto è che almeno per il momento non abbiano nessuna intenzione di portare il Bari in Serie A. Gli indizi sono il mancato intervento nella campagna trasferimenti di gennaio quando il Bari era terzo in classifica e l’abc del calcio consigliava di fare qualche investimento importante per garantirsi la promozione, e il profilo basso tenuto nell’ultima campagna trasferimenti estiva caratterizzata da ingaggi dei calciatori a parametro zero o in con la formula del prestito con l’unica eccezione di Achik. Insomma i tifosi hanno perso la pazienza e con una civile contestazione hanno fatto toccare con mano a Luigi De Laurentiis, presente insieme al sindaco in tribuna, la loro insoddisfazione. Nel mirino è finito anche il ds Ciro Polito accusato di non essersi opposto alla campagna trasferimenti risparmiosa e di avere addirittura azzardato l’ipotesi che il Bari di quest’anno sia più forte di quello dell’anno scorso tanto da cambiare guida tecnica dopo nove giornate di campionato. Gli si contestano gli ingaggi last minute ma soprattutto lo scarso rendimento almeno fino a questo momento di calciatori che a suo avviso avrebbero dovuto fare la differenza. Nel silenzio del club la squadra si prepara ad una trasferta difficile sul campo del Brescia con il timore che i tempi di recupero di Maiello possano essere lunghi come per Menez

L’allenatore Mignani: “Pronti a toccare il cielo con un dito” Tutto pronto per il match dell’anno tra Bari e Cagliari, gara di ritorno della finale dei playoff di serie B, gara che deciderà chi sarà la terza squadra a salire in serie A. Il Bari ha il vantaggio di avere due risultati su tre a disposizione, avendo pareggiato in Sardegna per 1-1, grazie a un rigore a tempo scaduto siglato da Antenucci. Gli potrebbe bastare anche un pareggio per tornare in serie A dopo 12 anni di sacrifici e umiliazioni. “Provo una grande gioia”, dice il presidente Luigi De Laurentiis. “Siamo qui a riprova che non abbiamo mai tirato il freno a mano. Abbiamo fatto un film di successo tipo ‘Natale a Bari’? Il regista è il nostro allenatore, lo sceneggiatore è il ds Ciro Polito, io sono il produttore di questa stagione, ho cementificato questo gruppo. Il film è notevole. De Sica e Boldi sono Cheddira e Di Cesare, il bomber e il capitano”. “Se dovessimo vendere il Napoli, il nostro gruppo avrebbe da investire solo sul Bari”, aggiunge il presidente. Ma è un film che non esiste. Il pubblico dovrà fidarsi del nostro operato, perché abbiamo dimostrato di sapere guidare una macchina complessa come un club di calcio”, ha chiarito. “Il nostro bilancio a Bari è positivo. Siamo partiti dalla serie D, abbiamo ottenuto il salto in B in tre stagioni. Finora siamo andati oltre le aspettative anche dei tifosi, che ci hanno sostenuto e aiutato. Dopo 5 anni ci ritroviamo a giocare la serie A: ecco il nostro bilancio. Mignani? E’ un tecnico vincente”, ha concluso De Laurentiis. E a proposito di Mignani, il tecnico dice che “”siamo nella condizione di toccare il cielo con un dito”. “Ringrazio il presidente De Laurentiis: in una giornata come oggi non posso che pensare a chi mi ha scelto qui. Sono arrivato da sconosciuto. Abbiamo lavorato duramente e ora dobbiamo concentrarci sull’ultima partita, la più difficile che determinerà il risultato finale”. Un passaggio sui sardi di Claudio Ranieri: “Troveremo una squadra forte, ma l’abbiamo già affrontata altre volte, senza arretrare di un centimetro. Sarà una sfida in equilibrio e dovremmo avere la lucidità per andare oltre l’ostacolo, con lacertezza di avere una città a spingerci. Siamo arrivati terzi, abbiamo fatto 65 punti. Mi sento di promettere che i ragazzi daranno tutto quello che hanno per portare a casa un sogno e una impresa impensabile se torniamo indietro nel tempo”. Il punto sugli acciaccati e i rientranti: “Folorunsho ci fa pensare un po’ di più perché questa infiammazione c’è. Con la sua fisicità può spostare gli equilibri. Pucino sta bene e sta crescendo. Mazzotta e Ricci sono una garanzia. Dorval sta facendo bene. Ci giochiamo una stagione in 90′. Dovremo andare oltre, senza lasciare rimpianti”, ha concluso Mignani.

Accolta la squadra all’arrivo da Cagliari, cori e abbracci Poco prima delle 2 di notte la squadra del Bari è rientrata dalla vittoriosa trasferta di Cagliari all’aeroporto Karol Wojtyla, dove è stata accolta da un gruppo di 500 tifosi in festa. Appena entrati nell’atrio dell’aeroscalo, di Antenucci, Di Cesare, Maita, Cheddira e compagni sono stati salutati dal coro “Riprendiamocela questa serie A” e sono stati sommersi di abbracci e incoraggiamenti. Per la gara di ritorno di domenica sera sono attesi allo stadio San Nicola di Bari 58mila spettatori, un vero record che a quanto pare dura dal 1990 quando si giocò Bari-Inter. Il presidente del Bari Luigi De Laurentiis ha commentato: Domenica il cinema San Nicola è sold out.

Il presidente del Bari su Instagram dopo aver festeggiato lo scudetto Al fine di smorzare una volta per tutte le polemiche sorte domenica sera dopo la circolazione di alcune foto che lo ritraevano durante la festa per la conquista dello scudetto con la sciarpa del Napoli al collo, il presidente del Bari Luigi De Laurentiis ha deciso di rispondere attraverso il suo profilo Instagram. Ricostruisce il dopo partita evidenziando di non aver indossato quella sciarpa nella foto di famiglia per rispetto verso il club barese. Ricorda il suo impegno e l’amore per la città di Bari in questi cinque anni e ovviamente si augura che quel gesto di pochi minuti, che ha creato polemiche “forse comprensibili” non destabilizzi l’intero ambiente alla vigilia dei play off che richiedono invece la massima energia da parte di tutte le componenti.

Qualora i pugliesi dovessero approdare nella massima serie. Aurelio De Laurentiis, proprietario anche del Napoli, ha infatti di recente confermato che in caso di promozione sarebbe proprio il Bari ad essere ceduto Secondo il quotidiano economico e finanziario Milano Finanza, James Pallotta, già proprietario della Roma dal 2011 al 2020, potrebbe essere interessato all’acquisizione del Bari calcio qualora la squadra biancorossa fosse promossa in Serie A ed entrasse quindi in conflitto di proprietà in ragione delle norme federali che vietano ad uno stesso soggetto di detenere partecipazioni in due società che militano nello stesso campionato. Aurelio De Laurentiis, proprietario anche del Napoli, di recente ha confermato che in caso di promozione sarebbe proprio il Bari ad essere ceduto. È questa una indiscrezione di ambienti finanziari raccolta e riportata dal quotidiano

Le dichiarazioni di Aurelio De Laurentiis hanno acceso un dibattito sul futuro della società Servizio di Michele Salomone

La richiesta avanzata dal parlamentare della Lega, alla Figc. Proprio nelle ultime ore, il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, ha confermato che in caso di promozione del Bari in Serie A sarebbe proprio la società biancorossa ad essere sacrificata Il parlamentare della Lega Davide Bellomo invita la Federcalcio a rivedere la norma che vieta la multiproprietà quando si posseggono due squadre nello stesso campionato. È il caso potenziale della famiglia De Laurentiis se il Bari dovesse raggiungere la serie A al termine di questa stagione. La Filmauro proprietaria di due club sarebbe costretta a cedere o il Bari o il Napoli. Secondo Bellomo la norma della Federcalcio è anti storica e in conflitto con la normativa della UEFA che non vieta a due squadre con la stessa proprietà di partecipare alle competizioni europee. Come noto ieri il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis ha confermato che in caso di promozione del Bari in Serie A sarebbe proprio la società biancorossa ad essere sacrificata

Abbiamo chiesto ai baresi chi vorrebbero come potenziale acquirente Servizio Grazia Rongo

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