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Il piccolo, un bambino di circa due settimane, morì di ipotermia. Ha patteggiato un anno di reclusione don Antonio Ruccia, il parroco della chiesa di San Giovanni Battista del rione Poggiofranco di Bari, accusato di omicidio colposo in relazione al decesso di un neonato trovato senza vita il 2 gennaio dello scorso anno nella culla termica della parrocchia.Il piccolo, un bambino di circa due settimane, morì di ipotermia: quando venne lasciato, il tappetino interno alla culla su cui venne adagiato, contrariamente a quanto sarebbe dovuto accadere, non fece partire la segnalazione sul telefono di don Ruccia, che quel giorno era fuori Bari. Ad accorgersi della presenza del bambino fu il titolare di una ditta di pompe funebri. Secondo le contestazioni della procura, il tappetino, concepito per funzionare come antifurto, non era idoneo per essere utilizzato all’interno della culla. Per il tecnico Vincenzo Nanocchio, colui che si occupò della realizzazione dell’impianto, il processo inizierà invece il prossimo 3 giugno.

“Gesù Bambino nascerà se noi lo mettiamo nella storia garantendogli pane e dignità – afferma Don Michele Stragapede –  altrimenti il Natale resta un rito vuoto” . Don Michele Stragapede, parroco della chiesa di San Gioacchino a Terlizzi, ha deciso di lasciare vuota la mangiatoia del presepe. Non c’è il bambinello ma solo una culla con un lenzuolo bianco circondata da balle di fieno. “Facciamo finta che tutto vada bene?” Si è chiesto il parroco, “Che non ci sono stati bambini uccisi a Gaza, in Israele, in Sudan? Nella striscia di Gaza e in Israele sono stati ammazzati o lasciati morire oltre 16 mila bambini sotto i 12 anni: una vera strage degli Innocenti ad opera di Erode”.  Il pensiero va anche all’invasione dell’Ucraina e alla vita di 2,4 milioni di bambini sempre più a rischio, intrappolati o sfollati nel paese. In Sudan i combattimenti hanno causato più di 60.000 vittime e 11 milioni di persone costrette a lasciare le proprie case.  “Gesù Bambino nascerà se noi lo mettiamo nella storia garantendogli pane e dignità – conclude Don Michele citando Madre Teresa di Calcutta –  altrimenti il Natale resta un rito vuoto” 

Restano indagati un sacerdote e un tecnico Servizio di Linda Cappello;

L’autopsia ha accertato che è morto di ipotermia e che le tracce di urina trovate sul tappeto erano del piccolo Nessun dubbio che il bambino trovato morto nella culla termica di Bari il 2 gennaio scorso, sia stato abbandonato in vita.  Lo certifica la presenza di urina rinvenuta sul materassino e accertata dalla consulenza del genetista dell’università di Pavia Carlo Previderè, incaricato dalla Procura di Bari. La chiusura delle indagini è vicina: la Procura di Bari indaga per omicidio colposo nei confronti del parroco della chiesa San Giovanni Battista, don Antonio Ruccia, e del tecnico Vincenzo Nanocchio, che installò la culla e che si occupò di ripararla il 14 dicembre scorso.  La Procura indaga anche per abbandono di minori a carico di ignoti. 

La Procura di Bari indaga per omicidio colposo nei confronti di Don Antonio Ruccia, parroco della chiesa e Vincenzo Nanocchio, il tecnico che nel 2014 installò la culla Di Linda Cappello Sta per concludersi l’inchiesta sul ritrovamento di un bambino di pochi mesi trovato il 2 gennaio senza vita a Bari, nella culla termica della chiesa San Giovanni Battista al quartiere Poggiofranco. Il medico legale Biagio Solarino ha già depositato la consulenza. Si attendono i risultati degli esami affidati ad un laboratorio di Pavia per accertare la presenza di urina nel lenzuolino in cui era avvolto il piccolo. Questo per avere una ulteriore conferma sul fatto che fosse ancora vivo quando era stato lasciato in culla. La perizia sull’impianto ha acclarato che il tappetino sul quale era stato adagiato il bambino non fosse idoneo ad essere utilizzato in una culla termica. Dall’autopsia è emersa la morte per ipotermia. La Procura di Bari indaga per omicidio colposo nei confronti di Don Antonio Ruccia, parroco della chiesa e Vincenzo Nanocchio, il tecnico che nel 2014 installò la culla e che il 14 dicembre scorso intervenne per ripararla dopo che il prete gli aveva segnalato il malfunzionamento.

Quando è stato lasciato, il piccolo era ancora vivo ma la telefonata al parroco non è mai partita Servizio di Linda Cappello Montaggio di Pasquale Realmonte

Serve per poter svolgere alcuni accertamenti più approfonditi  Verrà depositata nei prossimi giorni la consulenza tecnica sulla culla termica della chiesa di San Giovanni Battista di Bari, dove il 2 gennaio scorso è stato rinvenuto un bambino, di poche settimane, senza vita.I consulenti nominati dalla procura hanno chiesto e ottenuto una breve proroga per poter svolgere alcuni accertamenti più approfonditi. Secondo le indiscrezioni emerse fino a questo momento, pare che ci fossero delle anomalie nei sensori del tappetino, attivati dal peso del bambino, che avrebbero dovuto far partire la segnalazione della sua presenza. Il condizionatore, invece, rilasciava aria fredda a causa di una perdita di gas.

L’obiettivo è quello di riuscire a identificare la madre, anche se per il momento le ricerche non hanno dato alcun esito Sono in corso gli esami sul Dna del bambino trovato senza vita lo scorso 2 gennaio scorso nella culla termica della chiesa San Giovanni Battista. Nell’ambito degli accertamenti disposti dalla procura, è stato chiesto al medico legale di effettuare la comparazione del Dna del piccolo con quelli contenuti nelle banche dati della polizia. Questo allo scopo di riuscire ad identificare la madre, anche se per il momento le ricerche non hanno dato alcun esito. Sembra ormai acclarato che il tappetino della culla non abbia funzionato, così come il condizionatore che non erogava aria calda a causa di una perdita di gas.I consulenti tecnici dovrebbero depositare elaborato sull’impianto entro la fine del mese.

Saranno celebrati nella chiesa madre del cimitero, delle esequie si occuperà Roberto Savarese, il titolare dell’agenzia funebre il 2 gennaio fece la tragica scoperta Saranno celebrati sabato mattina alle 10 dall’arcivescovo Giuseppe Satriano i funerali del bambino trovato senza vita nella culla termina della chiesa San Giovanni Battista di Bari il 2 gennaio scorso. La cerimonia si svolgerà nella chiesa madre del cimitero, mentre delle esequie si occuperà Roberto Savarese, il titolare dell’agenzia funebre che quel giorno fece la drammatica scoperta. Secondo quanto emerso dalle indagini, il piccolo è morto per ipotermia. I consulenti della procura avrebbero accertato il malfunzionamento dei sensori del tappetino della culla, la cui attivazione invia la segnalazione di presenza di un bambino, e del condizionatore dal quale usciva aria fredda

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