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Nel giorno della festa del Santo Patrono, San Giuseppe, la città di Capurso ha festeggiato anche inaugurando piazza Gramsci dopo la riqualificazione con luminarie che richiamano l’art. 3 della Costituzione Servizio di Anna De Feo Riprese e montaggio Roberto Cofano

La denuncia sui social di Antonio dell’Aquila, ex presidente e attuale dirigente del Lucera Calcio Grave denuncia via social dell’ex presidente e attuale dirigente del Lucera Calcio Antonio dell’Aquila. Al termine della partita Capurso – Lucera, valida per i play-off del campionato di Promozione, conclusa con il successo dei padroni di casa per 2-0, i calciatori foggiani sarebbero stati aggrediti dai colleghi del Capurso, tanto da richiedere l’intervento dei carabinieri. Un calciatore del Lucera avrebbe lasciato il campo sportivo in ambulanza. La denuncia via social è corredata dalla foto del calciatore Davide Gallo che abbandona il campo in ambulanza.

Si tratta di un contenitore da affiancare al Santuario Madonna del Pozzo con un museo multimediale e una sala per eventi culturali e religiosi Servizio di Anna De Feo Riprese e montaggio di Roberto Cofano Interviste: Frate Filippo D’alessandro – Rettore Santuario Madonna del Pozzo di Capurso Daniele Di Fronzo – Coordinatore fruizione Madonna del Pozzo Experience

La manifestazione apre ufficialmente il periodo natalizio Servizio di Donatella Azzone, riprese e montaggio di Cosimo Caragiulo. Intervista a Michele Laricchia, sindaco di Capurso

Il 29enne Vito Caputo fu accoltellato al culmine di una rissa seguita ad un inseguimento cominciato a Cellamare Arrestate dai carabinieri di Triggiano due delle quattro persone coinvolte nell’omicidio del 29enne Vito Caputo, avvenuto a Capurso lo scorso 16 marzo. Si tratta di Piero Canonico e Fabio Domenico Chiarelli.Il delitto – stando alle indagini –  maturò in un contesto di violenza, gelosia e vendette in cui erano coinvolti da una parte il 26enne Chiarelli, di Mola di Bari, e dall’altra Piero Canonico, suo coetaneo di Capurso. Chiarelli, accompagnato da Caputo, aveva deciso di raggiungere a Cellamare Canonico “per un chiarimento”. Al termine di un primo confronto i due  diedero  vita a un inseguimento automobilistico (a bordo di una macchina Chiarelli e Caputo, a bordo dell’altra Canonico e suo padre) conclusosi dopo svariate manovre pericolose e speronamenti in un parcheggio di via Casamassima a Capurso.  A quel punto Canonico avrebbe accoltellato Caputo con dodici fendenti, uccidendolo e avrebbe ferito gravemente Chiarelli con nove coltellate. Canonico è ora in carcere a Bari con l’accusa di omicidiovolontario e tentato omicidio. Il gip Nicola Bonante, che ha accolto la richiesta di custodia cautelare avanzata dalla Procura, ne ha rilevato “l’indole aggressiva e violenta” e l’incapacità di “contenere il proprio impulso a delinquere”.Chiarelli, che ha partecipato all’inseguimento e alla successivarissa aggravata, è ai domiciliari.

Ai domiciliari un 47enne ed un 40enne, in trasferta da Napoli La tecnica messa a punto dai due uomini napoletani arrestati per truffa aggravata, era collaudatae coinvolgeva un complice, di solito donna, che fingendosi un parente in serie difficoltà delle vittime – per lo più anziani – chiedeva preziosi o contanti che sarebbero stati ritirati a casa da altre persone. È quanto accaduto a una donna di 90 anni di Capurso, in provincia di Bari. Quando i carabinieri l’hanno raggiunta, la pensionata era ancora al telefono con una donna che si era presentata come sua nipote e che le aveva chiesto dei contanti perché in stato di bisogno. Soldi che suoi amici avrebbero preso direttamente a casa. I militari erano già sulle tracce dei due indagati – entrambi uomini di 47 e 40 anni – perché in caserma erano arrivate segnalazioni relative ad anziani truffati. Così, quando li hanno bloccati per controllarli, nella loro auto sono stati trovati duemila euro in contanti di cui 700 custoditi in un salvadanaio. Alla 90ennesono stati restituiti i soldi rubati, mentre per i due dopo l’arresto sono stati disposti i domiciliari. 

Una visita per fare il punto sullo stato dei lavori del raddoppio della Bari – Noicattaro quasi terminati Intervista: Matteo Salvini, ministro Infrastrutture Giampiero Strisciuglio, ad Rfi Michele Emiliano, governatore Puglia Servizio Donatella Azzone

La tragedia a Capurso: l’uomo aveva 58 anni, ferito un collega Sarà conferito giovedì prossimo al professor Antonio de Donno, dell’istituto di medicinale legaledel Policlinico di Bari, l’incarico per l’autopsia sul corpo di Pasquale Pipino, l’operaio di 58 anni morto folgorato lunedì mentre si trovava in una cabina dell’alta tensione in via Casamassima a Capurso, in provincia di Bari. Gli esami saranno eseguiti subito dopo il conferimento dell’incarico o al massimo entro il giorno successivo. La vittima, che da poco tempo lavorava per la ditta Copan srl di Capurso, specializzata nella progettazione di segnaletica stradale, era con un collega quando è avvenuto l’incidente.Secondo quanto emerso finora, il 58enne avrebbe dovuto svolgere lavori di ristrutturazione nel capannone della ditta e non è chiaro come mai si trovasse invece nella cabina, che non è dipertinenza aziendale. A fare chiarezza saranno le indagini dei carabinieri e l’inchiesta aperta dalla procura di Bari per omicidio colposo sul lavoro.

Vittima il muratore 29enne Vito Caputo, accoltellato mortalmente Sarà interrogato domani Piero Canonico, uno dei tre feriti nella rissa a Capurso, nel barese, durante la quale è morto il muratore 29enne Vito Caputo, accoltellato a morte. Canonico è atteso negli uffici giudiziari di via Dioguardi, a Bari, dal pm Michele Ruggieri. Il 26enne è l’ultimo dei tre indagati a essere sentito in Procura. Nei giorni scorsi erano infatti stati già sottoposti a interrogatorio suo padre Renato e Fabio Domenico Chiarelli, amico della vittima. Secondo la ricostruzione degli investigatori, Canonico padre e figlio nel primo pomeriggio del 16 marzo sarebbero andati nella sede del Comune di Cellamare per discutere con la ex compagna di Piero e un’assistente sociale. All’uscita sarebbero cominciati i diverbi con Chiarelli (attuale compagno della donna) e Caputo, proseguiti con un inseguimento in auto fino a Capurso. Qui, una volta fuori dalle auto, sarebbe scoppiata la rissa nella quale Caputo è deceduto. La difesa dei due Canonico sostiene che padre e figlio siano stati aggrediti. I tre feriti sono tutti indagati a piede libero per rissa con l’aggravante del decesso di uno dei partecipanti. Nel frattempo proseguono le indagini. 

Si tratta di Renato Canonico, uno dei tre feriti nella rissa a colpi di coltello avvenuta il 16 marzo scorso e culminata con l’uccisione del muratore 29enne Vito Caputo, di Mola di Bari Verrà interrogato lunedì prossimo, Renato Canonico, uno dei tre feriti nella rissa a colpi di coltello avvenuta a Capurso il 16 marzo scorso culminata con l’uccisione del muratore 29enne Vito Caputo, di Mola di Bari.Canonico, insieme al figlio 25enne Piero, viaggiava a bordo della Peugeot grigia che sarebbe stata inseguita dalla Volkswagen su cui c’erano Caputo e l’amico Fabio Domenico Chiarelli, interrogato ieri dal pm. Chiarelli e i due Canonico sono al momento indagati per rissa aggravata dalla morte di uno dei partecipanti. RenatoCanonico è stato dimesso ieri dall’ospedale Miulli di Acquaviva delle Fonti, in cui è rimasto ricoverato per sei giorni per le ferite riportate nella rissa.Sempre lunedì verranno svolti accertamenti tecnici (con l’estrazione dei dati) sui telefoni, già sequestrati, dei tre indagati e della vittima.

Interrogatorio, durato due ore e mezza, per Domenico Chiarelli, l’uomo che era in auto con la vittima della rissa, avvenuta a Capurso, una settimana fa Servizio di Guglielmina Logroscino Riprese e montaggio di Cosimo Caragiulo

Fabio Chiarelli, convocato come indagato, potrà forse spiegare cosa sia successo giovedì scorso quando al culmine di una zuffa ha perso la vita il muratore molese, Vito Caputo Servizio di Guglielmina Logroscino Montaggio di Cosimo Caragiulo

Tutte le persone coinvolte nella rissa culminata con l’assassinio di Vito Caputo, dicono di aver avuto paura di essere uccise. Sono troppi i lati oscuri della vicenda Servizio di Guglielmina Logroscino

Mattinata di lavoro per il prof. Francesco Introna che ha incontrato le persone rimaste ferite Nel video l’aggiornamento di Guglielmina Logroscino nell’edizione del Tg Norba delle 13,25

Nuovi dettagli sulla triste vicenda della lite familiare culminata in omicidio. Identificati in due. Avrebbero partecipato all’inseguimento Servizio di Guglielmina Logroscino

L’aggressione del 29enne di Mola al termine di un inseguimento in auto Vito Caputo, il 29enne morto giovedì pomeriggio a Capurso al termine di un inseguimento partito da Cellamare, è morto per uno shock emorragico causato da un’importante lesività toracica provocata da un’arma bianca. Ha perso dunque molto sangue per via di più ferite, scarse una decina, che gli sono state provocate con uno o più coltelli. E’ stato colpito più volte e quei colpi hanno leso alcuni organi vitali. La ferita più importante, al torace, ha provocato il decesso del ragazzo, un muratore, in pochi minuti. Oggi pomeriggio il prof. Francesco Introna dell’Università di Bari, ha effettuato l’autopsia sul corpo di Caputo e ha accertato le cause del decesso. Non è stato invece potuto accertare con che tipo di coltello sia stata ferita la vittima, né se le ferite siano state provocate da una o da più armi bianche perché le lesioni sono diverse l’una dall’altra e finora non sono state sequestrate armi da comparare con le ferite. Domani il medico legale, su incarico ricevuto dal pm del Tribunale di Bari, Michele Ruggiero, visiterà in ospedale le tre persone rimaste ferite nella rissa per refertare le loro lesioni: Renato e Pietro Canonico, padre e figlio di 50 e 25 anni, di Capurso, e Fabio Domenico Chiarelli, di 26 anni, di Mola di Bari. Chiarelli, ex marito dell’attuale compagna di Pietro Canonico, si trovava con Caputo al momento della rissa e si contrapponeva ai Canonico. I tre feriti sono indagati a piede libero per rissa con l’aggravante del decesso di uno dei partecipanti.Nelle ultime ore i carabinieri avrebbero sequestrato un’Audi bianca e identificato le due persone a bordo. Queste, secondo alcune ipotesi, avrebbero supportato l’azione di Caputo e Chiarelli e consentito a quest’ultimo di allontanarsi dal luogo del delitto subito dopo i fatti. Movente del delitto sarebbe una lite familiare per un bimbo conteso al culmine della quale, nei giorni scorsi, era stata incendiata l’auto dellamamma del piccolo.

Il tragico epilogo di una violenta discussione tra ex, di cui è rimasto vittima, l’amico del nuovo compagno di lei. I carabinieri, coordinati dalla Procura, stanno chiudendo il cerchio sull’assassinio di Vito Caputo Servizio di Guglielmina Logroscino Montaggio di Tonino Laviola

A perdere la vita, Vito Caputo, al culmine di una lite dopo un folle inseguimento in auto Sono tre gli indagati nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Bari sull’omicidio del 29enne diMola di Bari, Vito Caputo, morto accoltellato ieri sera, a Capurso, al culmine di una lite dopo un folle inseguimento in auto. Si tratta di Renato e Pietro Canonico, padre e figlio di 50 e 25 anni, di Capurso e di Fabio Domenico Chiarelli, di 26 anni, di Mola di Bari. I tre sono indagati per rissa (reato in relazione alla zuffa, circostanza nella quale qualcuno resti ferito o ucciso). In questo caso la pena prevista per il sol fatto di aver partecipato alla rissa è compresa tra i sei mesi e i sei anni di reclusione.L’atto dal quale emerge che i nomi dei tre sono stati iscritti nel registro degli indagati è l’avviso di conferimento dell’incarico per l’autopsia, in programma domani mattina. Stando ai primi accertamenti, ieri pomeriggio, prima dell’accoltellamento, ci sarebbe stato un inseguimento tra due auto al termine del quale la Peugeot, sulla quale viaggiavano i Canonico, sarebbe stata speronata dal Maggiolone sul quale erano a bordo la vittima e Chiarelli. Una volta scesi dalle vetture, sarebbe scoppiata l’aggressione a colpi di coltelli. Il movente del delitto non sarebbe legato a questioni di criminalità organizzata. Agli indagati e alla vittima i carabinieri avrebbero sequestrato i telefoni cellulari. I coltelli non sarebbero stati ancora trovati.

Tre le persone coinvolte in una zuffa, sfociata nel sangue. A perdere la vita un giovane di Mola di Bari E’ di un morto ed un ferito il bilancio di una rissa che si è tenuta nel tardo pomeriggio davanti ad una barberia di Capurso. Tre le persone coinvolte nella zuffa, terminata a coltellate. La vittima, un 29enne originario di Mola di Bari, guidava una Peugeot inseguita da un maggiolone con a bordo due persone. Il conducente della Peugeot si è poi fermato in un cortile e si è diretto verso la barberia, sempre inseguito a piedi dagli occupanti dell’altra auto. Sul posto i carabinieri impegnati a ricostruire l’esatta dinamica del fatto di sangue. Nella rissa è rimasto ucciso il conducente della Peugeot, mentre è finito in ospedale con gravi ferite uno degli inseguitori, la terza persona è stata invece fermata dai carabinieri, intervenuti tempestivamente e condotta in caserma. Non si sa ancora se sia stato quest’ultimo a sferrare la coltellata mortale. Si è appreso che la vicenda in realtà sarebbe cominciata a Mola di Bari, dove è stata accoltellata un’altra persona, ricoverata all’ospedale Di Venere. Per vendicare il ferimento, il cui autore sarebbe stato poi ucciso, è partita la spedizione punitiva con l’inseguimento fra la Peugeot e il maggiolone, terminata a Capurso.

Capurso, piazza Gramsci è ‘rinata’

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Calciatori del Lucera aggrediti a Capurso

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Capurso: accensione della fanoje

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Omicidio Capurso, tanti i punti oscuri

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Capurso, trovata la terza auto

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