
Taranto, Libera “Immobili confiscati alla mafia chiusi e abbandonati”
C’è anche un immobile in via Liguria confiscato alla mafia circa 10 anni fa e che attende ancora di essere destinato dall’amministrazione comunale. Conferenza dell’associazione

C’è anche un immobile in via Liguria confiscato alla mafia circa 10 anni fa e che attende ancora di essere destinato dall’amministrazione comunale. Conferenza dell’associazione Libera a 30 anni dall’approvazione della legge che disciplina il riutilizzo pubblico di quei beni. Un bene confiscato non può rimanere chiuso, abbandonato o ostaggio della burocrazia. Lo dichiara il coordinamento tarantino dell’associazione Libera davanti ad un locale in via Liguria angolo via Lucania confiscato piu’ di 10 anni fa e mai utilizzato. L’iniziativa e’ stata organizzata in occasione dei 30 anni esatti dell’approvazione e promulgazione della legge che disciplina il riutilizzo pubblico e sociale dei beni confiscati alle mafie. Quello di Taranto fa parte di un lungo elenco di siti che non sono stati ancora destinati dalle amministrazioni comunali. Intervista a Remo Pezzuto, Libera Taranto
La sottosegretaria Ferro: “Priorità al terzo settore, al sociale e al recupero delle aziende”. Negli ultimi tre anni la Puglia ha registrato risultati di grande rilievo nella gestione dei beni confiscati alla criminalità organizzata, grazie anche al lavoro svolto in sinergia con l’Agenzia nazionale dei beni confiscati. A sottolinearlo è stata Wanda Ferro, sottosegretario all’Interno, intervenuta al Comune di Taranto durante un convegno dedicato all’Osservatorio di concertazione permanente sull’uso sociale dei beni confiscati. I numeri parlano chiaro: le assegnazioni dei beni confiscati sono aumentate del 59,8 per cento, per un totale di 330 beni a Taranto e 2.867 in tutta la Puglia. Un dato che Ferro ha definito straordinario, sottolineando i progressi compiuti anche nella gestione delle aziende confiscate. Un ruolo centrale, in questo percorso, è svolto dall’Osservatorio, che rappresenta – secondo il sottosegretario – una scelta politica coraggiosa da parte di un’amministrazione comunale trasparente e determinata. La lotta alla criminalità organizzata, ha spiegato Ferro, non si combatte solo con le sentenze e la repressione, pur fondamentali grazie al lavoro di magistratura e forze dell’ordine, ma anche attraverso una forte azione culturale capace di restituire i beni alla collettività. Un impegno che l’amministrazione di Taranto ha saputo mettere in campo. Per quanto riguarda il riutilizzo dei beni confiscati, la priorità resta il terzo settore e il sociale, attraverso un dialogo costante con le realtà che rispondono ai bisogni dei cittadini. Un’altra parte dei beni, grazie alla collaborazione con l’Agenzia del Demanio, è stata destinata a caserme, presidi di pronto intervento e ai Vigili del Fuoco. Importante anche l’aspetto culturale, con la realizzazione di una mostra itinerante di opere d’arte e l’assegnazione ai musei pubblici. Dal punto di vista economico, il valore dei beni confiscati è definito incommensurabile: si parla di circa 18mila beni, comprese numerose aziende sequestrate. Non tutte possono essere salvate, poiché alcune risultano essere contenitori vuoti, mentre su altre è in corso un lavoro strutturato tramite protocolli d’intesa con il Tribunale di Milano e il Tribunale di Reggio Calabria. Il modello prevede il coinvolgimento di associazioni di professionisti, procure, forze dell’ordine e Abi, in particolare sul tema dei crediti revocati al momento del sequestro. Il sottosegretario ha ribadito che il percorso non si fermerà, ricordando anche l’abbattimento di beni insanabili, nonostante l’introduzione di una norma sulla sanabilità degli immobili da parte delle amministrazioni comunali. Tra i simboli più forti di questo percorso di riscatto, Ferro ha citato l’abbattimento del bunker di Zagaria, auspicando che possa diventare l’ultima, decisiva “puntata” di un racconto che dimostra come il riutilizzo sociale dei beni confiscati rappresenti un modello vincente di legalità.
Sul sito del Comune sarà presto aggiornato l’elenco dei beni confiscati. La via intrapresa è quella della legalità. I beni confiscati alle mafie a Taranto saranno messi a bando, assegnati alle associazioni e restituiti alla comunità. Il Comune istituisce l’Osservatorio per mappare e gestire i siti con trasparenza. Intervista a Federica Stamerra, assessora al Patrimonio
Si tratta di ville, appartamenti e conti correnti Beni per un valore complessivo di due milioni di euro nei confronti di un elemento di spicco della criminalità locale che operava nel Nord barese sono stati confiscati questa mattina dai carabinieri del comando provinciale di Bari. Si tratta di due ville, autovetture e disponibilità bancarie e finanziarie, sottratte così alla disponibilità degli eredi. Il provvedimento è stato emesso dal Tribunale – Sezione Misure di Prevenzione di Bari, su richiesta della locale Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia.
La denuncia di Libera: “E’ tutto fermo da anni e l’Osservatorio non è mai partito. A Taranto ci sono 82 beni confiscati. Tornino alla collettività” Di Alessandra Martellotti
L’ex Masseria di Ussano ritorna in possesso della comunità e delle associazioni di volontariato Servizio: Pamela Spinelli Riprese e montaggio: Francesco Afrune Interviste: Alessandro Delli Noci (Ass. Regionale Sviluppo Economico), Simona Filoni (Procuratore Capo Tribunale dei Minori di Lecce), Luca Rotondi (Prefetto di Lecce)
L’uomo, attualmente dimorante in Brasile, si è visto confiscare beni per un valore complessivo di circa un milione di euro. La Direzione Investigativa Antimafia di Lecce ha dato esecuzione ad un decreto di confisca di beni emesso, ai sensi della normativa antimafia, dal Tribunale di Lecce -Sezione Misure di Prevenzione, su proposta formulata congiuntamente dal Procuratore della Repubblica e dal Direttore della DIA nei confronti di un pluripregiudicato salentino attualmente dimorante in Brasile. Si tratta di Alduino Giannotta 61 anni di Presicce-Acquarica. Gli accertamenti espletati dalla DIA avevano consentito di delineare il profilo di pericolosità sociale qualificata dell’uomo in quanto ritenuto coinvolto, in Italia e all’estero, in traffico internazionale di stupefacenti in sinergia con esponenti apicali della Sacra Corona Unita salentina.Nel gennaio 2021, l’uomo era già stato raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nell’ambito della nota operazione “Skipper”, in quanto ritenuto al vertice di un’associazione di narcotrafficanti di cocaina. Gli accertamenti patrimoniali svolti nei suoi confronti, inoltre, avevano evidenziato una significativa sproporzione rispetto ai redditi dichiarati. Le confische, per un valore complessivo di circa 1 milione di euro, hanno riguardato 2 terreni e 3 fabbricati nel Comune di Salve, nonché 1 appartamento in Olanda, che è stato bloccato attraverso l’emissione, su attivazione del Tribunale di Lecce, di un “Certificato di Congelamento” in applicazione dell’innovativa procedura prevista dal Regolamento (UE) 2018/1805 del Parlamento Europeo e del Consiglio.

C’è anche un immobile in via Liguria confiscato alla mafia circa 10 anni fa e che attende ancora di essere destinato dall’amministrazione comunale. Conferenza dell’associazione

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L’uomo, attualmente dimorante in Brasile, si è visto confiscare beni per un valore complessivo di circa un milione di euro. La Direzione Investigativa Antimafia di
