Skin Telenorba50
banca-popolare-di-puglia-e-basilicata-giugno

Tgnorba

Telenorba

mutuon-giugno

basilicata

Allagamenti e disagi alla circolazione. Pioggia almeno fino al primo pomeriggio. Questa mattina, 4 dicembre, siamo entrati nel clou dell’ondata di maltempo che da ieri sta interessando anche Puglia e Basilicata. Forti piogge sin da questa notte hanno caratterizzato i territori causando allagamenti e disagi alla circolazione. Quasi ovunque sono stati superati i 70 millimetri e si viaggia verso i 100 millimetri, ovvero la pioggia che solitamente si registra nell’arco di 30 giorni. Continua anche oggi l’allerta arancione diramata ieri dalla Protezione Civile. In diverse scuole in Puglia e Basilicata sono state emesse ordinanze di chiusura delle scuole. A Matera si sono create grosse voragini nell’asfalto. A causa del maltempo, con forti venti e pioggia incessante, il Comune di Bari ha disposto la chiusura dei cimiteri cittadini. Per la stessa ragione, resteranno chiusi anche i parchi e i giardini cittadini. A Molfetta, nella zona industriale, le auto sono rimaste intrappolate a causa del livello dell’acqua: sul posto i vigili del fuoco. Nelle prossime ore è previsto ancora maltempo, anche con rischio di acquazzoni, fino al primo pomeriggio.

Il nuovo rapporto Svimez scatta una fotografia impietosa: in Italia le donne continuano a essere tra le meno occupate d’Europa. Il nuovo rapporto Svimez scatta una fotografia impietosa: in Italia le donne continuano a essere tra le meno occupate d’Europa, e nel Mezzogiorno la situazione diventa drammatica. Le donne studiano più degli uomini, si laureano prima e con risultati migliori, ma quando si affacciano al mercato del lavoro vengono frenate da ostacoli vecchi e nuovi. Tra le 25-34enni con titolo terziario, il 31% resta fuori dal mondo del lavoro, contro il 21% degli uomini: un divario che racconta un Paese che forma le donne, ma poi non le valorizza. Il Sud resta il punto più fragile. Tra le donne senza figli il tasso di occupazione nazionale è del 63,6%, ma al Nord vola al 71% mentre nel Mezzogiorno precipita al 45,8%. È quando arrivano i figli che il baratro si apre del tutto: nel Sud le madri con uno o due figli lavorano poco, con tassi che non superano il 43%, e per chi ha tre o più figli l’occupazione crolla al 30,8%. Una percentuale che racconta più di mille pagine: senza servizi, senza asili, senza un welfare adeguato, lavorare diventa quasi impossibile. L’Europa corre, l’Italia arranca. Nei Paesi nordici le madri lavorano quanto le donne senza figli, grazie a servizi capillari e welfare robusti. In Italia, invece, la maternità diventa un freno, spesso un muro. E il Sud paga il prezzo più alto. Dentro questo scenario, Puglia e Basilicata si muovono nello stesso solco del Mezzogiorno: la Puglia prova a crescere, ma resta zavorrata da tassi femminili bassi e da servizi insufficienti, soprattutto fuori dai grandi centri; la Basilicata non sta meglio: mercato del lavoro ristretto, poche opportunità, pochi asili e scarsa continuità occupazionale per le donne. Eppure — e questo è un dato che merita attenzione — la Puglia nel 2024 ha raggiunto 1,304 milioni di occupati, il numero più alto dal 2018, con un tasso di occupazione complessivo al 51,2% e un tasso di disoccupazione sceso per la prima volta al 9,3%. Nel complesso un segnale positivo: ma non basta a cancellare le disuguaglianze di genere, perché secondo un bilancio regionale la partecipazione femminile resta bassa, le imprese al femminile sono circa 77.000, e il part-time «involontario» — spesso sinonimo di precarietà — è al 17,2%. Nel frattempo in Basilicata, stando a dati 2023, il tasso di occupazione complessivo era del 41%, con un tasso femminile solo del 30,4% contro il 52,1% degli uomini. Anche qui emerge pluridimensionalmente il divario di genere: la donna lavora molto meno dell’uomo e spesso in condizioni fragili. In entrambe le regioni — come nel resto del Mezzogiorno — la maternità continua a rappresentare uno dei principali fattori di esclusione dal mercato del lavoro.

. Nel 2024 in Italia sono presenti 4.611.267 cittadini stranieri, comunitari e non comunitari, secondo l’Osservatorio Inps sugli stranieri. Di questi, 3.980.609, pari all’86,3%, sono lavoratori attivi, 378.645 (8,2%) sono pensionati e 252.013 (5,5%) ricevono prestazioni a sostegno del reddito, come indennità di disoccupazione o mobilità. La maggior parte degli stranieri proviene da Paesi non comunitari: circa 3,5 milioni di persone, il 75,4% del totale. Il 6,2% proviene dai Paesi comunitari dell’Ue15, mentre il 18,4% dai restanti Paesi dell’Unione Europea. Tra le nazionalità più rappresentate figurano Romania (697.000 persone, 15,1%), Albania (quasi 446.000, 9,7%), Marocco (366.000, 7,9%), Cina (229.000, 5,0%) e Ucraina (225.000, 4,9%). Per quanto riguarda la distribuzione territoriale, il 61,8% degli stranieri vive o lavora nel Nord Italia, il 23,1% nel Centro e il 15,1% nel Mezzogiorno, comprendente naturalmente Puglia e Basilicata. In queste regioni, gli stranieri costituiscono una presenza importante in settori chiave come l’agricoltura, l’edilizia, il lavoro domestico e i servizi alle persone. In Puglia, il loro contributo è determinante nelle coltivazioni intensive di ortaggi e nella raccolta della frutta, mentre in Basilicata la loro presenza è significativa sia nel settore agricolo sia nei servizi turistici e urbani. La maggior parte dei lavoratori stranieri è impiegata nel settore privato, con circa 3,5 milioni di persone, il 58,3% uomini, e una retribuzione media annua di 16.700 euro. Circa 2,7 milioni lavorano in settori diversi dall’agricoltura, con il 65,1% uomini, guadagnando mediamente 18.800 euro l’anno. Nel settore agricolo operano circa 314.000 persone, il 75,4% uomini, con una retribuzione media di 9.700 euro. Infine, quasi 500.000 stranieri lavorano come domestici, l’11% uomini, con una retribuzione media di 9.800 euro. In Puglia e Basilicata, gli stranieri rappresentano una risorsa fondamentale non solo per l’agricoltura, ma anche per settori strategici come il turismo, il commercio e i servizi alle famiglie. La loro presenza contribuisce a creare comunità più dinamiche e a sostenere l’economia locale, anche se permangono sfide legate all’inclusione sociale, alla regolarizzazione e alla sicurezza sul lavoro. Secondo gli esperti dell’Osservatorio Inps, il ruolo degli stranieri in Italia continuerà a crescere. La loro partecipazione al mercato del lavoro aiuta a compensare il calo demografico e la carenza di manodopera in alcuni settori strategici, fornendo un contributo concreto alla sostenibilità del sistema previdenziale e all’economia locale. Per regioni come Puglia e Basilicata, dove le aree interne soffrono di spopolamento, gli stranieri rappresentano una risorsa preziosa sia in termini occupazionali sia per la vitalità sociale e culturale.

Annata straordinaria per l’olio extravergine d’oliva italiano, con la Puglia che torna sul trono della qualità e della quantità, imponendosi come faro del Mediterraneo nonostante una stagione segnata da siccità, caldo estremo e piogge irregolari. Nei mercati contadini la festa dell’olio nuovo ha il sapore della riscossa: gli oli DOP pugliesi raggiungono un valore di 82 milioni di euro e il DOP Terra di Bari registra un’esplosione delle esportazioni con un +62%, risultato che incorona la regione primo polo nazionale per l’export di eccellenze certificate. La Puglia si conferma così il cuore verde dell’olivicoltura italiana, con 370mila ettari coltivati, 148mila aziende, 60 milioni di alberi — quasi un terzo dell’intero patrimonio olivicolo nazionale — e una PLV che vola a 1 miliardo di euro, un colosso agricolo e ambientale che continua a crescere. Mentre l’olio extravergine di oliva nuovo scorre, anche la scienza contribuisce a rafforzarne il mito: una review firmata Università del Molise e Harvard, pubblicata su Nutritional Neuroscience, svela il ruolo sorprendente dei polifenoli dell’extravergine — idrossitirosolo, oleuropeina e oleocantale — nel proteggere il cervello da infiammazioni, stress ossidativo e neurodegenerazione. I ricercatori spiegano che queste molecole dell’olio extravergine di oliva agiscono migliorando la funzione mitocondriale e bloccando citochine dannose, aprendo la strada a nuove strategie nutraceutiche contro Alzheimer, Parkinson e declino cognitivo. Lo conferma anche il celebre studio Predimed: una dieta mediterranea arricchita con un litro di EVO ricco di polifenoli a settimana riduce del 40% il rischio di sviluppare demenza, un dato che ridefinisce il ruolo dell’olio extravergine nella salute pubblica. Accanto alla Puglia emerge una protagonista forse inattesa ma sempre più convincente: la Basilicata. Quest’anno la regione registra una produzione dell’olio extravergine di oliva in moderata ripresa e una qualità che sorprende per intensità aromatica e ricchezza fenolica, soprattutto nelle aree vocate del Vulture e della Collina Materana. Qui l’olio racconta un territorio integro, fatto di agricoltura eroica, piccoli frantoi e tradizioni che resistono. Non mancano le difficoltà — dalla frammentazione aziendale alla cronica carenza d’acqua — ma la risposta del comparto lucano è esemplare: una filiera coesa, capace di trasformare la fragilità in valore, sostenuta dall’apprezzamento crescente delle DOP locali sui mercati italiani e internazionali. A oscurare l’entusiasmo per la straordinaria qualità del nuovo raccolto finalizzato alla produzione dell’olio extravergine di oliva è però l’impennata senza precedenti delle importazioni di olio straniero. Nei primi otto mesi del 2025 l’Italia ha visto arrivare 427 milioni di chili di prodotto estero, +67% rispetto al 2024, con una spinta record ad agosto (+93%) proprio alla vigilia dell’avvio della campagna olearia. Il risultato è un crollo delle quotazioni dell’EVO italiano: un -20% in poche settimane che spinge molti produttori sotto la soglia dei costi di produzione, minacciando redditività, investimenti e futuro delle aziende. Coldiretti e Unaprol lanciano l’allarme e chiedono una Cabina di Regia straordinaria, controlli serrati nei porti e un monitoraggio rigoroso dei contratti futures sulle Borse Merci per smascherare manovre speculative e bloccare frodi sull’origine.

Inaugurato a Pergola il centro di monitoraggio ambientale, intitolato alla memoria di don Gerardo Marsico. Testo Il Gruppo lucano della protezione civile ha da oggi a disposizione un Centro di monitoraggio ambientale, intitolato alla memoria di don Gerardo Marsico. Un importante strumento di controllo capace di preservare le bellezze naturali del Parco Nazionale dell’Appennino Lucano-Val d’Agri-Lagonegrese e di supportare tutte le attività del Gruppo. È stato inaugurato a Pergola, frazione di MArsico Nuovo, in occasione del 17simo raduno nazionale dell’associazione di protezione civile presente in Basilicata, Campania e Calabria con circa 100 sedi e migliaia di volontari, iscritta dal Dipartimento Nazionale nell’elenco centrale delle organizzazioni di volontariato di Protezione Civile. Intervistati: Pierluigi Martoccia, presidente nazionale del Gruppo Lucano; Antonio Tisci, presidente del Parco dell’Appennino Lucano; Pasquale Pepe, vicepresidente della Regione Basilicata

La fornitura, finanziata per 11,5 milioni di euro dalla Regione Basilicata, fa parte del piano di rinnovo della flotta extraurbana. Martedì 25 novembre a Potenza sarà ufficiale la consegna di 40 nuovi autobus alle aziende del consorzio Cotrab. La fornitura, finanziata per 11,5 milioni di euro dalla Regione Basilicata, fa parte del piano di rinnovo della flotta extraurbana. I mezzi, di tre diverse dimensioni, sono dotati di pedane per disabili, Gps, videosorveglianza, climatizzazione e predisposizione per internet. L’obiettivo è sostituire i mezzi obsoleti, ridurre le emissioni e aumentare comfort e sicurezza per i passeggeri. L’assessore alle Infrastrutture Pasquale Pepe ha sottolineato la rapidità del percorso, dalla delibera al parcheggio dei bus pronti al servizio, segnalando un significativo passo verso una mobilità pubblica moderna e accessibile.

Le parole del presidente della Basilicata nel 45° anniversario del terremoto del 23 novembre 1980. Nel 45° anniversario del terremoto del 23 novembre 1980, il presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, ha ricordato «una sera che per i lucani non è mai davvero finita». Una ferita che torna alla memoria ogni anno, ha detto, «come una foto ingiallita che continua a definirci», ma anche una forza che ha insegnato alla Basilicata cosa significhi rialzarsi. Bardi in merito al terremoto ha sottolineato come il sisma abbia mostrato «la nostra fragilità», lasciando dietro di sé silenzi, macerie e un vuoto che nessuna ricostruzione potrà colmare. Ma proprio da quel buio è nato «il miracolo italiano»: la solidarietà di migliaia di militari, volontari e cittadini accorsi da tutto il Paese, «il vero argine» contro la disperazione. L’anniversario, però, non è solo memoria: è un impegno. Bardi ha detto: «La prevenzione non è un costo, è la nostra assicurazione sulla vita», ha ricordato il governatore, citando anche l’Università della Basilicata – nata dopo il sisma – che oggi forma esperti in ingegneria sismica. «Il nostro dovere è trasformare le lezioni del passato in azioni concrete: la sicurezza dei cittadini viene prima di tutto», ha concluso.

I convogli del Regionale di Trenitalia sono di nuova generazione Servizio di Alessandro Boccia

Un’iniziativa organizzata dall’Associazione allevatori di Basilicata, dall’Associazione nazionale allevatori della razza Frisona, Bruna e Jersey Italiana e dalla Regione Basilicata interviste a Palmino Ferramosca, presidente Ara Basilicata; Martino Cassandro, direttore Anafibj; Andrea Bassini, direzione tecnica Aia Servizio di Alessandro Boccia

Si tratta della più grande esposizione itinerante dedicata al calcio italiano. Location dell’evento il Museo Archeologico Provinciale di Potenza Interviste a Emilio Fittipaldi, presidente Comitato Regionale LND Basilicata; Mauro Grimaldi, curatore mostra; Enzo Mitro, responsabile Polo della cultura Provincia di Potenza Servizio di Alessandro Boccia

Si tratta della più grande esposizione itinerante dedicata al calcio italiano. Location dell’evento il Museo Archeologico Provinciale di Potenza Interviste a Emilio Fittipaldi, presidente Comitato Regionale LND Basilicata; Mauro Grimaldi, curatore mostra; Enzo Mitro, responsabile Polo della cultura Provincia di Potenza Servizio di Alessandro Boccia

Si tratta di una strumentazione di ultima generazione da oggi a disposizione dell’ospedale “Papa Giovanni Paolo II” Interviste a Maurizio Friolo, direttore generale dell’ASM – Cosimo Latronico, assessore regionale alla Salute Servizio di Alessandro Boccia

Interessati una decina di comuni, anche Matera Sospensioni temporanee e notturne dell’erogazione idrica potrebbero rendersi necessarie “già neiprossimi giorni” per una decina di Comuni lucani, tra cui Matera. La comunicazione è stata fatta da Acquedotto lucano ai primi cittadini del Vulture-Melfese, dell’Alto Bradano e dell’area di Matera e Montescaglioso. Questo perché “a seguito della progressiva riduzione delle disponibilità delle dighe del Sinni e del Pertusillo e stante la grave carenza degli apporti dalle sorgenti campane, Acquedotto Pugliese ha attivato interventi di regolazione delle portate e rimodulazione delle assegnazioni”. Le sospensioni potrebbero essere necessarie “considerando che Acquedotto Lucano non dispone della possibilità di attingere da ulteriori risorse locali”.

Cresce il numero dei pazienti che sceglie la farmacia di fiducia Servizio di Alessandro Boccia

Compie 100 anni, a Barile, l’azienda vitivinicola simbolo di una terra votata all’Aglianico del Vulture

Siamo stati a Trecchina Intervista a Giuseppe Cresci, raccoglitore castagne Servizio di Alessandro Boccia

In Basilicata continua l’emergenza legata agli animali selvatici nei centri abitati Continua l’emergenza cinghiali in Basilicata. Gli animali ormai da anni scorazzano liberamente nelle campagne e nei centri abitati, mettendo a rischio l’incolumità di automobilisti e pedoni. Come si vede in queste immagini girate ieri in tarda serata da un cittadino di Scanzano Jonico. Si vede un branco numeroso di esemplari adulti che ai aggirano nei pressi del campo sportivo della cittadina materana.

La giunta regionale accusata di immobilismo Servizio di Alessandro Boccia

Per la prima volta in Italia uno studio sulla specie a rischio estinzione grazie all’utilizzo di trasmettitori satellitari  Intervista a Vincenzo Grippo, presidente Parco Regionale Gallipoli Cognato Piccole Dolomiti Lucane Servizio di Alessandro Boccia

Il maltempo continuerà ad interessare le nostre regioni per tutta la giornata di oggi e quella di domani L’ondata di maltempo che da circa 24 ore interessa Puglia e Basilicata, seguita da un crollo delle temperature su valori tipicamente invernali, si è accanita in particolar modo sul Nord Barese, Sud-Est barese, Valle d’Itria e Nord Brindisino, con accumuli fino a 100 millimetri di pioggia in poche ore: praticamente la pioggia che di solito cade nell’arco di due mesi. La foto si riferisce agli allagamenti di questa mattina nel territorio di Fasano, uno dei più colpiti. Fortunatamente non si segnalano danni. Il maltempo continuerà ad interessare le nostre regioni per tutta la giornata di oggi e quella di domani. Per un miglioramento bisognerà attendere il weekend.

gilca-srl-giugno
gilca-srl-giugno