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Bari

Per tutta la giornata le dieci statue che raccontano la passione e morte di Gesù hanno sfilato per la città Donatella Azzone

La giunta ha approvato la delibera che decreta l’impegno a sostenere la manifestazione calcistica  Il Comune di Bari sosterrà la candidatura della Figc e dell’Italia per ospitare gli Europei di calcio in programma nel 2032, mettendo a disposizione lo stadio San Nicola. La giunta ha infatti approvato la delibera che stabilisce l’impegno a supportare la manifestazione sportiva. Inoltre il Comune fa sapere che in caso di assegnazione dell’evento, sarà pronto per assicurare “gli interventi utili ad adeguare l’impianto ai requisiti previsti dalla Uefa in base alla tempistica trasmessa dalla Figc”. “Già da mesi siamo al lavoro per rispondere a tutte le richieste pervenute con la compilazione di dossier specifici, che riguardano non solo il nostro più grande impianto sportivo ma anche le aree che potranno ospitare i tifosi e le manifestazioni collaterali – ha dichiarato il sindaco di Bari, Antonio Decaro – centrare questo obiettivo  lasciando in eredità alla città il risultato della partecipazione ai campionati Europei di calcio per noi sarebbe il coronamento di un lungo lavoro portato avanti in questi anni”.  Bari è infatti fra le possibili sedi idonee a ospitare l’evento che si svolgerà per un periodo di circa trenta giorni, fra giugno e luglio 2032, in dieci città, fra le quali ci sarebbero anche Milano, Roma, Napoli, Palermo, Cagliari, Genova, Bologna, Firenze e Torino.

Intanto, così come accaduto nella gara d’andata, è stata confermata la mancata convocazione di Andrea Masiello per la partita di lunedì Servizio di Michele Salomone

E’ stata aperta un’inchiesta per far luce sulla morte del 73enne, titolare de “I Masciavè”. I familiari, solo dopo il decesso, avrebbero appreso di come l’uomo fosse rimasto coinvolto in un sinistro con il sidecar della coppia di sposini americani in viaggio di nozze nel capoluogo pugliese E’ giallo, a Bari, sulla morte di un parrucchiere 73enne. Giovedì pomeriggio il titolare de “I Masciavè”, ha accusato un malore ed è deceduto nel suo salone, nella centrale via Piccinni. Inutili i tentativi di rianimarlo con gli operatori del 118 intervenuti sul posto. Ma la vicenda conserva molti lati oscuri ed è stata aperta un’inchiesta. I familiari, solo dopo il decesso, avrebbero appreso, dai vigili urbani, di come l’uomo, qualche ora prima, in sella alla sua moto, fosse rimasto coinvolto in un incidente. Il 73enne si sarebbe scontrato, sul lungomare, con il sidecar della coppia di sposini americani in viaggio di nozze a Bari (dei quali si è molto parlato a causa del furto del mezzo, poi restituito).La vittima non avrebbe raccontato ai parenti dell’incidente.La salma si trova ora nel Policlinico di Bari ed è a disposizione del magistrato. Si indaga per far luce sulla vicenda.

Bene i ristoranti, un po’ meno gli alberghi, non si va oltre il weekend INTERVISTA: FRANCESCO CAIZZI, PRESIDENTE FEDERALBERGHI PUGLIAServizio Anna De Feo

Ecco cosa hanno trovato gli operatori di Amiu Puglia questa mattina   Ormai siamo a livelli di inciviltà incredibile dove c’è assoluta mancanza di rispetto per la propria città. Addirittura monopattini gettati nei cassonetti dell’immondizia, e pure una poltrona! Ecco cosa hanno purtroppo trovato gli operatori di Amiu puglia questa mattina a bari in via Dalmazia angolo via Corfù e in via Nicolai angolo via Manzoni: un monopattino gettato in un cassonetto e finanche una poltrona, inserita peraltro a fatica quando bastava telefonare al servizio Amiu, gratuito, per il ritiro degli ingombranti. Riservato, evidentemente, solo alle persone civili.

E’ successo in via Dalmazia Ormai siamo a livelli di inciviltà incredibile, assoluta mancanza di rispetto per la propria città. Addirittura monopattini gettati nei cassonetti dell’immondizia, e pure una poltrona! Ecco cosa hanno purtroppo trovato gli operatori di Amiu Puglia questa mattina a bari in via Dalmazia, angolo via Corfù, e in via Nicolai angolo via Manzoni: un monopattino gettato in un cassonetto e finanche una poltrona, inserita peraltro a fatica quando bastava telefonare al servizio Amiu, gratuito, per il ritiro degli ingombranti. Riservato, evidentemente, solo alle persone civili.

Aggiudicato appalto per l’installazione davanti agli istituti che si trovano nelle zone periferiche della città Impianti di videosorveglianza saranno installati all’esterno di 22 scuole di Bari (asili nido, scuole dell’infanzia, scuole primarie, scuole medie inferiori) che si trovano in zone periferiche della città. A farlo sapere il Comune, rendendo noto che l’appalto è stato aggiudicato alla Prodon impianti tecnologici. Dei 22 impianti da realizzare, 8 saranno serviti da 4 telecamere e gli altri 14 da 8 telecamere in base all’ampiezza delle aree esterne da sottoporre a sorveglianza.I dispositivi installati entreranno nella rete del sistema di videosorveglianza cittadino integrato, che dispone sul territorio di circa 800 telecamere che trasmettono costantemente immagini alla sala operativa della Polizia locale. Un meccanismo che offre la possibilità di archiviare le immagini per alcuni giorni inmodo da renderle disponibili per gli inquirenti nelle eventuali fasi di indagine.

Nell’ambito del processo a carico del ginecologo barese che offriva sesso come “cura” per il papilloma virus Con la richiesta, avanzata dalla difesa, dell’esclusione delle parti civili, ha preso il via il processo di primo grado a carico di Giovanni Miniello, il ginecologo barese 69enne arrestato e posto ai domiciliari il 30 novembre del 2021 per violenza sessuale aggravata su due pazienti, per averle molestate durante le visite. L’arresto è stato revocato dal gip il 22 aprile 2022 e sostituito con l’interdizione dalla professione (dalla quale era già sospeso) per 12 mesi. Nel corso della prima udienza dinanzi al Tribunale di Bari, il difensore Roberto Eustachio Sisto ha chiesto l’esclusione di alcune parti civili, costituitesi infase di udienza preliminare. Nello specifico, è stata richiesta la non ammissione di  alcune associazioni antiviolenza, perché si trovano fuori dal territorio della Città metropolitana di Bari, luogo nel quale avrebbero avuto luogo le presunte violenze. Ma è stata anche avanzata la richiesta di non ammettere anche altre parti civili che avrebbero fatto domanda “tardivamente” rispetto ai limiti temporali imposti dalla riforma Cartabia. Fra queste, l’Ordine dei medici di Bari. La decisione del Tribunale, in merito, sarà comunicata alla prossima udienza, fissata per il 6 luglio. Secondo l’accusa, il ginecologo avrebbe proposto alle pazienti rapporti sessuali come cura per il papillomavirus e per prevenire il tumore dell’utero. I racconti di otto presunte vittime sono stati cristallizzati in un incidente probatorio. Le vittime hanno un’età compresa tra 27 e 48 anni.

Ma ha respinto l’accusa di razzismo. Si è difeso così Alessio Blasi, il 19enne a processo dinanzi al Tribunale di Bari con l’accusa di aver brutalmente aggredito, il 5 aprile del 2022, un 24enne di origini senegalesi Ha confermato di aver picchiato, per paura, il 24enne, ma ha precisato di non averlo “aggredito alle spalle” e di non aver mai detto né “ti sparo” né “vattene negro'”. È quanto dichiarato da Alessio Blasi, il 19enne a processo dinanzi al Tribunale di Bari con l’accusa di aver brutalmente aggredito, il 5 aprile del 2022, un 24enne di origini senegalesi all’ingresso del parco Rossani, a Bari. Per quell’episodio la vittima ha perso un occhio. Blasi è accusato di lesioni personali pluriaggravate, fra le aggravanti contestate c’è anche quella dell’odio razziale.Blasi ha confermato di aver picchiato il 24enne, ma ha respinto l’accusa di razzismo.“Stavo entrando nel parco con la mia ex ragazza e alcuni amici quando l’ho incrociato. Lui mi ha accusato di averlo guardato male – ha riferito in aula – si era fissato su di me e non so perché”. Blasi ha raccontato di aver spiegato al 24enne che si sbagliava, ma lui gli avrebbe chiesto di appartarsi per chiarire. “Ho avuto paura e ho reagito – ha proseguito – gli ho dato un pugno. Quando era a terra gli ho dato due calci e due pugni nel fianco per paura. Non sono razzista – ha proseguito Blasi – non sono stato cresciuto così, avrei reagito anche se fosse stato bianco come me. Ora vorrei chiedergli scusa, ma non so come fare”.Durante l’udienza una minorenne, ex fidanzata di Blasi e testimone oculare, ha confermato il racconto delragazzo. L’avvocato della parte civile ha poi chiesto di poter ascoltare alcuni messaggi audio contenuti in una chat, dai quale si evincerebbe che “alcuni testimoni sono stati indotti a mentire”, ha detto il legale. La difesa di Blasi si è opposta.Si tornerà in aula il prossimo 18 maggio.

Il boss 48enne deve scontare una pena residua di un anno e due giorni di reclusione Gino Strisciuglio torna in carcere ad appena sei mesi dalla sua liberazione. Il boss 48enne, a capo dell’omonimo clan insieme al fratello Domenico, deve scontare una pena residua di un anno e due giorni di reclusione. Al termine resterà comunque in libertà vigilata per tre anni. Il provvedimento è stato eseguito questa mattina dai carabinieri del Comando provinciale. Gino “la luna” era stato condannato in via definitiva in qualità di promotore di associazione di tipo mafioso e associazione dedita al traffico di sostanze stupefacenti nell’ambito dell’operazione Agorà ed era stato scarcerato a settembre scorso dopo circa 22 anni di reclusione nel carcere di Opera, a Milano.

Dopo la sospensione dei permessi a 38 imprese edili. Vediamo come sta procedendo il lavoro degli uffici Servizio di Anna De Feo Riprese e montaggio di Cosimo CaragiuloIntervista a Davide Pellegrino, direttore generale Comune Bari

Per dare voce al grido dei popoli minacciati dalla guerra Una preghiera per la pace, per dare voce al grido dei popoli minacciati dalla guerra. Quello “dell’Ucraina e di tutti i Paesi afflitti da orrori e lacrime, perché ogni azione e iniziativa politica, sia a servizio della fratellanza umana, più che degli interessi di parte”. L’hanno rivolta “le persone di buona volontà”, nella Cripta della Basilica, in occasione di Vespri dei mercoledì di Quaresima organizzati dai Padri Domenicani, ai quali ha partecipato anche l’associazione Amici di San Nicola. Un momento di riflessione e l’occasione per scambiarsi gli auguri per la prossima Pasqua.

Definite le azioni di welfare nei prossimi tre anni, l’importo investito non ha precedenti IINTERVISTA: FRANCESCA BOTTALICO, ASSESSORE WELFARE COMUNE DI BARIROSA BARONE, ASSESSORE WELFARE REGIONE PUGLIAServizio Anna De Feo

Parla dall’ospedale il ragazzo picchiato sabato sera da una babygang nel sottopassaggio della stazione centrale di Bari Servizio di Guglielmina Logroscino

Collegherà il Pronto soccorso al reparto di Malattie infettive del Policlinico Servizio di Francesco Iato Intervistati: Paolo D’Ambrosio, pres. Rotary Club Bari Mediterraneo Giovanni Migliore, dir. gen. Policlinico di Bari

Il diciannovenne ha chiesto ed ottenuto il rito abbreviato Sarà giudicato con rito abbreviato Giuseppe Tigri, il 19enne accusato di far parte di una banda cheper mesi ha seminato il terrore nel parco di Largo 2 Giugno, a Bari. Il processo sarà discusso il prossimo 6 giugno. Sono due gli episodi contestati a Tigri: il 30 dicembre 2021 in sette avrebbero circondato un 15enne, intervenuto in difesa di un coetaneo preso a schiaffi dal gruppo, colpendolo più volte con pugni fino a farlo cadere e continuando a dargli calci alla pancia e alla schiena. il 9 gennaio 2022, invece, in tre avrebbero costretto un 16enne ad allontanarsi dal parco dopo averlo minacciato, colpendolo con una testata al setto nasale. Tigri è stato l’unico per il quale la Procura di Bari ha chiesto il rinvio a giudizio.Secondo l’accusa, la banda “di mero stampo bullistico”, accerchiava le vittime, le minacciava e pretendeva denaro e i telefoni cellulari che gli adolescenti avevano in tasca, terminando con aggressioni a calci e pugni. 

Ancora un’aggressione, da parte di una baby gang. E’ successo sabato sera, in stazione, dove un giovane è stato preso a calci e pugni da sei minorenni Servizio di Guglielmina Logroscino Riprese e montaggio di Cosimo Caragiulo Intervista ad Abdul

I consiglieri hanno votato all’unanimità il parere positivo che sarà presentato in conferenza di servizi. Ma in aula non sono mancate le tensioni Servizio di Guglielmina Logroscino Riprese e montaggio di Cosimo Caragiulo

Una istituzione a tutela della persona, contro l’illegalità e l’abusivismo di una professione sanitaria indispensabile per il processo riabilitativo dei pazienti Nasce il primo consiglio direttivo dell’Ordine dei fisioterapisti di Bari, Bat e Taranto. Una istituzione a tutela della persona, contro l’illegalità e l’abusivismo di una professione sanitaria indispensabile per il processo riabilitativo dei pazienti. Giacoma Gialia è la presidente. Tremila professionisti coinvolti. Il nuovo ordine rappresenta una garanzia per iscritti e pazienti. Il cittadino avrà la certezza di trovare fisioterapisti professionisti riconosciuti. A breve verrà attivato un portale web di riferimento con tutte le informazioni utili per aprire questa professione al territorio pugliese.

Abdul, il racconto dell’aggressione

Parla dall’ospedale il ragazzo picchiato sabato sera da una babygang nel sottopassaggio della stazione centrale di Bari Servizio di Guglielmina Logroscino

Bari, un tunnel artistico all’Ospedaletto

Collegherà il Pronto soccorso al reparto di Malattie infettive del Policlinico Servizio di Francesco Iato Intervistati: Paolo D’Ambrosio, pres. Rotary Club Bari Mediterraneo Giovanni Migliore,

Nasce Ordine fisioterapisti di Bari-Bat-Taranto

Una istituzione a tutela della persona, contro l’illegalità e l’abusivismo di una professione sanitaria indispensabile per il processo riabilitativo dei pazienti Nasce il primo consiglio

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