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Una filiera etica per l’organizzazione di eventi Servizio di Guglielmina Logroscino; intervista a Piero Schepisi, pres. coop. Unsolomondo;

L’operazione si registra a pochi giorni dalla conferma della legittimità costituzionale della legge regionale sul divieto assoluto di raccolta del riccio di mare nelle acque pugliesi Gli uomini della capitaneria di porto di Bari hanno sequestrato 35 chili di ricci di mare (circa 1000 esemplari) tenuti a bordo di autovettura privata, completamente sprovvisti dei requisiti di tracciabilità. L’operazione si registra a pochi giorni dalla conferma della legittimità costituzionale della legge regionale sul divieto assoluto di raccolta del riccio di mare nelle acque pugliesi. Il divieto in questione, tuttavia, non si estende alla commercializzazione dei ricci provenienti da altre regioni, purché siano provvisti della documentazione che ne attesti la tracciabilità. Gli esemplari in questione, ancora ancora vivi e vitali, sono stati restituiti al mare.

Si tratta del corpo di un uomo di 67 anni È stato rinvenuto questa mattina un cadavere all’interno di un locale dismesso da oltre quattro anni, l’ex pizzeria frontemare a Bari, nel quartiere San Giorgio, sulla via per Torre a Mare. Si tratta di un uomo di 67 anni (è del 1957) della provincia di Bari. Sul posto è intervenuta la scientifica con gli uomini della Upgsp, la sezione di pronto intervento della polizia su segnalazione di cittadini, e un’ambulanza del 118. Sul corpo, da un primo esame, non risultano segni di violenze. Non si esclude la morte per cause naturali.Sarà il medico legale, a cui è stata affidata la salma, a stabilire con più certezza le cause del decesso.

Organizzato dall’Arti, l’agenzia regionale per la tecnologia e l’innovazione, ha visto protagoniste Celero e Yakkyo, i cui imprenditori hanno raccontato la storia Servizio: Guglielmina Logroscino Intervista: Alfonso Pisicchio, commissario straordinario Arti Riprese e montaggio: Cosimo Caragiulo

La Guardia di Finanza di Bari ha sequestrato beni per circa 5 milioni di euro Attraverso uno strutturato meccanismo di evasione, numerosi odontoiatri avrebbero sottratto al fisco circa 33 milioni di euro. Le indagini condotte dalla Guardia di Finanza di Bari hanno portato al sequestro di beni per circa 5 milioni di euro. Ad essere coinvolti ben 80 professionisti, 47 dei quali deferiti dalle autorità competenti. In particolare, i dentisti, si sarebbero rifatti ad un sistema gestionale che avrebbe consentito non solo di memorizzare la contabilità a nero su pendrive facilmente removibili in caso di controllo, ma addirittura di creare specifiche “schede cliente” in cui era possibile rendicontare anche i compensi percepiti senza erogazione di fattura. Per rendere più “facile” questa procedura, gli odontoiatri avrebbero mantenuto anche due distinti archivi: uno interno definito “gestionale” contenente tutte le pratiche regolari, ed uno esterno chiamato “storico” contenente le prestazioni nella loro totalità. Per non parlare di alcune chat in cui l’ideatore del software dettava spiegazioni sull’utilizzo dello stesso, rimandando ad incontri di persona per informazioni più dettegliate.

Il Comune potrebbe accogliere in parte l’appello dei residenti riducendo il numero degli stalli e rimettendoli a disposizione della sosta libera Servizio: Francesco Petruzzelli Interviste: Nicola Mele, assessore Lavori Pubblici e Mobilità Comune di Bari; Antonio Bozzo, residente e promotore della raccolta firme Riprese e montaggio: Orazio Corbacio

L’obiettivo del villaggio è ospitare le famiglie che quotidianamente raggiungono gli ospedali del capoluogo pugliese per far curare i propri bimbi affetti dalla leucemia infantile Servizio: Francesco Petruzzelli Intervista: Michele Farina, presidente di Agebeo Riprese e montaggio: Orazio Corbacio

Laforgia e Leccese, nessun passo indietro Servizio di Redazione Norbaonline;

Seconda vittoria consecutiva per il Bari di Iachini. Battuto al San Nicola il Feralpisalò con un rigore di Sibilli a dieci minuti dalla fine. Servizio di Michele Salomone Montaggio di Maria Cristina Quintale

Vito Leccese partecipa all’incontro de La giusta causa e interviene INTERVISTA: VITO LECCESEAVV. MICHELE LAFORGIAServizio Anna De Feo

L’uomo è stato fermato sulla Statale 16. Si cerca il complice fuggito a piedi. La rapina in viale Papa Giovanni XXIII La polizia di Stato ha arrestato a Bari un 28enne di Cerignola, ritenuto il presunto responsabile della rapina consumatasi giovedì sera in un parcheggio di viale Papa Giovanni XXIII. L’uomo, con l’aiuto di un complice, avrebbe minacciato con una pistola una donna intimandole di consegnare le chiavi dell’auto e i soldi. Al suo rifiuto l’avrebbe afferrata e scaraventata con violenza fuori dall’auto, facendola rovinare sull’asfalto.  Impossessatosi della vettura l’uomo si è messo al volante fuggendo verso largo 2 Giugno.  La sua fuga però è terminata all’uscita 3 della Statale 16 grazie all’intervento di due volanti della polizia. Il 28enne è stato quindi arrestato e portato in carcere, mentre il suo complice è riuscito a fuggire a piedi facendo perdere le proprie tracce.  

Fulvio Maria Soccodato ha il compito di far realizzare opere ed infrastrutture per il summit che si terrà dal 13 al 15 luglio a Fasano Servizio: Francesco Iato

Sono oltre 685mila i passeggeri che nel 2023 hanno usufruito del servizio Servizio: Antonio Procacci

Si tratta di due giovani di 28 e 32 anni, già noti alle forze dell’ordine Due topi da appartamento arrestati dai carabinieri a Bari. Si tratta di due giovani di 28 e 32 anni, già noti alle forze dell’ordine per i furti. I due sono stati identificati grazie all’analisi delle immagini registrate dalle telecamere di video sorveglianza che inutilmente avevano tentato di oscurare con uno spray attraverso un ombrello con un foro. Sono ritenuti responsabili di un colpo messo a segno in una abitazione di corso Sonnino a maggio del 2023. In particolare uno dei due è stato riconosciuto dal volto e dal fatto che qualche giorno dopo è stato sorpreso alla guida della stessa auto inquadrata sul luogo del furto con un orecchino che faceva parte della refurtiva. Inoltre a bordo della vettura è stato rinvenuto un borsone contenente attrezzi da scasso.

Procede il piano del Comune di Bari, per raggiungere il target europeo degli asili nido, grazie ai fondi del Pnrr Servizio: Guglielmina Logroscino Intervista: Paola Romano, assessore alle politiche giovanili comune di Bari Riprese e montaggio: Roberto Cofano

Candidato sindaco di Bari per il centrosinistra. Il penalista al TgNorba: “L’intento di tutti, anche il mio, è quello di arrivare a un candidato unitario. Se non si riuscirà, bisognerà trovare un modo, diverso dalle primarie, per consultare la base elettorale”

Disagi pesantissimi sul traffico. Gli operai chiedono di essere pagati. Il rischio è un dramma occupazionale Servizio: Annamaria Rosato Intervista: Vladimiro Pulpo, Aigi

Derubato un deposito, con cadenza settimanale Nel tempo avrebbero rubato 4.400 elettrodomestici dal deposito dell’azienda per la quale lavoravano, a Bari. Per questo 3 persone sono finite agli arresti domiciliari: si tratta di un 32enne e un 49enne baresi insieme a un 33enne del posto, che aveva il compito di fare da palo. Pare che i furti avvenissero con cadenza settimanale. Le indagini dei carabinieri sono partite a seguito di una denuncia per furto di beni risalente ad aprile dello scorso anno. Ingente il danno economico.

Venerdì 16 tavolo di coalizione Servizio di Antonio Procacci;

Il 69enne è accusato di diversi reati aggravati dal metodo mafioso È considerato il mandante di un agguato avvenuto con modalità mafiose a novembre 2013, una gambizzazione. Gli agenti della squadra mobile di Bari hanno arrestato questa mattina all’alba Eugenio Palermiti, capo dell’omonimo clan del quartiere Japigia. Il 69enne è accusato di diversi reati aggravati dal metodo mafioso. L’ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata emessa dal Gip del Tribunale di Bari, su richiesta della Direzione distrettuale antimafia.Vittima della gambizzazione del 2013 fu un suo coetaneo, incensurato e ben inserito “nel tessuto sociale cittadino”, scrivono gli inquirenti, che nel corso degli anni “aveva concesso favori” a Palermiti. L’uomo lavorava in un’agenzia di distribuzione di quotidiani ma, a un certo punto, aveva deciso di smettere di aiutare il capoclan. “Il rifiuto di continuare – secondo la polizia – aveva determinato propositi di vendetta, culminati nell’ordine di sparargli”. La vittima, nel quartiere Japigia di Bari, fu colpita alle gambe da due colpi di arma da fuoco che gli procurarono diverse fratture. Per gli inquirenti, il movente dell’aggressione era indurre la vittima a chiedere proprio a Palermiti aiuto e protezione per l’agguato subìto.Ma a Eugenio Palermiti sono contestati anche i reati di violenza privata e atti persecutori nei confronti di tre aspiranti collaboratori di giustizia, a cavallo tra gli anni 2021-2022.

Bari, convegno su esperienze imprenditoriali Start Up

Organizzato dall’Arti, l’agenzia regionale per la tecnologia e l’innovazione, ha visto protagoniste Celero e Yakkyo, i cui imprenditori hanno raccontato la storia Servizio: Guglielmina Logroscino

Calcio, Serie B: Bari-Feralpisalò 1-0

Seconda vittoria consecutiva per il Bari di Iachini. Battuto al San Nicola il Feralpisalò con un rigore di Sibilli a dieci minuti dalla fine. Servizio

Bari: scoperti furti di elettrodomestici

Derubato un deposito, con cadenza settimanale Nel tempo avrebbero rubato 4.400 elettrodomestici dal deposito dell’azienda per la quale lavoravano, a Bari. Per questo 3 persone

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