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Arrestato in flagranza un 59enne con l’accusa di produzione e detenzione di sostanze stupefacenti Circa 80 chilogrammi di stupefacenti sono stati scoperti e sequestrati nella località di Tortorella di Foggia: un’operazione dei Carabinieri ha sgominato il maxi deposito della marijuana, lo scantinato di una masseria dove la sostanza veniva fatta essiccare prima della vendita. Un uomo di 59 anni è stato arrestato in flagranza con l’accusa di produzione e detenzione di sostanze stupefacenti. Il quantitativo sequestrato, se venduto, avrebbe fruttato mezzo milione di euro. A conferma dell’organizzazione e dell’occultamento dell’attività illecita, altro materiale posto sotto sequestro: oltre agli strumenti di lavorazione e confezionamento della droga, anche due jammer – dispositivi elettronici che disturbano le frequenze dei sistemi di comunicazione.

Una donna di 43 anni responsabile di molestie ed intimidazioni ai danni della parente Vecchi dissapori legati a un terreno lasciato in eredità dal padre avrebbero portato una 43enne di Corato a molestare e minacciare la sorella, arrivando persino a bruciarle la macchina. La donna è stata arrestata dai carabinieri con l’accusa di incendio in concorso e tentata estorsione. La 43enne infatti avrebbe cercato di estorcere alla sorella 200 euro al mese, per essere ricompensata del terreno che 20 anni prima il padre non le aveva lasciato. La donna era già sottoposto all’obbligo di soggiorno, ciononostante avrebbe continuato a inviare messaggi ingiuriosi alla sorella.

I provvedimenti in seguito all’operazione di sicurezza e prevenzione delle forze dell’ordine I controlli effettuati dai Carabinieri nella provincia di Foggia per la prevenzione e il contrasto di incendi hanno portato ad undici denunce nel territorio e un arresto per un ventenne a Rodi Garganico, colto in flagranza nei pressi della sua abitazione. Il ragazzo, nella fattispecie, avrebbe posizionato un lenzuolo all’interno di una cassetta contenente un contatore collegato alla conduttura per la fornitura del gas di un condominio, provocando il rogo con un accendino. Sono state emanate dai carabinieri 170 sanzioni amministrative nel corso dell’operazione, per un valore complessivo di 150.000 euro. Come comunica il corpo forestale di Foggia, a giugno sono stati effettuati oltre 1.200 servizi perlustrativi e di prevenzione, in vista del caldo torrido delle estati pugliesi.

Identificato il 35enne responsabile del tentato omicidio nei pressi del Ponte Sant’Egidio I Carabinieri di Taranto hanno fermato e arrestato il clochard responsabile dell’aggressione con coltello avvenuta nel quartiere Tamburi ai danni di un trentenne. Si tratta di un 35enne di origine georgiana senza fissa dimora che, secondo le ricostruzioni, sostava nei pressi del Ponte Sant’Egidio sul momento dell’alterco avvenuto per futili motivi: dopo un inseguimento, la vittima, un trentenne di Martina Franca, è stata ferita al volto e al petto ed è attualmente fuori pericolo, seppur ricoverato in prognosi riservata all’Ospedale Santissima Annunziata di Taranto.

Fermato il responsabile delle due rapine avvenute nella zona 167 Gli agenti del Commissariato di Barletta hanno identificato ed arrestato un 47enne responsabile di due rapine avvenute in due esercizi commerciali della zona 167 della città. In entrambe le incursioni il rapinatore, dal volto coperto e in possesso di un’arma lanciarazzi dalle fattezze di una pistola, era riuscito ad appropriarsi del denaro del negozio minacciando il personale, per poi darsi alla fuga in bicicletta. Le indagini hanno permesso di ricostruire con precisione il percorso di fuga e di rinvenire alcuni indumenti indossati dal rapinatore durante l’azione, oltre all’arma della rapina abbandonata dopo il furto. L’uomo è stato accerchiato dalla Polizia dopo qualche ora e scortato presso il carcere di Trani.

La vittima è un ragazzo di 20 anni, colpito mentre andava a lavoro Prima un diverbio a causa del noleggio di un’auto, poi l’accoltellamento. Ad Andria la Polizia ha arrestato un 50enne con l’accusa di tentato omicidio e tentata estorsione ai danni di un 20enne. L’uomo avrebbe minacciato il giovane con una chiave inglese intimandogli di versare dei soldi. Qualche giorno dopo,alle 6.30 del mattino, avrebbe atteso la vittima vicino casa e mentre stava andando al lavoro lo avrebbe ferito con un coltello. La Polizia ha provveduto al fermo dell’indagato che è ora in carcere a Trani.

Il truffatore un 58enne napoletano già noto alle forze dell’ordine Una telefonata sospetta in cui veniva comunicato l’arresto della figlia responsabile di un incidente stradale, poi l’intervento di un fantomatico avvocato e di una cauzione da pagare per scagionarla. Questi i meccanismi di una truffa organizzata ai danni di un anziano di Martina Franca per mano di un 58enne, pregiudicato, residente a Napoli: l’uomo si sarebbe introdotto nell’abitazione dell’anziano per sottrargli contanti e beni preziosi del valore complessivo di 50mila euro con la scusa del ritiro a mano della cauzione. Dopo lo shock, la vittima ha denunciato contestualmente il delitto e, una volte avviate tutte le indagini del caso, la Polizia ha rintracciato e arrestato il malvivente nella propria abitazione a Napoli. Di fondamentale utilità le impronte digitali rilevate e le riprese della videosorveglianza.

Il colpevole avrebbe ripetutamente seguito i movimenti della donna limitandone la libertà Una separazione mai accettata e da lì l’escalation di atti intimidatori e pedinamenti protratti per mesi nei confronti della ex compagna, culminati con l’occupazione di una casa. Un 53enne di Massafra è stato arrestato in flagranza dai Carabinieri questa mattina con l’accusa di stalking: la donna non aveva formalmente denunciato, ma aveva comunicato agli investigatori il clima di terrore diventato insostenibile e i continui cambiamenti di abitudini per evitare intrusioni dell’uomo. Gli accertamenti hanno rilevato un quadro grave che ha richiesto un intervento tempestivo: la vittima è stata messa in sicurezza, mentre le autorità giudiziarie hanno disposto l’arresto immediato per lo stalker, attualmente rinchiuso nel carcere di Taranto.

La Polizia ha rintracciato il presunto autore dell’omicidio di Fatimi Hayat , 46 anni È stato fermato dalla Polizia, a Roma, il presunto autore dell’omicidio di Fatimi Hayat, la donna di 46 anni accoltellata nella notte in vico Cibelle, una traversa del centro storico di Foggia. La donna lo aveva già denunciato per ripetuti episodi di pedinamento e minacce ma nonostante un’ordinanza di custodia cautelare in carcere lui non era stato rintracciato Servizio di Giuseppe Capacchione

La polizia lo ha rintracciato a Roma, aveva ancora gli abiti sporchi di sangue C’è un fermo per il femminicidio avvenuto la notte scorsa a Foggia. La polizia ha fermato a Roma il presunto responsabile, si tratta dell’ex compagno della vittima, un 46enne con il quale la donna aveva avuto una relazione e che aveva denunciato per stalking. L’uomo, prima dell’omicidio di Hayat Fatimi, era stato già destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare ma era risultato irreperibile. Era stato disposto per lui anche il braccialetto elettronico ma per non meglio specificati motivi tecnici non lo aveva mai indossato. Quando è stato fermato dai poliziotti aveva ancora gli abiti sporchi di sangue.

L’uomo pretendeva di continuo soldi e non aveva smesso nemmeno dopo il trasferimento del genitore in una nuova abitazione I Carabinieri di Massafra hanno fermato un quarantasettenne accusato di condotta minacciosa e persecutoria. Secondo le fonti, l’uomo avrebbe ripetutamente minacciato il padre, di anziana età, anche successivamente al trasferimento del genitore in una nuova abitazione. Oltre alle aggressioni verbali, l’uomo gli avrebbe anche chiesto del denaro in svariate occasioni. Il quarantasettenne è stato trovato in strada, in possesso di una tanica vuota di benzina, e arrestato dalle forze dell’ordine.

Un ladro bloccato e arrestato dai carabinieri. Caccia al complice Un furto di rame è stato sventato dai carabinieri a Collepasso. Fondamentale la collaborazione di un vigilante che aveva notato due uomini all’interno di un capannone nella zona industriale del comune salentino. Poco dopo, uno dei due ladri è stato individuato in un terreno nei pressi della Provinciale 69, dove si era nascosto cercando di eludere la cattura. Nella sua autovettura, abbandonata nel tentativo di far perdere le proprie tracce, i carabinieri hanno trovato strumenti da scasso pronti all’uso. L’uomo è stato arrestato e posto ai domiciliari mentre il complice è tuttora ricercato.

Il responsabile avrebbe potuto provocare un’esplosione grave, provvidenziale l’intervento dei Vigili del Fuoco Una lite furibonda seguita da un raptus di rabbia potenzialmente mortale: un trentenne di origine nigeriana avrebbe volontariamente incendiato un materasso all’interno di uno stabile nel centro di Andria. Il rapido propagarsi delle fiamme è stato prontamente fermato dai Vigili del Fuoco, che hanno evitato il pericoloso contatto con le bombole di gas presenti nell’edificio. Non si registrano feriti, ma gli appartamenti coinvolti nell’incendio sono stati dichiarati inagibili. Il responsabile del rogo è stato arrestato e trasferito nel carcere di Trani.

L’aggressore, messo ai domiciliari, si opponeva alla separazione coniugale Fine di un ennesimo caso di violenza di genere: a Laterza, un uomo avrebbe minacciato e maltrattato sua moglie per ostacolare la separazione da lei richiesta. La donna ha segnalato alle autorità dei comportamenti violenti avvenuti già in precedenza e accentuati dopo la decisione di allontanamento coniugale: tra questi, minacce di morte rivolte anche al legale responsabile della pratica di separazione. L’intervento dei Carabinieri di Laterza ha permesso l’arresto dell’aggressore, posto ai domiciliari, e la messa in sicurezza della vittima.

Accolta la richiesta dal giudice a una settimana dall’arresto in carcere dell’ex vicesindaco del comune salentino Cosimo Piccione, ex vicesindaco di Sannicola, torna a casa dopo una settimana trascorsa in carcere. Il gip Laura Fedele ha accolto la richiesta di attenuazione della misura cautelare, disponendo per lui gli arresti domiciliari. Piccione era finito in cella nell’ambito di un’inchiesta della Guardia di Finanza di Gallipoli su una presunta associazione per delinquere finalizzata a commettere reati contro la pubblica amministrazione. Nel corso dell’interrogatorio di garanzia, Piccione si è avvalso della facoltà di non rispondere, lasciando intatto il quadro indiziario a suo carico. Il giudice ha evidenziato la permanenza delle esigenze cautelari, legate soprattutto ai rapporti con gli altri indagati, alcuni ancora a piede libero. Tuttavia, la sua incensuratezza e le dimissioni da tutte le cariche politiche ricoperte nel Comune di Sannicola (consigliere, assessore e vicesindaco) hanno portato il giudice a ritenere attenuate tali esigenze, disponendo così la misura meno afflittiva dei domiciliari. Nel frattempo, cambia anche la posizione di Cosimo Leo, 67 anni, altro indagato nell’inchiesta. Per lui il gip ha revocato gli arresti domiciliari, sostituendoli con l’obbligo di presentazione giornaliera alla polizia giudiziaria.

I fatti risalgono alla notte tra venerdì e sabato scorsi. La vittima avrebbe subito violenza per oltre un’ora fino a quando è riuscita a liberarsi dalle grinfie del suo aguzzino e ha chiesto aiuto urlando dal balcone della palazzina Avrebbe abusato di una donna in una struttura da tempo adibita a centro di accoglienza per extracomunitari, per questo un 42enne originario della Costa D’Avorio è stato arrestato dai carabinieri di Ginosa. I fatti risalgono alla notte tra venerdì e sabato scorsi. La vittima avrebbe subito violenza per oltre un’ora fino a quando è riuscita a liberarsi dalle grinfie del suo aguzzino e ha chiesto aiuto urlando dal balcone della palazzina. L’edificio si trova in via Roma. I residenti della zona hanno allertato i carabinieri che, a loro volta, hanno chiamato l’ambulanza. La donna è ricoverata , l’uomo è in carcere. Domani mattina, alle 9.30, è stata fissata l’udienza di convalida del fermo.

Il 52enne è finito ai domiciliari. Avrebbe sfruttato la sua attività per fornire farmaci con data di scadenza modificata e sostanze dopanti Ricettazione e detenzione di steroidi, anabolizzanti e droga. Sono queste le accuse per un personal trainer arrestato ad Andria dagli agenti della squadra mobile. L’uomo, un 52enne del Tarantino, avrebbe venduto farmaci con data di scadenza modificata per poterli smerciare nonostante la pericolosità per la salute. E sfruttando la sua attività di personal trainer, avrebbe fornito sostanze dopanti in alcune palestre di Andria. A seguito di una perquisizione nella sua abitazione andriese, i poliziotti hanno sequestrato 28 tipologie di steroidi e anabolizzanti, oltre a marijuana e hashish, ma anche 35mila euro in contanti considerati provento della vendita illegale dei prodotti farmaceutici vietati. Il 52enne è ai domiciliari.

I funerali di Giuseppe Carrino e Maria Di Pede saranno celebrati martedì 8 luglio, alle ore 10, nella Chiesa di Maria Santissima Annunziata, nel rione Piccianello di Matera. È risultato positivo all’alcol test il 22enne di Altamura  arrestato  per omicidio stradale e lesioni in seguito all’incidente che, stamattina (6 luglio)  ha causato la morte di una coppia di coniugi di Matera. Il ragazzo era alla guida dell’auto che si è scontrata frontalmente con quella guidata dal figlio di Maria di Pede, 45 anni e Giuseppe Carrino, 50 anni, entrambi deceduti. Il frontale è avvenuto sulla strada Matera-Metaponto, vicino Bernalda. Nell’incidente è rimasto ferito in modo grave anche un altro ragazzo di Altamura, ricoverato al San Caro di Potenza. Per lui i medici si sono riservati la prognosi. I funerali di Carrino e Di Pede saranno celebrati martedì 8 luglio, alle ore 10, nella Chiesa di Maria Santissima Annunziata, nel rione Piccianello di Matera.

A Taranto la Polizia ha bloccato un 37enne rumeno. E’ accusato anche di maltrattamenti in famiglia Un uomo di nazionalità rumena di 37 anni, in evidente stato di alterazione alcolica, avrebbe tentato di colpire alla gola uno degli agenti della squadra volante di Taranto con un coltello da cucina. I poliziotti, dopo una segnalazione per una lite condominiale, sono giunti nell’ abitazione dell’ uomo, dove hanno trovato una donna visibilmente scossa e due bambini in lacrime. Alla vista degli agenti il 37enne si sarebbe rifiutato di fornire le proprie generalità, reagendo con aggressività e violenza. Avrebbe tentato di accoltellare il poliziotto alla gola ma il fendente è stato schivato.

In manette ad Andria un uomo di 30 anni di origini tunisine Per mesi avrebbe picchiato la moglie, anche davanti alla loro figlia minorenne. Fino a quando la donna ha deciso di ribellarsi, denunciando tutti agli agenti della Polizia locale di Andria, permettendo così l’arresto del marito. In manette è finito un uomo di 30 anni di origini tunisine. La moglie, una donna di poco di 20 anni, nel maggio scorso ha chiesto aiuto agli agenti raggiungendo il comando della Polizia locale. Sono stati i vigili urbani ad accompagnarla in ospedale.  La denuncia ha di fatto avviato leprocedure del cosiddetto codice rosso e l’uomo è finito in carcere. 

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