
Tentano di far entrare droga e armi in carcere con un drone
A Lecce la polizia arresta due foggiani A Lecce la polizia ha arrestato due pregiudicati foggiani: sono sospettati di aver tentato di introdurre in carcere

A Lecce la polizia arresta due foggiani A Lecce la polizia ha arrestato due pregiudicati foggiani: sono sospettati di aver tentato di introdurre in carcere con l’utilizzo di un drone droga e telefonini. gli agenti hanno notato dei movimenti sospetti nei pressi del carcere così, dopo alcuni appostamenti, hanno intercettato un drone, che trasportava otto micro cellulari e circa 170 grammi di hashish. I due hanno cercato di nascondersi all’interno della loro auto, ma sono stati identificati ed arrestati dagli agenti.
Arrestato in passato per associazione mafiosa e con un presente da attore, sulla sua pagina facebook “Padre vs Figlio diabolico” conta circa 700mila follower A distanza di 30 anni, si riaprono le porte del carcere per il comico brindisino Franco Altavilla, 64 anni, arrestato in passato per associazione mafiosa, e con un presente di attore, con lo pseudonimo Franco14, sulla pagina facebook “Padre vs Figlio diabolico”, che conta circa 700mila follower. Nel corso di una perquisizione presso la sua abitazione, i carabinieri hanno rinvenuto munizioni, droga e armi: hascisc, cocaina, materiale per il confezionamento e un bilancino di precisione. Ed ancora una pistola semiautomatica Browing calibro 7.65 con matricola abrasa e caricatore vuoto inserito. Sequestrate anche due confezioni con 71 munizioni calibro 7.65 e 25 munizioni calibro 9. Altavilla si sarebbe difeso davanti al gip riferendo che le armi, le munizioni e le sostanze stupefacenti non sono sue. Ha dichiarato inoltre di avere l’abitudine di rimanere per gran parte della giornata fuori casa e di essere stato fuori Brindisi in estate per un lungo periodo per ragioni di lavoro, che la porta di ingresso della sua abitazione è difettosa e chiunque può, quindi, aprirla. Ma il giudice non ha ritenuto credibile la sua versione.
Sono 37 le persone arrestate nell’inchiesta della Dda Avrebbe il comando del presunto clan mafioso, nonostante fosse agli arresti domiciliari: Fernando Nocera di 68 anni, è tra le persone arrestate questa mattina dai carabinieri di Lecce, nell’ambito di un’inchiesta della Dda. In totale sono 37 gli arrestati (28 in carcere e 9 ai domiciliari), accusati a vario titolo di associazione a delinquere di tipo mafioso, associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti,detenzione e porto illegale di armi da fuoco e da guerra nonché ordigni ad alto potenziale esplosivo, estorsione, numerosi danneggiamenti a seguito di incendio, tutti aggravati dal metodo mafioso. Nocera, per le sue condizioni di salute è stato trasferito con il 118 nel carcere di Bari, provvisto di strutture sanitarie adeguate alle sue patologie. L’indagine, condotta dai carabinieri della Compagnia di CampiSalentina e coordinata dalla procura antimafia, è durata quasi tre anni. Gli arresti sono avvenuti tra Lecce, Carmiano, Monteroni , Porto Cesareo, Novoli, Leverano e Veglie. Secondo l’accusa i componenti del presunto clan si sarebbero resi responsabili di 26 episodi incendiari e dinamitardi nei confronti di esercizi commerciali, autovetture, cantieri, aziende agricole ed immobili. Ad un’azienda che opera nel settore pubblicitario sarebbero stati incendiati 5 mezzi, mentre ad una ditta edile sono stati bruciati diversi escavatori, con danni per centinaia di migliaia di euro. Inoltre gli indagati sono ritenuti responsabili anchedell’esplosione di colpi d’arma da fuoco in danno di abitazioni e l’esplosione di ordigni ad alto potenziale. Inoltre avrebbero modificato oggetti, come penne, in armi altamente pericolose, come il caso di una comune biro scoperta dai carabinieri. “Azioni – ritengono gli inquirenti – attraverso le quali gli indagati si sarebbero imposti sul territorio, determinando una condizione di assoggettamento e omertà dei cittadini tanto che, in alcuni casi, non sono state nemmeno presentate denunce”.
Operazione della Squadra Mobile Operazione della Squadra Mobile a Bari Vecchia, storico feudo del clan Capriati. Sequestrati quasi 4 chili di droga tra hascisc, marijuana e cocaina e anche una pistola pronta all’uso. La droga, già suddivisa in panetti e bustine, si trovava in un locale in disuso, non lontano dalla Basilica di San Nicola, e in una finta cassetta metallica per il contatore del gas in strada Arco San Pietro.
Recuperate armi e scoperti anche due dipendenti infedeli di Trenitalia, coinvolti in un maxi furto di acciaio Intervista: Col. Leonardo Ricci, comandante provinciale Guardia di finanza Servizio Pietro Loffredo
Duro colpo alle organizzazione che pianificavano rapine a portavalori in tutta Italia Servizio di Giovanna De Crescenzo Montaggio di Ivan Ciavarella
L’esito della perizia della Corte d’Appello di Lecce. Udienza aggiornata al 22 settembre Servizio di Stefania Congedo Riprese e montaggio Donato Colazzo
Mitra, pistole e proiettili erano nascosti in due appartamenti. Sequestrati due chili di stupefacenti tra hashish, marijuana e cocaina I carabinieri hanno sequestrato a Barletta un arsenale nascosto in due appartamenti di proprieta’ di un incensurato di 50 anni e di un 43enne con precedenti penali. Trovati un mitra leggero, tre pistole, tre pistole a salve, un silenziatore, 400 proiettili e cartucce, due chili di hascisc e marijuana, 270 dosi di cocaina e materiale per il confezionamento della droga. In corso gli esami balistici sulle armi, per verificare se sono state usate di recente. I due uomini sono stati associati uno nel carcere di Trani e l’altro in un istituto penitenziario lontano dalla Puglia.
Avevano in auto un revolver e una pistola semiautomatica Nascondevano nella loro auto un revolver di grosso calibro, una pistola semiautomatica con relative munizioni e 400 cartucce, di cui 55 per fucile mitragliatore Kalashnikov. Un uomo e una donna fermati dalla Polizia mentre in auto erano diretti verso Martina Franca. Dovranno rispondere di ricettazione e detenzione illegale di armi e droga. il materiale sequestrato è di provenienza furtiva.
Carabinieri insospettiti da un insolito movimento di un’automobile in un’area rurale Girava in auto con armi e esplosivi: i carabinieri di San Marco in Lamis, nel foggiano, hanno arrestato un uomo. Nel corso di alcuni controlli, una pattuglia dei carabinieri, si è insospettita da un insolito movimento di un’automobile nei pressi di un’area rurale del comune di San Marco in Lamis. Nel corso della perquisizione del veicolo, i militari hanno trovato diversi ordigni esplosivi micidiali, coltelli e armi bianche, bastoni con punte acuminate in metallo, ferri rudimentali appuntiti, giraviti alterati trasformati inpunteruoli, una fiocina e due mazze da golf. L’uomo è finito ai domiciliari.
“Il possesso delle armi come solo e unico strumento per sfoggiare e rafforzare la sua mascolinità “. Viene descritto così l’ex gip, nella perizia psichiatrica di parte redatta lo scorso anno su cui ora i giudici della Corte d’Appello di Lecce vogliono vederci chiaro Servizio di Stefania Congedo Riprese e montaggio di Donato Colazzo Interviste a: Gianfranco Schirone, avvocato De Benedictis Saverio Ingraffia, avvocato De Benedictis
La decisione della Corte d’Appello di Lecce nei confronti dell’ex gip di Bari, imputato nel procedimento con l’accusa di traffico e detenzione di armi ed esplosivi, anche da guerra, del relativo munizionamento e di ricettazione Servizio di Pamela Spinelli Riprese e montaggio di Donato Colazzo
Guerra criminale armata dopo gli omicidi avvenuti a San Severo nei mesi di luglio e agosto Blitz antimafia questa mattina a San Severo, nel Foggiano: agenti della squadra mobile, coordinati dalla Direzione distrettuale antimafia di Bari, hanno arrestato otto persone con le accuse, a vario titolo, didetenzione illegale di armi aggravata dalla mafiosità. Un agente della polizia locale è stato raggiunto da un provvedimento di sospensione dal servizio. In totale sono dieci le persone indagate. Le indagini sono partite nell’estate del 2021 quando vennero uccisi a distanza di un mese due pregiudicati: a luglioMatteo Anastasio, 42enne di San Severo, ammazzato durante i festeggiamenti per la vittoria dell’Italia agli Europei di calcio; ad agosto Luigi Bonaventura, 32 anni. Nel corso delle indagini, rese particolarmente complesse per lo spessore criminale di alcuni degli indagati e del clima omertoso, sarebbe emersa la disponibilità da parte degli indagati di armi da fuoco, detenute illegalmente e portate frequentemente in luoghi pubblici. Accertata l’esistenza di uno stretto rapporto tra uno dei soggetti coinvolti e un Vice Sovrintendente del Comando Polizia Locale di San Severo, al quale il primo aveva confidato che un proprio stretto congiunto deteneva illegalmente un’arma da fuoco. Il Pubblico Ufficiale avrebbe insabbiato la cosa. Durante le perquisizioni ritrovati numerosi involucri, sapientemente occultati, contenenti anche diverse armi e munizioni.
I carabinieri, insospettiti dal suo atteggiamento guardingo, sono intervenuti mentre estraeva il borsone Aveva nascosto in un muretto a secco un borsone pieno di droga e una pistola. L’uomo, 43 anni di Adelfia, è stato arrestato in flagranza dai carabinieri di Triggiano per detenzione illegale di stupefacenti e di un’arma clandestina. I militari sono stati insospettiti dal suo atteggiamento, mentre si aggirava nelle vicinanze di un terreno recintato. Così lo hanno osservato e sono intervenuti mentre estraeva il borsone dal muretto a secco. All’interno hanno trovato 86 grammi di marijuana, 85 di cocaina, 81 di hashish e 18 i eroina oltre a materiale per il confezionamento. Da una perquisizione più approfondita è stata scoperta anche una pistola calibro 7,65 con matricola abrasa, completa di caricatore e cinque proiettili, oltre a 190 bossoli e quasi 400 proiettili. Il 43enne è stato portato nel carcere di Bari, la Procura di Bari ha chiesto la convalida del fermo.
Molte vetture rubate nel parcheggio di un parco commerciale Cinque persone di età compresa tra i 25 e i 42 anni sono state arrestate dai carabinieri con l’accusadi aver rubato auto utilitarie tra Acquaviva delle Fonti, Casamassima, Bitritto, Adelfia, Monopoli e Conversano. I furti sono avvenuti dal maggio 2020 fino al giugno 2021. Dei 12 episodi contestati, più della metà sono stati compiuti nel parcheggio del Parco Commerciale di Casamassima.Contestata a tre indagati anche la detenzione illegale di armi clandestine e munizioni e la ricettazione continuata ed aggravata: nell’agosto del 2020, in una casa colonica di Adelfia, furono trovati in possesso di un borsone contenente quattro pistole, un revolver ed il relativo munizionamento, oltre ad una motocicletta rubata a Bari. Tre degli arrestati sono stati portati in carcere.

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