cm-rooms-and-apartments-sogg-colonna-suites-giugno
banca-popolare-di-puglia-e-basilicata-giugno

Tgnorba

Telenorba

deliziosa

Uncategorized

E’ avvenuto sulla strada per Loconia È di due feriti, di cui uno in codice rosso, il bilancio dell’incidente avvenuto questa mattina sulla strada che collega Canosa di Puglia alla frazione di Loconia, nel nord Barese. Il più grave è un 70enne che eraalla guida del trattore, che è stato tamponato da un’auto e poi si è ribaltato. Nell’impatto, l’uomo sarebbe stato sbalzato dal mezzo agricolo facendo un volo di qualche metro finendo sull’asfalto. Soccorso dal personale delle Misericordie e del 118, è stato trasportato in codice rosso all’ospedale Bonomo diAndria per ferite alla testa. L’automobilista invece, ha riportato ferite più lievi. Sull’accaduto indagano gli agenti della polizia locale di Canosa. 

Prosegue il lavoro istruttorio in attesa delle integrazioni e dei chiarimenti richiesti alla Regione con apposita nota del Dipartimento per le politiche di coesione e per il Sud della Presidenza del Consiglio “Ad oggi, tuttavia, il motivo principale che rende ancora tecnicamente impossibile la definizione dell’Accordo dipende dal fatto che la Regione Puglia ha proposto interventi per 8,3 miliardi di euro, a fronte di una disponibilità complessiva di 5,7 miliardi di euro, tra Fondo sviluppo e coesione e Fondo rotativo”. Lo sottolineano fonti di governo. “La firma dell’Accordo per la coesione con la Puglia resta una priorità del Governo, che prosegue il lavoro istruttorio e resta in attesa delle integrazioni e dei chiarimenti richiesti alla Regione con apposita nota del Dipartimento per le politiche di coesione e per il Sud della Presidenza del Consiglio , anche in relazione ai bandi per le imprese, dove sussistono alcune importanti incongruenze ben note alla Regione, in quantodiscusse nella riunioni tecniche. Il lavoro del governo prosegue – aggiungono le fonti -costruttivamente e per queste ragioni risultano sinceramente incomprensibili le polemiche alle quali assistiamo quotidianamente”.

Nuovi incarichi per Pentassuglia e Delli Noci, il presidente trattiene per sé le Infrastrutture Il Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano ha assegnato le nuove deleghe nella Giunta Regionale. Entra nella squadra degli assessori il consigliere di Azione Fabiano Amati, al quale è stata assegnata la delega a Bilancio, Ragioneria, Finanze e Affari Generali. La delega alla Sanità – come anticipato già da diversi giorni – va al vicepresidente Raffaele Piemontese, che si occuperà anche di Politiche Giovanili e Benessere Animale. Emiliano ha invece assegnato la delega alla Programmazione dei Fondi di Sviluppo e Coesione e Fondi Europei all’assessore Alessandro Delli Noci, che ha già la delega allo Sviluppo Economico. La delega alle Risorse Idriche, Tutela delle Acque e Autorità Idraulica è andata all’assessore Donato Pentassuglia, che è già responsabile del settore Agricoltura e Risorse Agroalimentari. Il Presidente Emiliano ha invece trattenuto per sé le deleghe alle Infrastrutture, Difesa del Suolo e Rischio Sismico, Demanio e Patrimonio. Restano confermate le deleghe all’Ambiente per Serena Triggiani, alla Cultura per Viviana Matrangola e ai Trasporti per Debora Ciliento.

Indagine della polizia di Bari. Accusato di simulazione di reato Ha dichiarato di essere stato vittima di uno stupro da parte di un gruppo di 15 giovani nel quartiereSanto Spirito di Bari, ma dagli esami effettuati non è stato riscontrato alcun segno di violenza fisica e le immagini delle telecamere di videosorveglianza non hanno suffragato la sua versione dei fatti. Un 20enne di origini africane è stato denunciato dalla polizia, per simulazione di reato. L’episodio risale alla notte tra giovedì 17 e venerdì 18 ottobre: la presunta vittima, trovata da un pescatore tra i frangiflutti con le mani legate con degli indumenti e una gamba incastrata tra gli scogli, era stata soccorsa nei pressi del molo del Riviera Yatch Club da vigili del fuoco e 118 e trasportata al pronto soccorso dell’ospedale San Paolo. Erastato così attivato il “binario rosa”, protocollo medico previsto nelle ipotesi di riferita violenza sessuale.Dagli esami effettuati, però, non sono emersi segni di violenza e le immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona hanno o smentito le dichiarazioni del 20enne, che sosteneva di essere stato aggredito, violentato, legato e scaraventato sui frangiflutti.

Un ragazzo inseguito da un gruppo di persone armate di bastoni si è rifugiato questa mattina all’interno del liceo Lanza di Foggia per sfuggire agli aggressori. Il ragazzo, che non frequenta l’istituto, era insanguinato e ferito. La scena ha spaventato alcuni cittadini presenti all’esterno della scuola e subito dopo è stata chiamata la Polizia. Gli aggressori sono quindi scappati. Sul posto sono arrivati gli agenti e i medici del 118 per soccorre il ragazzo. Secondo le prime informazioni raccolte, poco prima ci sarebbe stata una rissa nei giardinetti difronte all’istituto. La preside , Mirella Coli, ha spiegato che non c’è stato alcun problema per gli alunni impegnati nella lezioni”. Al vaglio della Polizia le immagini delle telecamere di videosorveglianza.

L’indagato dopo l’incidente si è allontanato senza prestare soccorso di Linda Cappello Il gip del Tribunale di Bari Rossana De Cristofaro ha disposto il giudizio immediato per Francesco Milella, il 71enne di Sannicandro che la scorsa estate ha causato l’incidente stradale di cui è rimasto vittima lo studente barese di 21 anni Giovanni Vittore. L’episodio risale al 21 luglio scorso in via Gentile: Milella, a bordo di uno scooter Piaggio Beverly, fece improvvisamente un’inversione ad U scontrandosi contro la moto Suzuky condotta dal ragazzo. Dopo l’impatto, Milella si è allontanato senza chiamare i soccorsi. Ho avuto paura, ha poi dichiarato al magistrato. L’anziano, che si trova ai domiciliari, ed i suoi familiari hanno poi scritto due lettere di scuse ai genitori del ragazzo. Il processo inizierà il prossimo 3 dicembre.

Una dipendente della Cittadella della Carita’ lancia un appello all’Arcivescovo di Taranto: “Prenda a cuore la nostra vicenda” servizio di Annamaria Rosato; Intervista Antonietta Bianchi dipendente Cittadella della Carita’; Fabrizio Del Vecchio avvocato

L’inchiesta “Logos” ha consentito di verificare l’esistenza del sodalizio mafioso, documentandone la genesi e la diffusione ad Altamura I Carabinieri del Comando Provinciale di Bari hanno eseguito undici ordini di carcerazione nei confronti di altrettante persone colpite da sentenze definitive di condanna, per gravi reati commessi ad Altamura, tra il 2018 e il 2019, da soggetti vicini al clan Loiudice. Le indagini, coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bari hanno consentito, già nel novembre del 2021, di eseguire 24 provvedimenti cautelari. L’inchiesta denominata “Logos” ha consentito di verificare l’esistenza del sodalizio mafioso, documentandone la genesi e la diffusione ad Altamura. L’organizzazione mafiosa riusciva ad impedire il regolare svolgimento di alcune gare, condizionandone, in cambio di denaro, gli esiti, esercitando violenza o minaccia nei confronti degli altri partecipanti al fine di scoraggiarli alla partecipazione. Inoltre, è stato documentato come il sodalizio gestisse tutte le fiorenti piazze di spaccio di Altamura. Nel corso delle indagini sono stati confiscati ai clan beni per 150mila euro e sequestrati contanti per oltre 162mila euro. Le condanna vanno dai 2 agli 11 anni di reclusione. Nei confronti di una persona l’ordine di carcerazione è stato sospeso.

Disposta la riesumazione della salma per autopsia L’incidente di caccia che il 25 dicembre 2022 portò alla morte di Pietro Monaco, nelle campagne di Ostuni, è ora oggetto di un’indagine approfondita. A quasi due anni dall’accaduto, le autorità hanno riesumato il corpo dell’uomo per eseguire un’autopsia e un accertamento balistico, su richiesta del pm Giovanni Marino. Un passo resosi necessario dopo che il gip del tribunale di Brindisi aveva respinto per due volte la richiesta di archiviazione avanzata dalla procura, evidenziando la necessità di ulteriori indagini.L’inchiesta attuale è per omicidio colposo contro ignoti. Inizialmente, le indagini parlavano di una morte accidentale, con un colpo di fucile partito involontariamente alla fine di una battuta di caccia. Tuttavia, la famiglia di Monaco ha contestato questa versione dei fatti, portando avanti una denuncia nel 2023, assistita dai legali Giuliano Calabrese e Giuseppe Ostuni, che ha portato alla riapertura del caso. L’obiettivo è chiarire la dinamica dell’incidente e stabilire con certezza le circostanze che hanno portato alla morte del 57enne.

Di Linda Cappello Dopo 22 anni la Corte di Cassazione scrive definitivamente la parola fine sulla morte di Vincenzo Moretti e Mariaester Martino, vittime di un incidente stradale avvenuto il 14 aprile 2002 sul lungomare di Bari. Gli ermellini hanno dichiarato inammissibile il ricorso di Andrea Godono, conducente della Ford Ka a bordo della quale viaggiavano le due vittime, già riconosciuto dalla Corte d’Appello responsabile civilmente nel sinistro. Secondo i periti, se l’imputato avesse viaggiato ad una velocità meno sostenuta ( 105 km orari a fronte di un limite massimo di 30) l incidente avrebbe avuto conseguenze meno gravi. Condannato in via definitiva ad un anno e 9 mesi per omicidio colposo, invece, il cittadino di nazionalità albanese che guidava l’Alfa Romeo 164 che proveniva dall’opposto senso di marcia, e aveva invaso la carreggiata. Subito dopo l’incidente la famiglia di Moretti diede vita alla Fondazione «Ciao Vinny» che da anni si batte per promuovere iniziative sulla sicurezza stradale. “Siamo ovviamente soddisfatti per il fatto che sono state pienamente riconosciute le ragioni della difesa dei familiari delle vittime – scrivono in una nota gli avvocati Roberto Eustachio Sisto, Italia Mendicini e Nicola De Fuoco dello studio FPS- Resta comunque, anche in noi difensori, la incancellabile scia del dolore per quanto accaduto.” “Dal dolore, incolmabile – dichiarano i parenti – abbiamo tratto la forza ed il coraggio di andare avanti e costituire la fondazione . Perché tragedie come questa possano non ripetersi , per fare crescere la parola “responsabilmente” nella quotidianità dei nostri ragazzi”.

L’episodio è stato denunciato dai cittadini che dicono di aver chiamato le forze dell’ordine E’ stato individuato e denunciato in stato di libertà l’uomo, un 62enne di Manduria, presunto responsabile dell’investimento di Ettore, il cane di quartiere di 10 anni di Uggiano Montefusco. La scena è stata ripresa dalle telecamere della zona. Il video dell’incidente e’ diventato virale sui social. Nelle immagini si vede un Suv di colore bianco che investe il meticcio e poi prosegue la sua corsa senza fermarsi per soccorrerlo. Il cane, ferito gravemente, riesce ad allontanarsi e a raggiungere il marciapiede. Dopo atroci sofferenze muore. L’episodio e’ stato denunciato prima sui social poi al Commissariato di Manduria da Enrico Rizzi, attivista per i diritti degli animali, che domani pomeriggio alle 15.30, con un gruppo di animalisti, si recherà a Uggiano Montefusco per chiedere giustizia per la morte di Ettore. Annamaria Rosato

E’ accaduto all’alba in via Bruno Buozzi Assalto al bancomat della filiale Unicredit in via Bruno Buozzi a Bari. Intorno alle 4 e 30 della notte scorsa i malviventi hanno fatto esplodere lo sportello automatico con l’ormai classica tecnica della marmotta. La deflagrazione ha svegliato alcuni residenti dei primi piani. L’arrivo di un vigilante, allertato dal fumo, ha messo subito in fuga i banditi a bordo di un’auto scura di grossa cilindrata. Pare che i malviventi siano quindi scappati a mani vuote senza alcun bottino. Sull’episodio indaga la polizia anche grazie all’ausilio delle telecamere della zona.  

Travolto da un camion in movimento mentre il conducente stava effettuando delle manovre in retromarcia Ancora un incidente sul lavoro in Salento. A Galatina, un operaio di 47 anni, Maurizio Misciali, è morto travolto da un camion in movimento, mentre il conducente stava effettuando delle manovre in retromarcia. La tragedia è avvenuta intorno alle 8 di questa mattina, durante l’allestimento di un cantiere, all’angolo tra via Modena e via Nizza. La vittima era originaria di Sogliano Cavour ma residente a Noha. Sul posto gli operatori del 118 che, giunti sul posto, hanno potuto solo constatarne il decesso, oltre alla Polizia – che ha effettuato i rilievi – ed agli ispettori dello Spesal. Il cantiere riguardava un’abitazione privata. Il camion è stato sequestrato, mentre la salma della vittima è stata trasferita nella camera mortuaria del Fazzi di Lecce, a disposizione dell’autorità giudiziaria.

La figlia, insegnerò ai miei figli a non accettare schiaffi Servizio di Michela Magnifico Interviste a: Lydia Colangelo, sindaca di San Severo e Giusy, figlia di Celeste Palmieri

Il padre del bambino ha denunciato i giudici di Brindisi Il caso di Adelio Bocci, il bambino rapito dalla mamma e portato in Kazakistan ad ottobre del 2015. Giovanni Bocci, papà di Adelio, ha chiesto alla procura di potenza di indagare su chi non ha eseguito ben due sentenze irrevocabili del tribunale di Brindisi, una del 2017 e l’altra del 2023, che condannano la mamma del bambino – con conseguente mandato di arresto – e dispongono il rimpatrio del minore in Italia. La procura di Potenza ha chiesto l’archiviazione del procedimento, ma Giovanni Bocci si è opposto. Stamattina al tribunale di Potenza si è svolta l’udienza sull’opposizione presentata dal papà di Adelio, il giudice si è riservato di decidere entro 10 giorni.

Giuseppe Lacarpia si è impiccato nella sua cella, era stato arrestato per l’omicidio di Maria Turturo Servizio Matteo Spada

L’episodio è accaduto in corso Umberto, indagano i carabinieri Sono in corso indagini da parte dei carabinieri per risalire all’identità di una persona che questa notte, a Bisceglie, ha esploso un colpo di arma da fuoco all’indirizzo di un giovane di 18 anni, senza precedenti, a bordo di uno scooter. E’ accaduto in corso Umberto, poco lontano dal centro. La vittima, ferita all’altezza del torace, è stata trasportata in codice rosso al Policlinico di Bari, attualmente la prognosi è riservata. I militari, coordinati dalla procura di Trani, hanno acquisito le immagini dei sistemi di videosorveglianza della zona.

Inchiesta avviata dopo la denuncia della figlia La Procura di Lecce ha aperto un’inchiesta sulla morte di una donna di 77 anni avvenuta all’ospedale Vito Fazzi di Lecce lo scorso 30 settembre durante la prima seduta di chemioterapia. Nel fascicolo d’inchiesta compaiono i nomi di otto indagati. Si tratta di tre infermieri e cinque medici, un rianimatore e quatto in servizio nel reparto di ematologia. Sono accusati di omicidio colposo e responsabilità colposa per morte in ambito sanitario. A sporgere denuncia è stata la figlia della donna lo scorso 8 ottobre, dopo che la prevista autopsia disposta dall’Asl per l’avvio di un’indagine interna, tardava ad essere effettuata . La 77enne sarebbe morta in seguito ad una crisi respiratoria sopraggiunta all’inizio della prima seduta di chemio. La donna prima di sottoporsi al trattamento oncologico aveva effettuato una serie di visite specialistiche per accertare se fosse nelle condizioni di sottoporsi al trattamento. 

Tutta la città si è stretta intorno al dolore dei cinque figli Dolore e commozione. Gremita la parrocchia dell’Immacolata di San Severo dove nel pomeriggio si sono svolti i funerali di Celeste Palmieri, la 56enne uccisa lo scorso 18 ottobre nel parcheggio di un supermercato dal marito, il 59enne Mario Furio. L’uomo le ha sparato a bruciapelo e poi si è tolto la vita. In chiesa i cinque figli e l’anziana madre della vittima. Tutta la città si è stretta intorno allo strazio dei familiari. “Siamo cristiani, siamo chiesa. E come chiesa abbiamo la prima grande responsabilità, che èquella di metterci accanto a chi sta soffrendo”. Così il vescovo di San Severo, Giuseppe Mengoli, durante l’omelia. “Io non ho avuto il piacere di conoscere Celeste. Ma sull’altare c’è qualche sacerdote che la conosceva e stamani ho avuto la contezza di quello che voglio chiamare il testamentospirituale di Celeste. La nostra sorella, vivendo già in situazioni non facili, aveva anticipato il perdono a chi eventualmente le avrebbe fatto del male. Lo aveva anticipato ai figli dicendo loro perdonate anche voi. Sapete cosa è questa? È santità”. La figlia di Celeste ha ricordato la madre e poi ha detto “Ora non devi più avere paura. Puoi abbracciare Gesù e puoi abbracciare il tuo amatissimo papà”. La ragazza tra le lacrime ha ricordato la bontà e la dolcezz di Celeste: “Sei stata il dono più grande che Dio potesse regalare a noi cinque figli . Eri sempre orgogliosa di noi e ce lo ripetevi sempre. Mamma, ci hai insegnato a combattere per i nostri valori. Ci hai insegnato di tutto, ma non ci hai detto come possiamo fare ora senza di te”. “Nelle ultime ore della sua vita Celeste ha avuto il conforto di un uomo, di un cittadino che le ha stretto la mano, proprio nel luogo in cui veniva brutalmente colpita. Oggi noi siamo quel cittadino che infonde coraggio a chi ha paura”. queste le parole della sindaca di San Severo, Lidya Colangelo, invitando i cittadini a partecipare, martedì, alla fiaccolata organizzata dall’amministrazione comunale che partirà alle 19 da via Salvemini nei pressi del parcheggio dove è avvenuto il femminicidio. La sindaca ha inviato i partecipanti alla fiaccolata a portare una candela e, laddove possibile, ad indossare scarperosse o un nastro rosso al polso.

Canosa: incidente stradale, due feriti

E’ avvenuto sulla strada per Loconia È di due feriti, di cui uno in codice rosso, il bilancio dell’incidente avvenuto questa mattina sulla strada che

gilca-srl-giugno
deliziosa