
Trovato il corpo di uno dei quattro dispersi in mare
Era a 10 miglia dalla costa Una motovedetta della Guardia di Finanza ha rinvenuto il cadavere a 10 miglia al largo di San Vito, Nel

Era a 10 miglia dalla costa Una motovedetta della Guardia di Finanza ha rinvenuto il cadavere a 10 miglia al largo di San Vito, Nel golfo di Taranto (notizia in aggiornamento)
La quarta persona sarebbe il fratello di uno dei diportisti C’è una quarta persona tra i dispersi, il fratello di uno dei diportisti: sarebbe salito ieri mattina a bordo dell’imbarcazione di cui non si hanno notizie da domenica mattina. La figlia avrebbe denunciato la scomparsa solo in mattina perché l’uomo vive a Milano. Le altre persone disperse sono Domenico Lanzolla 60 anni, Antonio Dell’Amura, 61 anni, Claudio Donnaloia 73 anni e suo fratello Pasquale, tutti di Taranto. Le operazioni di ricerca e soccorso con mezzi nautici sono incessanti.
Nessun avvistamento dei diportisti di cui non si hanno più notizie da oltre 16 ore Proseguono ininterrottamente a Taranto le ricerche di tre diportisti di cui non si hanno più notizie da oltre 16 ore. Si tratta di Domenico Lanzolla 60 anni, Claudio Donnaloia 73 anni e Antonio Dell’Amura, 61 anni, tutti di Taranto. Le operazioni di ricerca e soccorso con mezzi nautici sono incessanti e sono andate avanti per tutta la notte. In mare ci sono motovedette della Capitaneria di porto e della Guardia di Finanza oltre ad un elicottero dell’aeronautica militare. Fino ad ora non ci sono stati avvistamenti, le ricerche si sono inoltrate fino a Campomarino ma niente e ora si stanno spostando verso Ginosa e Metaponto. I tre sono amici, hanno un’età compresa tra i 60 e i 70 anni, tutti considerati esperti di mare. Erano usciti con un cabinato di 7 metri per una battuta di pesca, incuranti delle pessime condizioni del mare. Tra loro uno ha problemi di salute che gli impongono l’assunzione di medicinali salvavita.
La Capitaneria di Porto ha attivato le ricerche. Da quanto si apprende tra i dispersi c’è una persona ammalata di diabete Prendono il largo per una gita con il motoscafo ma non fanno ritorno. L’allarme è scattato nel pomeriggio di domenica 29 giugno. Una famiglia non è più rientrata dopo essersi allontanata per una uscita in mare dal molo Sant’Eligio di Taranto. La Capitaneria di Porto ha attivato le ricerche. Da quanto si apprende tra i dispersi c’è una persona ammalata di diabete, cosa che ha fatto allarmare i familiari perché doveva rientrare per assumere le medicine salvavita. (notizia in aggiornamento)
Botte da orbi in un locale tra Taviano e Gallipoli. Gli addetti alla sicurezza hanno consegnato ai carabinieri un coltello Una maxi rissa è scoppiata nella notte all’interno nella discoteca Vega, situata tra Taviano e Gallipoli. L’episodio ha richiesto l’intervento dei carabinieri, allertati dagli stessi addetti alla sicurezza del locale. Quando i militari sono giunti sul posto, però, i partecipanti alla rissa si erano dileguati. Sul luogo è stato trovato solo un giovane di 21 anni, già noto alle forze dell’ordine, con evidenti segni di percosse. Il ragazzo è stato trasportato in ospedale, dove si trova tuttora ricoverato. Gli addetti alla sicurezza del locale hanno anche consegnato ai carabinieri un coltello che sarebbe stato utilizzato durante la rissa. Sono in corso le indagini da parte dei carabinieri per ricostruire l’accaduto e identificare i partecipanti alla rissa.
Le fiamme sarebbero partite da un nastro trasportatore. Nessuna sarebbe rimasto ferito Sarebbe sotto controllo il grosso incendio divampato, oggi pomeriggio, all’interno del capannone dell’ impianto Irigom, di circa 8 mila metri quadri, al quartiere Tamburi di Taranto. L’azienda si occupa di lavorazione di rifiuti plastici per trasformarli in combustibili. Le fiamme, forse per un corto circuito, sarebbero partite da un nastro trasportatore dell’impianto di trattamento meccanico della plastica. Nessun operaio è rimasto ferito. E’ stata immediatamente interpellata l’Arpa che ha comunicato un aumento importante di Pm 10 al quartiere Tamburi registrato dalle centraline in via Orsini e in via Machiavelli. Purtroppo il vento molto forte sta spostando il fumo nero verso il borgo e la città vecchia. Il sindaco Bitetti ha emesso un’ordinanza con la quale invita i cittadini a non uscire di casa, se non per necessità, e a chiudere le finestre. Complesse le attività dei Vigili del fuoco. di Annamaria Rosato
Il padre, disperato, era rimasto fuori ed ha chiamato il 112 Momenti di paura, in mattinata, per un turista francese di 38 anni residente im Svizzera e in vacanza a Santa Maria al Bagno, nel Salento . A causa di un improvviso colpo di vento, si è chiusa la porta d’ingresso dell’appartamento che ha preso in affitto per le vacanze. Lui è rimasto all’esterno, all’interno dell’abitazione, invece, il figlio di un anno è rimasto da solo nella camera da letto. Il 38enne, disperato, ha chiamato il 112 chiedendo aiuto . I due carabinieri intervenuti hanno forzato una finestra basculante del bagno riuscendo così ad entrare nell’abitazione. L’intervento, durato circa mezz’ora, ha consentito di soccorrere il bambino, trovato in lacrime, ma in buone condizioni di salute. Il minore è stato quindi riaffidato al padre, che ha espresso gratitudine agli uomini dell’Arma.
Stessa misura per la dirigente Lidia De Leonardis, entrambi arrestati il 6 giugno perché coinvolti in un’inchiesta su presunte irregolarità riguardo alcuni appalti Il Tribunale del Riesame di Bari ha disposto la revoca degli arresti domiciliari per il sindaco di Molfetta Tommaso Minervini e per la dirigente Lidia De Leonardis, arrestati il 6 giugno scorso nell’ambito di un’inchiesta condotta dalla procura di Trani in merito a presunte irregolarità riguardo alcuni appalti. I giudici hanno ritenuto insussistenti alcune delle ipotesi di reato contestate, sostituendo gli arresti con l’interdizione per un anno dai pubblici uffici nei confronti di Minervini e per sei mesi a carico della De Leonardis. Revocato il divieto di dimora nel comune di Molfetta nei confronti dell’ex finanziere Michele Pizzo, poiché ormai in pensione. Minervini e difeso dagli avvocati Mario Malcangi e Tommaso Poli, la De Leonardis da Michele Laforgia e Alessandro Dello Russo.
Gravemente feriti i figli e il conducente dell’altro mezzo Famiglia di Bisceglie coinvolta in un tragico incidente stradale AVVENUTO lungo l’autostrada A1,all’altezza del chilometro 570, al bivio per la diramazione Roma Sud. Lo scontro, avvenuto intorno alle 18, ha coinvolto un’automobile e un furgone. A perdere la vita marito e moglie di 58 e 57 anni, gravemente feriti i loro figli e il conducente del furgone. Per cause da chiarire l’auto su cui viaggiava la famiglia, guidata dal marito si è scontrata con l’altro mezzo. L’impatto violento non ha lasciato scampo ai coniugi. I figli della coppia sono stati trasportati in ospedale in eliambulanza. Sconvolta la comunità di Bisceglie.
Taulant Malaj uccise il vicino di casa e sua figlia 16enne e ferì gravemente la moglie. Lo donna sospettata di avere una relazione extraconiugale era l’obiettivo del marito geloso E’ stato condannato alla pena dell’ergastolo con isolamento diurno per un anno e sei mesi Taulant Malaj, il panettiere albanese di 47 anni, accusato di duplice omicidio volontario e di tentato omicidio pluriaggravato compiuto a Torremaggiore il 7 maggio del 2023. La sentenza è stata emessa dai giudici della Corte d’assise di Foggia dopo oltre tre ore di camera di consiglio. L’uomo uccise a coltellate la figlia 16enne Jessica e il vicino di casa, Massimo De Santis, che riteneva, senza alcun fondamento, avesse una relazione sentimentale con sua moglie Tefta Malaj, rimasta gravemente ferita. Jessica fu uccisa mentre tentava di difendere la madre. Tecnicamente gli ergastoli comminati in sentenza sono due: uno per l’uccisione del vicino di casa e per le lesioni gravissime alla moglie, l’altro per l’uccisione della figlia. La pena è comunque riunita in quella di un solo ergastolo. Lo scorso 30 maggio ci sono state le discussioni dei pubblici ministeri e delle parti civili e la Procura di Foggia aveva chiesto l’ergastolo con isolamento diurno di 1 anno e 6 mesi. Il processo era iniziato il 22 marzo 2024. Sono stati 32 i testimoni ascoltati e 15 le udienze dibattimentali.Soddisfazione per il verdetto è stata espressa dall’avvocato Roberto De Rossi, che assiste lamoglie dell’uomo, Tefta. “Sono ovviamente molto soddisfatto. Una sentenza esemplare. Le lacrime e il lungo abbraccio di Tefta valgono più di mille parole”, ha detto.
Urso:”senza Aia stop agli altiforni a fine luglio”. Per i sindacati bisogna trovare un accordo per evitare bomba sociale servizio di Annamaria Rosato
Si tratta di beni mobili e immobili, incluse le somme depositate sui conti correnti. E anche due cani Due mesi dopo la morte del compagno si presenta davanti ad un notaio e tira fuori un testamento olografo in cui lo stesso la nomina erede universale. Peccato però che secondo la procura di Trani il testamento sia falso. La donna, una 50enne residente a Canosa, ha ricevuto nelle scorse settimane un avviso di conclusione delle indagini preliminari, notificato dalla sezione di polizia giudiziaria e firmato dal pubblico ministero Marcello Catalano. Servizio di Linda Cappello
Il cedimento, avvenuto il 30 agosto 2024, non provocò feriti Undici persone risultano indagate a Latiano per il crollo di uno stabile, avvenuto il 30 agosto 2024 in via Francavilla Fontana. Nel mirino della Procura di Brindisi ci sono proprietari – vecchi e nuovi – e diversi tecnici che negli anni hanno eseguito lavori di modifica all’immobile, prima adibito a negozio di casalinghi. L’accusa è di concorso in crollo colposo. Per fare piena luce sull’accaduto, il pm Giovanni Marino ha incaricato un geometra e un ingegnere di effettuare accertamenti irripetibili direttamente tra le macerie rimaste ancora sul posto. L’incarico ufficiale sarà affidato il prossimo 2 luglio. Il cedimento, per fortuna, non provocò feriti, anche se la tragedia fu sfiorata: il locale, infatti, sarebbe stato aperto poche ore dopo. Per mesi quel tratto di strada è rimasto off-limits per motivi di sicurezza, creando forti disagi al traffico e alle attività commerciali della zona. La vicenda vide anche episodi di sciacallaggio tra le macerie e proteste dei residenti per le lunghe tempistiche di messa in sicurezza. Ora si attende l’esito della perizia per capire le cause del crollo e accertare eventuali responsabilità.
Il patrimonio era costituito da 26 immobili, un’impresa operante nel campo agricolo e diverse disponibilità finanziarie Un pluripregiudicato della BAT avrebbe accumulato un patrimonio di valore sproporzionato rispetto ai redditi dichiarati al Fisco. Per questo la Direzione Investigativa Antimafia ha dato esecuzione ad un sequestro di beni di 2 milioni di euro. Si tratta di un soggetto considerato socialmente pericoloso in quanto già condannato per reati in materia di sostanze stupefacenti, estorsione e detenzione illegale di armi, questi ultimi due aggravati dal metodo mafioso. Gli investigatori ipotizzano che la ricchezza accumulata possa essere il frutto dell’impiego di proventi di attività illecite. Il provvedimento di sequestro – seguito ad una precedente indagine del Commissariato di Canosa – comprende 26 immobili, un’impresa agricola e diversi conti, intestati a prestanome ma riconducibili al pluripregiudicato, per un valore complessivo stimato in circa 2 milioni di euro.
In 51 avrebbero ottenuto soldi per elezioni comunali e regionali Il caso dei voti venduti in cambio della promessa di 50 euro a Triggiano, per le elezioni comunali del 2019. Un’inchiesta della Procura di Bari che ad aprile 2024 portò ai domiciliari l’allora sindaco Donatelli e Sandrino Cataldo, coordinatore di Sud al centro e marito dell’ex-assessora regionale Maurodinoia. Tra le accuse ai due anche l’associazione per delinquere. Fecero promesse – anche posti di lavoro – a 51 elettori, che però per la Procura di Bari non sono imputabili, ed è stata chiesta per loro l’archiviazione. Gli illeciti avrebbero riguardato anche le elezioni di Grumo Appula del 2020, anche in questo caso condizionate dal cosiddetto “sistema Cataldo”.
Questa mattina Bitetti incontra a Bari Emiliano e nel pomeriggio la coalizione. Intanto i tempi per la giunta sembrerebbero lunghi servizio di Annamaria Rosato
“Minacciava di morte me e la mia famiglia affinché gli restituissi un prestito con tassi elevati” Servizio Pietro Loffredo
Un primo piatto tutto da scoprire Terza e ultima ricetta del giorno. Simona Soares ci prepara una pasta estiva con ingredienti davvero particolari. Ecco qui tutto l’occorrente. Ingredienti 160 gr. di pastauna fetta di meloneuna cipolla rossa2 pomodori ramatiun cetrioloprosciutto crudo a fetteolio evosale e pepe Procedimento Scopri il procedimento in diretta su Telenorba. Al termine puoi trovare il video qui di seguito.
Manuel Sandu si è tuffato con il mare agitato nonostante la bandiera rossa. Inutili i soccorsi: il suo cuore ha smesso di battere in ospedale Non ce l’ha fatta Manuel Sandu, il 13enne di origini rumene residente a San Ferdinando di Puglia, annegato questo pomeriggio nelle acque antistanti un lido balneare di Margherita di Savoia. Il ragazzo si era tuffato in mare con tre amiche, nonostante le condizioni proibitive e la presenza della bandiera rossa che sconsigliava l’ingresso in acqua. Dopo essere stato soccorso dai bagnini del servizio di salvamento collettivo, che hanno praticato le manovre salvavita utilizzando anche un defibrillatore, è intervenuta un’equipe del 118. Il giovane è stato trasportato in elisoccorso all’ospedale “Casa Sollievo della Sofferenza” di San Giovanni Rotondo, dove però il suo cuore ha cessato di battere poco dopo le 19.
Il tentato omicidio è avvenuto a San Severo in tarda mattinata. Fermato il presunto responsabile Sparatoria in famiglia a San Severo, nella tarda mattinata. Un uomo è stato gravemente ferito a colpi di pistola da suo cognato. È successo in via Don Aldo Prato, nei pressi della stazione.La persona che ha fatto fuoco sarebbe stata subito fermata da una pattuglia della guardia di finanza, che transitava proprio in quel momento. Almeno tre i proiettili esplosi. La vittima è stata trasportata in ospedale: nonostante le gravi lesioni, non sarebbe in pericolo di vita. Sull’accaduto indagano gli agenti del locale commissariato di polizia.

Era a 10 miglia dalla costa Una motovedetta della Guardia di Finanza ha rinvenuto il cadavere a 10 miglia al largo di San Vito, Nel

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