
Vestas Taranto, lavoratori sul tetto contro il “licenziamento mascherato”
I lavoratori sono in presidio e da 12 giorni scioperano contro la decisione dell’azienda di chiudere il magazzino di Taranto e trasferire 32 dipendenti a
I lavoratori sono in presidio e da 12 giorni scioperano contro la decisione dell’azienda di chiudere il magazzino di Taranto e trasferire 32 dipendenti a San Nicola di Melfi. Un gruppo di sindacalisti e lavoratori di Vestas Italia è salito sul tetto del capannone del sito di Taranto fissando uno striscione con la frase “Trasferimento forzato=licenziamento mascherato” e appendendo un manichino con la corda al collo. I lavoratori sono in presidio e da 12 giorni scioperano contro la decisione dell’azienda di chiudere il magazzino di Taranto e trasferire 32 dipendenti a San Nicola di Melfi. “L’uomo impiccato – sottolinea in una nota la Uilm, che ha organizzato la mobilitazione con la Fiom Cgil – è il simbolo brutale di un futuro che viene tolto, di una dignità calpestata e di un territorio che rischia di essere svuotato per sempre”. Per l’organizzazione sindacale “spostare il lavoro a 200 km di distanza non è una riorganizzazione, è una condanna per tante famiglie che non possono e non vogliono accettare un addio silenzioso alla loro terra”. foto di Uilm Taranto
Sottotitolo: Il Tribunale scagiona un 52enne. “Non chiedo vendetta, ma verità”, racconta dopo un lungo calvario giudiziario.. Il Tribunale di Foggia ha pronunciato una sentenza di assoluzione nei confronti di un 52enne residente a Foggia, accusato di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali, a distanza di nove anni dai fatti contestati e quattro anni dall’inizio del processo penale. La vicenda giudiziaria, particolarmente complessa e articolata, riguardava un arco temporale compreso tra il 2004 e il febbraio 2017. L’uomo era stato denunciato dall’ex moglie, successivamente separata e costituitasi parte civile, la quale aveva riferito di presunte ingiurie, vessazioni psicologiche e aggressioni fisiche che si sarebbero protratte fin dai primi anni di matrimonio, anche alla presenza della figlia minorenne. Tra le accuse contestate figuravano episodi di violenza descritti come morsi, calci e gomitate, oltre a presunti comportamenti di controllo e limitazione della libertà personale, come l’impedimento a frequentare familiari e amiche. Nel corso dell’istruttoria dibattimentale, tuttavia, le dichiarazioni della donna sono state giudicate contraddittorie e prive di riscontri oggettivi, tanto da portare il collegio giudicante a ritenere insussistenti le accuse. Un elemento centrale della vicenda è stato anche il coinvolgimento della figlia minore, che per circa cinque mesi era stata allontanata dal nucleo familiare e collocata in una comunità, per poi essere affidata al padre, su richiesta della stessa minore. Il rinvio a giudizio dell’imputato era avvenuto nell’ottobre del 2021. Dopo un lungo iter processuale, caratterizzato da udienze, prove testimoniali e documentali, la stessa Procura della Repubblica di Foggia, al termine della requisitoria, aveva chiesto l’assoluzione dell’uomo, ritenendo non provata la responsabilità penale. Soddisfazione è stata espressa dalla difesa, affidata agli avvocati Ettore Censano e Giulio Treggiari. «Qualunque padre si sarebbe arreso – ha dichiarato l’avvocato Censano –. Il mio assistito, invece, ha trovato la forza di andare avanti, soprattutto per amore della figlia. Questa vicenda dimostra come, troppo spesso, si parta dal pregiudizio che l’uomo sia sempre l’autore dei maltrattamenti, senza un’adeguata verifica dei fatti». Parallelamente alla conclusione del processo, è stata resa pubblica una lettera aperta, firmata simbolicamente “un padre”, nella quale il 52enne racconta il suo lungo “inferno giudiziario”. Nel testo, l’uomo ripercorre gli anni segnati dalle accuse, definendo la propria come «la storia di un padre che non chiede vendetta, ma verità». «Ero sposato con una donna fragile e inquieta, che amavo e cercavo di proteggere – si legge nella lettera –. A un certo punto si rivolse a un centro antiviolenza e iniziò ad accusarmi di fatti mai avvenuti, costruendo un racconto che ha travolto la mia vita e quella di nostra figlia». Da quel momento, racconta, sarebbe iniziata una spirale fatta di processi, sospetti e isolamento, che lo ha marchiato come un colpevole prima ancora di una sentenza. «Le false accuse fanno male quanto un reato di istigazione al suicidio – prosegue –. Ti portano sull’orlo del baratro, ti tolgono dignità, lavoro, affetti e futuro». Nonostante l’assoluzione, l’uomo sottolinea come il peso di quanto accaduto resti ancora presente: «A me e a mia figlia sono stati tolti anni di serenità, crescita e normalità». La lettera si chiude con un messaggio di resilienza e speranza: «Continuo ad andare avanti per lei. Ogni sera, quando la guardo dormire, so che il mio compito è restare in piedi anche quando tutto ti ha schiacciato. E mi piace pensare che la verità, come una luce piccola ma ostinata, prima o poi trovi sempre una fessura per entrare».
L’incidente è avvenuto tra San Vito dei Normanni e Specchiolla mentre la zona era interessata da un violento nubifragio. Tragico incidente stradale sulla provinciale 35 tra San Vito dei Normanni e Specchiolla. Nello scontro tra una BMW e un pick-up è deceduto Nicola Ippolito, 38 anni, di San Vito dei Normanni. Era alla guida della Bmw. Ferito l’uomo a bordo dell’altra vettura. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco di Brindisi. Ferito l’uomo a bordo dell’altra vettura. L’impatto si è verificato mentre la zona era interessata da un violento nubifragio
Marciapiedi impraticabili e attraversamenti pedonali inutilizzabili. Bomba d’acqua a Talsano, frazione di Taranto. Strade allagate, marciapiedi impraticabili e attraversamenti pedonali inutilizzabili. Disagi che si ripresentano ogni volta che piove. Il problema degli allagamenti è causato principalmente da una rete fognaria per le acque bianche incompleta o inadeguata a gestire le precipitazioni intense. La pioggia ha trasformato diverse strade in torrenti.
Decine gli interventi dei vigili del fuoco anche a Bari per alberi, pali, antenne e cartelloni pericolanti in città. La burrasca di Scirocco che sta sferzando in queste ore il Salento ha provocato la caduta di un grosso albero di pino sulla statale 7ter che collega Lecce a Taranto, nei pressi della zona industriale di Campi Salentina. Fortunatamente nessuno è rimasto ferito. Per rimuovere l’albero dalla sede stradale è stato richiesto l’intervento dei Vigili del Fuoco. Nel tratto interessato la circolazione veicolare ha subito forti rallentamenti. A Taranto, a causa del forte vento un grosso albero di pino è crollatoin via Pavese, nella frazione di Talsano, occupando interamente la strada. La caduta ha tranciato un cavo della rete telefonica e la zona ora è isolata. Il traffico automobilistico è stato interdetto. Numerosi gli interventi dei vigili del fuoco in queste ore anche in altre zone della città per pali di luce e telefonia pericolanti e cartelloni pubblicitari divelti. L’albero caduto in via Pavese a Talsano Decine gli interventi dei vigili del fuoco anche a Bari per alberi, pali, antenne e cartelloni pericolanti in città. In provincia la zona più colpita dalle raffiche di vento è quella interna e costiera, a sud. Le squadre sono intervenute soprattutto tra Polignano, Monopoli e Putignano, dove per fortuna, al momento, non si registrano situazioni particolarmente critiche.
Pare che la notte scorsa si fosse recato al pronto soccorso ma che dopo i controlli si sarebbe allontanato dall’ospedale. Un uomo di 55 anni, Tiziano Soloperto, questa mattina (domenica 25 gennaio) è stato trovato morto all’interno della sua auto. parcheggiata in via Gradisca, a Sava, nel Tarantino. La notte scorsa si è recato, per un forte dolore al petto, all’ospedale Giannuzzi di Manduria. I medici gli hanno prestato le prime cure. Dopo, contro il parere dei sanitari, ha firmato le dimissioni ed è andato via. Questa mattina il tragico ritrovamento. L’allarme è stato lanciato da alcuni cittadini di passaggio. I Carabinieri di Manduria stanno indagando. La salma è stata trasferita all’obitorio dell’ospedale e resta a disposizione della magistratura. L’autopsia potrà chiarire le cause della morte
Come atto dovuto, sono stati iscritti sul registro degli indagati due ginecologi, un anestesista e due ostetriche: si tratta del personale che ha assistito la donna durante il parto. La procura di Bari ha avviato un’inchiesta per accertare le cause della morte di un bambino, deceduto a poco meno di un mese dalla nascita nell’ospedale Miulli di Acquaviva delle Fonti. Il bambino è nato il 16 dicembre, al termine di una gravidanza regolare, però ci sarebbero stati segni di sofferenza fetale. Il decesso risale al 13 gennaio scorso.Un evento tanto drammatico quanto inaspettato, al punto da spingere i genitori a sporgere una querela per chiarire le circostanze in cui è avvenuto il decesso.Come atto dovuto, sono stati iscritti sul registro degli indagati due ginecologi, un anestesista e due ostetriche: si tratta del personale che ha assistito la donna durante il parto.Il pm Maria Cristina De Tommasi ha proceduto alla loro iscrizione per prassi, e cioè per consentirgli di nominare un consulente di fiducia in vista dell’autopsia, accertamento irripetibile.L’incarico ai medici legali, il professor Biagio Solarino ed il ginecologo Francesco Pascazio, verrà affidato nelle prossime ore.
Niente freddo però, temperature massime sono in rialzo fino a 16 gradi (immagine grafica di Michele Conenna). Sarà una domenica complicata per i pugliesi a causa delle avverse condizioni meteo che stanno interessando la regione fin da sabato sera. Una burrasca di scirocco sta sferzando soprattutto la parte centro meridionale. I venti soffieranno con raffiche fino a 60–70 km/h, accompagnati da piogge diffuse e mare agitato. Il richiamo di correnti nordafricane però farà salire le temperature massime fino a 16-17 gradi nelle ore pomeridiane. Sono attese anche precipitazioni sparse su tutta la regione. Possibili disagi per la viabilità e per le attività all’aperto.
Stretta dell’amministrazione comunale contro i proprietari che affittano abitazioni fuori norma e con gravi carenze igienico-sanitarie ai braccianti afgani e pakistani . Di Alessandra Martellotti Rifiuti accumulati, esalazioni moleste, sporcizia, impianti elettrici non a norma: sono solo alcune delle condizioni di degrado registrate dalla polizia locale di Massafra in due immobili del cuore del centro storico. Uno stato di degrado tale da far scattare due ordinanze di sgombero e il divieto di dimora e di utilizzo delle abitazioni. La prima è in zona Castello, alla Scala Graviglione, in cui vivono almeno 6 persone in due camere piccolissime. L’altra abitazione è in via Messapia, affittata a 13 persone. Si tratta di cittadini afgani e pakistani che giungono in paese per svolgere lavori stagionali. Il provvedimento, a firma della sindaca Giancarla Zaccaro, è destinato agli inquilini e al proprietario, tenuto quest’ultimo alla pulizia, alla disinfezione e alla sanificazione dei luoghi. L’iniziativa, spiegano l’amministrazione e la Polizia locale, coordinata dal comandante Mirko Tagliente, rientra nella più ampia operazione di ripristino delle condizioni di sicurezza e legalità. Purtroppo è un fenomeno esteso: i proprietari affittano, a prezzi molto bassi, alloggi di fortuna, inadeguati dal punto di vista igienico-sanitario e fuori norma, a ragazzi stranieri. Gli sgomberi dovranno avvenire entro 10 giorni dalla notifica dell’ordinanza.
La salma è stata restituita alla famiglia, la cerimonia funebre si svolterà nella chiesa di San Francesco a Crispiano, dove nelle prossime ore si terrà una veglia di preghiera. É stata eseguita l’autopsia della bambina di 5 anni deceduta a Crispiano venerdì scorso. Dal primo esame non sono emerse cause macroscopiche: si escludono cioè cause cliniche, come ad esempio la meningite, da qualcuno ipotizzata nelle fasi immediatamente successive al decesso. L’esame è stato eseguito dal prof Biagio Solarino, dell’istituto di Medicina legale di Bari che ha effettuato prelievi dagli organi per sottoporli a esami istologici, per ulteriori approfondimenti. La salma è stata restituita alla famiglia che ha organizzato i funerali per lunedì alle 15.30 nella chiesa di San Francesco a Crispiano, dove già domani (domenica 25 dicembre) si terrà una veglia per l’intera giornata. La piccola è morta tra le braccia della mamma, mentre era in strada. Da alcuni giorni aveva lamentato mal di testa e inapettenza. Una morte che ha sconvolto l’intera provincia.
Vittima un meccanico di 43 anni, è accaduto un via Lepanto . Lo hanno sorpreso in via Lepanto, a Copertino, e picchiato ripetutamente al volto e al torace utilizzando un bastone di legno, forse una mazza da baseball. Vittima un meccanico di 43 anni che ora è ricoverato in gravi condizioni nell’ospedale Vito Fazzi di Lecce. Sono stati alcuni residenti a chiamare le forze dell’ordine e i soccorsi. Il personale del 118 ha trovato la vittima riversa sull’asfalto priva di sensi. Ora è in rianimazione. Sull’accaduto indagano i carabinieri che hanno acquisito le immagini degli impianti di videosorveglianza della zona.
C’è la testimonianza di una persona, che ha riferito di averlo visto in volto con ancora in mano il coltello sporco di sangue. È stato convalidato il fermo di Maurizio Pastore, il 42enne barese accusato di aver ucciso a coltellate il 39enne Amleto Magellano sabato scorso in via Montegrappa, nel quartiere Carrassi. L’uomo, interrogato oggi dal gip, si è avvalso della facoltà di non rispondere: il giudice, in seguito alla convalida, ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. L’accusa è quella di omicidio volontario, aggravato dalla premeditazione e dalla crudeltà . Contro Pastore c’è la testimonianza di una persona, che ha riferito di averlo visto in volto con ancora in mano il coltello sporco di sangue. Il movente, al momento, non è ancora chiaro, ma la moglie della vittima ha riferito che in passato Pastore avrebbe cercato di colpire il 39enne con un martello, per questioni legate alla ristrutturazione di un bagno. Magellano è stato colpito con più fendenti al torace, ed è deceduto poco dopo il suo arrivo al Policlinico.
Sono studenti e lavoratori gli utenti della Ferrotramviaria, da qualche tempo denunciano disservizi, oltre ad un aumento dei prezzi dei biglietti.. Abbiamo preso il treno della Ferrotramviaria dalla stazione di Andria sud diretti a Bari. Il treno delle 6.29 parte con un ritardo di 12 minuti per un problema tecnico. A Corato la prima fermata. Gli utenti sono soprattutto studenti e lavoratori che da qualche tempo denunciano disservizi Il reportage qui
É accaduto la notte tra venerdì e sabato. Sono stati i dipendenti della Asl ad accorgersi dell’accaduto . Furto nell’ospedale di Copertino. I ladri sono entrati nell’ufficio prenotazioni Cup, hanno sradicato la cassaforte dal muro e sono fuggiti via con i soldi delle prestazioni pagate dai pazienti. É accaduto la notte tra venerdì e sabato. Sono stati i dipendenti della Asl ad accorgersi dell’accaduto questa mattina. Indagano i carabinieri
Preso di mira l’Atm della Banca Popolare Pugliese di Bitonto in via Verdi. Ancora un assalto ai bancomat: nella notte è stato preso di mira l’Atm della Banca Popolare Pugliese di Bitonto in via Verdi. Due boati sono stati avvertiti intorno alle 4 del mattino. Lo sportello è stato completamente distrutto. Il colpo sarebbe andato a segno, da quantificare il bottino. Avrebbero agito almeno in quattro tutti a volto coperto. Le deflagrazioni hanno sventrato il bancomat, danneggiato lasede dell’istituto di credito e svegliato i residenti della zona.
I controlli sono stati effettuati in un’azienda di lavorazione carni impiegate in preparazioni alimentari . I Carabinieri del Nas di Lecce sequestrato 22 quintali di carni di varia tipologia – vitello, ovino e pollame – già sezionate e pronte per la commercializzazione, ma prive di etichettatura e delle informazioni necessarie a garantire la tracciabilità e rintracciabilità alimentare. Il sequestro è avvenuto dopo i controlli in un’azienda di lavorazione carni impiegate in preparazioni alimentari in provincia di Lecce.Se immessa sul mercato avrebbe potuto rappresentare un potenziale rischio per la salute dei consumatori. Il titolare dell’attività è stato segnalato alle Autorità Sanitaria e Amministrativa e nei suoi confronti sono state comminate sanzioni amministrative per diverse migliaia di euro.
L’impatto non gli ha lasciato scampo, l’uomo è morto sul colpo. Sul luogo della tragedia sono intervenuti i vigili del fuoco e i carabinieri. Tragedia nelle campagne di Ugento, in Salento. Un uomo di 53 anni, Walter Basile, è morto schiacciato da un grosso tronco. Era alle prese con alcuni lavori in campagna quando, per cause da accertarsi, il tronco ha ceduto crollandogli addosso. L’impatto non gli ha lasciato scampo, l’uomo è morto sul colpo. Walter Basile lascia la moglie e due figli. Sul luogo della tragedia sono intervenuti i vigili del fuoco e i carabinieri.
Il pm Giovanni Calamita ha disposto una consulenza medico legale per “chiarire dinamica e circostanze che hanno portato all’evento”. La Procura di Bari ha aperto un fascicolo per lesioni personali colpose gravi sul caso di una 38enne in coma vegetativo irreversibile dopo un parto e tre successivi interventi chirurgici eseguiti nell’ospedale Mater Dei. Sono otto gli indagati: cinque ginecologi, due ostetriche e un’anestesista. Il pm Giovanni Calamita ha disposto una consulenza medico legale per “chiarire dinamica e circostanze che hanno portato all’evento”. Il 18 febbraio ci sarà il conferimento dell’incarico.
Gli assistenti sociali del Comune di Manduria gli hanno comunicato di aver trovato un alloggio a Mesagne, in provincia di Brindisi, nel quale sarà accompagnato nella giornata di domani, 24 gennaio, assieme a sua moglie. Non è rimasto inascoltato l’appello dell’ex collaboratore di giustizia, Leonardo Ventrella, lanciato tramite il TgNorba. Gli assistenti sociali del Comune di Manduria gli hanno comunicato di aver trovato un alloggio a Mesagne, in provincia di Brindisi, nel quale sarà accompagnato nella giornata di domani, 24 gennaio, assieme a sua moglie. Ventrella si era rivolto al sindaco di Manduria, Pecoraro e al presidente della Regione, Decaro chiedendo aiuto, raccontando la sua situazione. Avendo perso il reddito di inclusione, rischiava di finire in strada, nonostante avesse diverse patologie. Ventrella è stato un personaggio chiave della criminalità organizzata tarantina. Ha scontato 22 anni di carcere, perché ritenuto uno dei mandanti della strage della Barberia. A seguire, ha collaborato nei più importanti processi antimafia.
Nei giorni scorsi si è svolto l’incidente probatorio e le dichiarazioni delle ragazzine, ascoltate alla presenza di una psicologa, sono state valutate come attendibili. Collaboratore scolastico indagato per atti sessuali nei confronti di dieci alunne. Lavora in una scuola media in provincia di Brindisi. L’indagine condotta dai carabinieri e coordinata dalla Procura di Brindisi, riguarderebbe episodi avvenuti tra il 2024 e il 2025. Nei giorni scorsi si è svolto l’incidente probatorio e le dichiarazioni delle ragazzine, ascoltate alla presenza di una psicologa, sono state valutate come attendibili e quindi sono finite negli atti di indagine. L’uomo è accusato di violenza sessuale aggravata dalla minore età delle presunte vittime, tutte minori di 14 anni.

I lavoratori sono in presidio e da 12 giorni scioperano contro la decisione dell’azienda di chiudere il magazzino di Taranto e trasferire 32 dipendenti a

Sottotitolo: Il Tribunale scagiona un 52enne. “Non chiedo vendetta, ma verità”, racconta dopo un lungo calvario giudiziario. Il Tribunale di Foggia ha pronunciato una sentenza

L’incidente è avvenuto tra San Vito dei Normanni e Specchiolla mentre la zona era interessata da un violento nubifragio Tragico incidente stradale sulla provinciale 35

Marciapiedi impraticabili e attraversamenti pedonali inutilizzabili Bomba d’acqua a Talsano, frazione di Taranto. Strade allagate, marciapiedi impraticabili e attraversamenti pedonali inutilizzabili. Disagi che si ripresentano

Decine gli interventi dei vigili del fuoco anche a Bari per alberi, pali, antenne e cartelloni pericolanti in città La burrasca di Scirocco che sta

Pare che la notte scorsa si fosse recato al pronto soccorso ma che dopo i controlli si sarebbe allontanato dall’ospedale Un uomo di 55 anni,

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Vittima un meccanico di 43 anni, è accaduto un via Lepanto Lo hanno sorpreso in via Lepanto, a Copertino, e picchiato ripetutamente al volto e

C’è la testimonianza di una persona, che ha riferito di averlo visto in volto con ancora in mano il coltello sporco di sangue È stato

Sono studenti e lavoratori gli utenti della Ferrotramviaria, da qualche tempo denunciano disservizi, oltre ad un aumento dei prezzi dei biglietti. Abbiamo preso il treno

É accaduto la notte tra venerdì e sabato. Sono stati i dipendenti della Asl ad accorgersi dell’accaduto Furto nell’ospedale di Copertino. I ladri sono entrati

Preso di mira l’Atm della Banca Popolare Pugliese di Bitonto in via Verdi Ancora un assalto ai bancomat: nella notte è stato preso di mira

I controlli sono stati effettuati in un’azienda di lavorazione carni impiegate in preparazioni alimentari I Carabinieri del Nas di Lecce sequestrato 22 quintali di carni

L’impatto non gli ha lasciato scampo, l’uomo è morto sul colpo. Sul luogo della tragedia sono intervenuti i vigili del fuoco e i carabinieri Tragedia

Il pm Giovanni Calamita ha disposto una consulenza medico legale per “chiarire dinamica e circostanze che hanno portato all’evento” La Procura di Bari ha aperto

Gli assistenti sociali del Comune di Manduria gli hanno comunicato di aver trovato un alloggio a Mesagne, in provincia di Brindisi, nel quale sarà accompagnato

Nei giorni scorsi si è svolto l’incidente probatorio e le dichiarazioni delle ragazzine, ascoltate alla presenza di una psicologa, sono state valutate come attendibili Collaboratore