chesera-2026
maldarizzi-automotive

Tgnorba

Telenorba

puglia-village

Primo Piano

A comunicarlo è stato il deputato e coordinatore regionale pugliese del Movimento 5 Stelle, Leonardo Donno, che in una nota parla di mancanza delle “condizioni politiche per continuare” e punta il dito contro il Partito Democratico. Il Movimento 5 Stelle rinuncia alla candidatura di Giovanni Barletta per la guida della Provincia di Brindisi e si sfila dalla competizione del 15 marzo. La decisione è stata annunciata dall’on. Leonardo Donno, coordinatore regionale pugliese del M5S, dopo che il Partito Democratico ha ufficializzato il sostegno al sindaco di Ostuni Angelo Pomes. In una nota, Donno spiega che il Movimento aveva accolto “con spirito costruttivo” la disponibilità del sindaco di Villa Castelli Giovanni Barletta a candidarsi per il campo progressista, chiedendo però al Pd di riconoscere al M5S la guida della Provincia di Brindisi, alla luce del fatto che nelle altre province pugliesi la rappresentanza sarebbe già espressione dell’area dem. Secondo l’esponente pentastellato, la scelta di sostenere Pomes rappresenterebbe “una evidente pretesa egemonica”. “Dopo aver già ottenuto la quinta provincia – ha dichiarato – il Pd ha deciso di rivendicare per sé anche la sesta. Una scelta che non possiamo condividere”. Il Movimento 5 Stelle ha quindi annunciato il ritiro ufficiale della candidatura di Barletta e la decisione di non partecipare alla competizione con propri candidati. “Non ci sono più le condizioni politiche per continuare un percorso che avrebbe dovuto essere fondato su equilibrio e rispetto reciproco, ponendo al centro gli interessi dei cittadini”, si legge nella nota.

Il piccolo è affetto da malattia rara e dopo le cure al Gaslini deve tornare a casa, ora però è necessario garantirgli stabilizzazione clinica . Un bambino di 8 anni affetto da malattia rara è arrivato nel pomeriggio a Bari con un volo umanitario dell’Aeronautica militare, accompagnato dalla madre e dal direttore dell’hospice dell’Ospedale Gaslini di Genova. Deve tornare a casa, in provincia di Foggia, ma è necessario un trasferimento graduale. L’équipe della Rianimazione Pediatrica dell’Ospedale Pediatrico Giovanni XXIII e la Direzione Sanitaria Aziendale hanno preso in carico il piccolo e lo ha accompagnato in ospedale, in una stanza dedicata della Terapia Intensiva Pediatrica. Alcuni giorni di ricovero serviranno per garantire stabilizzazione clinica e preparare il rientro a casa. L’obiettivo è uno: accompagnare il bambino e la sua famiglia in modo unitario, tenendo insieme aspetti clinici, psicologici e relazionali.

L’ipotesi di reato di omicidio colposo potrebbe essere aggravata dalle condizioni ambientali e di sicurezza in cui Zantonini stava lavorando. E’ indagato per omicidio colposo il titolare della società di vigilanza per cui lavorava il brindisino Pietro Zantonini, 55 anni, morto la notte tra l’8 e il 9 gennaio scorsi mentre lavorava nel cantiere della pista da bob di Cortina D’Ampezzo. La notizia è stata riportata dal Corriere delle Alpi. Si tratta di Michele Grassi, a capo della SS Security & Bodyguard di Belluno. L’ipotesi di reato potrebbe essere aggravata dalle condizioni ambientali e di sicurezza in cui Zantonini stava lavorando. Si era sentito male mentre controllava l’area del cantiere, giro che doveva effettuare ogni due ore, riparandosi nelle pause in una cabina senza adeguato riscaldamento. La notte in cui morì la temperatura era scesa a -12. L’uomo aveva telefonato ad alcuni colleghichiedendo aiuto, ma quando il 118 è giunto sul posto non c’era nulla da fare.L’autopsia ha indicato come causa del decesso un evento cardiaco acuto, ma è incerto il nesso tra la morte e le condizioni di lavoro. La famiglia aveva presentato una denuncia alla Procura di Belluno.

La denuncia arriva dall’ambientalista tarantino, Luciano Manna di Veraleaks. È stata una emissione simile a uno slopping. Una emissione di colore rossastro si è sollevata dagli impianti ex Ilva Acciaierie d’Italia di Taranto ed è stata visibile da parecchi chilometri di distanza dallo stabilimento. La denuncia arriva dall’ambientalista tarantino, Luciano Manna di Veraleaks. È stata una emissione simile a uno slopping, ma proveniente questa volta dalla zona Afo4 (o grf) che si trova alle spalle dell’acciaieria. “L’azienda deve darne conto ai cittadini e alle autorità”, evidenzia Manna. “Si tratta degli stessi reati ambientali per cui i gestori della fabbrica sono ancora a processo e per i quali nel 2012 furono sequestrati gli impianti dell’area a caldo” continua l’ambientalista, “Cose che accadono ancora oggi a febbraio del 2026 accadono senza destare preoccupazioni a istituzioni e politica”.

Nel 2025 i contenziosi al Tar Puglia aumentano da 1.587 a 2.094 procedimenti. Crescono soprattutto i ricorsi legati ad appalti pubblici, beni paesaggistici e impianti di energie rinnovabili, con picco dei giudizi per esecuzione delle sentenze e “carta del docente”. I contenziosi al Tar Puglia sono cresciuti del 31,9% nel 2025 rispetto all’anno precedente, passando da 1.587 a 2.094 procedimenti, con un aumento delle sentenze del 18%. I principali settori interessati sono gli appalti pubblici (circa 100 casi), i beni paesaggistici (quasi quadruplicati, da 11 a 42) e gli impianti di produzione di energie rinnovabili (da 73 a 90). I dati emergono dalla relazione sulla giustizia amministrativa regionale presentata durante la cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario del Tar Puglia. Il presidente Leonardo Spagnoletti evidenzia come il contenzioso sia cresciuto soprattutto nel settore delle energie rinnovabili, a causa delle tensioni tra imprese, amministrazioni locali e comunità dei cittadini, spesso prudenti o diffidenti rispetto a nuovi impianti. Particolare incremento hanno registrato i ricorsi per ottemperanza, passati da 208 nel 2024 a 735 nel 2025 (+253%), legati all’esecuzione delle sentenze del Tar e dei giudici ordinari. Molti di questi casi derivano dalla “carta del docente”, il bonus di 500 euro per la formazione dei docenti, esteso anche ai docenti non di ruolo. A Bari, i ricorsi relativi a questa misura hanno raggiunto circa 600 unità. Il Ministero ha già avviato misure correttive per risolvere il contenzioso. Tra le principali criticità, il presidente Spagnoletti segnala la carenza di magistrati, con 11 magistrati in servizio su 14 previsti e la perdita di un altro nel 2026. L’obiettivo è garantire l’assegnazione temporanea di almeno due magistrati per mantenere i livelli di produttività, cresciuti nel 2025 rispetto al 2024.

Due episodi distinti nella notte a Carmiano e Matino. Torna l’emergenza incendi nel Salento, dove nella notte si sono registrati due distinti episodi tra Carmiano e Matino, con quattro veicoli coinvolti e un capannone danneggiato. Il primo intervento è avvenuto a Carmiano, in via Novoli, all’interno di un capannone industriale della società Idroambiente. Le fiamme hanno interessato tre mezzi parcheggiati nella struttura: un Ford Transit è andato completamente distrutto, mentre un Fiat Doblò e un altro furgone hanno riportato danni parziali. L’intervento dei vigili del fuoco ha evitato conseguenze più gravi, impedendo che il rogo si estendesse all’intero stabile. Danneggiata anche una parte della copertura del capannone. Sono in corso accertamenti per chiarire l’origine dell’incendio. Poche ore dopo, intorno alle 4, un secondo episodio si è verificato a Matino, in via del Mare, nei pressi dello stadio comunale. Una Nissan Juke, intestata a una donna di 48 anni, è stata avvolta dalle fiamme riportando gravi danni. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della compagnia di Casarano per i rilievi del caso.

L’uomo avrebbe intimato insistentemente alla giovane, che era a bordo di un monopattino elettrico, di spostarsi dalla strada per farlo passare. Un 61enne barese è stato denunciato in stato di libertà dai carabinieri con l’accusa di aver aggredito una ragazza di 24 anni a causa di una lite per questioni di viabilità. L’uomo, come denunciato dalla ragazza, era in auto e avrebbe intimato insistentemente alla giovane che era a bordo di un monopattino elettrico di spostarsi dalla strada per farlo passare. Da lì sarebbe quindi nata una lite culminata conl’aggressione nella quale il 61enne avrebbe colpito la donna con un martello. La giovane è stata poi trasportata al Policlinico di Bari, dove ha ricevuto le cure del caso. Sul posto è intervenuta la polizia, ma la denuncia è stata poi presentata ai carabinieri di Bari-Carrassi.

L’uomo, con permesso di soggiorno in attesa di rinnovo e con precedenti penali, ha ammesso di aver investito la 77enne. È stato identificato e rintracciato il conducente del monopattino che nel pomeriggio di mercoledì avrebbe investito una donna di 77 anni in via Francesco Crispi, a Bari. Si tratta di un uomo di 27 anni, di nazionalità straniera, che è stato fermato dagli agenti della polizia locale per fuga e omissione di soccorso e, se la vittima sporgerà querela, sarà anche denunciato per lesioni. Gli agenti sono riusciti a identificarlo grazie alle testimonianze raccolte sul luogo dell’incidente e all’analisi delle immagini di videosorveglianza, in cui si vedrebbe il 27enne travolgere la donna, cadere per poi rialzarsi e fuggire. L’uomo, con permesso di soggiorno in attesa di rinnovo e con precedenti penali, ha ammesso di aver investito la donna. Il monopattino, ritrovato poco dopo l’incidente, è stato sequestrato. Per la signora investita prognosi per gravi lesioni, ma con la previsione di una lunga terapia riabilitativa.

Sul posto due autobotti dei vigili del fuoco di Grottaglie e di Martina Franca. In corso le indagini dei carabinieri. Paura nella notte a Crispiano per un incendio ad un capannone, in periferia. Le fiamme hanno interessato una officina con all’interno mezzi agricoli. Danneggiata la struttura e, in parte, anche i trattori e altri macchinari. Sul posto due autobotti dei vigili del fuoco di Grottaglie e di Martina Franca. In corso le indagini dei carabinieri. In fase di accertamento le cause del rogo. (notizia in aggiornamento)

Ne dà notizia il sindaco di Ischitella, Alessandro Nobiletti. Durante i lavori di scavo effettuati vicino al ponte che unisce i due moli a Foce Varano, è stato rinvenuto un oggetto che sembra essere un ordigno bellico inesploso, parzialmente interrato. Ne dà notizia il sindaco di Ischitella, Alessandro Nobiletti. La situazione è sotto controllo e l’area è stata messa in sicurezza. È stata emessa un’ordinanza di interdizione totale del traffico nel tratto di strada interessato. L’area sarà presidiata costantemente dalle Forze dell’Ordine e dalle Protezioni Civili in attesa dell’arrivo degli artificieri dell’11° Reggimento Genio Guastatori di Foggia per le operazioni di rimozione e bonifica.

È successo nella notte sulla provinciale. Un giovane, di 32 anni, Salvatore Patruno, è morto e altri due sono rimasti gravemente feriti in un incidente stradale avvenuto nella notte a Trani, sulla provinciale che porta a Barletta. I tre viaggiavano a bordo della stessa autovettura il cui conducente avrebbe perso il controllo del mezzo che sarebbe uscito fuori strada. Il ragazzo deceduto è stato ritrovato a distanza dell’auto, gli altri due sono stati ricoverati in codice rosso negli ospedali di Andria e Barletta. Si tratta di un 17enne e di 21enne entrambi baresi ma residenti aTrani. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco. Al momento non si sono appresi ulteriori particolari.

Rispetto ai dati della prima settimana, i recall sono raddoppiati e le prestazioni eseguite triplicate. Un terzo delle persone in lista d’attesa per prestazioni prioritarie è stato contattato (dal 2 al 19 febbraio) dalle dieci aziende ed enti del servizio sanitario regionale pugliese. Rispetto ai dati della prima settimana, i recall sono raddoppiati e le prestazioni eseguite triplicate.  I dati del monitoraggio attestano che complessivamente i recall sono stati 39.379, gli appuntamenti anticipati 19.435 e le prestazioni e i ricoveri già eseguiti 11.293 sul target complessivo stimato di 124.320 prestazioni da recuperare. Per visite ed esami diagnostici sono state contattate 33.495 persone, anticipate 18.937 prestazioni ed eseguite 10.661 prestazioni. Il numero di rifiuti e disdette è di 9.357, gli irreperibili 2700. Per i ricoveri sono state contattate 5884 persone, anticipati 498, eseguiti 632. Per quanto riguarda i rifiuti, il 60% ha confermato la data dell’appuntamento già preso, il 18% ha detto di aver già eseguito la prestazione, il 7% ha sostenuto che non era più necessaria. Resta un 15% senza motivazioni.  Il maggior numero di ricoveri già eseguiti è stato registrato dalla Asl di Lecce: 148 dal 2 febbraio scorso. A seguire il Policlinico di Bari che ne ha eseguiti 128.

Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, il 118 e l’elisoccorso, i feriti sono stati trasferiti al Policlinico Riuniti e a San Giovanni Rotondo. Cinque auto sono rimaste coinvolte nel maxi tamponamento avvenuto intorno alle 19 tra Foggia e Manfredonia, sulla statale 89, all’altezza della base militare di Amendola. Otto persone sono rimaste ferite, sembra che nessuno sia in pericolo di vita. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, il 118 e l’elisoccorso, i feriti sono stati trasferiti a Foggia e a San Giovanni Rotondo. 

Ha 48 anni, si è diplomato a Taranto al Liceo artistico “Lisippo” per poi formarsi all’Accademia di belle arti di Roma ed è considerato uno dei pittori contemporanei più apprezzati a livello globale. Il pittore tarantino Roberto Ferri ha realizzato e consegnato il ritratto ufficiale di Papa Leone XIV nella sala Ducale in Vaticano. “È stato per me un immenso onore consegnare personalmente a Sua Santità l’opera da me realizzata” ha scritto Ferri sui social. Il ritratto ha già trovato la sua collocazione definitiva nella Sala delle Congregazioni, al terzo piano del Palazzo Apostolico.Roberto Ferri, 48 anni, si è diplomato a Taranto al Liceo artistico “Lisippo” per poi formarsi all’Accademia di belle arti di Roma. Considerato uno dei pittori contemporanei più apprezzati a livello globale, Roberto Ferri è noto per uno stile che affonda le radici nella grande tradizione del Barocco e dell’Accademia. La commissione vaticana per il ritratto del pontefice è solo l’ultimo di una serie di incarichi di altissimo profilo.

Il comune di Otranto potrebbe emettere un provvedimento d urgenza, considerato che si tratta del sito più visitato in Puglia dopo Castel Del Monte. Chiusi gli accessi per il lago di bauxite di Otranto, uno dei luoghi più iconici e fotografati del Salento. I proprietari dei terreni intorno al laghetto hanno avvisto i cartelli di “proprietà privata con divieto di accesso”. La zona è stata recintata. Si tratta di un ex sito minerario caratterizzato da terra di colore rosso intenso, nella si è creato un laghetto verde, questo attrae turisti e visitatori da ogni parte del mondo. Il sito dell’ex cava non è poi proprietà privata i terreni intorno sì. Quindi da oggi non si può più accedere. Il comune di Otranto potrebbe emettere un provvedimento d urgenza, considerato che si tratta del sito più visitato in Puglia dopo Castel Del Monte.

Oggi la sentenza di primo grado: i fatti risalgono all’11 dicembre del 2022. Le vittime furono: Sara Grimaldi, 19 anni, Elisa Buonsante, 25 e Michele Traetta, 21. Dodici anni di reclusione e revoca della patente. È la sentenza pronunciata oggi dal giudice monocratico del Tribunale di Bari, Mario Mastromatteo, nei confronti di Gaetano Caputi, ritenuto responsabile del terribile incidente stradale avvenuto l’11 dicembre 2022 sulla SS96, alle porte di Modugno. Nell’impatto della vettura che guidava contro un muro in cemento, morirono tre ragazzi: Sara Grimaldi, 19 anni, Elisa Buonsante, 25, e Michele Traetta, 21. La pena inflitta è superiore a quella richiesta dal Pubblico Ministero, Manfredi Dini Ciacci, ad 11 anni e 6 mesi di reclusione. Il pm aveva chiesto il rinvio a giudizio per il reato di omicidio stradale – con le aggravanti di aver causato il decesso di più persone e di averlo commesso con pesanti violazioni delle norme sulla circolazione stradale tra cui quello dell’alta velocità. La madre di Sara Grimaldi, Anna Mideja, ha seguito con grande compostezza tutte le fasi del processo. “Oggi – è il sentimento che trapela dai familiari – almeno un briciolo di giustizia è stata fatta. Nessuna sentenza potrà mai restituirci Sara e cancellare il dolore di questi anni, ma questa condanna rappresenta un riconoscimento importante della gravità di quanto accaduto”.

La protesta dovrebbe andare avanti fino a domani 20 febbraio.. Continuano i problemi per i pendolari pugliesi. Anche oggi, 19 febbraio, per l’assenza degli autisti di bus delle Fse, sono saltate altre 132 corse. La società riorganizzato il servizio ricorrendo al noleggio di bus del Consorzio Bari nord per garantire un minimo di corse. I problemi sono iniziati lunedì con le assenze per malattia, infortunio e 104 di oltre 100 autisti. La protesta dovrebbe andare avanti fino a domani 20 febbraio.

Per cause ancora da accertare in pochi minuti le fiamme, partite da una stanza, hanno invaso tutto l’appartamento. Paura a Barletta per l’incendio divampato al quinto piano della palazzina di via Rizzitelli, al civico 19. Per cause ancora da accertare in pochi minuti le fiamme, partite da una stanza, hanno invaso tutto l’appartamento. Quattro persone sono rimaste intossicate, tra loro anche una donna di 81 anni. Due sono state trasferite in ospedale, due sono state soccorse sul posto dal personale del 118. Per domar l’incendio sono intervenuti tre mezzi dei vigili del fuoco.

Il Tribunale di Bari ha archiviato il procedimento a carico di Donato Boscia, accusato di aver contribuito al disastro ambientale. Con le conoscenze scientifiche di cui si è attualmente in possesso, non si può incolpare dell’epidemia da xylella chi  ha applicato le norme. Così il Tribunale di Bari ha archiviato il procedimento a carico di Donato Boscia, ex direttore dell’Istituto di protezione sostenibile delle piante del Cnr di Bari, accusato di aver contribuito alla diffusione del batterio killer ha distrutto in Puglia milioni di ulivi. Secondo il giudice l’indagato ha semplicemente “agito in linea con le prescrizioni normative imposte dal diritto eurounitario e dalla normativa nazionale di recepimento”. Gli esposti che avevano portato all’apertura dell’inchiesta erano stati presentati tra il 2018 e il 2022 anche da associazioni di categoria, comitati, proprietari di fondi agricoli e persone fisiche. Tra loro l’ex senatore del M5s Alfonso Ciampolillo, noto per aver tentato di impedire il taglio di un ulivo infetto a Cisternino. Secondo i denuncianti, la propagazione del batterio nel territorio pugliese sarebbe stata “innescata, favorita e incoraggiata da ritardi ed omissioni commessi da parte delle autorità amministrative preposte a contrastare la diffusione di agenti patogeni idonei a compromettere l’ecosistema della Regione Puglia ma se secondo il gip, che ha escluso la configurabilità del reato di disastro ambientale, “non vi è prova che la diffusione del batterio ‘Xylella fastidiosa’ fosse causalmente imputabile alle strategie di contenimento adottate sul piano amministrativo”.

Si tratta di Anzano di Puglia, Biccari, Bovino, Carlantino, Celenza Valfortore, Panni e Poggio Imperiale. I sindaci inviano una lettera di protesta al Ministero dell’Interno. Sette Comuni della provincia di Foggia (Anzano di Puglia, Biccari, Bovino, Carlantino, Celenza Valfortore, Panni e Poggio Imperiale) risultano tra i 70 enti esclusi dal finanziamento del Piano Nazionale per la Riqualificazione dei Piccoli Comuni, nonostante fossero stati precedentemente ammessi in graduatoria. Il bando, previsto dalla Legge n. 158 del 6 ottobre 2017 destinato a progetti di valorizzazione e rigenerazione dei centri con popolazione inferiore ai 5.000 abitanti, pubblicato nel luglio 2023 dal Dipartimento Casa Italia, prevedeva contributi fino a 700.000 euro per ogni Comune, anche in forma associata. Il 20 agosto 2024 sulla Gazzetta Ufficiale si pubblica l’elenco dei Comuni ammessi: 245 per un totale di 144 interventi. Per gli esclusi la possibilità di impugnazione entro 60 giorni dalla pubblicazione. Lo scorso 10 febbraio il Ministero dell’Interno di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze pubblica sul proprio sito un nuovo elenco dei progetti ammessi a finanziamento. La graduatoria ha subito una sforbiciata: i progetti, da 144 scendono a 91. Fuori restano 70 Comuni, tra cui i 7 della Capitanata. “È inaccettabile che Comuni già ammessi al finanziamento vengano esclusi senza alcuna spiegazione – dichiarano i sette sindaci -. Non chiediamo favori, ma rispetto delle regole, dei diritti delle nostre comunità. Ogni euro bloccato significa progetti fermi, scuole, strade e servizi pubblici incompiuti. È inammissibile sacrificare le aree interne, già fragili, per giochi burocratici. Non intendiamo attendere oltre, perché i rischi che incombono sulle attività amministrative e la vita delle comunità sono gravissimi. Chiediamo, perciò, chiarezza e lo sblocco immediato dei fondi dovuti, di diritto, ai singoli Comuni esclusi”. I sette sindaci hanno inviato formale lettera di protesta al Ministero dell’Interno e al Ministero dell’Economia e delle Finanze.

deliziosa
deliziosa