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Primo Piano

La ministra commenta la decisione della Corte d’Appello: «I figli si fanno in due. C’è il rischio di aggirare la legge sull’utero in affitto». “È tipicamente una sentenza che molti definiscono ‘creativa’. Il punto è che, al di là del caso singolo, riconoscere tre genitori è qualcosa che incide sull’idea stessa di famiglia“. Lo ha detto Eugenia Roccella, ministra per la Famiglia, la Natalità e le Pari opportunità, a “Ping Pong” su Rai Radio1 commentando la sentenza della Corte d’Appello di Bari che ha riconosciuto un bambino come figlio di una madre e di due padri. “La famiglia sembra che sia qualunque cosa uno voglia che sia, e così non è, perché ci sono elementi biologici, culturali e simbolici. I figli si fanno in due, c’è una mamma e un papà. Questo non scombina soltanto il diritto ma anche la base culturale della famiglia. Inoltre, se decisioni di questo tipo dovessero moltiplicarsi, si rischierebbe anche di aggirare la legge contro l’utero in affitto“, ha aggiunto Roccella.

Imperversano sulle ciliegie Bigarreau, con la perdita di 2 frutti su 3 Bigarreau e Ferrovia: Coldiretti denuncia il crac produttivo nel Barese. Grandine e nubifragi stanno devastando le coltivazioni di ciliegie Bigarreau in Puglia, causando la perdita di ben 2 frutti su 3 e un danno stimato fino al 70% della produzione totale. Secondo la denuncia di Coldiretti Puglia, il forte maltempo ha colpito duramente il cuore del distretto cerasicolo di Bari e della BAT, con violenti nubifragi localizzati a Conversano, Rutigliano, Turi, Castellana Grotte e Casamassima, oltre a pesanti grandinate tra Triggianello, Andria e Bisceglie. I dati ISTAT confermano che la provincia di Bari è il primo produttore di ciliegie in Italia, con 47 mila tonnellate annue (circa il 34% del mercato nazionale) e oltre 17 mila ettari dedicati. Nonostante l’eccellenza delle varietà Bigarreau e Ferrovia, la tropicalizzazione del clima e gli eventi estremi stanno compromettendo la redditività delle imprese agricole, spingendo i prezzi al consumo fino a 20 euro al chilo a Milano. Questo scenario critico favorisce il rischio di importazioni estere da Egitto, Tunisia e Marocco, rendendo necessari controlli serrati sull’origine del prodotto e interventi urgenti per sostenere la filiera cerasicola pugliese.

Alle 4.06 del mattino il cellulare si sgancia dal bluethooth dell’autovettura. Sino ad ora, gli inquirenti collocavano la morte di Patrizia subito dopo le 2.19 del mattino. Nuovi dubbi sull’orario della morte di Patrizia Nettis, la giornalista 41enne trovata impiccata nella sua abitazione di Fasano il 29 giugno 2023. Dalla consulenza informatica disposta dalla procura sul telefonino della 41enne e depositata nei giorni scorsi, si legge che alle 4.06 del mattino il cellulare si sgancia dal bluethooth dell’autovettura. Un dato che, secondo l’avvocato Giuseppe Castellaneta – legale della famiglia Nettis – sposterebbe di due ore l’orario del decesso. Sino ad ora, gli inquirenti collocavano la morte di Patrizia subito dopo le 2.19 del mattino, minuto in cui aveva mandato sul cellulare dell’ex marito un messaggio di saluto per il figlio. Per dare una chiave di lettura completa, bisognerà attendere l’esito delle consulenze disposte sui tabulati telefonici di un imprenditore Riccardo Argento, unico indagato per istigazione al suicidio e minaccia, e del sindaco di Fasano Francesco Zaccaria, estraneo all’inchiesta, con i quali Patrizia in momenti diversi aveva avuto una relazione. La famiglia non ha mai creduto all’ipotesi del suicidio e ha sempre insistito affinché la salma fosse riesumata e venisse effettuata l’autopsia.

. L’invito a non arrendersi, a dire no alla logica della rassegnazione. Don Michele Barbaro, parroco della chiesa di Santa Maria madre di misericordia di Bisceglie, chiede alla comunità di avere la forza di reagire. Lo fa nel giorno del lutto cittadino proclamato dal comune davanti al feretro di Angelo Pizzi, Lino come era conosciuto da tutti, il maître di sala di 61 anni ucciso lo scorso 30 aprile nel ristorante dove lavorava da un commando armato che, secondo quanto è emerso fino a questo momento, voleva colpire il titolare nell’ambito di una faida tra clan baresi da sempre rivali.

Si vede il 35 arrivare in piazza Fontana e appoggiare bicicletta e zaino. Uno scooter con due giovani a bordo si avvicina e inizia a provocarlo, poi il primo pugno e l’inseguimento. Tutto ripreso dalle telecamere di videosorveglianza. Ecco il video che riprende l’aggressione avvenuta a Taranto e costata la vita a Bakari Sako Sono le 5:22 del 9 maggio a Taranto. Il 35enne sta facendo una sosta in piazza Fontana. Appoggia la bicicletta, lo zaino. Improvvisamente gli si avvicina uno scooter con due giovani a bordo, poi sopraggiunge il terzo ragazzo sempre a bordo di una moto. Arriva anche una ragazza, che rimarrà testimone oculare, e infine arriveranno gli altri. I giovani provocano il 35enne; l’ultimo che arriva gli sferra il primo pugno. Bakari prova ad allontanarsi, a scappare, ma il gruppo lo insegue fino all’accoltellamento. Alle 5:34 una passante chiama l’ambulanza. Durante i tentativi di rianimazione, Bakari muore. E’ quanto si vede nei filmati delle telecamere di videosorveglianza, centrali nella ricostruzione dei fatti e nella indagine della Squadra Mobile. Sei i giovani indagati per omicidio aggravato in concorso, con le aggravanti del numero di partecipanti e dei futili motivi.

Il Generale Vannacci ha la soluzione per contrastare una delle emergenze criminali più diffuse in Puglia. Il Leader di Futuro Nazionale, in un video, propone “Un battaglione di paracadutisti che vada a Cerignola a sgominare tutto il racket dei furti d’auto”. Sì all’utilizzo dell’esercito per combattere il crimine, afferma Vannacci, ma in un ruolo dinamico. Qui il video di Roberto Vannacci, leader di Futuro Nazionale, sui paracadutisti a Cerignola “Hanno depotenziato le forze dell’ordine” ha dichiarato “Stiamo usando l’esercito per scopi di sicurezza interna” aggiunge, “cosa che non ritengo sbagliata ma non è ottimale l’uso che se ne fa. Inutile tenere dei soldati a presidiare i posti fissi – suggerisce Vannacci – Io mi immaginerei un ruolo molto più dinamico. Un battaglione di paracadutisti che rastrella Rogoredo o che lo stesso battaglione di paracadutisti va a Cerignola a sgominare tutto il racket dei furti delle auto”. 

“I ragazzi accedono troppo facilmente anche ai contenuti pornografici su internet”. “Nessun allarme criminalità ma l’aggressività dei minorenni è aumentata”. Al TgNorba parla il procuratore capo del Tribunale per i minorenni di Bari, Rosario Plotino, che aggiunge: “I ragazzi accedono troppo facilmente anche ai contenuti pornografici su internet”

La Basilicata ne conferma 5. Con 27 riconoscimenti la Puglia conserva il secondo posto nelle speciale classifica delle Bandiere Blu. Una posizione che condivide con la Calabria, sul podio subito dopo la Liguria. La buona notizia è l’ingresso di Tricase e Morciano mentre altre due località salentine, Castrignano del Capo e Patù, non potranno fregiarsi del prestigioso riconoscimento internazionale che certifica la qualità delle acque di balneazione e dei servizi. Il vessillo, che la prossima estate non sventolerà più sul faro di Leuca, sarà esibito con orgoglio in altre 9 località della Provincia di Lecce: oltre al capoluogo salentino e alle già citate new entry, a Melendugno, Castro, Salve, Ugento, Gallipoli e Nardò. 6 le Bandiere Blu nel tarantino: Manduria, Maruggio, Pulsano, Leporano, Castellaneta e Ginosa. Segue la Provincia di Foggia con 5 località: Isole Tremiti, Rodi Garganico, Peschici, Vieste e Zapponeta. Tre i vessilli nel brindisino: Fasano, Ostuni e Carovigno. Due a testa invece nel barese – Monopoli e Polignano a Mare – e nella Bat: Margherita di Savoia e Bisceglie. La Basilicata conferma le sue 5 bandiere: Maratea sul Tirreno e Bernalda, Pisticci, Policoro e Nova Siri sullo Jonio. I criteri per l’assegnazione della Bandiera Blu sono assoluta validità delle acque di balneazione, risultate eccellenti su una valutazione degli ultimi 4 anni, e regolari campionamenti delle acque effettuati nel corso della stagione estiva; efficienza della depurazione delle acque reflue e della rete fognaria; raccolta differenziata e corretta gestione dei rifiuti pericolosi; vaste aree pedonali, piste ciclabili, arredo urbano curato, aree verdi; spiagge dotate di tutti i servizi e di personale addetto al salvamento, abbattimento delle barriere architettoniche; ampio spazio dedicato ai corsi d’educazione ambientale; pubblicazione deidati sulle acque di balneazione; strutture alberghiere, servizi d’utilità pubblica sanitaria, informazioni turistiche, segnaletica aggiornata; certificazione ambientale delle attività istituzionali e delle strutture turistiche presenti sul territorio comunale; presenza d’attività di pesca ben inserita nel contesto della località marina.

Concluso l’interrogatorio in carcere. Fabio Sale ha rilasciato solo dichiarazioni spontanee. Si è appena concluso l’interrogatorio nel carcere di Taranto di Fabio Sale, il 19enne coinvolto nell’aggressione sfociata nell’omicidio di Bakari Sako. Si è avvalso della facoltà di non rispondere alle domande del gip Gabriele Antonaci. Ci sono state solo dichiarazioni spontanee. Il giovane ha negato di aver partecipato all’azione violenta. Si attende la convalida dell’arresto. Il giovane è difeso dall’avvocato Andrea Maggio che al momento ha preferito non rilasciare dichiarazioni.

La segnalazione al nostro numero WhatsApp arriva dal quartiere Poggiofranco, via Papa Innocenzo XII e da una zona in cui, evidentemente, le barriere architettoniche sono la regola. Gabriele ha trent’anni ed è sulla sedia a rotelle. Vive a Bari, quartiere Poggiofranco, via Papa Innocenzo XII. Intorno a casa sua, nell’arco di 200 metri, non c’è nemmeno uno scivolo. Questo significa che subito fuori dal cancello di casa iniziano i problemi. Per uscire deve farsi aiutare da qualche vicino perché la madre non ce la fa. Si rivolgono spesso al titolare di un bar. Ed è stato quest’ultimo a segnare l’incresciosa situazione: “Chiama me o il mio vicino per andare in chiesa, o alla posta, qui vicino insomma, le cose più normali per lui sono impossibili”. Il caso è stato denunciato al Comune di Bari che però non ha mai risposto Qui il video della denuncia

Dalla cessione del ramo diagnostica nasce un nuovo polo per l’occupazione: la holding di Monopoli pronta a investire nel Sud. L’industriale pugliese Vito Pertosa, fondatore della Angelo holding, di Monopoli, ha firmato l’accordo per la cessione a Siemens di un perimetro di Mermec che comprende il business della diagnostica & data analytics worldwide e del wayside signaling in Italia. “L’operazione – indica Pertosa – mi aiuterà ad investire nelle altre società della mia holding industriale, oltre che sostenere le realtà del Mezzogiorno d’Italia che hanno bisogno di svilupparsi e dar vita a nuova occupazione di qualità”. Mer Mec, fondata da Pertosa, è leader nel mondo nell’high tech per il settore ferroviario. La parte coinvolta nell’operazione ha registrato nel 2025 ricavi per circa 430 milioni, con 1.700 collaboratori. “Formalmente sono in pensione da 9 mesi, al momento la mia salute non è delle migliori, i miei figli hanno la loro strada autonoma con le loro aziende”, indica Vito Pertosa, fondatore di un gruppo industriale high tech leader nelle tecnologie per le ferrovie, per poi aprire nuove frontiere fino all’aerospazio, dagli aerei da turismo in fibra di carbonio ai satelliti. “Per questa ragione – spiega – ho cercato un gruppo molto solido nel settore, per garantire un futuro sereno ai miei bravi colleghi, che hanno contribuito a rendere Mermec la realtà che è oggi, ovunque essi siano. Entrare a far parte di Siemens offrirà loro una realtà globale, fortemente orientata all’innovazione e alla crescita sostenibile”. “Quella di oggi è una tappa rilevante per il gruppo Angelo Holding”, rileva Ruggiero Delcuratolo, head of M&A Angelo Holding: “Firmiamo – spiega – un accordo importante per Mer Mec, la società storica del gruppo leader mondiale nel business della Diagnostica & Data Analytics, presente in Italia nel segnalamento, nell’elettrificazione, nelle telecomunicazioni per il settore ferroviario. Unire Mer Mec al Gruppo Siemens può rappresentare per le sue persone, un ulteriore punto di partenza per proseguire in contesti sempre più sfidanti”. “Pur di dare notizie, sono circolate delle indiscrezioni su alcuni media, non corrette per valori, perimetro, dipendenti”, evidenzia il manager: “La parte di Mer Mec coinvolta nell’operazione ha registrato nel 2025 ricavi per circa 430 milioni di euro con 1700 collaboratori. AngelStar, Compagnie Des Signaux e Mer Mec Deutschland, non fanno parte del perimetro e daranno vita ad – Angel Signaling -, società del Segnalamento Ferroviario della Angelo Holding con 800 dipendenti ed un backlog di circa 2 miliardi di euro. Angelo Holding, dopo il closing, previsto entro fine anno, all’ottenimento delle consuete autorizzazioni, manterrà complessivamente circa 1.500 persone. Pensiamo che questa operazione possa portare benefici per tutti”.

Secondo l’accusa, l’uomo avrebbe impedito alla convivente di uscire da casa ed utilizzare i social network per comunicare o postare le proprie foto. È finito agli arresti domiciliari con l’accusa di maltrattamenti in famiglia il 40enne di Gravina che alcune settimane fa si era ritrovato la macchina tappezzata di insulti come “traditore” da parte della ex convivente, che aveva anche affisso le chat delle conversazioni con la presunta amante. Immagini che avevano fatto il giro del web. Secondo l’accusa, l’uomo avrebbe impedito alla convivente di uscire da casa ed utilizzare i social network per comunicare o postare le proprie foto. La donna sostiene che spesso le avrebbe sottratto il cellulare per poi restituirglielo solo dopo insistenti richieste, minacciando di ucciderla o di dar fuoco alla casa se avesse interrotto la relazione. L’ultimo episodio sarebbe avvenuto il 23 aprile scorso, quando l’uomo, non volendo accettare la fine della relazione, avrebbe minacciato la donna di morte. Il 40enne, difeso dall’avvocato Gioacchino Carone, ha a sua volta denunciato la ex compagna dopo gli insulti affissi sulla macchina.

Questa mattina ci sarà l’interrogatorio del maggiorenne già fermato lunedì sera. È stato preso all’alba anche il sesto ragazzo che, stando alle immagini delle telecamere di videosorveglianza e alle ricostruzioni della squadra mobile, ha partecipato all’aggressione e all’omicidio di Bakari Sako. Si tratta di un 22enne, dunque è il più grande del gruppo. Per il resto questa mattina ci sarà l’interrogatorio del maggiorenne già fermato lunedì sera, assieme ai 4 minorenni che invece saranno sentiti domani in procura minorile. E potrebbe essere sempre domani il giorno dell’autopsia. Sempre oggi, nel pomeriggio, ci sarà la manifestazione dedicata a Bakari Sako, in piazza Fontana, luogo dove all’alba del 9 maggio Bakari è stato aggredito e ucciso, senza trovare l’aiuto di nessuno.

. Preoccupazione mista a paura nel pomeriggio di mercoledì 13 maggio a causa di boati avvertiti in molti comuni del Sud Salento. I forti rumori sono stati causati probabilmente, come segnala “Protezione civile Salento”. dal passaggio di due aerei italiani impegnati in una esercitazione militare, finalizzata alle intercettazioni supersoniche. Sono transitati sui cieli del Salento oltre la velocità del suono, quanto è bastato per provocare un boom sonico che si è trasformato in più boati che hanno allarmato non poco chi si trovava in casa. Il passaggio del velivolo ha fatto vibrare le finestre delle case, specie di quelle che si sono trovate più vicine alla rotta. Numerose le chiamate al centralino dei vigili del fuoco con l’alert scattato sui gruppi social per capire cosa fosse accaduto

. Il Policlinico di Bari ha annullato l’ammissione dell’ex consigliera comunale Maria Carmen Lorusso alla borsa di studio legata ad un progetto di ricerca. Lorusso, imputata per scambio elettorale politico-mafioso, impugnerà il provvedimento. Lo ha affermato il suo legale, l’avvocato Luca Castellaneta: “Prendiamo atto della delibera hanno notificata alla dottoressa Lorusso e sottolineiamo che la nostraassistita, in sede di domanda di ammissione al bando, ha dichiarato i procedimenti penali pendenti a suo carico. Lei non è destinataria di provvedimenti di misure di sicurezza o prevenzione”. Qui l’intervista all’avvocato Luca Castellaneta, difensore di Maria Carmen Lorusso

Decisivo il video registrato dalla vittima: l’uomo era già stato ammonito e arrestato per atti persecutori. Con l’accusa di atti persecutori, stalking ai danni della ex compagna., la polizia ha arrestato in flagranza differita a Gallipoli un 33enne , già noto alle forze dell’ordine e già destinatario di un ammonimento del Questore di Lecce e arrestato ai domiciliari nel settembre dello scorso anno per gravi episodi persecutori contro la stessa donna. Ottenuta la libertà nell’aprile di quest’anno, il 33enne aveva inizialmente tentato di riallacciare i rapporti con la vittima , ma dopo una brevissima frequentazione, sono riemerse le stesse condotte persecutorie. L’episodio culminante è avvenuto la scorsa notte, quando l’uomo si è scagliato con calci contro la porta d’ingresso dell’abitazione della donna, nel tentativo di irrompere nell’appartamento. Non riuscendovi, ha infranto il vetro della finestra della camera da letto lanciando una pietra. Nonostante il terrore, la vittima è riuscita a filmare con il proprio smartphone l’aggressore e grazie all’analisi di queste prove , l’uomo è stato arrestato in flagranza differita, una nuova procedura introdotta dalle recenti modifiche al cosiddetto “Codice Rosso rafforzato“, che permette alla Polizia Giudiziaria di procedere all’arresto anche se l’autore non viene colto sul fatto, purché vi sia documentazione video o fotografica che attesti in modo inequivocabile la condotta delittuosa.

. Pochi minuti di pioggia intensa pe strade invase dall’acqua su gran parte dei comuni a nord di Bari. Queste immagini sono state realizzate ad Andria dove in alcuni punti della periferia si sono formati dei veri e propri torrenti. Non si sono registrati disagi, la situazione è tornata alla normalità nel giro di poco tempo.

. Il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, sarà in Puglia il 15 maggio per partecipare nelle Prefetture di Bari e Lecce ai Comitati provinciali per l’ordine e la sicurezza pubblica. A Bari l’incontro si terrà alle 10 e sarà un Comitato congiunto per la Città Metropolitana di Bari e le province di Foggia e di Barletta-Andria-Trani. All’incontro con Piantedosi parteciperanno il procuratore nazionale Antimafia e Antiterrorismo, Giovanni Melillo, i prefetti, i vertici provinciali delle Procure, delle forze di Polizia e dei Vigili del Fuoco, i rappresentanti dei Comuni capoluogo, della Città Metropolitana di Bari e delle Province di Foggia e Barletta-Andria -Trani. A Lecce il ministro sarà alle 15. Anche in questo caso sarà un Comitato congiunto per le province di Lecce, Taranto e Brindisi e vi parteciperanno i prefetti, i vertici provinciali delle Procure, delle forze di polizia e dei Vigili del Fuoco, i rappresentanti dei Comuni capoluogo, e delle tre Province salentine. La presenza del ministro era stata anticipata dopo i gravi fatti di sangue avvenuti nelle città del distretto, soprattutto i due agguati mafiosi a Bisceglie e le sparatorie a Bari vecchia, avvenuti tra la metà e la fine di aprile, tutti legati alla lotta tra clan per il controllo dei traffici illeciti, e i recenti omicidi commessi nel capoluogo dauno.

Le esequie si terranno nella Chiesa Vecchia della Misericordia alle 10.30 . Si terranno domani (giovedì 14 maggio) a Bisceglie i funerali di Angelo Pizzi, 61 anni, conosciuto da tutti come Lino, il cameriere ucciso per sbaglio nel ristorante di Bisceglie in cui lavorava. L’omicidio è avvenuto la sera del 30 aprile scorso, Pizzi non era il bersaglio dell’agguato. I killer cercavano il titolare, coinvolto in passato in vicende vicine al clan Capriati.La salma è già nella chiesa Vecchia della Misericordia di Bisceglie, i funerali sono in programma domani alle 10.30. Lascia la compagna Antonella e la figlia Monica.Angelo Pizzi è morto perché si è trovato sulla traiettoria dei colpi destinati al titolare della Spaghetteria n. 1, ristorante che si trova nel centro di Bisceglie. I killer erano due, a volto coperto. Hanno esploso almeno 15 colpi di pistola.

Si tratta di un virus conosciuto dagli anni Cinquanta, non è come il covid che era un virus nuovo. Trasmessa una nota informativa alle Asl a tutti i soggetti interessati. “L’Hantavirus non rappresenta un’emergenza per l’Italia e l’Europa, essendo molto basso il rischio di contagio”: lo ha detto Antonio Fasanella, direttore generale dell’Istituto Zooprofilattico sperimentale di Puglia e Basilicata, durante la visita alla struttura, a Foggia, delle autorità civili e militari della Capitanata.Numerosi i temi affrontati: dal ritorno dell’epatite A, a causa delle cattive pratiche di conservazione dei mitili, alla pericolosità della brucellosi bovina, che non si riesce a eradicare dal Gargano. Fasanella ha spiegato che l’hantavirus è conosciuto sin dagli anni Cinquanta, non è come il Covid, che era un virus nuovo. Si trasmette da persona a persona, ma solo a seguito di un contatto continuo, non a caso le prime vittime sono state marito e moglie. Qui l’intervista al direttore generale dell’Istituto Zooprofilattico sperimentale di Puglia e Basilicata Intanto il dipartimento Promozione della Salute della Regione Puglia ha trasmesso una nota informativa a tutte le Asl a tutti i soggetti interessati: aziende ospedaliere, Irccs pubblici e privati, enti ecclesiastici, trutture sanitarie private accreditate, farmacie di comunità, medici di medicina generale e pediatri. Il direttore del dipartimento Vito Montanaro ricorda che in Puglia non ci sono casi diagnosticati e spiega le modalità di contagio, i livelli di rischio, la sintomatologia, le definizioni operative dei casi e dei contatti. In presenza di casi sospetti, la Asl territorialmente competente dovrà effettuare test facendo riferimento al laboratorio di Epidemiologia molecolare e Sanità pubblica del dipartimento interdisciplinare di Medicina del Policlinico che è collegato con lo Spallanzani di Roma.

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