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Primo Piano

Insieme ad una società, sono accusati a vario titolo di associazione per delinquere, usura aggravata, estorsione, riciclaggio, sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte ed esercizio abusivo dell’attività finanziaria. Si è celebrata dinanzi al Giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Trani, la prima udienza del processo che vede coinvolti quattordici imputati e una società, accusati a vario titolo di associazione per delinquere, usura aggravata, estorsione, riciclaggio, sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte ed esercizio abusivo dell’attività finanziaria. Avrebbero concesso prestiti pretendendo poi la restituzione con tassi di interesse fino al 1028%. L’inchiesta, coordinata dalla Procura di Trani e sviluppata dal Gico della Guardia di Finanza, aveva portato nell’aprile scorso all’arresto di quattro persone e al sequestro di denaro, gioielli e quote societarie. Le indagini sono partite dalla denuncia di un’imprenditrice in gravissima difficoltà economica, che ha raccontato di essere stata vittima di un pesante circuito usurario. La donna, stremata da continue richieste di denaro e minacce, aveva indicato come suo aguzzino un uomo di Terlizzi che, secondo gli investigatori, agiva per conto dei presunti usurai: due fratelli di Trani, ritenuti i veri promotori dell’organizzazione. Nel corso dell’attività investigativa sono emerse ulteriori vittime, alcune delle quali hanno deciso di denunciare soltanto dopo gli arresti eseguiti dalle Fiamme Gialle. Alla prima udienza si sono costituite parte civile due vittime – entrambe imprenditori – assistite dall’avvocato Maurizio Altomare. A loro si è aggiunta l’Associazione Antiracket di Molfetta, rappresentata in aula dal presidente Renato De Scisciolo. Due imputati hanno manifestato l’intenzione di patteggiare, mentre per gli altri il GUP ha aggiornato l’udienza al prossimo 4 dicembre, data in cui dovrebbe essere presa una decisione sull’eventuale rinvio a giudizio.

Ll sindaco, Michele Di Pumpo, ha lanciato un’allerta social rivolgendo un messaggio alle vittime: “Non siete sole” . Foto di minorenni modificate e diffuse sulle chat: tanti gli episodi registrati negli ultimi tempi a Cagnano Varano, Carpino, Rodi e Vico. Si chiama deepfake porn ed è un fenomeno allarmante. Tanto che il sindaco di Cagnano Varano, Michele Di Pumpo, ha lanciato un’allerta social scrivendo un messaggio rivolto alle vittime: “Alle ragazze che hanno subito abusi sui social, soprattutto attraverso l’uso improprio delle vostre immagini: non siete definite da ciò che vi è stato fatto.  La violenza digitale è reale e ingiusta, ma la vostra forza, la vostra identità e il vostro valore vanno ben oltre uno schermo. Meritate rispetto, protezione e ascolto. Non siete sole.” Dietro gli ultimi casi ci sarebbe un 18enne di Cagnano Varano e ci sono indagini in corso. Il sindaco invita le ragazze a denunciare, nelle scuole di Cagnano Varano e nei comuni limitrofi l’attenzione è alta.  Anche con i deepfake porn potrebbe configurarsi il reato di “revenge porn” previsto dall’art 612 del codice penale che punisce chiunque invia, consegna, cede, pubblica o diffonde immagini o video a contenuto sessualmente esplicito, destinati a rimanere privati, senza il consenso delle persone rappresentate. La pena prevista per il reato di revenge porn è la reclusione da uno a sei anni e la multa da euro 5.000 a euro 15.000.

La polizia stradale di Bari li ha fermati sulla A14. Sono stati denunciati a piede libero due ragazzi, di 18 e 20 anni, rispettivamente residenti nelle province di Latina e Caserta, presunti responsabili del reato di truffa in concorso. La polizia stradale di Bari, durante i controlli lungo l’autostrada A14, hanno scoperto che uno dei due aveva una fede in oro giallo e la somma in contanti di 6.000 euro. Gli oggetti risultavano compatibili con quelli segnalati poco prima in una denuncia per truffa ai danni di una persona anziana avvenuta nella provincia di Lecce. Uno dei due, fingendosi nipote della vittima, le avrebbe telefonato chiedendo denaro per fronteggiare una presunta emergenza capitata a sua figlia, che non aveva pagato una cartella esattoriale. L’altro, indossando abiti femminili, si sarebbe presentato a casa dell’anziana, una 82enne, facendosi consegnare denaro e monili. Il materiale rinvenuto è stato sequestrato al fine di procedere alla restituzione all’anziana signora, vittima della truffa. Sottoposta a sequestro anche l’auto.

La catasta, preparata da giorni dai volontari per il rito del 29 novembre, è stata trovata questa mattina completamente devastata. Atto vandalico nella notte a Presicce-Acquarica: ignoti hanno distrutto la storica pira di legna allestita per la tradizionale “focareddha” in onore di Sant’Andrea. La catasta, preparata da giorni dai volontari per il rito del 29 novembre, è stata trovata questa mattina completamente devastata, scatenando indignazione e amarezza nella comunità. La tradizione, sopravvissuta anche alla fusione tra Presicce e Acquarica del Capo nel 2018, rappresenta uno dei simboli più sentiti del territorio. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della locale stazione e della Compagnia di Tricase, che hanno avviato le indagini per individuare i responsabili.

Eletti che scattano con un terzo dei voti di chi resta fuori. Province minuscole come la Bat che eleggono otto consiglieri regionali, uno in meno della provincia di Bari con il triplo degli abitanti. Oscenità che la legge Mennea avrebbe scongiurato con una distribuzione più equilibrata dei seggi. Rimane chiusa nel cassetto la proposta di correzione della legge elettorale pugliese che avrebbe evitato il déjà-vu di contestazioni e ricorsi post voto. Il testo, a firma del consigliere regionale uscente Mennea, non rieletto, è stato proposto due volte: a giugno 2024 ed a gennaio 2025, ma in entrambi i casi senza successo. La riforma elettorale è rimasta sull’uscio della commissione consiliare anche per l’ostruzionismo bipartisan dei partiti più grossi Pd e Fratelli d’Italia. Risultato in quindici mesi i gruppi consiliari pur contestandola apertamente si sono guardati bene dal cambiare la norma del 2005 tranne che per la parità di genere, approvata con una leggina a parte. Un’inerzia stucchevole visti i disastri creati nelle ultime tornate elettorali da regole del voto capestro. Eletti che scattano con un terzo dei voti di chi resta fuori. Province minuscole come la Bat che eleggono otto consiglieri regionali, uno in meno della provincia di Bari con il triplo degli abitanti. Oscenità che la legge Mennea avrebbe scongiurato con una distribuzione più equilibrata dei seggi, abbassando lo sbarramento dal 4 al 2,5% per favorire i partitini ed introducendo il supplente, il subentro del primo dei non eletti al consigliere nominato assessore. Alla fine il consiglio regionale ha dato priorità al Tfm, la riesumazione della liquidazione per gli inquilini del palazzo – poi bocciata – lasciando intatta una legge elettorale scandalosa che da 15 anni produce solo ingiustizie e incertezza.

L’indagine è della Direzione Investigativa Antimafia di Bari e rientra nell’operazione “URA”. È stata ottenuta un’altra estradizione dalle autorità albanesi perfezionatasi con la consegna alle autorità italiane di un cittadino albanese, arrestato a Durazzo, lo scorso 21 maggio 2025 nell’ambito dell’operazione internazionale “URA”. L’indagine della Direzione Investigativa Antimafia di Bari, coordinata dalla locale Direzione Distrettuale Antimafia e dalla Speciale Procura Anticorruzione e Criminalità Organizzata di Tirana, aveva riguardato l’esecuzione di misure cautelari personali e patrimoniali – tra Italia, Albania e Belgio – nei confronti di 52 persone ritenute responsabili, a vario titolo, dei reati di traffico internazionale di sostanze stupefacenti, riciclaggio e abuso d’ufficio. L’uomo è stato condotto presso la Casa Circondariale di Roma Rebibbia.

La ragazza ha 27 anni, è alta un metro e 55 circa, capelli lunghi lisci e di colore rosso, occhi azzurri. Da lunedì 24 novembre non si hanno più notizie di Tatiana Tramacere, 27 anni, residente a Nardò. I familiari, non riuscendo a mettersi più in contatto con lei, ne hanno denunciato la scomparsa. La ragazza è alta un metro e 55 circa, capelli lunghi lisci e di colore rosso, occhi azzurri. Potrebbe trattarsi di allontanamento volontario ma i familiari sono molto preoccupati dal suo lungo silenzio. Chiunque abbia notizie può contattare il 112

La Corte d’Appello di Lecce ha escluso l’aggravante del metodo mafioso . Confermato dalla Corte d’Assise d’Appello di Lecce l’ergastolo per Enrico e Cosimo Morleo, di 59 e 60 anni, ritenuti responsabili degli omicidi degli imprenditori Salvatore Cairo e Sergio Spada, avvenuti a Brindisi tra il 2000 e il 2001. I giudici hanno escluso l’aggravante del metodo mafioso. L’isolamento diurno è stato ridotto a 8 mesi per Enrico , 4 in meno rispetto ai 12 mesi del primo grado e a 2 anni per Cosimo  a cui ne erano stati inflitti tre in primo grado. Secondo le indagini, Enrico sarebbe stato l’esecutore materiale dei delitti, mentre Cosimo ne sarebbe stato il mandante. Durante il dibattimento, Enrico aveva dichiarato di aver “fatto a pezzi” il corpo di Cairo, pur sostenendo di non averlo ucciso. I corpi delle vittime furono ritrovati in circostanze drammatiche: quello di Salvatore Cairo, scomparso il 6 maggio di 25 anni fa, fu  recuperato da un pozzo della zona industriale della città lo scorso 20 dicembre, mentre il corpo di Sergio Spada fu rinvenuto il 19 novembre 2001, poche ore dopo la scomparsa, in un piazzale di un’area di servizio dismessa sulla tangenziale di Brindisi. Cairo e Spada erano entrambi nel settore del commercio di pentole e articoli per la casa.

Per fortuna nessuna conseguenza per l’autista. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco del comando provinciale di Barletta e i carabinieri che hanno deviato il traffico. Momenti di paura sulla strada provinciale 6 alla periferia di Trinitapoli. Per cause in corso di accertamento un autotrasportatore ha perso il controllo del mezzo su cui viaggiava, una cisterna carica di Gpl che si è adagiata su una cunetta a bordo strada. Per fortuna nessuna conseguenza per l’autista. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco del comando provinciale di Barletta e i carabinieri che hanno deviato il traffico. In corso le operazioni di travaso del Gpl e bonifica della cisterna dal parte del nucleo specializzato in nucleare, biologico, chimico, radiologico dei vigili del fuoco di Bari per la messa in sicurezza dell’arteria stradale.

Tempesta di grandine anche tra Bari e Brindisi, all’altezza di Torre Guaceto. Problemi per gli automobilisti che hanno dovuto fare i conti con uno spessore di circa 4 centimetri di chicchi di ghiaccio caduti sull’asfalto. Tempesta di grandine tra Bari e Brindisi, all’altezza di Torre Guaceto. Problemi per gli automobilisti sulla superstrada che hanno dovuto fare i conti con uno spessore di circa 4 centimetri di chicchi di ghiaccio caduti sull’asfalto. Rallentamenti alla circolazione. Per il momento non si registrano altri problemi.La grandine ha interessato anche il versante orientale della provincia di Taranto. In particolare Fragagnano e Lizzano dove in pochi minuti il paesaggio si è praticamente imbiancato. Su registrano danni veicoli parcheggiati , gazebo e nelle campagne.

La questione riguarda anche le farmacie: il programma utilizzato per le prenotazioni risulta totalmente bloccato. Negli ultimi due giorni in tutta la provincia di Lecce non è stato possibile prenotare prestazioni sanitarie: il sistema informatico del Cup, il centro unico di prenotazioni, è andato nuovamente in tilt. Dal pomeriggio di mercoledì il sistema Wvs risulta bloccato e di conseguenza gli operatori non hanno potuto effettuare alcuna operazione. Il risultato è purtroppo noto: lunghe code fuori dai centri Cup e poi una volta arrivati i pazienti sono dovuti tornare indietro con la necessità di dover rimandare la prenotazione in altra data. Impossibile fissare visite mediche, esami diagnostici o pagare il ticket. E se si prova a contattare telefonicamente il cup, anche in questo caso l’attesa e interminabile. La questione riguarda anche le farmacie: il programma utilizzato per le prenotazioni risulta totalmente bloccato. Non è la prima volta che si verifica un disservizio del genere nelle sette strutture sanitarie dell’Asl di Lecce. Il server è andato in tilt per diverse ore sbloccandosi solo nella tarda mattinata, ma comunque a ritmi lentissimi.

L’incidente sul lavoro è avvenuto in contrada Bosco Ralle. A dare l’allarme altre persone che si trovavano sul posto con lui . A Satriano di Lucania un operaio 50enne, originario della provincia di Salerno, addetto al taglio della legna, è deceduto per cause in corso di accertamento da parte dei carabinieri e dell’ispettorato del lavoro. L’incidente sul lavoro è avvenuto in contrada Bosco Ralle, dove l’operaio era impegnato in attività di taglio della legna. A dare l’allarme altre persone che si trovavano sul posto con lui in quel momento. Sul posto immediato l’intervento dei sanitari del 118 Basilicata che non hanno potuto che constatare il decesso dell’uomo.

La prima parte dell’anno aveva mostrato segnali positivi, ma nel secondo trimestre la ripresa si è praticamente fermata. La crescita dell’economia pugliese nel primo semestre del 2025 è stata debole: il Pil è aumentato solo dello 0,3%, meno della media nazionale e del Mezzogiorno, e leggermente sotto le previsioni del 2024. La prima parte dell’anno aveva mostrato segnali positivi, ma nel secondo trimestre la ripresa si è praticamente fermata, frenata dalla scarsa spesa delle famiglie e dal calo della domanda estera, influenzata da mercati internazionali turbolenti e tensioni geopolitiche. L’industria ha faticato: il comparto dei trasporti e quello siderurgico, in particolare, hanno registrato cali significativi, quest’ultimo segnato dalla crisi di Acciaierie d’Italia a Taranto. Buone notizie arrivano invece dall’alimentare, dagli investimenti in ripresa e dalle costruzioni, spinte dalle opere pubbliche del Pnrr, così come dal mercato immobiliare. Nel terziario l’attività cresce lentamente: il turismo sostiene il settore, ma i consumi delle famiglie restano stagnanti. Le imprese mantengono una buona redditività e liquidità elevata, mentre i prestiti al settore produttivo, dopo due anni di contrazione, hanno cominciato a riprendersi grazie al costo del credito più basso. Sul fronte del lavoro, gli occupati calano lievemente, interrompendo quattro anni di crescita, con un saldo negativo soprattutto nei contratti a termine e richieste di ammortizzatori sociali ancora alte, in particolare nel siderurgico. Il reddito delle famiglie cresce poco e il potere d’acquisto resta frenato dall’inflazione, ma i mutui abitativi spingono i prestiti, mentre il credito al consumo mantiene livelli simili al 2024. La qualità del credito rimane elevata, con minori ritardi nei rimborsi, mentre la raccolta bancaria cresce grazie ai depositi in aumento e al rialzo del valore dei titoli custoditi presso le banche.

Dodici arresti. Tra gli episodi più gravi, nel marzo 2020, una sparatoria contro un bar, un’auto e una macelleria segnò la violenta contesa con la famiglia rivale Vavalle. Dodici arresti all’alba: il clan Strisciuglio, storica organizzazione criminale del quartiere San Paolo di Bari, è stato smantellato dai Carabinieri in un’operazione che ha coinvolto anche Triggiano, Lecce, Trani, Larino, Napoli, Lanciano, San Gimignano e Viterbo. Droga, estorsioni, armi da guerra e rituali mafiosi: è questo il inquietante universo criminale che gli investigatori hanno messo a nudo, svelando come il clan abbia continuato a operare anche durante i mesi di lockdown. L’indagine, denominata “Lockdown” e condotta dal settembre 2019 al maggio 2023, ha fotografato l’organizzazione interna del clan, con ruoli gerarchici ben definiti, riti di affiliazione e summit mafiosi sotto i portici dei complessi popolari. Tra gli episodi più gravi, nel marzo 2020, una sparatoria contro un bar, un’auto e una macelleria segnò la violenta contesa con la famiglia rivale Vavalle. Sono emerse anche le cosiddette “cupe”, nascondigli per droga, armi e denaro, dove alcune banconote riportavano i nomi degli affiliati destinatari dei soldi destinati al sostentamento dei detenuti e al reinvestimento nelle attività illecite. Nonostante molti vertici fossero in carcere, il clan riusciva a impartire ordini e ricevere aggiornamenti tramite familiari o telefoni illegali, mantenendo il controllo delle attività criminali.

I reati venivano eseguiti su obiettivi predeterminati, noncuranti della presenza o meno di persone all’interno delle abitazioni individuate. Sono scattate le misure di custodia cautelare per sei persone per rapine, anche mediante l’uso delle armi, e furti in abitazioni. Le attività d’indagine, dirette dalla Procura ed eseguite dagli Ufficiali di P.G della Sezione Operativa Navale e del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di Finanza di Brindisi, sono state incentrate su un gruppo criminale dedito alla commissione di plurimi reati nel territorio dei comuni di confine fra la Provincia di Brindisi e quella di Lecce. Il gruppo commissionava furti e rapine, perpetrate anche mediante l’utilizzo delle armi, in casa. I reati venivano eseguiti su obiettivi predeterminati, noncuranti della presenza o meno di persone all’interno delle abitazioni individuate. Uno degli indagati è stato anche arrestato perché trovato in possesso di circa 275 grammi di cocaina.

La donna pretendeva l’accesso immediato in ambulatorio della minore che accompagnava. Sul posto la polizia di Stato. Si trova agli arresti domiciliari una donna di 40 anni ritenuta responsabile dei reati di lesioni personali e minacce gravi nei confronti del personale sanitario. È accaduto nel Pronto Soccorso dell’Ospedale San Paolo dove agli uomini della polizia di Stato era stata segnalata la presenza di persone che stavano causando disordini all’interno dei locali del reparto pediatrico. Una donna, in attesa di visita per una minore, aveva iniziato a proferire frasi minacciose nei confronti del personale sanitario, pretendendo informazioni e l’accesso immediato all’ambulatorio, nonostante la presenza di altri pazienti e le procedure medico–sanitarie in corso. La donna avrebbe tentato fisicamente di impedirle l’accesso alla postazione medica ad un’infermiera. La situazione è poi degenerata ulteriormente quando un’altra persona, anch’essa accorsa sul posto in qualità di accompagnatrice della minore, ha iniziato a inveire verso il personale sanitario. Una delle due ha cercato anche di afferrare il monitor del computer della postazione medica, minacciando di sferrarlo addosso alla dottoressa. Un’infermiera, nel tentativo di calmare le acque, è stata aggredita fisicamente. La 40enne è stata tratta in arresto e sottoposta alla misura degli arresti domiciliari.

Le operazioni dei carabinieri si sono svolte a San Paolo di Civitate e San Nicandro Garganico. Nei giorni scorsi i carabinieri hanno proceduto con l’arresto di 3 persone a San Paolo di Civitate e San Nicandro Garganico. A San Nicandro Garganico invece i carabinieri hanno arrestato un uomo per detenzione di sostanza stupefacente. Il 53enne, proveniente dalla provincia di Como, aveva nascosto in auto, precisamente nell’alloggiamento destinato alla ruota di scorta, oltre 4 chili di marijuana, circa 300 grammi di hashish e oltre 1.200 euro in contanti. L’uomo dovrà rispondere del reato di detenzione illecita di sostanze stupefacenti. A San Paolo di Civitate un 33enne, accusato di maltrattamenti in famiglia ed estorsione, è stato condotto presso la casa circondariale di Foggia. Il provvedimento scaturisce dalla denuncia sporta da un uomo del posto che, dal 2012, aveva offerto ospitalità al giovane. Quest’ultimo, dalla scorsa estate, avrebbe però iniziato ad avere comportamenti aggressivi e minacciosi. Inoltre, l’uomo, per comprare droga, aveva messo in atto pratiche estorsive. Sempre in questo paese del Foggiano, è stato arrestato un 38enne con l’accusa di tentata estorsione. I militari lo hanno sorpreso subito dopo aver avanzato una pretesa estorsiva di 400 euro nei confronti di una donna. La richiesta, accompagnata da intimidazioni e minacce, nascerebbe da un presunto debito di natura illecita, contratto dal figlio della donna, proprio con l’arrestato.

Per Alessandro Zullino resta la misura cautelare, sono in corso accertamenti sul suo stato psichiatrico, essendo seguito da anni dai servizi di salute mentale. È ricoverato nell’ospedale di Brindisi Alessandro Zullino, il 41enne accusato di aver ucciso il padre sabato scorso. Si trova nella stanza riservata ai detenuti che necessitano di cure. Intanto l’interrogatorio è stato rinviato a lunedì. Nel frattempo il Gip non ha convalidato il fermo, ma ha disposto per lui la misura cautelare perché è considerato un soggetto pericoloso. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, sabato 22 novembre il 41enne sarebbe entrato in casa con le chiavi ancora in suo possesso, avrebbe afferrato un coltello da cucina e colpito il padre, malato e disteso sul divano, con cinque fendenti. La madre, presente al momento dell’aggressione, sarebbe stata strattonata e minacciata di morte. Dopo il delitto, Zullino si è consegnato ai carabinieri con il coltello ancora in mano. È accusato di omicidio volontario aggravato, minacce e sequestro di persona. Sono in corso accertamenti sul suo stato psichiatrico, essendo seguito da anni dai servizi di salute mentale.

L’accusa è di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Individuate false domande anche a Bologna e Milano. È coinvolta anche la provincia di Foggia nell’operazione della polizia di Stato di Bologna sul presunto sistema illegale per l’ingresso di stranieri in Italia attraverso false domande di nulla osta. Sono otto le misure cautelari, tra carcere, arresti domiciliari e obbligo di firma, con l’accusa di associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. L’inchiesta è stata coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia e ha coinvolto 25 persone. Un gruppoutilizzava un finto Caf (Centro di Assistenza Fiscale) per presentare centinaia di istanze contenenti dati e documenti falsi, permettendo l’ingresso in Italia di cittadini stranieri in cambio di denaro. La tariffa variava tra i 3.000 e i 10.000 euro a seconda della provenienza. In totale sono state individuate circa 500 domande di falsi nulla osta nelle province di Bologna, Foggia e Milano.

Operazione dei carabinieri. In queste ore è in corso un’operazione dei Carabinieri di Bari San Paolo, delegata dalla Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia, che sta portando all’arresto di presunti autori gravemente indiziati a vario titolo di associazione per delinquere di tipo mafioso, associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, spaccio e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, estorsione e tentata estorsione aggravate, porto e detenzione di armi da sparo clandestine e da guerra, ricettazione, lesioni personali aggravate, accensioni ed esplosioni pericolose, reati aggravati dal metodo e dalle finalità mafiose. Nel mirino degli investigatori esponenti del clan Strisciuglio.

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