Insieme ad una società, sono accusati a vario titolo di associazione per delinquere, usura aggravata, estorsione, riciclaggio, sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte ed esercizio abusivo dell’attività finanziaria
Si è celebrata dinanzi al Giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Trani, la prima udienza del processo che vede coinvolti quattordici imputati e una società, accusati a vario titolo di associazione per delinquere, usura aggravata, estorsione, riciclaggio, sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte ed esercizio abusivo dell’attività finanziaria. Avrebbero concesso prestiti pretendendo poi la restituzione con tassi di interesse fino al 1028%.
L’inchiesta, coordinata dalla Procura di Trani e sviluppata dal Gico della Guardia di Finanza, aveva portato nell’aprile scorso all’arresto di quattro persone e al sequestro di denaro, gioielli e quote societarie. Le indagini sono partite dalla denuncia di un’imprenditrice in gravissima difficoltà economica, che ha raccontato di essere stata vittima di un pesante circuito usurario. La donna, stremata da continue richieste di denaro e minacce, aveva indicato come suo aguzzino un uomo di Terlizzi che, secondo gli investigatori, agiva per conto dei presunti usurai: due fratelli di Trani, ritenuti i veri promotori dell’organizzazione.
Nel corso dell’attività investigativa sono emerse ulteriori vittime, alcune delle quali hanno deciso di denunciare soltanto dopo gli arresti eseguiti dalle Fiamme Gialle.
Alla prima udienza si sono costituite parte civile due vittime – entrambe imprenditori – assistite dall’avvocato Maurizio Altomare. A loro si è aggiunta l’Associazione Antiracket di Molfetta, rappresentata in aula dal presidente Renato De Scisciolo.
Due imputati hanno manifestato l’intenzione di patteggiare, mentre per gli altri il GUP ha aggiornato l’udienza al prossimo 4 dicembre, data in cui dovrebbe essere presa una decisione sull’eventuale rinvio a giudizio.













