
Trani, “c’è un movimento sospetto”: così derubavano i correntisti
Una truffa organizzata in ogni minimo particolare: c’era chi si occupava di inviare i messaggi ingannevoli sui cellulari delle vittime e chi monetizzava l’importo truffato
Una truffa organizzata in ogni minimo particolare: c’era chi si occupava di inviare i messaggi ingannevoli sui cellulari delle vittime e chi monetizzava l’importo truffato lo prelevava agli sportelli degli uffici postali nei comuni di Trani, Bisceglie e Molfetta. Riceve sms e una telefonata da quella che sembrava a tutti gli effetti la sua banca, fa un bonifico istantaneo di 47.500 euro ma si tratta di una truffa. La vittima, un correntista barese, con la sua denuncia ha permesso di far individuare e arrestare sette persone. Le indagini sono state condotte dal personale del centro operativo per la sicurezza cibernetica della polizia postale di Bari. Una truffa organizzata in ogni minimo particolare: c’era chi si occupava di inviare i messaggi ingannevoli sui cellulari delle vittime e chi monetizzava l’importo truffato lo prelevava agli sportelli degli uffici postali nei comuni di Trani, Bisceglie e Molfetta. Nel caso denunciato la vittima avrebbe ricevuto un sms apparentemente inviato dalla banca di cui è correntista, in cui veniva avvisato di un movimento sospetto sul proprio conto. E per questo veniva invitato a compilare un modulo online. Subito dopo avrebbe ricevuto una telefonata da un’utenza che sembrava riconducibile al proprio istituto di credito, nella quale veniva preannunciata una successiva chiamata da parte dei carabinieri che lo avrebbero convinto a effettuare un bonifico istantaneo di 47.500 euro. Gli investigatori hanno recuperato e sequestrato solo 14mila euro.
Il giovane era alla guida di un escavatore. Da chiarire le cause . È in codice rosso all’ospedale Vito Fazzi di Lecce un 21enne ferito in un cantiere a Guagnano. Il giovane era alla guida di un escavatore. Non è ancora chiara la dinamica. Sul posto i carabinieri e lo Spesal.
Il giovane era a bordo di un monopattino. Si trova ora in rianimazione all’ospedale di Andria. Il ciclista è stato identificato: l’ipotesi di reato è di lesioni gravi. Un 15enne è ricoverato in prognosi riservata nel reparto di rianimazione dell’ospedale di Andria dopo essere stato investito a Corato da una bici elettrica il conducente della quale è fuggito senza prestare soccorso. Il ragazzino, a bordo di un monopattino stava percorrendo via Piccarreta quando si sarebbe scontrata con una bici elettrica. Subito soccorso, il ragazzino è stato trasportato prima all’ospedale di Corato e poi, a causa della gravità delle ferite riportate, è stato trasferito al Bonomo di Andria. Nelle ultime ore il ragazzo a bordo della bici elettrica è stato identificato: per lui l’ipotesi di reato è di lesioni gravi. I due mezzi si sarebbero scontrati a causa di uno stop non rispettato.
Dalle loro parole la preoccupazione per il futuro delle loro famiglie. Sono continuate anche questa mattina le proteste dei lavoratori e sindacalisti dell’ex Ilva. Oltre al blocco della statale 100 Taranto-Bari, in atto da ieri, oggi è stata bloccata la statale 106 e l’area imprese del siderurgico. Nella tarda serata di ieri ha raggiunto il presidio dei lavoratori il sindaco di Taranto, Piero Bitetti, al quale i sindacati hanno chiesto di non partecipare all’incontro al Mimit del 5 dicembre perché il ministro Urso ha convocato riunioni separate per i siti del Nord e del Sud mentre i sindacati chiedono un tavolo unico a Palazzo Chigi. Oggi durante Mattino Norba abbiamo raccolto alcune voci dei lavoratori: dalle loro parole tutta la preoccupazione per il futuro delle loro famiglie. Qui di seguito il video.
Erano ripetuti gli episodi di percosse come tirate di capelli, sculacciate, spinte, imposizioni fisiche e insulti . Il Tribunale monocratico di Lecce ha condannato una maestra a 3 anni di reclusione per maltrattamenti sugli alunni. Intimidazioni, violenze psicologiche e fisiche, offese, scherni e minacce avevano creato un clima costante di umiliazione e sofferenza nei bambini. Le condotte erano reiterate, abituali e hanno provocato danni psicologici per i piccoli. La maestra è stata incastrata dalle immagini delle videocamere che hanno ripreso episodi ripetuti di percosse (tirate di capelli, sculacciate, spinte), imposizioni fisiche e continui insulti e minacce sui piccoli di 3-5 anni.
“Serve rispetto per chi lavora in mare e per un settore che non può essere sacrificato in nome della burocrazia”. Alla prossima riunione del Consiglio europeo Agrifish, il Governo italiano contesterà la proposta della Commissione europea di ridurre del 64% le giornate di pesca a strascico nel Mediterraneo. Una misura giudicata sproporzionata e non attualizzata, fondata su dati tecnici vecchi di due anni e slegata dalla reale situazione del settore. Per questo, il Sottosegretario Patrizio La Pietra, con delega alla pesca, ha già chiesto alle autorità scientifiche competenti di redigere un documento aggiornato, al fine di supportare una posizione tecnica condivisa da presentare a Bruxelles. È stato inoltre convocato un tavolo di confronto con le associazioni di categoria per elaborare una risposta unitaria e fondata su dati concreti. “La riduzione proposta avrebbe effetti devastanti per tutto il comparto ittico, compreso quello pugliese – dichiara la Senatrice Maria Nocco (Fratelli d’Italia) –. Parliamo di realtà che vivono di pesca da generazioni, come quelle del Gargano, del Barese e del Salento. Penalizzarle ulteriormente senza garantire alcun tipo di compensazione, a differenza di ciò accaduto nel 2025, significherebbe negare a questi territori non solo sviluppo, ma dignità.” La proposta della Commissione, oltre a ignorare gli effetti già prodotti dai precedenti fermi, non prevede per il 2026 alcun meccanismo di compensazione economica per i pescatori. “L’Europa deve smettere di calare dall’alto decisioni che penalizzano sempre e solo gli stessi – aggiunge Nocco –. Serve rispetto per chi lavora in mare e per un settore che non può essere sacrificato in nome della burocrazia. Come parlamentari pugliesi di Fratelli d’Italia – conclude – saremo al fianco del Ministero dell’Agricoltura per portare in Europa una posizione unitaria, fondata su evidenze scientifiche e sulla tutela dei nostri diritti. Difendere la pesca significa difendere posti di lavoro, famiglie e comunità che sono parte integrante dell’identità del nostro territorio”.
Dopo la notte di presidi, agitazioni anche questa mattina . I lavoratori dell’ex Ilva hanno bloccato la statale 106. La protesta è cominciata ieri a mezzogiorno con lo sciopero indetto a oltranza ed è proseguita questa notte. Da stamattina è bloccata anche l’area delle imprese che lavorano con il siderurgico. (notizia in aggiornamento)
Tra i beni anche immobili a Cortina d’Ampezzo, Porto Rotondo, Rosa Marina e Milano. Nei guai Erasmo e Alviero Antro. I finanzieri del comando provinciale di Bari hanno sequestrato beni a due noti imprenditori baresi, attivi nel settore edilizio, per un valore complessivo di circa 35 milioni di euro, tra ville al mare e in montagna. I due fratelli sono stati imputati per il reato di truffa aggravata in danno della Provincia di Bari, avendo ottenuto il pagamento di oltre 20 milioni di euro per lavori mai eseguiti o eseguiti solo in parte, vicenda anch’essa conclusasi con la prescrizione. Si tratta di Erasmo e Alviero Antro. Gli inquirenti hanno parlato di “spiccata propensione a commettere reati in modo non episodico ma abituale”. Le acquisizioni immobiliari e societarie erano il frutto delle attività illecite o del reimpiego delle risorse indebitamente accumulate. Tali circostanze ne hanno quindi consentito la qualificazione di soggetti “socialmente pericolosi”. All’esito dell’indagine economico-patrimoniale è stato ritenuto che la capacità reddituale lecita dei “proposti” e dei loro familiari non fosse tale da giustificare, complessivamente, l’accrescimento. Tra quelli di particolare pregio si annoverano, tra l’altro, appartamenti a Cortina d’Ampezzo, Milano e Bari e due ville, rispettivamente, a Porto Rotondo e Ostuni – Rosa Marina. Il provvedimento di sequestro interessa, inoltre, numerosi compendi aziendali, in Sardegna, Emilia Romagna, Puglia e a Roma, attività commerciali di bar e ristorazione. I fratelli avrebbero fatto ricorso a persone di fiducia allo scopo di nascondere la proprietà dei beni immobili, mobili e societari, mantenendone, di fatto la disponibilità.
Frequentava Alessandro, un operaio 30enne di Nardò, anche se il suo cuore, stando a quanto raccontano i genitori, continuava a battere per l’ex, che vive a Brescia e che avrebbe voluto raggiungere, tanto da aver già fatto i biglietti per il viaggio. L’allontanamento volontario è ormai l’ipotesi più remota. Tatiana non si sarebbe mai allontanata per così tanto tempo senza dare alcuna notizia di sé. Mamma Ornella e papà Rino la denuncia ai carabinieri l’hanno formalizzata soltanto dopo quattro giorni. Erano quasi certi che fosse partita senza avvisare, come fatto altre volte. Ora però hanno paura. Ieri sera hanno lanciato un appello dal Tg1, sperando di riuscire a raggiungerla ovunque si trovi. Ma il timore, dichiarato, è che le sia successo qualcosa. Nei loro occhi si percepisce il terrore. La ragazza, 27enne di origini ucraine, adottata insieme al fratello Vladimir dalla famiglia Tramacere quando era piccola, è uscita di casa lunedì 24 novembre alle 15.30. Studiava psicologia e lavorava come esperta digital nella pubblicità. Doveva andare a Lecce per lavoro, ma non si sa se in effetti ci sia andata oppure no. Di certo il suo cellulare risulta staccato dalla sera di lunedì, quando ha agganciato una cella in una zona compresa tra il centro e via Raho, non lontano da casa sua. Frequentava Alessandro, un operaio 30enne di Nardò, anche se il suo cuore, stando a quanto raccontano i genitori, continuava a battere per l’ex, che vive a Brescia e che avrebbe voluto raggiungere, tanto da aver già fatto i biglietti per il viaggio. I carabinieri indagano su questo aspetto, ma senza escludere nessun’altra pista. Stanno ascoltando diverse persone e, nei giorni scorsi, avrebbero anche ispezionato un garage e un appartamento. Secondo alcuni parenti Tatiana sarebbe stata vista da un cugino poche ore prima della scomparsa in un bar del centro storico, in compagnia di alcune amiche, circostanza al momento non confermata.
Prosegue la protesta di operai e sindacati. Al presidio sono giunti il sindaco e il vice sindaco di Taranto. Fuochi accesi sulla strada per proteggersi in qualche modo dal freddo: è proseguita nella notte la protesta di lavoratori e delegati sindacali dell’ex Ilva contro il piano presentato da azienda e Governo. La protesta è cominciata ieri a mezzogiorno con lo sciopero indetto a oltranza sin quando non arriverà una nuova convocazione del Governo a Palazzo Chigi e il piano sarà ritirato. Rimangono i presidi di protesta sulle strade intorno al siderurgico e resta bloccata la statale 100 da Taranto a Bari. Da stamattina è bloccata anche l’area delle imprese che lavorano con il siderurgico. Intorno alla mezzanotte il sindaco di Taranto, Piero Bitetti, e il vice sindaco, Mattia Giorno, si sono recati al presidio. “Abbiamo detto al sindaco e al vice sindaco – dichiara Davide Sperti, segretario nazionale e provinciale Taranto della Uilm – di non andare all’incontro del 5 dicembre convocato dal ministro Adolfo Urso al Mimit. Gli amministratori comunali ci hanno detto che quest’incontro è sui nuovi investimenti, ma quali investimenti, abbiamo ribattuto noi, se non c’è assolutamente nulla al riguardo”.
Preso di mira lo sportello della Bper, in via Gobetti. Indagano i carabinieri. Nuovo assalto a un bancomat nel Foggiano. Questa volta è successo a Torremaggiore. In nottata, poco prima delle 4, i banditi hanno preso di mira lo sportello della BPER, in via Gobetti. L’esplosione ha distrutto il bancomat, ma non è chiaro se i ladri siano riusciti a portare via il denaro. L’area è stata messa in sicurezza dai vigili del fuoco. Sull’accaduto indagano i carabinieri, che stanno acquisendo i filmati delle telecamere di sorveglianza.
“Io non so dirvi se è giusto che Ilva sia aperto o meno però parliamo di famiglie che fanno la fame e che non ce la fanno ad arrivare a fine mese”. “Noi veniamo soltanto strumentalizzati da una parte e dall’altra ma in realtà chi ne fanno le spese sono soltanto le nostre famiglie perché stiamo facendo sacrifici a morire senza ottenere nulla” è l’urlo disperato di una lavoratrice dell’Ex Ilva che, in lacrime, racconta quanto sta accadendo nella sua famiglia e in quella dei suoi colleghi: “Io non so dirvi se è giusto che Ilva sia aperto o meno però parliamo di famiglie che fanno la fame e che non ce la fanno ad arrivare a fine mese”, racconta, “Quando io chiedo l’aiuto della città e perché soltanto la solidarietà può portare dei risultati. Non conosco le famiglie degli altri, però conosco i miei colleghi e so quanto soffrono e come soffiamo noi quindi. Quello che chiedo è futuro! Non una vita in cassa integrazione. Io non sono una parassita. Io sono una lavoratrice, qualsiasi lavoro mi daranno io lo accetterò”
Danneggiata anche l’auto della moglie, indagano carabinieri. Un incendio ha distrutto la notte scorsa a Laterza l’auto del consigliere comunale Vito Minei, di Forza Italia. La vettura era parcheggiata per strada, in via Giambattista Vico. Le fiamme hanno interessato anche l’auto della moglie, posteggiata vicino. Sull’accaduto indagano i carabinieri di Castellaneta per accertare se si è trattato di un gesto di natura dolosa o meno. Al vaglio degli inquirenti le immagini raccolte dalle telecamera di videosorveglianza presenti in zona. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco. L’episodio è accaduto intorno alle tre di notte.
Sarebbero stati sradicati alberi e alcune strutture sarebbero state danneggiate. Una violenta tromba d’aria si è abbattuta sulla marina di Manduria. Una colonna di vento che girava vorticosamente si è sollevata sulla zona di San Pietro in Bevagna. Sarebbero stati sradicati alberi e alcune strutture sarebbero state danneggiate.
Preso di mira una Fiat Stilo ma il proprietario ha chiamato subito i carabinieri che hanno intercettato e arrestato i malviventi in flagranza. Con l’auto rubata a Lizzanello, una Punto, hanno raggiunto Lecce. Una volta arrivati in città hanno preso di mira una Fiat Stilo parcheggiata in via Duca degli Abruzzi e l’hanno portata via. Il furto è stato ripreso dalle telecamere di videosorveglianza. Il proprietario della vettura ha immediatamente chiamato i carabinieri che, in pochi istanti, hanno attivato una rete di pattuglie sul territorio. In questo modo sono riusciti ad intercettare e arrestare in flagranza i ladri.
Il deputato di Forza Italia Davide Bellomo ha chiesto al sindaco di intervenire. È bufera sulle parole di Francesca Albanese in merito all’assalto alla redazione della Stampa avvenuto venerdì scorso. Durante un evento, la relatrice speciale dell’Onu per i territori palestinesi aveva condannato l’irruzione ma aveva anche dato un monito ai giornalisti di ritornare a svolgere il proprio lavoro. Sulla vicenda è intervenuto il deputato Davide Bellomo, capogruppo di Forza Italia in commissione giustizia alla camera, che ha chiesto al sindaco, Vito Leccese, di ritirare le chiavi della città consegnate proprio ad Albanese. Secondo Bellomo le sue affermazioni “giustificano la violenza e rappresentano un vergognoso e pericoloso attacco alla libertà di stampa”. Non è tardata ad arrivare la replica del sindaco Vito Leccese: “Io detto con grande fermezza che il monito che ha espresso Albanese alla Stampa non fa parte né della mia cultura né della mia formazione politica. Non condivido e ho condannato quell’espressione con grande decisione e fermezza” ha dichiarato Leccese, “Dopodiché ho anche ribadito che il conferimento delle chiavi della città non è legato ad una persona quanto a un’idea e a un gesto di solidarietà nei confronti del popolo palestinese e in quel momento la la Francesca Albanese era il trait d’union della comunità barese con le popolazioni della striscia di Gaza e quindi non c’è nessun passo indietro formale da fare”.
Il presidente uscente ha salutato dipendenti e consiglieri regionali con parole commosse . “Sono qui a salutarvi con la stessa serenità di quando ti laurei e vinci il concorso in magistratura” ha dichiarato Michele Emiliano prima di salutare dipendenti e consiglieri regionali, “Io mi sento molto forte grazie a tutti voi grazie a tutti i pugliesi a tutte le persone che mi hanno aiutato a fare questo questo lavoro. Sono felice anche per quello che verrà perché per la Puglia bisogna continuare a lavorare, qualcosa di straordinario per superare la questione meridionale. La Puglia – ha proseguito Emiliano – è quella regione che ha la possibilità di dimostrare a tutta Europa e soprattutto all’Italia che i meridionali sono in grado di fare benissimo tutto”.
Il terreno è di proprietà del presidente della sezione locale della Coldiretti Mauro De Ruvo. Raid nelle campagne di Molfetta. 487 alberi di ulivo della qualità Nociara sono stati tagliati quasi certamente con una motosega. Il terreno è di proprietà del presidente della sezione locale della Coldiretti Mauro De Ruvo, imprenditore agricolo. L’episodio risale a qualche giorno fa. L’episodio è stato denunciato ai carabinieri. Questo tipo di cultivar è molto resistente alla mosca olearia e dalle olive viene estratto un olio già pronto per essere consumato. Si tratta di un impianto giovane, di appena 4 anni.
Si chiede una programmazione che tuteli i posti di lavoro e la dignità di migliaia di persone. Crisi ex Ilva: i sindacati metalmeccanici tornano a scioperare dalle 12:00 di oggi fino a nuova comunicazione. Fim, Fiom, Uilm e Usb rinnovano la richiesta di incontro per un unico tavolo a Palazzo Chigi, con l’obiettivo di ritirare il piano proposto per il siderurgico e di avviare un confronto serio e costruttivo con il governo. Chiedono una programmazione che tuteli i posti di lavoro e la dignità di migliaia di persone.
Si tratta del titolare di una postazione mobile per la preparazione di crepes. Con le accuse di violenza e tentata violenza sessuale ai danni di due ragazzine minorenni, un 75enne originario della provincia di Bari è stato arrestato dalla polizia. Secondo l’accusa l’uomo, titolare di una postazione mobile per la preparazione di crepes, il 17 luglio scorso, durante una festa patronale nel Brindisino, avrebbe tentato di costringere una 14enne e una 15enne ad avere rapporti sessuali con lui.Inoltre, l’uomo cercò di portarle in un luogo appartato presentandosi, anche, come cartomante esensitivo: l’indagato avrebbe mostrato alle adolescenti delle carte dei tarocchi paventando un ‘maleficio’ se non avessero avuto un rapporto sessuali con lui. Le ragazzine, dopo essersi liberate, denunciarono l’episodio alla polizia. L’uomo ora è ai domiciliari.

Una truffa organizzata in ogni minimo particolare: c’era chi si occupava di inviare i messaggi ingannevoli sui cellulari delle vittime e chi monetizzava l’importo truffato

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Dopo la notte di presidi, agitazioni anche questa mattina I lavoratori dell’ex Ilva hanno bloccato la statale 106. La protesta è cominciata ieri a mezzogiorno

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