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Le altre notizie

Il pescato è stato sottoposto alle verifiche sanitarie, non è stato distrutto ma donato a un ente benefico del territorio. La Sezione Operativa Navale della Guardia di finanza di Gallipoli ha sequestrato 115 chilogrammi di pescato di vario genere privo di tracciabilità. I militari hanno sanzionato quattro persone, contestando violazioni amministrative per un importo complessivo di 18.000 euro. Dopo il sequestro, il pescato è stato sottoposto alle verifiche sanitarie, non è stato distrutto ma donato a un ente benefico del territorio affinché possa essere distribuito a persone e famiglie bisognose.

L’animale è stato sollevato tramite apposite imbracature. Nel pomeriggio di ieri, 5 marzo, i Vigili del Fuoco del Comando di Matera hanno portato a termine un delicato intervento di soccorso di un bovino di circa 4 quintali in Contrada Pecorella a Montalbano Jonico. L’animale, scivolato in una scarpata, era rimasto intrappolato in una zona impervia, non riuscendo a risalire. Data la complessità del terreno, è stato necessario l’intervento del Nucleo Elicotteristi del Reparto Volo dei Vigili del Fuoco di Bari. Il mezzo ha permesso il sollevamento in sicurezza del bovino tramite apposite imbracature, così da metterlo in salvo e restituirlo al proprietario.

Questa mattina il sopralluogo dei sindaci, sono sette i Comuni coinvolti. La consegna dovrebbe avvenire entro il 30 maggio. Un bene confiscato alla criminalità organizzata che rinasce come presidio di legalità e tutela degli animali. È questo il significato del nuovo canile sanitario intercomunale in costruzione nel territorio di Triggiano, dove si è svolto un sopralluogo per verificare lo stato di avanzamento dei lavori. Alla visita hanno partecipato i rappresentanti dei Comuni coinvolti (Triggiano, Cellamare, Capurso, Casamassima, Noicattaro, Modugno e Valenzano) insieme alla delegata della Città Metropolitana di Bari al randagismo. La struttura, finanziata con oltre 2,3 milioni di euro del PNRR, è in fase di ultimazione. Il canile sanitario ospiterà temporaneamente i cani accalappiati per un massimo di 60 giorni, favorendo adozioni, ricongiungimenti con i proprietari o altre soluzioni. Previsti 42 box, ambulatori veterinari, sale operatorie, spazi di sgambamento e un’area di isolamento sanitario. La consegna dell’opera è prevista entro il 30 maggio.

I malviventi non sono riusciti a mettere in moto la Tesla e sono scappati a mani vuote con un’altra auto. L’episodio a Veglie. Ieri sera, 4 marzo, a Veglie, due uomini travisati e incappucciati hanno fatto irruzione in un ufficio utilizzato per lavendita online di carte da gioco Pokemon, gestito da un 26enne. I malviventi, uno dei quali armato di pistola, hanno sorpreso lui e un suo amico. Sotto la minaccia dell’arma li hanno immobilizzati e legati, per poi impossessarsi di diversi box di carte da collezione. I due hanno costretto il titolare a farsi consegnare le chiavi della sua Tesla parcheggiata davanti all’ufficio, con l’intenzione di usarla per la fuga. Tuttavia, non sono stati in grado di avviare l’auto. In quel momento è arrivato il padre del giovane che, sotto la minaccia della pistola, è stato costretto ad allontanarsi. I malviventi hanno lasciato i box di carte all’interno della Tesla e si sono impossessati della sua Volvo XC60, con cui si sono dati alla fuga. Prima di fuggire i malviventi si sono impossessati di 500 euro. Le indagini sono a cura dei carabinieri.

L’indagine riguarda l’aggiudicazione nel 2024 e 2025 di due appalti pubblici di forniture in ambito sanitario, del valore complessivo di 1,3 milioni di euro da parte dell’Azienda sanitaria locale a due imprese di Bari e di Treviso. I finanzieri del comando provinciale di Bari stanno dando esecuzione nelle province di Bari, Treviso e Bergamo a decreti di perquisizione personale, locale e informatica nei confronti di sette persone, di cui tre pubblici ufficiali, e di un ordine di consegna emessi dalla Procura della Repubblica. L’indagine riguarda l’aggiudicazione nel 2024 e 2025 di due appalti pubblici di forniture in ambito sanitario, del valore complessivo di 1,3 milioni di euro, da parte dell’Azienda sanitaria locale a due imprese di Bari e di Treviso relative a una struttura ospedaliera del circondario.

Saranno effettuati interventi chirurgici ginecologici programmati e prestazioni diagnostiche dedicate. Domenica 8 marzo l’Istituto Tumori “Giovanni Paolo II” di Bari sarà aperto per una giornata straordinaria dedicata alla salute delle donne nell’ambito del piano di abbattimento delle liste di attesa. Saranno effettuati interventi chirurgici ginecologici programmati e prestazioni diagnostiche dedicate: 20 pazienti saranno sottoposte a TAC e 40 a mammografie, ecografie e visite senologiche, grazie all’apertura straordinaria dei servizi e delle sale operatorie. “L’8 marzo apriamo l’Istituto con una giornata interamente dedicata alla salute delle donne, mettendo in campo interventi chirurgici e prestazioni diagnostiche aggiuntive per contribuire concretamente alla riduzione delle liste di attesa – afferma Alessandro Delle Donne, Commissario straordinario dell’Istituto Tumori ‘Giovanni Paolo II’ –. Stiamo utilizzando le risorse messe a disposizione dalla Regione per aumentare la capacità ambulatoriale e chirurgica e garantire risposte più rapide alle pazienti che hanno bisogno di diagnosi e cure. Ringrazio tutto il personale sanitario e amministrativo dell’Istituto che sta lavorando con grande impegno per rendere possibile questo piano di attività straordinarie”. La giornata sarà arricchita anche dalla presenza di associazioni di pazienti, che promuoveranno iniziative dedicate all’umanizzazione delle cure, con momenti di incontro con le pazienti, attività di accoglienza e la distribuzione di piccoli gadget simbolici. “L’apertura straordinaria dell’8 marzo rappresenta quindi un ulteriore passo nel rafforzamento dei percorsi di presa in carico e nel miglioramento dell’accesso alle cure, con l’obiettivo di ridurre i tempi di attesa e assicurare risposte tempestive ai pazienti” dicono dall’istituto.

I carabinieri sono riusciti a rintracciare la vettura del truffatore grazie ai sistemi di videosorveglianza. Il 2 marzo 2026 i carabinieri hanno arrestato a Cassano delle Murge un 35enne protagonista di una truffa nei confronti di un’anziana. Lo scorso 30 dicembre l’uomo ha telefonato alla vittima dicendo che la nipote avrebbe fatto un incidente stradale, richiedendo una somma di denaro per la cauzione. La donna, agitata, ha consegnato i soldi ad un soggetto recatosi presso la sua abitazione. I carabinieri sono riusciti a rintracciare la vettura del truffatore grazie ai sistemi di videosorveglianza. L’uomo ora è agli arresti domiciliari.

Al momento gli inquirenti non escludono alcuna ipotesi, compresa quella di un possibile allontanamento volontario. Sono ore di apprensione per la scomparsa di Elena, una giovane romena di 21 anni di cui non si hanno più notizie dal pomeriggio di lunedì 2 marzo. L’allarme è stato lanciato da una connazionale che, non riuscendo più a contattarla, ha deciso di rivolgersi alle forze dell’ordine e denunciarne la scomparsa. La ragazza era arrivata in Italia circa tre mesi fa dalla Romania. Rimasta orfana e senza parenti nel suo Paese d’origine, aveva inizialmente trovato lavoro come bracciante agricola. Negli ultimi tempi secondo quanto riferito dall’amica, avrebbe iniziato a prostituirsi per far fronte a difficoltà economiche. Le due si sarebbero incontrate proprio lunedì mattina lungo la strada statale che collega Foggia a San Severo. Dopo quell’incontro, tuttavia, della giovane non si sono più avute notizie. Durante le prime operazioni di ricerca, gli investigatori hanno trovato il telefono cellulare della ragazza proprio nella zona in cui era solita sostare. Il dispositivo sarà sottoposto ad analisi per verificare la presenza di elementi utili a ricostruire le ultime ore prima della scomparsa. Al momento gli inquirenti non escludono alcuna ipotesi, compresa quella di un possibile allontanamento volontario.

Piccione venne arrestato lo scorso luglio nell’ambito dell’operazione della Gdf, dimettendosi pochi giorni dopo dalle cariche ricoperte. È destinata a far discutere la decisione del sindaco di Sannicola Graziano Scorrano che con proprio decreto, ha disposto la revoca immediata delle precedenti cariche assessorili, nominando tra i nuovi entrati l’ex vice sindaco Cosimo Piccione come assessore esterno con deleghe all’Urbanistica, ufficio di Piano territoriale e Tributi. Questo dopo averne verificato l’eleggibilità. Piccione infatti compare tra i 28 destinatari di una richiesta di rinvio a giudizio da parte della Procura di Lecce in merito ad un presunto giro di appalti, assunzioni e concorsi pilotati che sarebbe ruotato proprio intorno a Piccione per dieci anni sindaco del comune salentino. Piccione venne arrestato lo scorso luglio nell’ambito dell’operazione della Gdf, dimettendosi pochi giorni dopo dalle cariche ricoperte.

Avevano già precedenti per truffa ed erano destinatari di diversi fogli di via emessi da altri comuni italiani. Truffa dello specchietto sventata dalla Polizia di Taranto. Un uomo ed una donna, originari della Sicilia, sono stati denunciati dopo aver preso di mira un automobilista che avrebbe avvertito un violento colpo sulla fiancata lato passeggero mentre percorreva la zona di Salina Grande. La coppia dopo aver lanciato la pietra avrebbe inseguito l’uomo invitandolo ad accostare. Quando si sono accorti che la vittima aveva già chiesto aiuto, hanno rinunciato a proseguire il tentativo di truffa. I due sono stati rintracciati dalla Polizia in via Alberto Sordi. Avevano già precedenti per truffa ed erano destinatari di diversi fogli di via emessi da altri comuni italiani. Durante la perquisizione del veicolo, gli agenti hanno trovato alcuni sassi nel vano portaoggetti e l’auto presentava entrambi gli specchietti retrovisori già danneggiati.

Per i soci di Legambiente e i componenti del comitato “No discarica” è una decisione “politicamente e moralmente inaccettabile”. Sì all’ampliamento della discarica di rifiuti speciali non pericolosi nelle campagne di Barletta, in contrada San Procopio. Nella conferenza di servizi sono arrivati i parerei favorevoli del comitato tecnico della Provincia, della Asl e dell’Arpa, negativo solo quello del Comune secondo il quale il progetto mette a rischio la vocazione agricola del territorio. Per i soci di Legambiente e i componenti del comitato “No discarica”, che appena sabato scorso avevano manifestato davanti all’impianto, è una decisione “politicamente e moralmente inaccettabile” che “ignora sistematicamente le grida d’allarme dei cittadini, i monitoraggi ambientali, lo stato documentato di fragilità geologica e la necessità impellente di una transizione ecologica”. I movimenti parlano di uno schiaffo in faccia alla comunità riservandosi di valutare “ogni azione possibile nelle sedi opportune”. Il presidente della provincia Bernardo Lodispoto, ricorda, che a gennaio scorso aveva chiesto al governatore pugliese Antonio Decaro la convocazione di un tavolo tecnico in materia di impianti di trattamento dei rifiuti, in particolar modo quelli speciali non pericolosi. Nel confronto con i sindaci dei dieci comuni era più volte emersa, aveva spiegato, grande preoccupazione per i possibili impatti ambientali dovuti all’assetto degli impianti di gestione e di trattamento dei rifiuti sul territorio.

Scoperti 11 lavoratori senza adeguate misure di sicurezza sui luoghi di lavoro. Gestione di rifiuti non autorizzata, abbandono di rifiuti non pericolosi e violazione delle norme sul lavoro. Dopo la denuncia della Barsa, la società che a Barletta si occupa di igiene ambientale, i militari della Guardia di finanza sono riusciti a risalire all’azienda da cui gli investigatori presumono sono stati abbandonati nelle campagne sacchi neri con all’interno scarti di lavorazione di calzature e tessili. Le fiamme gialle, dopo una perquisizione disposta dalla procura di Trani, hanno accertato la presenza di scarti di lavorazione in tutto e per tutto simili a quelli trovati in strada. L’azienda, è emerso, non aveva mai istituito il registro di carico e scarico rifiuti, né aveva mai ottemperato all’obbligo di iscrizione al registro elettronico nazionale per la tracciabilità dei medesimi. All’interno dei locali sono stati censiti 11 lavoratori in nero, secondo i militari, “esposti a gravi rischi di salute e sicurezza, data la totale assenza di adeguate misure di sicurezza sui luoghi di lavoro”, come constatato anche dal Servizio Prevenzione e Sicurezza Ambienti di Lavoro della Asl, che ha disposto la sospensione dell’attività operativa dell’azienda, nelle more di un eventuale totale adeguamento alle regole violate.

“Vigileremo affinché l’accordo preliminare si trasformi al più presto in un concreto rilancio produttivo e occupazionale, garantendo stabilità e prospettive di sviluppo per l’intero stabilimento”, ha dichiarato il ministro Urso. Spiragli sulla vertenza Hiab di Statte. C’è l’intesa, anche se ancora solo preliminare, tra azienda e Coseco Industrie, gruppo con sede a Bari che si occupa della costruzione di attrezzature per veicoli dedicati al settore dell’ecologia, per l’acquisizione dell’intero ramo d’azienda del sito produttivo tarantino e dei relativi 45 lavoratori. “Vigileremo affinché l’accordo preliminare si trasformi al più presto in un concreto rilancio produttivo e occupazionale, garantendo stabilità e prospettive di sviluppo per l’intero stabilimento”, ha dichiarato il ministro Urso. L’operazione, accolta con favore dai sindacati, dovrebbe perfezionarsi nelle prossime settimane. Il prossimo incontro è fissato al 21 aprile.

Fatale ai fini dell’indagine il telefono cellulare perso dal malfattore durante la fuga grazie al quale i militari sono risaliti al responsabile che nel frattempo si era reso irreperibile. E’ stato individuato l’autore della rapina a mano armata compiuta lo scorso 5 febbraio a Seclì ai danni della farmacia del posto. I carabinieri hanno arrestato un uomo di 39 anni di Galatone. Il malvivente, col volto travisato e armato di un cacciavite aveva minacciato il farmacista facendosi consegnare i soldi in cassa. Il farmacista aveva però reagito mettendo il malvivente in fuga e inseguendolo per un le strade del paese. Fatale ai fini dell’indagine il telefono cellulare perso dal malfattore durante la fuga grazie al quale i militari sono risaliti al responsabile che nel frattempo si era reso irreperibile. Nei suoi confronti il Questore ha emesso un foglio di via col divieto di ritorno nel territorio del Comune di Seclì per un periodo di tre anni.

Indagini della Procura della Repubblica su un abuso edilizio. Questa mattina, 3 marzo, la Guardia di Finanza di Matera ha eseguito un sequestro preventivo disposto dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale della città dei Sassi. Il provvedimento riguarda un fabbricato residenziale in corso di realizzazione in piazza Bianco, conosciuto come “ex Hotel Palace”. Il sequestro si inserisce in un procedimento penale che vede indagate cinque persone, ciascuna in relazione al ruolo ricoperto nella committenza, nella presentazione dei titoli abilitativi, nella progettazione e direzione dei lavori e nell’esecuzione dell’opera. Si tratta dei legali rappresentanti della società proprietaria e committente, delle imprese esecutrici e del tecnico progettista e direttore dei lavori. Il procedimento è partito da verifiche sulla legittimità urbanistico-edilizia dell’intervento, anche a seguito di segnalazioni istituzionali, concernenti una costruzione di rilevanti dimensioni in corso realizzazione in un’area centrale della città, con evidente impatto sul contesto urbano.

Su 88 lavoratori verificati, 33 sono stati trovati in posizione irregolare, 9 impiegati in nero. 33 imprenditori denunciati, quattro attività imprenditoriali sospese, in un caso per gravi violazioni in materia di salute e sicurezza. È il bilancio dell’attività ispettiva condotta dai Carabinieri dell’Ispettorato del Lavoro di Lecce, in collaborazione con l’Ispettorato Territoriale del Lavoro e il Comando Provinciale di Lecce nei settori agricolo e dei pubblici esercizi nei comuni di Lecce, Gallipoli, Nardò, Copertino, Ugento, Otranto, Veglie, Carmiano, Guagnano e Salice Salentino. Sono state sottoposte a controllo 38 aziende di cui 34 risultate irregolari. Su 88 lavoratori verificati, 33 sono stati trovati in posizione irregolare, 9 impiegati in nero. Contestate sanzioni amministrative per oltre 45 mila euro, oltre ad ammende complessive per un importo complessivo pari a oltre 274 mila euro. 

“Autorevole mediatore della memoria storica e culturale attraverso il teatro, il cinema e la televisione”. L’Università di Foggia avvia l’iter per il riconoscimento della laurea honoris causa in Filologia, letterature e storia all’attore e produttore cinematografico Pierfrancesco Favino. Lo ha deliberato all’unanimità il dipartimento di studi umanistici, lettere, beni culturali, scienze della formazione. La proposta presentata dalla direttrice Barbara De Serio e condivisa con il rettore Lorenzo Lo Muzio sarà sottoposta al senato accademico e poi trasmessa al Ministero dell’Università e della Ricerca per il perfezionamento dell’iter. La motivazione del riconoscimento sottolinea come “Pierfrancesco Favino si sia affermato nel panorama artistico contemporaneo non soltanto quale interprete di straordinaria versatilità, ma quale autorevole mediatore della memoria storica e culturale attraverso il teatro, il cinema e la televisione. La sua capacità di dare corpo a figure complesse e di restituire profondità a narrazioni centrali per l’identità collettiva configura un dialogo fecondo tra filologia della parola, letteratura come espressione dell’esperienza umana e storia come patrimonio condiviso”. “La carriera di Favino – prosegue la nota – si distingue per il rigore interpretativo e l’accuratezza nella ricostruzione dei contesti culturali e linguistici dei personaggi rappresentati, in un approccio che richiama i fondamenti stessi della filologia e degli studi storici: analisi delle fonti, comprensione critica dei testi e trasmissione consapevole del sapere. In tale prospettiva, la pratica artistica si eleva a strumento di formazione e sensibilizzazione culturale, capace di restituire vitalità a epoche, opere e vicende decisive della nostra tradizione”.

Affrontati temi rilevanti circa le proiezioni e le modalità di incidenza della criminalità organizzata sul territorio pugliese, l’importanza delle attività di indagine patrimoniale e la la repressione del grande traffico internazionale di stupefacenti. Il Senatore Filippo Melchiorre – componente della Commissione Parlamentare Antimafia si è recato in visita in via Amendola presso la sede del Centro Operativo DIA di Bari. Un importante momento di confronto istituzionale, volto all’approfondimento delle tematiche di interesse con particolare riguardo al lavoro delle articolazioni DIA sul territorio pugliese (Centro Operativo di Bari e Sezioni di Lecce e Foggia) e all’interesse della criminalità organizzata e mafiosa nei settori strategici dell’economia pugliese. Nel corso dell’incontro sono stati affrontati temi rilevanti circa le proiezioni e le modalità di incidenza della criminalità organizzata sul territorio pugliese, l’importanza delle attività di indagine patrimoniale (preventiva e repressiva), nonché la repressione del grande traffico internazionale di stupefacenti alla luce delle più recenti operazioni condotte dalla DIA tra la Puglia ed alcuni Paesi esteri europei ed extra UE frontalieri. Il senatore Filippo Melchiorre ha espresso stima e riconoscenza al personale tutto della Direzione Investigativa di Bari, di Lecce e di Foggia, riconoscendo l’impegno quotidiano e delicato al contrasto delle più pervicaci e pericolose forme di crimine organizzato che insidiano la Puglia. «Ho potuto constatare personalmente l’elevatissimo livello di professionalità, competenza e dedizione con cui la Direzione Investigativa Antimafia opera sul territorio pugliese» ha dichiarato il senatore Melchiorre, “Il contrasto alla criminalità organizzata, specie quando mira ad infiltrarsi nei settori strategici dell’economia, richiede strumenti investigativi sempre più efficaci e una costante sinergia tra Parlamento e forze dell’ordine. La Commissione Parlamentare Antimafia continuerà a sostenere con determinazione il lavoro della DIA, consapevole che la difesa della legalità costituisce la condizione imprescindibile per lo sviluppo sano e duraturo della nostra regione e dell’intero Paese».

Disposta la verifica delle schede nulle. Continua a complicarsi la vicenda elettorale a Lesina, nel Foggiano. Il Consiglio di Stato, sezione quinta, ha accolto l’istanza della lista “Lesina futura” e ha sospeso gli effetti della sentenza del Tar. Di conseguenza le elezioni nelle sezioni 1, 2, 3 e 4 del comune non si terranno più nelle giornate del 15 e 16 marzo. Resta così in carica il commissario prefettizio che continuerà a guidare l’amministrazione comunale fino alla decisione definitiva. Il collegio ha anche disposto un controllo sulle schede nulle contestate e l’eventuale riconteggio, e la corretta gestione dei certificati medici relativi alla sezione 4. L’udienza è stata fissata per il 7 maggio: in quella data potrebbero arrivare indicazioni definitive.

Intercettati due grossisti, operanti in Puglia e in Campania. Le Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Taranto hanno sequestrato 100.000 articoli “contraffatti” venduti illegalmente in 15 esercizi commerciali fra Taranto, San Giorgio Ionico, Martina Franca, Massafra, Mottola e Manduria. Tra questi giocattoli, articoli per la casa, strisce di luci a led, materiale di cancelleria e bigiotteria, privi delle specifiche informazioni previste dal “Codice del Consumo”. Ma anche articoli per la cura della persona e posate in plastica. Sono stati segnalati alle competenti Autorità i titolari degli esercizi commerciali, 3 dei quali sono stati denunciati Inoltre, è stata disarticolata una catena logistica organizzata e strutturata: sono stati intercettati due grossisti, operanti in Puglia e in Campania, fornitori dei prodotti già sottoposti a sequestro.

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