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Le altre notizie

La truffa ammonta a oltre 1.500.000 euro per un totale di 89 vittime. Sono coinvolte anche le province di Potenza, Lecce e Taranto nella vasta operazione anti-riciclaggio condotta dai carabinieri di Battipaglia e dalla guarda di finanza di Salerno. I militari hanno disposto il sequestro di conti correnti e rapporti finanziari. Sono 68 le persone indagate. L’indagine è iniziata con la denuncia di un cittadino relativa all’apertura fraudolenta di rapporti finanziari a suo nome. I soggetti, spacciandosi per operatori bancari, inducevano le persone a inserire i propri dati su siti internet appositamente creati per potersi impossessare del loro denaro. La truffa ammonta a oltre 1.500.000 euro per un totale di 89 vittime.

“Investire nella ricerca significa rafforzare la capacità dell’Istituto di offrire ai pazienti cure sempre più innovative e contribuire allo sviluppo della conoscenza scientifica nel campo dell’oncologia”. Cresce il finanziamento statale destinato alla ricerca scientifica dell’Istituto Tumori “Giovanni Paolo II” di Bari. Secondo i dati della valutazione nazionale della Ricerca Corrente 2025 del Ministero della Salute, l’Istituto Oncologico barese registra un incremento del 15,29% rispetto al 2024, collocandosi al nono posto tra gli IRCCS italiani per crescita del finanziamento ministeriale alla ricerca. «Il risultato della valutazione nazionale della Ricerca Corrente rappresenta un riconoscimento importante del lavoro svolto dall’Istituto negli ultimi anni – dichiara il Commissario straordinario Alessandro Delle Donne – e conferma la validità del percorso intrapreso per rafforzare l’integrazione tra attività clinica, ricerca scientifica e innovazione tecnologica. Investire nella ricerca significa rafforzare la capacità dell’Istituto di offrire ai pazienti cure sempre più innovative e contribuire allo sviluppo della conoscenza scientifica nel campo dell’oncologia». Il risultato si accompagna a un miglioramento di diversi indicatori scientifici utilizzati nelle valutazioni nazionali della ricerca. In particolare, cresce del 13% l’impatto scientifico medio delle pubblicazioni (Field-Weighted Citation Impact), l’indicatore che confronta quante volte gli studi vengono citati nella letteratura scientifica internazionale rispetto alla media mondiale nello stesso ambito disciplinare. Ancora più significativo l’aumento delle citazioni complessive della produzione scientifica dell’Istituto, cresciute del 73%, segno di una maggiore diffusione e rilevanza dei risultati della ricerca nella comunità scientifica internazionale. A questi risultati si affianca anche una intensa attività di ricerca clinica attiva sui pazienti. Negli ultimi cinque anni l’Istituto ha avviato 60 trial clinici, collocandosi al settimo posto tra gli IRCCS italiani per numero di studi clinici attivi. La sperimentazione clinica rappresenta uno degli strumenti più importanti dell’oncologia contemporanea perché consente ai pazienti di accedere a terapie innovative e protocolli di cura sperimentali, contribuendo allo stesso tempo allo sviluppo di nuove conoscenze scientifiche e al miglioramento delle strategie terapeutiche. L’Istituto si distingue inoltre per la capacità di attrarre finanziamenti per la ricerca, con oltre 7 milioni di euro ottenuti da enti pubblici italiani, dato che colloca l’Istituto Tumori di Bari al sesto posto tra gli IRCCS a livello nazionale per volume complessivo di finanziamenti pubblici alla ricerca. A questi si aggiungono oltre 2 milioni di euro di finanziamenti europei, un valore superiore alla media nazionale e che colloca l’Istituto tra i primi otto IRCCS italiani. La crescita degli indicatori bibliometrici e della sperimentazione clinica conferma la vitalità della ricerca scientifica dell’Istituto, rafforzando il ruolo della ricerca traslazionale e il trasferimento rapido delle innovazioni nella pratica clinica. «Il miglioramento degli indicatori scientifici e l’elevato numero di trial clinici attivi testimoniano la solidità e il dinamismo della ricerca dell’Istituto – afferma la direttrice scientifica Raffaella Massafra –. L’obiettivo è rafforzare ulteriormente la ricerca traslazionale, sviluppare progetti scientifici sempre più competitivi e ampliare la sperimentazione clinica, affinché le innovazioni della ricerca possano tradursi rapidamente in nuove opportunità diagnostiche e terapeutiche per i pazienti». L’aumento del finanziamento ministeriale e degli indicatori scientifici conferma dunque il percorso di crescita dell’Istituto Tumori di Bari nel panorama nazionale della ricerca oncologica, rafforzando ulteriormente il legame tra produzione scientifica, innovazione tecnologica e qualità dell’assistenza. I numeri della ricerca dell’Istituto Tumori di Bari: •          +15,29% aumento del finanziamento ministeriale per la Ricerca Corrente 2025 •          9° posto tra gli IRCCS per crescita dei fondi ministeriali alla ricerca •          60 trial clinici attivi negli ultimi cinque anni – 7° posto tra gli IRCCS •          oltre 7 milioni di euro di finanziamenti pubblici nazionali per la ricerca – 6° posto tra gli IRCCS •          +13% crescita dell’impatto scientifico medio delle pubblicazioni (FWCI) •          +73% aumento delle citazioni della produzione scientifica

I carabinieri hanno sequestrato numerosi mezzi. Nella mattinata del 9 marzo in via Remo, in Contrada Morciano, i Carabinieri di Brindisi hanno individuato un deposito di veicoli e pezzi di ricambio di provenienza illecita. Scoperto un vero e proprio deposito di veicoli di lusso e parti di ricambio di provenienza illecita. Numerosi i mezzi sequestrati, fra cui una Volvo C90 il cui furto era stato denunciato nel 2019 e altre vetture di lusso come una Mercedes GLC e una Jeep Renegade, sottratte nell’autunno 2025. Per il recupero dei mezzi decisivo il supporto dei Vigli del fuoco.

Le società sono a Bari, Bitonto, Giovinazzo e Sannicandro di Bari . Sequestro preventivo della guardia finanza di Bari, finalizzato alla confisca, per oltre 600.000 euro, nei confronti di diverse imprese operanti nel settore dell’edilizia e della serramentistica. Le indagini sono state coordinate dalla Procura della Repubblica di Bari. Una società di fabbricazione e posa in opera di infissi si era rivelata una cosiddetta “cartiera”, utilizzata per consentire a terzi di evadere le imposte mediante l’emissione di fatture per operazioni inesistenti per circa 1.300.000 euro. Le Fiamme Gialle di Putignano hanno individuato 22 imprese localizzate nella città di Bari, Bitonto, Giovinazzo e Sannicandro di Bari che, mediante la contabilizzazione delle fatture per operazioniinesistenti ottenute, hanno beneficiato di un’indebita detrazione dell’I.V.A. e di una indebita deduzione di costi ai fini reddituali, con un conseguente danno all’Erario pari ad oltre 600 mila euro di imposte evase. L’Autorità Giudiziaria ha emesso un provvedimento di sequestro finalizzato alla confisca per un importo complessivo pari al profitto delle imposte evase in capo alle imprese beneficiarie della frode, all’esito del quale sono state sottoposte al vincolo cautelare, tra l’altro, disponibilità finanziarie pari a oltre 350 mila euro. Sono stati deferiti all’Autorità Giudiziaria 26 soggetti ritenuti responsabili, a vario titolo, di emissione/utilizzo di fatture false.

L’episodio a Taranto. Madre e figlia hanno raccontato che ci sono stati altre violenze simili. Avrebbe colpito con calci e pugni la porta di casa della sorella per farsi aprire e, una volta dentro, avrebbe chiesto denaro all’anziana madre minacciando entrambe di morte. A Taranto i carabinieri hanno arrestato in flagranza un uomo di 65 anni con le accuse di estorsione e maltrattamenti contro familiari e conviventi.L’uomo avrebbe preteso di entrare in casa ma, di fronte al rifiuto delle due donne, avrebbe iniziato a colpire con violenza la porta d’ingresso fino a riuscire ad accedere all’interno. Al diniego della madre di dargli i soldi, il 65enne avrebbe danneggiato alcuni suppellettili, arrivando a minacciare di morte entrambe. Le due donne hanno quindi chiamato i carabinieri che hanno bloccato l’uomo, accompagnandolo in caserma. Episodi simili si sarebbero verificati già in passato: è stato attivato il “Codice rosso“.

Alcune parti dell’edificio non potranno essere rese fruibili fin da subito, perché non ci sono ancora risorse sufficienti per completare tutte le opere necessarie su tutti i piani, con il rischio di un’apertura parziale della struttura. A Brindisi proseguono i grandi interventi legati alla cittadella universitaria e alle residenze per studenti. I lavori per la nuova sede universitaria, che verrà ricavata nel palazzo dell’ex Agenzia delle Entrate nel centro cittadino, sono in fase avanzata e dovrebbero essere completati entro la fine del mese secondo le previsioni legate agli investimenti del PNRR. Tuttavia, non mancano le criticità: alcune parti dell’edificio non potranno essere rese fruibili fin da subito, perché non ci sono ancora risorse sufficienti per completare tutte le opere necessarie su tutti i piani, con il rischio di un’apertura parziale della struttura. Intanto proseguono anche gli interventi di riqualificazione di spazi correlati all’università, come il Parco della Rimembranza e altri fabbricati destinati ad accogliere strutture come la palestra e aree polifunzionali per studenti. Per quanto riguarda lo studentato nell’ex Cassa Mutua Artigiani, la situazione è diversa: il progetto di trasformazione dell’edificio storico in residenza per studenti con circa 50 posti letto è stato definito e inserito nei finanziamenti del bando ministeriale per l’edilizia universitaria, ma i cantieri non sono ancora partiti. Solo di recente il progetto è stato trasmesso agli enti regionali competenti per la verifica e, una volta completata la conferenza di servizi, i lavori potrebbero iniziare a giugno. Secondo le stime tecniche, una volta avviati i cantieri, gli interventi dureranno circa 700 giorni. Questo significa che lo studentato non sarà disponibile prima del 2028. Dal punto di vista istituzionale, Comune e Regione stanno lavorando per rafforzare l’offerta formativa in città e coinvolgere atenei e imprese locali, con tavoli tecnici per sviluppare nuovi corsi e collegare l’università alle esigenze del mercato del lavoro.

Al centro la riconversione del sito e prospettive occupazionali dei lavoratori. La vertenza ex Cementir torna al centro dell’attenzione dei sindacati. La Fillea Cgil di Taranto ha chiesto al sindaco Bitetti l’apertura di un confronto istituzionale sulla riconversione del sito e sulle prospettive occupazionali dei lavoratori. Si tratta di 37 dipendenti attualmente in cassa integrazione fino al 15 settembre. Oggi Cemitaly, dopo l’acquisizione da parte di Italcementi, ha annunciato nel 2021 la cessazione definitiva delle attività produttive. In questi anni il sindacato aveva proposto di trasformare il sito in un impianto per l’inertizzazione dell’amianto oppure di candidare l’area ex Cementir ai bandi Pnrr per realizzare un sito destinato alla produzione di idrogeno verde. Tutte proposte rimaste senza risposta.

Si stanno esaminando i filmati delle telecamere di videosorveglianza della zona che potrebbero aver ripreso l’attentatore in azione. Ha sporto denuncia questa mattina (9 marzo) il titolare dello studio dentistico in piazza Bacile a Spongano in Salento, oggetto di un atto intimidatorio avvenuto la sera tra venerdì e sabato scorsi. Il professionista avrebbe riferito ai carabinieri di non sapersi spiegare il motivo per cui qualcuno abbia esploso quattro colpi di pistola contro il portone dello studio. I carabinieri indagano sia nella vita privata che in quella professionale. Si stanno esaminando i filmati delle telecamere di videosorveglianza della zona che potrebbero aver ripreso l’attentatore in azione. Intanto il presidente della Commissione Albo Odontoiatri dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della provincia di Lecce, Salvatore Caggiula, ha espresso solidarietà e preoccupazione per un “atto intimidatorio che mina il clima di fiducia che deve esistere tra professionisti sanitari e cittadini”.

Il provvedimento è stato adottato a seguito delle verifiche condotte sulla richiesta di informazione antimafia pervenuta tramite la Banca dati nazionale antimafia da parte della Regione Basilicata – Ufficio erogazioni comunitarie in agricoltura. Il prefetto di Potenza, Michele Campanaro, ha firmato oggi una nuova interdittiva antimafia nei confronti di una impresa individuale con sede legale in un comune della provincia ed operante nel settore dei servizi degli istituti di bellezza. Il provvedimento è stato adottato a seguito delle verifiche condotte sulla richiesta di informazione antimafia pervenuta tramite la Banca dati nazionale antimafia da parte della Regione Basilicata – Ufficio erogazioni comunitarie in agricoltura, avendo l’impresa individuale partecipato ad un bando Psr per fondi rurali. Verifiche che hanno accertato l’esistenza di elementi sintomatici di un pericolo di infiltrazione mafiosa, con possibile condizionamento delle scelte imprenditoriali, considerata la contiguità con elementi appartenenti a sodalizi criminali locali dei clan Riviezzi e Cassotta. Da gennaio 20222 sono 66 le misure amministrative antimafia adottate dalla Prefettura di Potenza.

L’episodio è stato denunciato agli organi competenti. A Potenza la notte tra l’8 e il 9 marzo qualcuno ha imbrattato con svastiche la sede dell’Unione sindacale di base Basilicata che si trova in piazzale Bratislava. Hanno anche stracciato la bandiera della Palestina. Le scritte, di colore rosso, sono comparse sulla porta di ingresso e su una colonna dei portici adiacente. Per la coordinatrice Usb Basilicata, Rosalba Guglielmi si tratta di “un’incursione fascista che rappresenta probabilmente un tentativo di intimidazione nei confronti di un punto di riferimento di carattere sindacale e sociale che la nostra organizzazione sindacale sta assumendo”. L’episodio è stato denunciato agli organi competenti.

In auto trovate tre dosi di cocaina. I Carabinieri della Sezione Radiomobile del Comando Provinciale di Bari hanno arrestato un 26enne italiano per i reati di fuga e resistenza a Pubblico Ufficiale. L’episodio è avvenuto questa notte, quando il conducente di un’autovettura non si è fermato all’alt, dandosi alla fuga. Gli agenti sono riusciti a fermarlo. Nell’auto sono state trovate 3 dosi di cocaina.

La scoperta nelle campagne della periferia sud. Le volanti dell’UPGSP (‘Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico) della Questura di Brindisi ha scoperto nelle campagne della periferia sud della città ben otto carcasse di autovetture quasi completamente cannibalizzate, risultate provento di furto. Nelle vicinanze di un canale di acque reflue un sacchetto in cellophane contenente munizioni per fucili da caccia. In particolare 90 cartucce inesplose di varie marche, di cui 89 calibro 12 e una sola calibro 20. Vicino a un rudere abbandonato trovata anche un’arma lunga occultata e smontata nelle sue parti.

Il Governo ha già disposto controlli in tutto il Paese con le fiamme gialle. Dopo l’allarme lanciato dalle associazioni agricole, sul caro carburanti intervengono anche i sindaci pugliesi. Il sindaco di Barletta Cosimo Damiano Cannito annuncia che oggi invierà alla guardia di finanza una richiesta di verifica su eventuali speculazioni nei prezzi alla pompa, mentre il Governo ha già disposto controlli in tutto il Paese proprio con le fiamme gialle. Preoccupazione arriva anche da altri primi cittadini pugliesi: Francesco De Carlo, sindaco di Alberobello, parla di impennate repentine che mettono in difficoltà le famiglie più fragili, mentre Luigi Guidano, sindaco di Taurisano, invita la politica a intervenire rapidamente per contenere gli effetti di una crisi che rischia di pesare su cittadini, imprese e servizi pubblici.

L’uomo l’ha strattonata e l’ha derubata di circa 4 mila euro. Immediata la denuncia ai Carabinieri. Con la solita truffa telefonica un’anziana donna è stata aggredita e derubata nella sua casa. È successo a Taranto. Il responsabile, un 19enne originario della Campania, già rintracciato e denunciato, avrebbe chiamato sull’utenza fissa la pensionata spacciandosi per il figlio. Le avrebbe riferito che un dipendente delle Poste italiane si sarebbe recato da lei per consegnarle un pacco in cambio di una somma di denaro. Quando il finto postino è arrivato a casa, la donna, dopo aver aperto la porta, ha capito di essere vittima di un raggiro e ha tentato di rientrare, ma l’uomo l’ha strattonata e l’ha derubata di circa 4 mila euro, somma che la vittima aveva già preparato. Immediata la denuncia ai Carabinieri che attraverso i profili social ed il riconoscimento fotografico da parte della donna, sono riusciti ad intercettarlo e a denunciarlo.

Tra i risarcimenti quelli che hanno riguardato un collaboratore scolastico per violenza sessuale su minori. Un’altra sentenza ha riguardato due carabinieri infedeli. Nel 2025, la Corte dei Conti pugliese con sentenze ha accertato danni per oltre 10 milioni di euro relativamente ai finanziamenti pubblici erogati a soggetti privati. Lo ha spiegato oggi, nel corso della sua relazione per l’inaugurazione dell’anno giudiziario contabile, il presidente Pasquale Daddabbo. Si tratta di finanziamenti erogati dalla Regione Puglia a valere su fondi europei dedicati al POR 2007/2013 ed al POR 2014/2020; dal ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale in relazione a fondi Ue, erogati da SIMEST spa, a valere su risorse del PNRR; dall’AGEA a valere sul Fondo Europeo Agricolo di Garanzia (FEAGA), nell’ambito della Politica Agricola Comune (PAC) e a valere sul Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR). In una sentenza, oltre alla società beneficiaria delfinanziamento e al titolare della stessa, in provincia di Foggia, sono stati condannati anche due dipendenti della Regione Nel 2025, tra i dipendenti pubblici convenuti in giudizio davanti alla Corte dei Conti pugliese, 30 erano dipendenti di enti locali, 27 delle Asl, 25 statali, 4 della Regione Puglia. Da segnalare la sentenza che ha riguardato un collaboratore scolastico per il risarcimento di oltre 400mila euro pagato dal Ministero dell’Istruzione per fatti di violenza sessuale nei confronti di minori, e altra sentenza che ha visto protagonisti due carabinieri per il danno di circa 150mila euro che il ministero dell’Interno ha dovuto risarcire a privati per essere stati ingiustamente arrestati per la detenzione di armi che gli stessi carabinieri avevano introdotto nella loro abitazione.

A scoprirlo gli ispettori di Legambiente. Non sono bastati i cartelli di divieto lungo la costa di Porto Cesareo. Un giovane pescatore salentino ha parcheggiato la sua auto su una duna nella riserva regionale, in un’area protetta. A scoprilo gli ispettori di Legambiente. L’automobilista, per raggiungere la cima della duna, ha danneggiato la recinzione e la vegetazione presente lungo il percorso. le dune sono ricche di biodiversità e per questo tutelate da normative nazionali e internazionali. Il giovane è stato sanzionato e denunciato per danneggiamento di bellezze naturalistiche.

Il sindacato Snap si dice orgoglioso del gesto compiuto da tutta la squadra in servizio. È stato adottato da un agente della seconda squadra volanti un cagnolino color miele che la notte scorsa ha varcato il cancello della Questura di Andria trovando riparo dal freddo. I poliziotti, rende noto il sindacato Snap, lo hanno rifocillato e accudito e Diego, uno degli agenti in servizio, ha deciso di tenerlo con sé dando all’animale una famiglia. Dal sindacato si dicono orgogliosi del gesto compiuto da tutta la squadra in servizio, e parlano di “una vicenda che dimostra ancora una volta come dietro la divisa batta un cuore sensibile e che la missione della Polizia di Stato, ‘Esserci Sempre’, si manifesta anche attraverso questi straordinari atti di quotidiana solidarietà verso i più fragili”.

Si conferma il buon andamento della mobilità aerea regionale. Anche nei primi due mesi del 2026 è positiva la tendenza del traffico passeggeri negli aeroportipugliesi. Negli scali di Bari, Brindisi e Foggia tra gennaio e febbraio sono transitati 1.256.414 passeggeri confermando il buon andamento della mobilità aerea regionale. Nel dettaglio: 777.972 sono stati i passeggeri di linea nazionale e 472.502 i passeggeri della linea internazionale, che continua a crescer facendo registrare un +14,7%. 

L’inchiesta aperta dalla Procura al momento è a carico di ignoti. Un calvario di degenze da un ospedale all’altro, fino al decesso avvenuto lo scorso 23 febbraio al Vito Fazzi di Lecce. È la storia di una donna di 55 anni di Nardò al centro di un’inchiesta giudiziaria aperta dalla Procura di Lecce dopo l’esposto denuncia della figlia della donna che con il proprio legale di fiducia chiede di sapere per cosa è morta sua madre e se si sarebbe potuta salvare, quindi l’accertamento di eventuali responsabilità dei medici che l’hanno avuta in cura. Una storia iniziata lo scorso 5 novembre quando la donna colta da forti dolori addominali si reca al pronto soccorso dell’ospedale di Copertino dove viene dimessa dopo 15 giorni con l’indicazione di eseguire approfondimenti diagnostici al Fazzi. Ci ritornerà pochi giorni dopo per essere sottoposta ad un intervento di colecistectomia d’urgenza. Viene dimessa agli inizi di dicembre ma a casa i dolori all’addome continuano. Le condizioni di salute peggiorano tanto da arrivare ad uno stato di allettamento costante che avrà come unico risultato un caotico andirivieni dagli ospedali. Copertino, Fazzi, poi di nuovo Copertino, per poi finire in Rianimazione a Gallipoli e da qui trasportata ancora al Fazzi dove dopo qualche giorno il 23 febbraio, morirà. L’inchiesta aperta dalla Procura al momento è a carico di ignoti.

Il pescato è stato sottoposto alle verifiche sanitarie, non è stato distrutto ma donato a un ente benefico del territorio. La Sezione Operativa Navale della Guardia di finanza di Gallipoli ha sequestrato 115 chilogrammi di pescato di vario genere privo di tracciabilità. I militari hanno sanzionato quattro persone, contestando violazioni amministrative per un importo complessivo di 18.000 euro. Dopo il sequestro, il pescato è stato sottoposto alle verifiche sanitarie, non è stato distrutto ma donato a un ente benefico del territorio affinché possa essere distribuito a persone e famiglie bisognose.

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