
“Tua figlia ha fatto un incidente”: anziana truffata a Mesagne
TRUFFA La donna ha consegnato ai malviventi 900 euro La Procura di Brindisi ha chiuso le indagini su una truffa aggravata ai danni di una
La donna ha consegnato ai malviventi 900 euro. La Procura di Brindisi ha chiuso le indagini su una truffa aggravata ai danni di una signora mesagnese di 85 anni che sarebbe stata commessa da un uomo residente nella provincia di Napoli. A fine luglio 2025l’anziana era stata contattata telefonicamente sull’utenza fissa e indotta a credere che la propria figlia, rimasta coinvolta in un sinistro stradale, si trovasse in caserma. Per il suo rilascio, le veniva richiesto il versamento di una somma di 9mila euro. Alla signora, in stato di forte agitazione, si sono alternati al telefono complici che si identificavano come un avvocato e un operatore delle forze di polizia, oltre ad una donna che in lacrime pronunziava il nome “mamma”, finché un uomo si è presentato presso l’abitazione della donna facendosi consegnare l’unica somma disponibile, 900 euro, per poi allontanarsi immediatamente. Dopo aver capito di essere stata truffata, la vittima ha contattato la polizia. A seguito dell’acquisizione delle immagini dei sistemi di videosorveglianza e di altri accertamenti, gli investigatori sono riusciti a identificare il presunto l’autore del reato, al quale è stato notificato ora l’avviso di conclusione delle indagini preliminari.
Al momento i medici non hanno dichiarato cause ufficiali del decesso. Aveva poco più di tre anni, Davide. È morto nel cuore della notte al Ss Annunziata di Taranto, dopo una corsa disperata in ambulanza, da Castellaneta marina. I medici hanno fatto l’impossibile per salvarlo ma non c’è stato nulla da fare. Al suo arrivo le condizioni erano già critiche. Stando alle prime informazioni sarebbe stata riscontrata la presenza di una patologia al sangue, della quale a quanto pare i genitori non sapevano nulla. Si è parlato di leucemia ma è stata solo una prima ipotesi, non confermata. Al momento i medici non hanno dichiarato cause ufficiali del decesso. Sempre secondo le prime ricostruzioni, Davide aveva la febbre già da qualche giorno. Poi avrebbe accusato mal di stomaco e mal di testa. Da qui la chiamata al 118. Diversamente da quanto appreso nelle prime fasi, non c’è stato alcun passaggio al pronto soccorso dell’ospedale San Pio di Castellaneta. La smentita è arrivata dalla dottoressa Chinellato, primario di Pediatria che ha espresso vicinanza e rispetto al dolore della famiglia in questo momento. Così tutta la comunità, il sindaco Di Pippa e l’amministrazione. La salma del piccolo è a disposizione del giudice che valuterà se procedere con l’autopsia. Davide aveva due fratellini più piccoli. Il papà, agricoltore, la mamma, casalinga. Una famiglia conosciuta nella piccola comunità di Castellaneta marina, sconvolta per il dramma che l’ha colpita.
Durante la fuga il 50enne avrebbe lanciato dal finestrino due involucri contenenti circa 60 grammi di cocaina. Un uomo di 50 anni, con precedenti, è stato arrestato a Fasano dai finanzieri della Compagnia locale insieme alla Polizia locale con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e resistenza a pubblico ufficiale. L’uomo, alla guida di un’auto a noleggio, non si sarebbe fermato a un posto di controllo nel centro cittadino, dando vita a un inseguimento per le strade di Fasano. Durante la fuga avrebbe lanciato dal finestrino due involucri contenenti circa 60 grammi di cocaina, poi recuperati dagli agenti. La successiva perquisizione nell’abitazione dell’uomo ha permesso di trovare alcune dosi di hashish e bicarbonato di sodio, ritenuto sostanza da taglio. Nel tentativo di sottrarsi al controllo il 50enne avrebbe provato a fuggire anche a piedi, ma è stato bloccato dopo un breve inseguimento. Durante le operazioni un finanziere ha riportato una ferita al volto con una prognosi di 25 giorni. L’uomo è stato quindi arrestato e condotto nel carcere di Brindisi su disposizione della Procura.
Alcuni giorni fa i pompieri, allertati dai tecnici Enel, avevano riscontrato gravi segnali di dissesto statico. I vigili del fuoco sono intervenuti a Matera, in contrada Papalione, a seguito del crollo parziale di un edificio in muratura di due piani. Il cedimento ha interessato circa la metà del fabbricato. La struttura era già sotto osservazione. Già nel pomeriggio di venerdì scorso, i pompieri, allertati dai tecnici Enel, avevano riscontrato gravi segnali di dissesto statico. Nello specifico, erano stati rilevati fenomeni di dissesto strutturale delle pareti esterne e distacchi tra i blocchi di tufo fino a 10 cm. In quell’occasione, era stato registrato anche il crollo di una parete interna e numerose lesioni su tutto il perimetro dello stabile, particolarmente evidenti in prossimità della parte anteriore del fabbricato. A seguito del sopralluogo tecnico effettuato nei giorni scorsi, i Vigili del Fuoco avevano già disposto, a scopo precauzionale l’allontanamento immediato dei residenti di tre unità abitative, tra cui una persona con difficoltà motorie, e l’interdizione all’accesso anche nelle aree adiacenti la struttura in tufo. in queste ore personale dei Vigili del Fuoco è attualmente impegnato in operazioni di controllo finalizzate a escludere con assoluta certezza il coinvolgimento di persone sotto le macerie e a monitorare la tenuta della parte di fabbricato rimasta in piedi.
I fatti risalgono al primo marzo scorso, il presunto responsabile è stato individuato grazie alle telecamere di videosorveglianza. Avrebbe piazzato un ordigno esplosivo, fabbricato artigianalmente con una tanica di benzina da 3 litri, 6 fiammiferi ed una sigaretta spezzata, in occasione di una riunione dei testimoni di Geova a Bari, nella sede di via Biccari, il primo marzo scorso. Per questo gli agenti della Questura di Bari hanno arrestato e condotto in carcere un 38enne di Bari, incensurato: le accuse contestate sono quelle di fabbricazione e detenzione di materiale esplodente. Secondo quando raccontato da alcuni fedeli, l’uomo si sarebbe presentato ad una riunione, a cui in quel momento stavano partecipando circa 78 persone, fra cui anche bambini, sedendosi in terz’ultima fila e portando con sé una busta di colore blu. I membri dell’assemblea, insospettiti dal suo atteggiamento, lo hanno invitando a lasciare la sala, ma l’uomo non ha voluto portare con sé la busta dicendo : “Quella deve restare lì “. Lo sconosciuto si è poi allontanato a bordo di un monopattino, mentre la polizia ha verificato il contenuto della busta. Il 38enne è stato individuato grazie alle telecamere di videosorveglianza.
Esclusa l’ipotesi del dolo, anche se qualcuno degli occupanti avrebbe visto lanciare un oggetto dalla statale poco prima dell’incendio.. Un incendio è divampato intorno alle 14:30 nel campo rom situato nel quartiere Poggiofranco, a ridosso della statale 16 a Bari, tra via Camillo Rosalba e via generale Della Chiesa. A prendere fuoco sono state cinque baracche. Per fortuna non si segnalano feriti. La colonna di fumo era talmente alta da essere visibile a molta distanza. Immediato l’intervento sul posto dei vigili del fuoco con quattro mezzi, tra cui tre autobotti, personale del distaccamento di Carrassi e il supporto della sede centrale, che hanno provveduto a spegnere le fiamme, a tagliare gli alberi pericolanti e a mettere in sicurezza diverse bombole di gas. Sono intervenuti anche i carabinieri, polizia locale con la polizia giudiziaria e gli assistenti sociali del Pis, il pronto intervento sociale del Comune. Le cause sono da accertare. Al momento si esclude l’ipotesi del dolo, anche se qualcuno degli occupanti del campo, intenti a quell’ora a cucinare, avrebbe visto lanciare un oggetto dalla statale poco prima che scoppiasse l’incendio. Nel campo vivono circa quaranta persone da oltre 20 anni.
Il racconto della 38enne. Teme per la sorte della sua amica e per se stessa: dal 2 marzo, vive nel terrore una rumena di 38 anni, ossia dal giorno in cui è scomparsa Elèna, la sua connazionale non ancora ventunenne svanita nel nulla dopo essere salita su una BMW nera guidata da un ragazzo di circa 25 anni lungo la Statale 16, tra Foggia e San Severo. Al TgNorba la drammatica testimonianza dell’amica della ragazza scomparsa.
Non è stato trovato nulla che possa provare che sotto un cumulo di pietre a ridosso della scogliera ci possa essere stato il corpo di Roberta. È terminato lo scavo in località “Tabarano”. L’indagine ispettiva disposta dalla Procura di Lecce non ha fatto emergere nulla che possa provare che sotto un cumulo di pietre a ridosso della scogliera ci possa essere stato il corpo di Roberta Martucci, la ragazza di Torre San Giovanni scomparsa il 20 agosto 1999 all’età di 28 anni. Il solo elemento non compatibile con il terreno venuto fuori dallo scavo è stato del materiale di risulta, probabilmente sversato e occultato in maniera illecita in passato.
In azione i carabinieri, l’ispettorato del lavoro, i Nas . Alimenti scaduti, autorizzazioni per il pubblico spettacolo violate e irregolarità sulla sicurezza alimentare. Questa è la situazione che i carabinieri di Bari, l’ispettorato del lavoro, i Nas e la polizia locale hanno trovato in una sala ricevimenti. Sono state contestate violazioni amministrative per un importo complessivo pari a 4.200 €. L’attività era priva di cartellonistica con le vie di fuga e i percorsi d’emergenza, omesse procedure di autocontrollo alimentare e la presenza di circa 30 chilogrammi di generi alimentari scaduti.
La struttura è improvvisamente crollata. Stava lavorando nelle campagne di Manduria in un vecchio fabbricato rurale quando, all’improvviso, ha ceduto ed è crollato. È successo intorno alle 10. Il proprietario, Leonardo Fanuli, 76enne del posto, è stato travolto ed è rimasto schiacciato sotto le macerie. I sanitari del 118, giunti sul posto, non hanno potuto far altro che constatare il decesso. I vigili del fuoco hanno delimitato l’area e messo in sicurezza il fabbricato. Si indaga per chiarire la dinamica dell’incidente. Leonardo Fanuli era molto conosciuto a Manduria. È stato uno dei fondatori e presidente della Pro loco.
I finanzieri, nei pressi di un supermercato, hanno scoperto un’area adibita illegalmente alla vendita di carburante. In questi giorni si stanno intensificando i controlli per prevenire aumenti incontrollati e pratiche speculative nel mercato dei carburanti. La Guardia di Finanza di Foggia ha individuato nei pressi di un supermercato a Orta Nova un’area adibita illegalmente alla vendita di carburante. I gestori cedevano gasolio agricolo agevolato, al prezzo di 1,50 € al litro, a soggetti non aventi diritto. L’operazione ha portato al sequestro di circa 1.400 litri di carburante, delle attrezzature e di circa 1.000 euroritenuti provento dell’illecita vendita. Due persone sono state denunciate, sanzione per un’automobilista sorpreso a rifornirsi.
La truffa ammonta a oltre 1.500.000 euro per un totale di 89 vittime. Sono coinvolte anche le province di Potenza, Lecce e Taranto nella vasta operazione anti-riciclaggio condotta dai carabinieri di Battipaglia e dalla guarda di finanza di Salerno. I militari hanno disposto il sequestro di conti correnti e rapporti finanziari. Sono 68 le persone indagate. L’indagine è iniziata con la denuncia di un cittadino relativa all’apertura fraudolenta di rapporti finanziari a suo nome. I soggetti, spacciandosi per operatori bancari, inducevano le persone a inserire i propri dati su siti internet appositamente creati per potersi impossessare del loro denaro. La truffa ammonta a oltre 1.500.000 euro per un totale di 89 vittime.
La Polizia ha già rintracciato il presunto autore, un connazionale più grande con il quale il ragazzo avrebbe avuto una lite. Un ragazzo di 16 anni di origini egiziane è stato accoltellato a Bari, poco dopo le 19,30, nel giardino di piazza Gramsci, a pochi metri dalla spiaggia di Pane e pomodoro. Le sue condizioni non sono gravi, è stato ferito alla testa e ad una gamba e stato soccorso dal 118. La Polizia ha già rintracciato il presunto autore, un connazionale più grande con il quale il ragazzo avrebbe avuto una lite
Il piccolo, un bambino di circa due settimane, morì di ipotermia. Ha patteggiato un anno di reclusione don Antonio Ruccia, il parroco della chiesa di San Giovanni Battista del rione Poggiofranco di Bari, accusato di omicidio colposo in relazione al decesso di un neonato trovato senza vita il 2 gennaio dello scorso anno nella culla termica della parrocchia.Il piccolo, un bambino di circa due settimane, morì di ipotermia: quando venne lasciato, il tappetino interno alla culla su cui venne adagiato, contrariamente a quanto sarebbe dovuto accadere, non fece partire la segnalazione sul telefono di don Ruccia, che quel giorno era fuori Bari. Ad accorgersi della presenza del bambino fu il titolare di una ditta di pompe funebri. Secondo le contestazioni della procura, il tappetino, concepito per funzionare come antifurto, non era idoneo per essere utilizzato all’interno della culla. Per il tecnico Vincenzo Nanocchio, colui che si occupò della realizzazione dell’impianto, il processo inizierà invece il prossimo 3 giugno.
Uno dei due feriti, recuperato dai vigili del fuoco, è stato trasferito in ospedale. Era vigile e cosciente . Sono miracolosamente vivi due operai, un 54enne di Laterza ed un 38 enne di Nardò, precipitati dal quinto al terzo piano all’interno del ponteggio in un cantiere di una palazzina popolare in via Garibaldi, nel centro storico di Taranto. Da una prima ricostruzione una trave in ferro avrebbe ceduto causando lo sbilanciamento del piano di calpestio dove stavano lavorando i due operai. Uno di loro è rimasto ferito lievemente mentre per recuperare l’altro è stato necessario intervenire con un carrello elevatore dei vigili del Fuoco per accedere alla struttura. Le sue condizioni non sarebbero gravi. Sul posto sono intervenuti i vigili urbani ed i tecnici dello Spesal che dovranno chiarire la dinamica dell’incidente
La casa ha subito notevoli danni. I vigili del fuoco, giunti sul posto, hanno delimitato l’area e stanno verificando la staticità dell’immobile. Una forte esplosione si è verificata nel centro storico di Martina Franca, in via Caracciolo. Secondo le prime ricostruzioni sarebbe stata causata da una fuga di gas. L’uomo che si trovava all’interno dell’abitazione non è rimasto ferito gravemente. La casa ha subito notevoli danni. I vigili del fuoco, giunti sul posto, hanno delimitato l’area e stanno verificando la staticità dell’immobile
Purtroppo sono stati inutili i soccorsi. Grave incidente sul lavoro questa mattina in località Gaudella piccola, a Castellaneta. Un anziano ha perso la vita dopo essere stato colpito dal proprio trattore. L’uomo era impegnato in alcune attività agricole quando sarebbe stato travolto dal mezzo. Inutili i soccorsi. Sono in corso le indagini per chiarire la dinamica dell’incidente.
Ancora ricerche con cani e droni. Nel luogo dove Elena Rebeca Burcioiu, la 21enne rumena di cui non si hanno più notizie dal pomeriggio di lunedì 2 marzo, è stata vista l’ultima volta, lungo la statale 16, tra Foggia e San Severo, è stato ritrovatoil giubbotto bianco di pelliccia che indossava il giorno della scomparsa. Il ritrovamento risale ad una settimana fa ma lo si è appreso solo oggi, 10 marzo. Proprio dalle tracce sul giubbotto, annusato da un cane molecolare, un pastore belga di cinque anni, sono riprese le ricerche della ragazza. Questa mattina continuano le ricerche con l’unità cinofila della protezione civile dell’associazione nazionale della guardia di finanza e un drone della polizia locale. A circa tre chilometri dal luogo dove era stata vista l’ultima volta dalla amica connazionale che ne ha poi denunciato la scomparsa, e dove la polizia ha trovato il giubbotto, era stato ritrovato il telefono cellulare della 21enne sul ciglio della strada,all’altezza di borgo la Rocca
I carabinieri hanno sequestrato numerosi mezzi. Nella mattinata del 9 marzo in via Remo, in Contrada Morciano, i Carabinieri di Brindisi hanno individuato un deposito di veicoli e pezzi di ricambio di provenienza illecita. Scoperto un vero e proprio deposito di veicoli di lusso e parti di ricambio di provenienza illecita. Numerosi i mezzi sequestrati, fra cui una Volvo C90 il cui furto era stato denunciato nel 2019 e altre vetture di lusso come una Mercedes GLC e una Jeep Renegade, sottratte nell’autunno 2025. Per il recupero dei mezzi decisivo il supporto dei Vigli del fuoco.
Le società sono a Bari, Bitonto, Giovinazzo e Sannicandro di Bari . Sequestro preventivo della guardia finanza di Bari, finalizzato alla confisca, per oltre 600.000 euro, nei confronti di diverse imprese operanti nel settore dell’edilizia e della serramentistica. Le indagini sono state coordinate dalla Procura della Repubblica di Bari. Una società di fabbricazione e posa in opera di infissi si era rivelata una cosiddetta “cartiera”, utilizzata per consentire a terzi di evadere le imposte mediante l’emissione di fatture per operazioni inesistenti per circa 1.300.000 euro. Le Fiamme Gialle di Putignano hanno individuato 22 imprese localizzate nella città di Bari, Bitonto, Giovinazzo e Sannicandro di Bari che, mediante la contabilizzazione delle fatture per operazioniinesistenti ottenute, hanno beneficiato di un’indebita detrazione dell’I.V.A. e di una indebita deduzione di costi ai fini reddituali, con un conseguente danno all’Erario pari ad oltre 600 mila euro di imposte evase. L’Autorità Giudiziaria ha emesso un provvedimento di sequestro finalizzato alla confisca per un importo complessivo pari al profitto delle imposte evase in capo alle imprese beneficiarie della frode, all’esito del quale sono state sottoposte al vincolo cautelare, tra l’altro, disponibilità finanziarie pari a oltre 350 mila euro. Sono stati deferiti all’Autorità Giudiziaria 26 soggetti ritenuti responsabili, a vario titolo, di emissione/utilizzo di fatture false.

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