
San Severo: migrante ucciso a colpi di martello, fermato il presunto responsabile
Era ospite dell’Arena, centro di accoglienza che si trova in periferia Omicidio nel tardo pomeriggio a San Severo, nell’Arena, il centro accoglienza per migranti che
Era ospite dell’Arena, centro di accoglienza che si trova in periferia. Omicidio nel tardo pomeriggio a San Severo, nell’Arena, il centro accoglienza per migranti che si trova in periferia. Un ospite della struttura sarebbe stato ucciso a colpi di martello dopo un litigio con un’altra persone. Sul posto ci sono sia gli agenti del commissariato di Polizia che i carabinieri di San Severo. Le forze dell’ordine stanno ricostruendo l’esatta dinamica dei fatti. Il presunto assassino del giovane migrante gambiano è stato fermato dalla polizia. Il martello è stato sequestrato. Sia la vittima sia il presunto autore sarebbero cittadini regolari sul territorio italiano ed entrambi erano impiegati come braccianti nelle campagne della zona (notizia in aggiornamento)
Alcuni giorni fa ha anche commesso un’aggressione fisica ad un suo amico, con lei presente, e ha danneggiato l’autovettura dell’uomo. Un 52enne di Scanzano Jonico sarà sottoposto all’uso del braccialetto elettronico e al mancato avvicinamento alla moglie da cui è separato perché ritenuto responsabile di maltrattamenti in famiglia. L’uomo, già ammonito dalla Questura di Matera, è accusato di ‘vessazione morale e psicologica, in ragione della sua gelosia e possessività ossessive’ quando vivevano insieme perché la offendeva, la picchiava e ne controllava i movimenti, ostacolandola anche sul lavoro. Anche quando c’è stata la separazione, l’uomo ha perseverato nelle condotte persecutorie, minacciando la donna di morte e tempestandola di telefonate e messaggi minatori. Alcuni giorni fa ha anche commesso un’aggressione fisica ad un suo amico, con lei presente, e ha danneggiato l’autovettura dell’uomo. Grazie alle indagini dei carabinieri di Policoro, coordinate dalla Procura della Repubblica di Matera, sono stati raccolti gli elementi utili che hanno consentito al gip di emettere la misura con cui si vieta all’indagato di avvicinarsi ai luoghi frequentati dalla vittima, con il controllo mediante uso del braccialetto elettronico.
La polizia sta verificando eventuali contatti che la 21enne potrebbe aver avuto nel suo paese d’origine. Le uniche tracce utili di Elena Rebeca Burcioiu restano, ad oggi, il pellicciotto e il telefonino trovati poco distanti dal luogo in cui la 21enne è stata avvistata l’ultima volta. Dal 2 marzo scorso e dalla telefonata interrotta con l’amica, della ragazza non si hanno altre notizie. Ora le ricerche si estendono anche in Romania, la polizia sta verificando eventuali contatti che Elena potrebbe aver avuto nel suo paese d’origine. L’attivazione del canale di cooperazione internazionale potrebbe aiutare a chiarire qualche aspetto, anche se la ragazza è orfana di entrambi i genitori e non ha fratelli. Si spera di poter ottenere informazioni utili da amici o altri parenti presenti in Romania scandagliando tra i suoi contatti. Elena è stata vista l’ultima volta sulla strada statale 16 tra Foggia e San Severo, dove aveva iniziato a prostituirsi. Le attenzioni degli investigatori sono concentrate anche su un cittadino albanese che, il giorno precedente la scomparsa, avrebbe minacciato lei e la sua amica affinché lavorassero per lui. Le ricerche proseguono. Le forze dell’ordine invitano chiunque abbia informazioni sulla ragazza a mettersi in contatto, ogni elemento potrebbe essere utile ai fini delle indagini.
Gli agenti stanno anche verificando la legittimità di un altro edificio attiguo, quasi ultimato, anch’esso delle stesse dimensioni. Un immobile abusivo sequestrato e un altro, delle stesse dimensioni, su cui sono in corso accertamenti: è l’esito di un blitz condotto, a Cerignola, dagli agenti della polizia locale.Sigilli a una villetta, in fase di costruzione, di circa 250 metri quadri, alta quasi quattro metri, all’interno di un’area delimitata da un muro di cinta, non distante dalla caserma dei vigili del fuoco. Gli agenti stanno, invece, verificando la legittimità di un altro edificio attiguo, quasi ultimato, anch’esso di oltre 200 metri quadri
Riguardano interventi di ammodernamento e messa in sicurezza di strade e impianti fognanti. La guardia di finanza di Foggia ha eseguito perquisizioni per presunte frodi nell’esecuzione di appalti pubblici, mettendo a sequestro 700.000 euro in contanti. Le vicende riguardano presunti episodi fraudolenti che sarebbero stati posti in essere nella fase di esecuzione di svariati appalti pubblici su tutto il territorio provinciale, relativi, tra gli altri, ad interventi di ammodernamento e messa in sicurezza di strade e impianti fognanti. Le operazioni di perquisizione, svolte anche mediante l’ausilio di unità cinofile “cash dog” e che hanno consentito di sottoporre a sequestro 700.000 euro in contanti, hanno riguardato due imprenditori e un dirigente pubblico del Comune del capoluogo dauno.
Nel corso dell’attività ispettiva sono state accertate più violazioni di natura penale, illecita gestione di rifiuti. Diverse violazioni e rischi per i lavoratori sono emersi, secondo i carabinieri del Noe, durante i controlli in un impianto per la gestione di rifiuti speciali non pericolosi nella zona artigianale di Torremaggiore che è stato sottoposto a sequestro il 24 febbraio. Il provvedimento è stato disposto dal gip nell’ambito di un’attività coordinata dalla procura. Nel corso dell’attività ispettiva sono state accertate più violazioni di natura penale, illecita gestione di rifiuti, nonché varie violazioni alle prescrizioni contenute nell’atto autorizzativo. Sono emersi ingenti quantitativi di rifiuti (circa 7000 tonnellate), di varia natura, stoccati in totale difformità al layout aziendale sia all’interno dell’impianto, sia nelle pertinenze esterne in aree non destinate a tale scopo, spesso impedendo anche la viabilità interna. Irregolarità anche nelle altezze dei cumuli di rifiuti, costituendo potenziale pericolo per l’incolumità dei lavoratori. Mancava anche un corretto sistema antincendio e di idonee misure per la sicurezza sui luoghi di lavoro.
L’ordigno artigianale, inserito nell’erogatore delle banconote, non è esploso. Malviventi tentano di assaltare lo sportello bancomat della BCC di Leverano ma il colpo fallisce. È accaduto nella notte Leverano, in piazza Fontana. Ad agire 5 individui giunti a bordo di una Giulietta. Dopo aver danneggiato l’erogatore delle banconote con un arnese, hanno inserito un ordigno artigianale, la cosiddetta tecnica della marmotta, che però non è esploso costringendo i malfattori a darsi alla fuga. L’area è videosorvegliata. Sul posto per i rilievi i carabinieri.
Operazione della Guardia di Finanza di Francavilla Fontana. Denunciato anche il deejay. Una sala da ballo con annessa pizzeria, formalmente sede di un’associazione sportiva dilettantistica ma in realtà utilizzata per feste, musica e somministrazione di cibi e bevande senza alcuna autorizzazione, è stata sequestrata questa mattina, 13 marzo, dalla Guardia di Finanza di Francavilla Fontana. I finanzieri, impegnati nei controlli disposti dalla Prefettura di Brindisi per verificare la sicurezza dei locali pubblici alla luce di recenti tragedie internazionali, hanno riscontrato gravi carenze: assenza del documento di valutazione dei rischi, mancata segnalazione delle uscite di sicurezza e impianti elettrici non a norma. Il presidente dell’associazione è stato denunciato per apertura abusiva di luoghi di pubblico spettacolo e omissione dolosa delle cautele anti‑infortunio; denunciato anche il deejay per la diffusione non autorizzata di opere tutelate dal diritto d’autore.
Il materiale viene accumulato dai produttori abusivi e per disfarsene viene bruciato. Nonostante le tante denunce, si continua a bruciare. Nonostante le tante denunce, anche del Tg Norba, continuano i roghi nel primo e secondo seno del mar Piccolo di Taranto con cui vengono bruciate le retine utilizzate per la lavorazione delle cozze. Il materiale viene accumulato dai produttori abusivi e per disfarsene viene bruciato. La combustione provoca diossina e inquinamento da microplastiche. I mitilicoltori regolari, nonostante il pagamento del canone, non hanno gli strumenti per lo smaltimento delle retine. Questi roghi mettono a rischio l’ecosistema marino. Oltre alle retine ci sono vaschette di polistirolo, corde, galleggianti e reti da pesca.
L’uomo, residente a Manfredonia, è stato arrestato per scontare una pena definitiva ma aveva diritto a poter chiedere una pena alternativa alla detenzione. Ha trascorso 10 giorni nel carcere di Foggia anche se per la legge non doveva essere arrestato.Una disavventura giudiziaria che vede come protagonista un cittadino rumeno, residente a Manfredonia. L’uomo deve scontare una pena definitiva a poco più di 2 anni di reclusione per istigazione alla corruzione, avendo offerto denaro per non essere fermato ad alcuni poliziotti che poi lo hanno denunciato. Non appena passata in giudicato la sentenza di primo grado, la procura foggiana ha emesso l’ordine di esecuzione e il 2 marzo scorso l’uomo è finito in cella. Peccato che però , secondo la legge l’arresto non doveva essere eseguito. E infatti, in base ad una disposizione normativa del 2022, l’istigazione alla corruzione non è più compreso fra quei reati cosiddetti ostativi, e cioè per i quali non vengono concessi benefici come la sospensione dell’ordine di esecuzione con conseguente misura alternativa alla detenzione. Una circostanza che è stata formalmente rappresentata dal difensore del cittadino straniero, l’avvocato Eustachio Claudio Solazzo. Proprio in seguito alle istanze del legale, la procura ha revocato l’ordine di esecuzione e disposto l’immediata scarcerazione dello straniero.
Condannata a sette anni e tre mesi in primo grado, qualche mese fa la donna è stata assolta in appello dalle accuse di pornografia minorile e corruzione di minorenni. La procura generale di Bari ha presentato ricorso in Cassazione contro la sentenza di assoluzione emessa dalla Corte d’appello nei confronti di Daniela Casulli, nota come “zia Martina” l’insegnante originaria di Brindisi nota per essere stata immortalata in alcuni filmati a luci rosse con un ragazzo minorenne conosciuto sui social. Condannata a sette anni e tre mesi in primo grado, qualche mese fa la donna è stata assolta in appello dalle accuse di pornografia minorile e corruzione di minorenni. Tanto perché – hanno scritto i giudici – la Casulli non era consapevole né avrebbe in alcun modo contribuito alla diffusione di quei filmati, scoperti poi dalla madre di un ragazzo estraneo ai fatti. Video riprese dai contenuti sessualmente espliciti, ma realizzati – si legge in sentenza – “in un contesto privato destinato a rimanere tale”. La Casulli si è sempre difesa, ammettendo di aver avuto rapporti consenzienti con un ragazzo di 15 anni – circostanza che non integra alcun tipo di reato – ma precisando di essere del tutto ignara del fatto che quei video fossero diventati virali. “Sono una vittima”, ha poi commentato.
A processo, però , la donna si avvalse della facoltà di non rispondere, non confermando le sue precedenti dichiarazioni . Aveva 17enne quando finì a processo con l’accusa di aver assunto sostanze dopanti per alterare le prestazioni agonistiche. I fatti risalgono al 2018. Il ragazzo, che praticava il body building, fu portato in ospedale per alcuni accertamenti. La madre in quell’occasione raccontò che il figlio avrebbe assunto anabolizzanti, e a quel punto scattò l’inchiesta. A processo, però , la donna si avvalse della facoltà di non rispondere – non confermando le sue precedenti dichiarazioni – così come anche il figlio, che all’epoca fece dichiarazioni confessorie rese in assenza dell’avvocato sono state dichiarate inutilizzabili. Le analisi sul giovane non furono completate, e la consulenza disposta dal pm si espresse in termini probabilistici – e non di certezza – in merito all’assunzione di anabolizzanti. Il ragazzo è assistito dall’avvocato Libio Spadaro.
La procura di Bari aveva chiesto per il pittore, difeso dall’avvocato Salvatore D’Aloiso, sei mesi di reclusione. Il Tribunale di Bari ha assolto il pittore Giovanni Gasparro, imputato per propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale e religiosa per alcuni commenti su Facebook al post sul suo dipinto «Martirio di San Simonino da Trento». La tela, che risale al 2020, è stata ispirata dalla storia di un bambino misteriosamente scomparso e poi trovato senza vita nel 1475. Di quel delitto furono accusati 15 ebrei, torturati fino alla morte.La procura di Bari aveva chiesto per il pittore, difeso dall’avvocato Salvatore D’Aloiso, sei mesi di reclusione.
L’uomo ha riportato alcune ferite ed è stato trasportato all’ospedale di Castellaneta. Un ciclista è stato investito a Massafra, tra la statale 7 Appia e via Ferrara. Lo sportivo è stato travolto da un’auto, il cui conducente si è fermato a prestare soccorso. L’uomo ha riportato alcune ferite ed è stato trasportato all’ospedale di Castellaneta. Le condizioni non sarebbero gravi. Sul posto è intervenuta la Polizia locale, coordinata dal comandante Mirko Tagliente. Anche la Guardia di Finanza ha supportato le operazioni di soccorso e di gestione di viabilità, trattandosi di un punto piuttosto trafficato.
La ragazza è stata soccorsa e trasportata in ospedale. È vigile e cosciente e riesce a parlare, ma potrebbe aver riportato alcune fratture. Una studentessa del 2° anno dell’istituto alberghiero “Pertini” di Brindisi è stata trasportata in ospedale dopo essere caduta all’interno di un portavivande durante il cambio d’ora, intorno alle 11. Secondo una prima ricostruzione, gli studenti avevano appena concluso un laboratorio di cucina e stavano rientrando in classe. Prima di spostarsi, alcuni di loro si sono recati in una stanza per cambiarsi d’abito. Stanza chiusa a chiave, motivo per cui hanno dovuto chiedere la chiave stessa ad un insegnante. Tra gli studenti c’era la ragazza poi rimasta ferita che si sarebbe avvicinata a un portavivande chiuso, presente nel locale. Per motivi ancora da chiarire, la studentessa avrebbe forzato lo sportello del montavivande finendo all’interno del vano. La base della struttura, in cartongesso, avrebbe ceduto facendola precipitare fino al piano terra. La ragazza è stata soccorsa e trasportata in ospedale. È vigile e cosciente e riesce a parlare, ma potrebbe aver riportato alcune fratture. Le attività scolastiche sono proseguite regolarmente. Accertamenti sono in corso per chiarire l’esatta dinamica dell’episodio.
I sindacati annunciano che la mobilitazione continuerà fino a quando non verranno garantite soluzioni concrete a tutela dei lavoratori e delle loro famiglie. Da questa mattina, 12 marzo, i sindacati metalmeccanici di Cgil Cisl Uil e Fismic hanno proclamato uno sciopero a oltranza delle lavoratrici e dei lavoratori della Smart Paper, azienda che si occupa di gestione dati, per denunciare il disimpegno da parte delle aziende subentranti nella commessa Enel rispetto agli impegni assunti in Regione Basilicata nelle scorse settimane. Ad essere interessati circa 400 lavoratori lucani in presidio davanti al Palazzo della Rione, a Potenza. I sindacati annunciano che la mobilitazione continuerà fino a quando non verranno garantite soluzioni concrete a tutela dei lavoratori e delle loro famiglie.
Due gli episodi nelle ultime ore. Due nuovi atti vandalici si sono verificati nelle ultime ore ai danni di autobus del trasporto pubblico urbano ed extraurbano della città di Brindisi. Il primo episodio è avvenuto intorno alle 22.10 a bordo dell’autobus urbano della linea 4, che collega il capolinea di via Punta Penne con l’ospedale Perrino attraversando diversi quartieri cittadini. Alcuni ragazzi presenti sul mezzo hanno dato fuoco a dei fogli di carta posizionati su un sedile. L’autista ha immediatamente fermato il bus e ha richiesto l’intervento delle forze dell’ordine. Gli agenti hanno identificato tutti i passeggeri presenti a bordo, che erano già stati sottoposti a controlli alla partenza dal capolinea. L’episodio ha provocato il danneggiamento di un sedile. Un secondo episodio si è verificato su un autobus della linea extraurbana che collega Ostuni, Carovigno e San Vito dei Normanni. Anche in questo caso uno o più passeggeri hanno tentato di incendiare un sedile. Il rogo non si è sviluppato grazie al materiale ignifugo presente a bordo del mezzo. Per entrambi gli episodi sono state informate le forze dell’ordine, che stanno svolgendo accertamenti sull’accaduto.
I poliziotti lo hanno bloccato nei pressi di piazza Gramsci. È stato arrestato dalla polizia di Stato per tentato omicidio un egiziano di 35 anni ritenuto responsabile dell’aggressione di un 16enne presso la spiaggia di Pane e Pomodoro a Bari. Nella serata del 10 marzo il ragazzo ha subito diverse ferite da arma da taglio: subito soccorso sul posto dai sanitari del 118 per ferite alla testa e alla coscia, è stato trasportato in codice rosso presso il Pronto Soccorso del Policlinico per le cure del caso. Poi nei pressi di piazza Gramsci, i poliziotti della volanti sono riusciti a bloccare l’egiziano con precedenti di polizia.
Viene scandagliato ogni angolo della statale 16, tra Foggia e San Severo, nel tratto dal ponte appena fuori il capoluogo dauno fino a borgo La Rocca. Continuano le ricerche di Elena Rebeca Burcioiu, la 21enne rumena di cui non si hanno più notizie dal pomeriggio di lunedì 2 marzo, quando la sua amica connazionale, una 38enne, ne ha denunciato la scomparsa in Questura a Foggia. Viene scandagliato ogni angolo della statale 16, tra Foggia e San Severo, nel tratto dal ponte appena fuori il capoluogo dauno fino a borgo La Rocca. In azione le forzedell’ordine e la protezione civile con cani molecolari, in un piano coordinato dalla prefettura di Foggia. L’attenzione degli investigatori sarebbe rivolta nei confronti di un cittadino straniero che, nei giorni precedenti la scomparsa, avrebbe importunato le due donne mentre si trovavano lungo la statale 16. Nella mattinata del 2 marzo, poco prima di mezzogiorno, la 21enne è stata vista salire a bordo di un’auto nera in compagnia di un giovane. Alle 12.47 si perdono le tracce di Elena, dando inizio alle ricerche che vanno avanti da 11 giorni.
La donna ha consegnato ai malviventi 900 euro. La Procura di Brindisi ha chiuso le indagini su una truffa aggravata ai danni di una signora mesagnese di 85 anni che sarebbe stata commessa da un uomo residente nella provincia di Napoli. A fine luglio 2025l’anziana era stata contattata telefonicamente sull’utenza fissa e indotta a credere che la propria figlia, rimasta coinvolta in un sinistro stradale, si trovasse in caserma. Per il suo rilascio, le veniva richiesto il versamento di una somma di 9mila euro. Alla signora, in stato di forte agitazione, si sono alternati al telefono complici che si identificavano come un avvocato e un operatore delle forze di polizia, oltre ad una donna che in lacrime pronunziava il nome “mamma”, finché un uomo si è presentato presso l’abitazione della donna facendosi consegnare l’unica somma disponibile, 900 euro, per poi allontanarsi immediatamente. Dopo aver capito di essere stata truffata, la vittima ha contattato la polizia. A seguito dell’acquisizione delle immagini dei sistemi di videosorveglianza e di altri accertamenti, gli investigatori sono riusciti a identificare il presunto l’autore del reato, al quale è stato notificato ora l’avviso di conclusione delle indagini preliminari.

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