
Foggia, crollo del solaio in un appartamento: evacuata l’intera palazzina
Lo stabile comprende 18 appartamenti È stato evacuato lo stabile di sei piani in vico dei Conciatori a Foggia, interessato, nella mattinata di ieri, dal

Lo stabile comprende 18 appartamenti . È stato evacuato lo stabile di sei piani in vico dei Conciatori a Foggia, interessato, nella mattinata di ieri, dal crollo del solaio, in un appartamento al secondo piano, che non ha causato nessun ferito. Dopo le verifiche dei vigili del fuoco, della polizia locale e dei tecnici comunali, è stata disposta l’evacuazione dello stabile che comprende 18 appartamenti oltre a due locali a piano terra. Saranno effettuate verifiche sull’intero immobile e sulla struttura dell’edificio. Le famiglie, stando a quanto si apprende, hanno trovato collocazione autonoma presso familiari o sistemazioni private.Nelle prossime ore sarà emessa un’ordinanza sindacale che ordinerà ai proprietari degli immobili di intervenire con urgenza con lavori di messa in sicurezza dell’edificio che risale al 1956 ed è stato realizzato con tecniche edilizie differenti da quelle adottate post terremoto.
La struttura operava senza autorizzazione, la presenza degli ospiti non era stata segnalata. Telecamere nascoste in un b&b di Taranto. L’attività è stata chiusa su disposizione del Questore. La misura di cessazione di attività è scattata dopo una precedente denuncia in stato di libertà del proprietario del B&B, già accusato dei reati di interferenza illecita nella vita privata ed omessa comunicazione delle generalità degli ospiti. A febbraio scorso un ospite si è accorto della presenza di 3 telecamere nascoste nelle lampade di emergenza, in camera da letto, all’ingresso e in zona piscina. L’ospite ha chiamato la Polizia che ha avviato gli accertamenti, scoprendo che la struttura operava senza autorizzazione, e che la presenza degli ospiti non fosse segnalata. Due violazioni che gli sono costate anche 3mila euro di multa.
I due aggressori avrebbero esploso almeno tre colpi contro l’uomo, colpendolo all’addome e a un braccio. Procedono le indagini per ricostruire la dinamica dell’agguato di ieri sera a Vieste in cui è stato ferito Danilo Notarangelo, 35 anni. A sparare sarebbero state due persone, a bordo di un’auto, armate di un fucile caricato a pallettoni. Sull’episodio indaga anche la Direzione distrettuale antimafia di Bari. Idue aggressori avrebbero esploso almeno tre colpi contro l’uomo, colpendolo all’addome e a un braccio. Nonostante le ferite, Notarangelo è riuscito a mettersi in salvo trovando rifugio in un vicino negozio di alimentari. Sul posto sono giunti i sanitari del 118 e l’elisoccorso. Le sue condizioni non sarebbero gravi e non è in pericolo di vita.
I consigli dei carabinieri. “Ciao zia, mi aiuti? Mia figlia partecipa a un concorso di danza, basta un voto per farle vincere una borsa di studio. Clicca qui e inserisci il codice che ti arriva”. Inizia così la truffa di cui è stata vittima una signora di 70 anni del Salento. Il messaggio non era arrivato da un numero sconosciuto, ma da sua nipote. La vittima ha cliccato sul link arrivato su WhatsApp e ha inserito un codice ricevuto via SMS. In quel preciso istante, senza accorgersene, ha consegnato di fatto le chiavi della sua identità digitale ai truffatori. I malviventi hanno utilizzato la tecnica chiamata “Ghost Pairing“: hanno collegato l’account della donna a un loro computer e hanno hanno iniziato a scrivere a tutti i contatti della signora, spacciandosi per lei e chiedendo denaro o inviando lo stesso link trappola. Il caso è stato denunciato ai carabinieri che raccomandano alcune precauzioni: diffidare della familiarità apparente, non inserire codici per concorsi premi, attivare la “verifica in due passaggi” e segnalare tempestivamente i tentativi di truffa.
In un ristorante scoperti due lavoratori in nero. I carabinieri della compagnia di Martina Franca, con il coordinamento del comando provinciale di Taranto, hanno scoperto irregolarità in materia di lavoro. Due imprenditori, un 46enne di Taranto e un 52enne di Fragagnano, sono stati deferiti in stato di libertà. Il primo è stato segnalato per la mancata redazione del Documento di valutazione dei rischi, violazione che ha comportato l’immediata sospensione dell’attività. Il secondo, titolare di un ristorante, avrebbe impiegato lavoratori in nero; anche in questo caso l’attività è stata sospesa. Le violazioni accertate hanno portato alla contestazione di ammende per oltre 4.000 euro e sanzioni amministrative per un importo pari a 13.000 euro.
Una parte era custodita anche in forma ghiacciata. I carabinieri del comando provinciale di Bari hanno arrestato un 35enne e una donna 57enne ritenuti responsabili del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Gli agenti si sono insospettiti dall’atteggiamento dell’uomo che accedeva in casa, nel quartiere Libertà, portando al seguito una bacinella di plastica, con fare sospetto. All’interno, gli agenti hanno scoperto un tavolo da cucina, completamente ricoperto di sostanza stupefacente. Sono stati trovati e sequestrati 60 chilogrammi di hashish, una parte custodita anche in forma ghiacciata, pronto per essere trattato con il metodo “ice – o – lator”.
Stessa posizione anche per gli altri indagati. Hanno respinto tutte le accuse nel corso degli interrogatori di garanzia davanti al gip del tribunale di Lecce Francesca Mariano. A cominciare dall’ex presidente del consiglio comunale Pietro Guadalupi, coinvolto nell’inchiesta sulla presunta ricostituzione della frangia tuturanese della Sacra Corona Unita. Assistito dal suo legale, l’avvocato Danilo Di Serio, Guadalupi ha negato di aver avuto un ruolo di “facilitatore” in un presunto episodio estorsivo, cioè di aver messo in contatto un imprenditore con ambienti criminali. Provato dalla detenzione – si trova nel carcere di Borgo San Nicola – ha sostenuto di essere estraneo ai fatti e, anzi, vittima del sistema emerso nell’indagine. Una linea difensiva che punta anche su alcune intercettazioni, nelle quali soggetti vicini al clan parlerebbero di un “Guadalupi” con toni minacciosi: secondo la difesa, si tratterebbe proprio dell’ex politico, che sarebbe quindi stato oggetto di pressioni. Nelle prossime ore, la difesa potrebbe presentare ricorso al Riesame. Davanti al gip ha risposto anche Mauro Iaia, ritenuto dagli inquirenti vicino agli ambienti del clan. Secondo la ricostruzione della Dda di Lecce, sarebbe stato coinvolto in un percorso di avvicinamento alla criminalità organizzata, fino a un incontro con esponenti del gruppo guidato da Salvatore Buccarella, dopo il quale si sarebbe messo a disposizione del clan. Anche lui, però, ha respinto ogni addebito. Stessa posizione per Adriano Vitale, chiamato a rispondere di un’altra ipotesi di estorsione. Al giudice ha spiegato che i rapporti con le presunte vittime erano esclusivamente di natura lavorativa, e non legati ad attività illecite. L’inchiesta, condotta dalla squadra mobile di Brindisi, ha portato a misure cautelari nei confronti di quattro persone: uno risponde anche di associazione mafiosa, gli altri di diversi episodi estorsivi.
Alcuni dei soggetti sono già noti alle forze dell’ordine, uno è irreperibile. I carabinieri di Avellino hanno eseguito 5 ordinanze cautelari a carico di soggetti pugliesi, dai 21 ai 29 anni. Sono ritenuti responsabili di una serie di assalti a sportelli bancomat, con la tecnica dell’esplosivo. Non solo in Campania, ma anche in Abruzzo e Molise. Alcuni dei soggetti sono già noti alle forze dell’ordine, uno è irreperibile.
Pace, per sua stessa ammissione affiliato ad clan di Ottavio di Cillo e dunque riconducibile al gruppo di Savinuccio, risponde di 8 capi di imputazione per cessioni di droga risalenti al 2023. Avrebbe reso dichiarazioni autoaccusatorie coinvolgendo anche altri imputati Sabino Pace detto Bino, originario di Sannicandro e ritenuto vicino al clan Parisi. Attualmente sotto processo con rito abbreviato con l’accusa di spaccio di sostanze stupefacenti, martedì scorso avrebbe ammesso le proprie responsabilità davanti al gup Isabella Valenzi.Pace, per sua stessa ammissione affiliato ad clan di Ottavio di Cillo e dunque riconducibile al gruppo di Savinuccio, risponde di 8 capi di imputazione per cessioni di droga risalenti al 2023.La sua collaborazione è recente, risale a poco più di 20 giorni fa: pare che i suoi più stretti congiunti siano già sottoposti ad un programma di protezione.Pace e imputato anche in un altro processo a Lecce, nel quale risponde stavolta di associazione per delinquere. Nel suo casellario giudiziale compare soltanto una condanna definitiva, per droga.La prossima udienza del processo sullo spaccio a Sannicandro è fissata per il 7 aprile per le discussioni dei difensori: ma il pubblico ministero Fabio Buquicchio ha già annunciato che, alla luce della collaborazione, dovrà riformulare la richiesta di condanna per Pace.
Danilo Notarangelo era già sfuggito a un agguato nell’estate di quattro anni fa, colpito all’addome da colpi di fucile mentre era con un amico. Sparatoria in serata a Vieste. Ferito a un braccio il 35enne Danilo Notarangelo, volto noto alle forze dell’ordine, cugino di secondo grado del defunto boss Angelo Notarangelo, ucciso nel 2015.L’agguato è avvenuto davanti a un supermercato non lontano dalla caserma dei carabinieri.La vittima, insanguinata, ha cercato riparo nel negozio, dove c’erano numerosi clienti.Sul posto è intervenuto l’elisoccorso. Le sue condizioni non sarebbero gravi.Danilo Notarangelo era già sfuggito a un agguato nell’estate di quattro anni fa, lungo la strada interna per Mattinata: in quella circostanza, fu colpito all’addome da colpi di fucile mentre era con un amico, a sua volta ferito.Il 35enne ha precedenti penali per detenzione illegale di armi.Sull’accaduto indagano i carabinieri.
Danneggiata anche la sede di via prof. Mauro Terlizzi. Il sindaco Angarano: “Rubare alla Caritas è rubare ad ognuno di noi”. Ladri senza scrupoli quelli che hanno preso di mira la Caritas di Bisceglie. L’accaduto è stato denunciato dal sindaco Angeloantonio Angarano: “Un gesto che colpisce e interroga tutti noi da vicino” ha scritto,”Rubare alla Caritas è rubare alla Città. Ad ognuno di noi”.Sono stati portati via alimenti raccolti nei giorni scorsi con la colletta nei supermercati, frutto della generosità di tanti cittadini. Non solo: sono stati danneggiati i locali che si trovano in via prof. Mauro Terlizzi. Ci sono indagini in corso
Avrebbe agito sempre con lo stesso copione, armato di coltello e volto coperto. Due rapine a mano armata ai danni di altrettanti centri di scommesse del paese messe a segno una dopo l’altra nel giro di poche ore, ma alla fine il malvivente è stato arrestato. E’ accaduto a Squinzano. A finire in manette un 38enne del posto, Gian Paolo Taurino. Avrebbe agito sempre con lo stesso copione, armato di coltello e volto coperto. I carabinieri lo hanno bloccato mentre, dopo l’ultimo colpo al centro Eurobet di piazza Vittoria, stava tentando di fuggire con i soldi rapinati, poco più di 3 mila euro in totale. Sono in corso accertamenti per verificare l’eventuale coinvolgimento nella rapina dello scorso 15 marzo ai danni dell’Eurobet di Trepuzzi. Ad agire erano stati due uomini armati riusciti a fuggire con un bottino di 7.000 euro.
Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, che hanno domato rapidamente il rogo e hanno messo in sicurezza l’area. Paura a Brindisi per l’incendio divampato in un appartamento in via Carnia. Le fiamme sarebbero partite dal vano cucina mentre in casa si trovava una persona che è riuscita a mettersi in salvo senza riportare ferite. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, che hanno domato rapidamente il rogo e hanno messo in sicurezza l’area.
Il crollo potrebbe anche essere stato causato dalle piogge che stanno interessando la provincia di Foggia nel corso degli ultimi giorni. Paura questa mattina, 19 marzo, in vico dei Conciatori a Foggia per il crollo di un solaio al secondo pianodi uno stabile. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco. Non ci sarebbero persone coinvolte. Sono in corso accertamenti da parte del personale dei vigili del fuoco. Il crollo potrebbe anche essere stato causato dalle piogge che stanno interessando la provincia di Foggia nel corso degli ultimi giorni.
Tra le persone raggiunte dal provvedimento figura anche il 21enne Nicola Dibenedetto, già coinvolto, insieme ad altri quattro indagati, nell’inchiesta sull’omicidio di Francesco Diviesti. Sarebbero responsabili di aver costretto un uomo a salire con la forza in auto per poi aggredirlo brutalmente allo scopo di ottenere il pagamento di un debito. Per questo il Tribunale di Trani, su richiesta della Procura, ha disposto la custodia cautelare in carcere nei confronti di quattro persone, tutte originarie di Barletta, di età compresa tra 22 e 59 anni, con le accuse di violenza privata e tentata estorsione. L’indagine è partita da una segnalazione anonima nella quale si riferiva di un uomo costretto a salire su un’autovettura. Dagli accertamenti è emerso che la vittima, un 47enne barlettano, sarebbe stata prelevata con la forza e condotta all’interno di un bar, dove sarebbe stata picchiata con violenza, anche mediante l’uso di un bastone e di uno sgabello. L’uomo ha riferito agli investigatori che l’aggressione sarebbe legata a un debito non saldato, contratto per esigenze personali. Tra le persone raggiunte dal provvedimento figura anche il 21enne Nicola Dibenedetto, già coinvolto, insieme ad altri quattro indagati, nell’inchiesta sull’omicidio di Francesco Diviesti, il 26enne barlettano scomparso il 25 aprile scorso e ritrovato carbonizzato pochi giorni dopo in un casolare tra Canosa e Minervino Murge.
Purtroppo, denuncia il sindacato Usb dei tassisti, sono episodi che si stanno ripetendo in modo preoccupante ai danni degli operatori. Nuovo furto ai danni di un tassista a Bari, purtroppo un caso non isolato. È già accaduto in passato, l’ultimo episodio poche settimane fa ai danni di un operatore su via estramurale Capruzzi a cui, con un’azione fulminea, era stato derubato il cellulare di servizio mentre scaricava i bagagli di un cliente da un giovane non identificato. Stamattina, intorno alle 10,30 alla fermata taxi della stazione ferroviaria, sempre a Bari, la scena si è ripetuta. Il tassista si era allontanato pochi secondi per gettare dei rifiuti in un cassonetto. Al rientro in auto, il cellulare di servizio era sparito. Purtroppo, denuncia il sindacato Usb dei tassisti, sono episodi che si stanno ripetendo in modo preoccupante ai danni degli operatori.
Si tratta di un 28enne e un 32enne, entrambi arrestati. La polizia di Stato di Foggia ha arrestato un 28enne e un 32enne ritenuti responsabili di una rapina aggravata ai danni di un anziano. I due si sarebbero offerti di spingere la carrozzina su cui l’uomo era seduto, quando a un certo punto gli hanno rubato il cellulare e sono fuggiti. L’anziano, grazie all’aiuto di un conoscente, ha chiamato il 112. Le volanti della Questura si sono messe così sulle tracce dei due rapinatori che sono stati bloccati e tratti in arresto.
Le auto, di provenienza illecita, venivano smontate per poi rivenderne i pezzi. Smontava le auto di provenienza illecita e poi rivendeva i pezzi. Quelli non commercializzati venivano accumulati in un’area di 500 metri quadrati alla periferia di Taranto. In alcuni locali adiacenti i militari del nucleo di Polizia forestale hanno trovato sportelli, paraurti, cofani, ruote oltre a motori e parti meccaniche di vario tipo. Una vera e propria discarica abusiva. L’area sequestrata era gestita dal titolare di un garage abusivo sorpreso mentre smontava due auto nel cortile di un fabbricato. L’uomo di 56 anni dovrà rispondere di gestione illecita di rifiuti, autodemolizione abusiva e del presunto reato di ricettazione.
Il provvedimento, disposto dall’autorità giudiziaria, è stato eseguito dai militari della Compagnia della Guardia di finanza. Due immobili di proprietà di Arca Nord Salento sono stati sequestrati e sgomberati a Francavilla Fontana dalla Guardia di finanza, nell’ambito di un’attività di controllo del territorio. Il provvedimento, disposto dall’autorità giudiziaria, è stato eseguito dai militari della Compagnia della Guardia di finanza di Francavilla Fontana, con il supporto dei “baschi verdi” del reparto Pronto impiego di Brindisi e degli assistenti sociali del Comune. L’intervento ha riguardato immobili occupati arbitrariamente, in alcuni casi da soggetti in condizioni di fragilità, circostanza che ha reso più delicate le operazioni di sgombero. Al termine delle attività, gli immobili sono stati liberati e restituiti all’ente proprietario, con il ripristino delle condizioni di legalità.
Trovato durante lo scavo dello scorso 11 marzo. Di Roberta si sono perse le tracce dal 1999. Un pezzetto di legno, piccolissimo, riconducibile ad un oggetto o forse ad un accessorio ornamentale. Trovato durante lo scavo effettuato l’11 marzo lungo la scogliera tra Marina di Mancaversa e Torre Suda, dove una donna, appreso di recente del caso della scomparsa di Roberta Martucci, a distanza di anni aveva rivelato ai legali della famiglia, di ricordarsi di un cumulo di pietre sospetto laddove prima non c’era circondato per giorni da un odore sgradevole. Lo scavo disposto dalla Procura di Lecce su richiesta della famiglia ha spento la speranza che sotto vi potesse essere stato occultato un corpo, ma tra il materiale di risulta scaricato illegalmente è emerso un elemento difforme, un piccolo frammento di legno appunto che ha attirato l’attenzione del medico legale Alberto Tortorella che, giunto sul posto insieme al Pm Alfredo Manca, lo ha raccolto decidendo, non fosse altro per eccesso di scrupolo, di analizzarlo per capire di cosa si tratti e se vi si possa estrarre una traccia biologica da comparare con il Dna della 28enne salentina di cui non si hanno più notizie dalla sera del 20 agosto 1999 quando uscì di casa a Torre San Giovanni per recarsi a Gallipoli. L’analisi in corso probabilmente non darà alcun risultato utile a dare un nuovo impulso alle indagini e portare alla riapertura del caso già archiviato per tre volte, ma testimonia come la Procura davvero non stia lasciando nulla di intentato per dare una risposta ad una scomparsa sulla quale in passato hanno influito omissioni, lacune investigative e depistaggi.

Lo stabile comprende 18 appartamenti È stato evacuato lo stabile di sei piani in vico dei Conciatori a Foggia, interessato, nella mattinata di ieri, dal

CRONACA La struttura operava senza autorizzazione, la presenza degli ospiti non era stata segnalata Telecamere nascoste in un b&b di Taranto. L’attività è stata chiusa

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Pace, per sua stessa ammissione affiliato ad clan di Ottavio di Cillo e dunque riconducibile al gruppo di Savinuccio, risponde di 8 capi di imputazione

Danilo Notarangelo era già sfuggito a un agguato nell’estate di quattro anni fa, colpito all’addome da colpi di fucile mentre era con un amico Sparatoria

Danneggiata anche la sede di via prof. Mauro Terlizzi. Il sindaco Angarano: “Rubare alla Caritas è rubare ad ognuno di noi” Ladri senza scrupoli quelli

Avrebbe agito sempre con lo stesso copione, armato di coltello e volto coperto Due rapine a mano armata ai danni di altrettanti centri di scommesse

Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, che hanno domato rapidamente il rogo e hanno messo in sicurezza l’area Paura a Brindisi per l’incendio

Il crollo potrebbe anche essere stato causato dalle piogge che stanno interessando la provincia di Foggia nel corso degli ultimi giorni Paura questa mattina, 19

Tra le persone raggiunte dal provvedimento figura anche il 21enne Nicola Dibenedetto, già coinvolto, insieme ad altri quattro indagati, nell’inchiesta sull’omicidio di Francesco Diviesti Sarebbero

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CRONACA Si tratta di un 28enne e un 32enne, entrambi arrestati La polizia di Stato di Foggia ha arrestato un 28enne e un 32enne ritenuti

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Il provvedimento, disposto dall’autorità giudiziaria, è stato eseguito dai militari della Compagnia della Guardia di finanza Due immobili di proprietà di Arca Nord Salento sono

LE RICERCHE Trovato durante lo scavo dello scorso 11 marzo. Di Roberta si sono perse le tracce dal 1999 Un pezzetto di legno, piccolissimo, riconducibile