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Attualità

Solo nella città di Bari ci sono 1800 famiglie che aspettano una casa. Il nuovo Piano Casa Nazionale non risolve i problemi dell’emergenza abitativa. Lo afferma il sindacato nazionale degli inquilini: in tutta la Puglia c’è la necessità di recuperare oltre 1000 alloggi Erp da riassegnare. Riprese e montaggio Orazio Corbacio Interviste: Piero De Nicolo, Amm. unico Arca Puglia; Angelo Garofoli, segretario generale Sunia Bari Bat

In attesa della prima tregua dal gran caldo che sta interessando l’Italia, la città di Bari non abbassa la guardia e predispone un piano per affrontare le alte temperature. Nelle prossime ore il capoluogo pugliese tornerà a respirare come indicato anche dall’ultimo bollettino delle ondate di calore curato dal ministero della Salute con il bollino che da rosso – l’allerta maggiore di livello 3 – diventerà giallo, livello di pre-allerta dei servizi sanitari.. Spazi climatizzati, kit anticaldo, consegna di farmaci e beni di prima necessità, mense e unità di strada rafforzate. Sono alcune delle attività promosse dall’assessorato al Welfare del Comune di Bari per prevenire e contrastare gli effetti delle ondate di calore sulle persone più fragili, anziani soli, persone senza dimora, cittadini con disabilità, donne in gravidanza e famiglie in difficoltà. Fare rete, dunque, intorno a chi una rete non ce l’ha l’obiettivo del piano che sarà realizzato durante il periodo estivo grazie alla collaborazione tra partner pubblici e privati. Biblioteche, musei e altri luoghi pubblici si trasformano così in spazi climatizzati dove le persone più esposte agli effetti del caldo possono sostare durante le ore più critiche. Punti di refrigerio attivi anche nei Centri servizi per le famiglie, con attività di lettura, socializzazione, ascolto e accoglienza.

“Alcuni interventi devono usufruire degli ulteriori mesi di proroga che sono stati dati dal governo sulla base delle regole europee, però ci sentiamo abbastanza tranquilli sul rispetto del cronoprogramma”. “La città metropolitana di Bari è la quinta in Italia come numero di progetti e risorse impegnate peril Pnrr (4 miliardi), mentre nel comune di Bari sul totale dei 53 interventi previsti (700 milioni di investimenti tra Pnrr e Pnc) 35 sono stati completati e 18 sono in fase di completamento, ma tutti gli interventi sono messi in sicurezza e sono nelle condizioni di finire entro l’anno”. Lo ha assicuratoil sindaco di Bari, Vito Leccese, che ha incontrato al Comune il sindaco di Napoli e presidente Anci, Gaetano Manfredi, per fare il punto sullo stato di avanzamento delle opere del Pnrr. “Alcuni interventi – ha aggiunto – devono ovviamente usufruire degli ulteriori mesi di proroga che sono stati dati dal governo sulla base delle regole europee, però ci sentiamo abbastanza tranquilli sul rispetto del cronoprogramma”. Per i lavori del Brt, Leccese ha sottolineato che l’infrastruttura fisica sarà completata entro il 31 luglio, però saranno necessari ulteriori tempi legati “alle infrastrutturazione digitale, e il periodo dedicato al collaudo che non è soltanto un collaudo tecnico amministrativo ma è un collaudo anche legato al rispetto della normativa in materia di trasporto pubblico. Quindi diciamo ragionevolmente l’esercizio del nuovo Brt avverrà nel 2027”.

Al centro le criticità su personale, liste d’attesa e lavori di adeguamento. Il consigliere regionale di Forza Italia, Massimiliano Di Cuia, ha effettuato una visita ispettiva presso l’Ospedale “Marianna Giannuzzi” di Manduria per valutare le problematiche e le necessità della struttura sanitaria. Tra le maggiori criticità rilevate dal consigliere forzista vi è la grave carenza di personale medico, soprattutto per i reparti di pronto soccorso e radiologia. Inoltre, buona parte dei medici opera “a scavalco”, ovvero su base volontaria al di fuori dei turni in altre strutture. Questo determina, secondo il consigliere, una difficoltà nello smaltimento delle liste d’attesa. Infine, un altro problema riguarda i lavori di adeguamento del pronto soccorso che sono ancora fermi. Di Cuia riguardo queste problematiche ha dichiarato: “Con l’apertura del nuovo Ospedale “San Cataldo” a Taranto si rischia un costante impoverimento delle altre strutture provinciali. Discuterò con la nuova direzione strategica della ASL Taranto in un incontro che chiederò a breve. Sarà l’occasione per segnalare la necessità di potenziare l’ospedale ‘Giannuzzi’ di Manduria a tutela di un presidio di salute fondamentale per i cittadini del territorio”.

Dal nuovo raid al cantiere del parco fotovoltaico di Punta Riso agli autobus della STP, fino alle isole ecologiche e agli arredi del lungomare. A Brindisi cresce la preoccupazione per una lunga serie di episodi vandalici che colpiscono il patrimonio pubblico e mettono in discussione decoro, sicurezza e qualità della vita. Non un episodio isolato, ma l’ennesimo tassello di una lunga sequenza di atti vandalici che negli ultimi mesi stanno interessando Brindisi. L’ultimo episodio riguarda il cantiere dell’impianto fotovoltaico di Punta Riso, dove ignoti hanno danneggiato a sassate parte delle opere in corso. Un gesto che colpisce un’infrastruttura strategica, finanziata con fondi pubblici, destinata a rendere più sostenibile il porto cittadino. Ma il raid di Punta Riso si inserisce in un quadro ben più ampio. Autobus della STP presi di mira con lanci di pietre e danneggiamenti, tanto da rendere necessario in passato il rafforzamento delle misure di sicurezza sui mezzi. E ancora, isole ecologiche vandalizzate, cestini, segnaletica e panchine distrutti o imbrattati, giochi per bambini danneggiati, soprattutto nei parchi pubblici, e continue incursioni contro beni destinati all’intera collettività. Un fenomeno che produce costi elevati per le casse pubbliche e sottrae risorse che potrebbero essere investite in nuovi servizi, manutenzioni e opere per la città. Più che singoli episodi di teppismo, emerge il rischio di una vera e propria aggressione al patrimonio comune. Un problema che incide sulla vivibilità di Brindisi e che richiede non solo controlli e sanzioni, ma anche un forte investimento sul piano culturale e del rispetto dei beni pubblici. Perché ogni atto vandalico non colpisce soltanto un autobus, una panchina o un impianto: colpisce l’intera comunità.

Si cerca di fare quadrare i conti per arrivare compatti e uniti alla data del 11 luglio. Entrerà in vigore a Lecce il nuovo regolamento sulla vivibilità urbana varato dal Comune per disciplinare la movida nel cuore del centro storico e che prevede una “premialità” per i locali che si doteranno di un servizio di vigilanza privata per garantire una maggiore sicurezza e che potranno restare aperti fino alle 3, con la chiusura all’una invece per chi vi rinuncerà. Una questione che sta spaccando il fronte dei locali perché molti dei titolari non hanno alcuna intenzione di sobbarcarsi di un costo aggiunto che come lamentato dovrebbe essere a carico del pubblico e non del privato. Ore calde in cui gli stessi operatori cercano di trovare la quadra. La questione è stata posta in un incontro con una delegazione di operatori svoltosi nella sede di Confcommercio dove è sollevato il problema dei costi da sostenere. Intervista a Danilo Stendardo (operatore commerciale), Federico Pastore ( dir. Confcommercio Lecce)

Al netto della mancanza di giudici, delle falle del sistema telematico, a Bari la giustizia funziona. Ne è un esempio il fatto che per un episodio di stalking il processo inizia ad appena 4 mesi dai fatti. Tempi record, o quasi. Le contestazioni risalgono a marzo, e la prima udienza dibattimentale è fissata per il prossimo 2 luglio. L’imputato è un 50enne residente in provincia di Brindisi, mentre la vittima, assistita dall’avvocato Anna De Tommaso dell’associazione Gens Nova, la sua ex compagna. A far scattare le presunte condotte persecutorie, il rifiuto della donna a riprendere una relazione già interrotta. Tra febbraio e marzo, secondo le contestazioni, l’uomo avrebbe effettuato continue telefonate per tutto l’arco della giornata, anche in orari notturni, minacciando la ex di presentarsi sotto la sua abitazione se non avesse sbloccato la sua utenza. In un’altra occasione, le avrebbe telefonato ben 79 volte mentre era uscita con un’amica, per poi presentarsi sotto la sua abitazione e citofonarle dalle 3 alle sette del mattino.

Si lavora anche di notte, in corso Vittorio Emanuele, dove e’ stato partito il cantiere per la realizzazione del Brt, che così ha raggiunto il cuore della città. Vediamo come stanno andando le cose, in una zona, solitamente di grande traffico. Ricordiamo che da corso Vittorio Emanuele, passeranno la linea Blu, che collegherà piazza Aldo Moro con viale di Maratona, l’area è quella a nord, della Fiera del Levante, con la diramazione Blu Bis, che prolungherà il servizio fino alla stazione di Lamasinata; la linea Rossa che collegherà piazza Moro a via Aquilino, quartiere Japigia, e la linea Lilla che partendo sempre dalla Stazione, arriverà a viale Einaudi. Intervista a Domenico Scaramuzzi, assessore ai Lavori pubblici Comune di Bari

Importante passo avanti nella chirurgia ginecologica mininvasiva, con l’obiettivo di ridurre la durata degli interventi e migliorare gli esiti riproduttivi delle pazienti. Interventi più rapidi, più sicuri, meno invasivi e con migliori prospettive per la fertilità. Una nuova procedura per il trattamento dei fibromi uterini sottomucosi che non prevede incisioni addominali essendo effettuata per via naturale transvaginale, è stata messa a punto dall’equipe guidato dal prof. Ettore Cicinelli, direttore dell’Unità operativa ginecologia ed ostetricia Policlinico di Bari. La ricerca, pubblicata sulla prestigiosa rivista internazionale Journal of Minimally Invasive Gynecology, illustra i vantaggi della tecnica originale denominata Redish (REsectoscopic DIscoid SHaping), che rappresenta un importante passo avanti nella chirurgia ginecologica mininvasiva, con l’obiettivo di ridurre la durata degli interventi e migliorare gli esiti riproduttivi delle pazienti. La procedura REDISH, infatti, comporta anche una diminuzione del rischio di gravi complicanze della miomectomia resettoscopica quale la perforazione uterina ma permette una più precoce ripresa per le donne che desiderano una gravidanza dopo l’intervento di rimozione del fibroma. “Rappresenta un’evoluzione importante nel modo in cui approcciamo i fibromi sottomucosi complessi – spiega il prof. Ettore Cicinelli – che spesso richiedono interventi in più tempi anche di mesi e quindi il nostro obiettivo è offrire alle pazienti una chirurgia sempre meno traumatica, più precisa e che preservi al massimo l’integrità dell’utero le cui fibre sane rimangono intatte con una più rapida ripresa della fertilità, un aspetto cruciale per chi cerca una gravidanza oggi che l’età media del primo figlio è così alta”. I fibromi sottomucosi sono formazioni benigne dell’utero che possono causare sanguinamenti anomali e difficoltà nel concepimento. Sebbene l’isteroscopia rappresenti oggi lo standard terapeutico, i casi più complessi, fibromi grandi o profondamente inseriti nella parete uterina (tipi 2 e 3 secondo la classificazione FIGO) restano una sfida chirurgica, spesso associata a interventi più lunghi o ripetuti. La procedura messa a punto dal team del prof. Cicinelli introduce un approccio innovativo che facilita la rimozione del fibroma. Il tumore benigno viene progressivamente rimodellato fino ad assumere una forma regolare, simile a un “disco”. Con il supporto dell’ecografia in tempo reale, il tessuto viene trazionato delicatamente tramite una pinza chirurgica accelerando la espulsione. Questo consente la fuoriuscita naturale della parte più profonda del fibroma nella cavità uterina e che può quindi essere rimossa in sicurezza.

Le postazioni a Giovinazzo, Cassano delle Murge,Polignano a Mare, San Giacomo di Monopoli e nel nuovo ospedale Monopoli-Fasano. A queste si aggiunge una sesta postazione, a Cozze. A partire da oggi, e fino al prossimo 31 agosto, Asl Bari rafforzerà la rete dell’emergenza-urgenzacon l’attivazione di sei postazioni aggiuntive del 118, dedicate in particolare alle aree interessate dal maggiore afflusso di residenti e turisti. Saranno operative cinque postazioni, tutti i giorni dalle 8 alle 20, a Giovinazzo, Cassano delle Murge,Polignano a Mare, nel presidio territoriale San Giacomo di Monopoli e nel nuovo ospedale Monopoli-Fasano. A queste si aggiunge una sesta postazione, a Cozze, attiva il sabato e la domenica, sempre nella fascia oraria 8-20. Ogni mezzo sarà composto da un autista-soccorritore e un soccorritore, a supporto della rete territoriale dell’emergenza. L’obiettivo è rafforzare la capacità di risposta del sistema di emergenza durante il periodo estivo, caratterizzato dall’aumento delle temperature e dall’incremento delle presenze turistiche.

Da parte sindacale, arriva anche un fermo richiamo alle istituzioni, Regione e Ministeri, del Made in Italy e del lavoro, innanzitutto, perché tornino al tavolo a garanzia di lavoratori e territorio. Torniamo sulla vertenza Natuzzi. Dopo il mancato accordo in sede ministeriale, della settimana scorsa, l’azienda ha incontrato i sindacati nella sede di Confindustria a Bari. Sei ore di riunioni, che non hanno prodotto nessun passo avanti. I rappresentanti dei lavoratori hanno annunciato assemblee, in tutti gli stabilimenti, per il 3 luglio e chiesto che le istituzioni riportino l’azienda al tavolo. Interviste a Luigi Sideri, Filca Cisl Puglia; Ignazio Savino, Fillea Cgil Puglia

Quest’anno, i fedeli hanno potuto ammirare il mantello di San Francesco. Ventisei chilometri a piedi nel cuore del Gargano, per unire, in un cammino di fede, i luoghi cari a San Michele e San Pio, a 800 anni dalla morte di San Francesco d’Assisi. È lo spirito che accomuna i partecipanti al ‘Perdono del Gargano’, il pellegrinaggio annuale dalla basilica di Monte Sant’Angelo a San Giovanni Rotondo. Quest’anno, i fedeli hanno potuto ammirare il mantello di San Francesco, reliquia dal profondo significato spirituale, soprattutto per i più giovani. Interviste a Stefano Campanella, portavoce Frati Minori Cappuccini; Fra’ Claudio Ricci, pastorale giovanile vocazionale Frati Minori Cappuccini; Padre Ladislao Suchy, rettore Santuario Monte Sant’Angelo

Consegnati i lavori di ammodernamento della Statale 89 tra Foggia e Manfredonia. Obiettivo: mettere in sicurezza una delle strade più trafficate della Capitanata, dove tre persone sono morte nei giorni scorsi. Tre anni e mezzo per mettere in sicurezza la Statale 89 tra Foggia e Manfredonia, nel tratto più critico, senza spartitraffico, di dodici chilometri, dove, nei giorni scorsi, tre foggiani hanno perso la vita in un incidente stradale. A settembre inizieranno i lavori tra la base di Amendola e Manfredonia. Intervista a Francesco Ruocco, responsabile struttura Anas Puglia, Tullio Ferrante, sottosegretario ai Trasporti

Una chiatta è al lavoro per posizionare le scogliere frangiflutti che proteggeranno il litorale e favoriranno il ripascimento della spiaggia. Un intervento da 2 milioni e 400 mila euro, primo lotto di un progetto da 5 milioni e mezzo destinato alla tutela della costa. Nello specchio d’acqua antistante la costa è operativa una chiatta che sta posizionando i massi destinati a formare una barriera frangiflutti. E’ il primo lotto di un più ampio progetto di tutela della costa finanziato attraverso il Contratto Istituzionale di Sviluppo, con un investimento di 5 milioni e mezzo di euro. Per questa prima fase il valore dei lavori è di circa 2 milioni e 400 mila euro. Le rocce utilizzate provengono da cave locali e vengono trasportate direttamente via mare, evitando così il passaggio di mezzi pesanti sulle strade. L’obiettivo è ridurre l’impatto delle mareggiate, favorendo il naturale ripascimento della spiaggia. Ma il progetto di difesa costiera non si fermerà a Lendinuso. Intervista a Elio Ciccarese (sindaco di Torchiarolo)

L’incontro pubblico si è tenuto al Seminario Vescovile con la presentazione del progetto architettonico, storico e sociale dell’iniziativa. Mettere al centro la cura della persona e la solidarietà, in un contesto residenziale più moderno e inclusivo. La Residenza socio-assistenziale per anziani “San Pietro”, l’antico omonimo Istituto nel centro storico di Molfetta, sarà presto restituita alla comunità cittadina. I dettagli della riqualificazione dell’immobile di rilevante valore storico, architettonico e sociale sono stati presentati dall’Associazione AICCOS APS, in collaborazione con la Diocesi di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi, nell’Aula Magna del Seminario Vescovile di Molfetta. Intervista a Maria Luigia Paparella – Presidente di AICCOS APS, Onofrio Giuseppe Colasanto – Direttore dei lavori Servizio di Damiana Sgaramella

Presentato a Grottaglie il corso di specializzazione post diploma, per diventare tecnici esperti nell’uso delle nuove tecnologie nel settore dell’aerospazio. L’alta formazione risponde alle esigenze delle imprese e alla vocazione del territorio. Partirà da settembre a Grottaglie, capitale dell’aerospazio italiano ed europeo, il corso Tecnico superiore delle tecnologie produttive per l’Aerospazio. Un percorso formativo altamente specializzato, gratuito e post diploma, per diventare tecnici capaci di operare nel settore delle tecnologie produttive avanzate, applicate al settore aerospaziale, acquisendo competenze legate ai processi industriali innovativi e alle nuove tecnologie di produzione. Più semplicemente, si imparerà a progettare, simulare, sviluppare, testare e realizzare prodotti per il settore aeronautico, aerospaziale e dell’automotive. L’alta formazione va incontro alle imprese, nel percorso presentato dal Comune, in collaborazione con Confindustria Taranto, Leonardo, e ITS Academy Mobilità sostenibile e Aeropazio. Una vocazione naturale ormai per Grottaglie. Di pochi giorni fa la firma del protocollo tra il Governo e la società americana Radia per la realizzazione dell’areo più grande del mondo. E la recente joint venture tra Leonardo e Baykar per la produzione di droni. Intervista a Ciro D’Alò, sindaco di Grottaglie

Si è soffermato anche sui controlli e sulla gestione dei flussi di ingresso dei lavoratori stranieri. Caporalato, controlli e prevenzione. Da Matera il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi rilancia l’impegno del Governo contro lo sfruttamento del lavoro. Servizio di Matteo Piantedosi, ministro dell’Interno della Repubblica Italiana Servizio di Guido Tortorelli

Grottaglie vuole diventare Comunità energetica rinnovabile. L’amministrazione incontra cittadini e imprese per unire le forze e partecipare al bando regionale. Cittadini, imprese e Comune di Grottaglie si sono incontrati per discutere di risparmi sulle bollette, di riduzione degli impatti ambientali, di socialità, perché insieme si può diventare Comunità energetica rinnovabile. È l’obiettivo che si pone l’amministrazione: diventare una città green, in linea coi principi dell’Agenda2030. Persone e aziende, assieme all’ente pubblico, diventerebbero produttori prima, e consumatori poi, di energia pulita. Accanto all’amministrazione, il mondo dell’artigianato con CNA Puglia e Brindisi-Taranto già impegnate nella transizione energetica, e l’istituto di qualificazione delle imprese di installazione impianti. Sono stati illustrati i vantaggi delle comunità energetiche, e rappresentate le opportunità offerte dall’avviso regionale, in scadenza in queste ore. Intervista a Maurizio Stefani, assessore Ambiente Comune di Grottaglie

L’esperienza dell’equipaggio si è intrecciata a quella educativa, sociale e terapeutica delle associazioni di volontariato locali. Nei giorni scorsi la città di Molfetta ha accolto Nave Italia, il più grande brigantino a vela del mondo gestito dalla Marina Militare e il suo progetto di inclusione, condivisione e solidarietà. Interviste a Marco Gagliani, Project Manager della Fondazione Tender To Nave Italia; Raffaella Caifasso, Presidente dell’Associazione ContestoLab; Giuseppe De Gioia, Tesoriere de “Il Popolo Granchio” di Molfetta Servizio di Damiana Sgaramella

Ora si trova al sicuro in una comunità. Sottratta dai giudici alla responsabilità genitoriale dopo essere stata promessa in sposa ad un connazionale molto più grande di lei. Arriva da un piccolo comune del sud Salento, la storia di una 15enne pakistana. Il suo destino che sembrava ormai scritto è cambiato all’improvviso dopo aver pensato persino di togliersi la vita, come confidato alle compagne di scuola, per sottrarsi ad un matrimonio combinato. Grazie all’aiuto delle insegnanti, ora si trova al sicuro, in una comunità segreta, salvata dalla Procura per i Minorenni di Lecce e affidata ad un curatore speciale. L’operazione lampo, disposta d’urgenza dalla Procuratrice Simona Filoni per l’imminente pericolo di incolumità, si è conclusa in 48 ore. L’intervento è stato condotto in stretta sinergia con la polizia giudiziaria e i servizi sociali del comune di residenza della famiglia. La necessità di fare in fretta per evitare un nuovo caso Saman, la 18enne pakistana uccisa nel 2021 a Novellara dal clan familiare per aver rifiutato di sposare il cugino in Pakistan. Dalle dichiarazioni fatte dalla 15enne ai giudici, emerge il suo desiderio di restare in Italia. La ragazza ha raccontato di essere costretta a seguire le rigide regole imposte dal padre, come l’obbligo di indossare il burka a scuola e il divieto assoluto di socializzare con i coetanei di sesso opposto. Avrebbe anche rivelato che il padre non volesse iscriverla al terzo anno delle superiori. A controllarla il fratello maggiore, anche lui minorenne, fedele esecutore dei voleri del padre. La Procura ha aperto un fascicolo anche a tutela degli altri figli minori della coppia rimasti a casa.

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