Dal nuovo raid al cantiere del parco fotovoltaico di Punta Riso agli autobus della STP, fino alle isole ecologiche e agli arredi del lungomare. A Brindisi cresce la preoccupazione per una lunga serie di episodi vandalici che colpiscono il patrimonio pubblico e mettono in discussione decoro, sicurezza e qualità della vita
Non un episodio isolato, ma l’ennesimo tassello di una lunga sequenza di atti vandalici che negli ultimi mesi stanno interessando Brindisi. L’ultimo episodio riguarda il cantiere dell’impianto fotovoltaico di Punta Riso, dove ignoti hanno danneggiato a sassate parte delle opere in corso. Un gesto che colpisce un’infrastruttura strategica, finanziata con fondi pubblici, destinata a rendere più sostenibile il porto cittadino.
Ma il raid di Punta Riso si inserisce in un quadro ben più ampio. Autobus della STP presi di mira con lanci di pietre e danneggiamenti, tanto da rendere necessario in passato il rafforzamento delle misure di sicurezza sui mezzi. E ancora, isole ecologiche vandalizzate, cestini, segnaletica e panchine distrutti o imbrattati, giochi per bambini danneggiati, soprattutto nei parchi pubblici, e continue incursioni contro beni destinati all’intera collettività.
Un fenomeno che produce costi elevati per le casse pubbliche e sottrae risorse che potrebbero essere investite in nuovi servizi, manutenzioni e opere per la città. Più che singoli episodi di teppismo, emerge il rischio di una vera e propria aggressione al patrimonio comune. Un problema che incide sulla vivibilità di Brindisi e che richiede non solo controlli e sanzioni, ma anche un forte investimento sul piano culturale e del rispetto dei beni pubblici. Perché ogni atto vandalico non colpisce soltanto un autobus, una panchina o un impianto: colpisce l’intera comunità.











