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Attualità

Se nominato commissario, Decaro potrebbe alzare l’Irpef già da quest’anno. Rischio tagli e gestione diretta da Roma. La coperta è corta per coprire il buco della sanità da 369 milioni di euro. Entro fine aprile il presidente Decaro deve indicare ai Ministeri le misure ed i capitoli da cui prelevare per riequilibrare i conti sanitari. Ma l’operazione, al momento, è quasi impossibile a meno di tagli draconiani a servizi e interi settori già ridotti all’osso. Non basterebbe nemmeno l’aumento dell’addizionale Irpef. Se approvato ora, infatti, il rialzo della pressione fiscale produrrà effetti nel 2027, senza risolvere il problema della copertura immediata. E allora ecco spuntare la soluzione tecnica prevista da una vecchia finanziaria: un primo commissariamento “soft”. Il governo centrale nomina commissario lo stesso presidente Decaro affidandogli il risanamento finanziario. In deroga alle norme fiscali Decaro potrebbe aumentare l’Irpef da quest’anno, retroattivamente, facendo scattare le nuove aliquote già nella dichiarazione di giugno 2026. Si eviterebbe così lo scontro politico con le opposizioni in consiglio regionale su tasse e tagli, delegando le scelte e mantenendo un margine di manovra per coprire il disavanzo. Nel caso in cui entro il 31 maggio non arrivasse il ravvedimento lo scenario cambierebbe, il governo centrale nominerebbe un commissario ad acta, esterno, che a quel punto impugnerebbe la scure. Aliquote al massimo senza distinzioni, blocco della spesa, tagli lineari e riorganizzazione della sanità, che di fatto passerebbe sotto il diretto controllo di Roma.

Per ora tamponerà il Comune. La Procura di Lecce ha chiesto due arresti in un’inchiesta per la bancarotta fraudolenta di una società di Carmiano che gestiva residenze socio-sanitarie per anziani. Tra le strutture, anche Casa Caterina di Adelfia: oltre al personale ridotto e non pagato, le scorte di cibo sono esaurite. Sono intervenuti ispettori Asl e sindaco che lunedì incontrerà prefetto e Asl. Interviste a Carlo Casalone, avvocato e parente di un ospite; anziana ospite; Giuseppe Cosola, sindaco di Adelfia Riprese di Roberto Cofano

Necessario un rafforzamento degli strumenti di prevenzione e controllo nel territorio. Al TgNorba il sindaco di Policoro che chiede un rafforzamento degli strumenti di prevenzione e controllo nel territorio, alla luce di un aumento esponenziale di episodi di furto. Intervista a Enrico Bianco, sindaco di Policoro

I legali: “La sentenza non comporta né l’aggiudicazione dell’appalto al RTI Manelli né la perdita della gara da parte dei RTI Cobar-Sac”. In merito alla sentenza del Consiglio di Stato sul parco della Giustizia nel quartiere Carrassi di Bari, di cui vi abbiamo dato notizia ieri, sono giunte delle precisazioni da parte dei legali di Cobar. Gli avvocati Vincenzo Nunziata e Valentino Vulpetti spiegano che “la sentenza della quinta sezione del Consiglio di Stato non comporta né l’aggiudicazione dell’appalto al RTI Manelli né la perdita della gara da parte dei RTI Cobar-Sac, ma esclusivamente l’obbligo per la stazione appaltante di riesaminare gli atti di gara”. Il Consiglio di Stato, proseguono i difensori, ha confermato “l’annullamento di 3,68 punti assegnati al RTI Manelli relativo al subcriterio relativo a professionalità ed esperienza. Il riesame disposto riguarderà anche tale subcriterio”. Inoltre, “Manelli Impresa ha ceduto le proprie attività a CMC Ravenna mediate affitto di ramo di azienda dal 1 dicembre 2025 e pertanto non potrebbe conseguire l’aggiudicazione”.

L’iniziativa nell’istituto comprensivo “Rocca Bovio Palumbo D’Annunzio”. Progetto di educazione civica ambientale. A Trani, promosso dalla associazione culturale Insight Pr, in collaborazione con Amiu, l’azienda che si occupa di servizi ambientali. Ai giovani gli esperti insegnano che bisogna salvaguardare il pianeta. Siamo nell’istituto comprensivo “Rocca Bovio Palumbo D’Annunzio”. Interviste ad Andrea Giuliacci, metereologo; Giovanni Cassanelli, dirigente Istituto “Rocca Bovio Palumbo D’Annunzio”

Le cooperative avrebbero sollevato ulteriori criticità per l’ormeggio delle loro imbarcazioni nella darsena sotto parco Cimino. È corsa contro il tempo per l’avvio dei lavori per il campo di gara per la canoa ed il canottaggio in vista dei Giochi del Mediterraneo. I mitilicoltori, nonostante siano stati indennizzati da Ferrarese, sollevano ulteriori criticità.

La circolazione è in graduale ripresa. Le voci dei viaggiatori alla stazione di Lecce. Riaperta dalle 6 di questa mattina la linea ferroviaria adriatica, che era stata chiusa nel tratto fra Termoli e Montenero di Bisaccia in seguito alla frana di Petacciato in Molise. La circolazione, spiega Trenitalia, “è in graduale ripresa, dopo l’intervento dei tecnici di Rfi. Nel corso della giornata di oggi e fino al completo ripristino della linea “il programma dei treni Alta Velocità, Intercity e del Regionale di Trenitalia potrà subire ritardi, modifiche o cancellazioni”. Arriva il momento della partenza anche per tanti salentini. Qui le loro voci raccolte da Matteo Bottazzo alla stazione di Lecce.

Stefania Rotolo intervisterà educatori, psichiatri, docenti ed esperti, con la chiave di lettura del direttore del TgNorba, Domenico Castellaneta. C’è una generazione che chiede attenzione: nell’ultimo anno le situazioni di disagio personale e devianza minorile sono sensibilmente aumentate. Un fenomeno che si riflette anche sull’aumento dei reati commessi dai minori, in Puglia la crescita supera il 40%. Risse, rapine, bullismo, aumento di casi di depressione. Tasselli di un fenomeno complesso che ha bisogno di strumenti altrettanto complessi per essere affrontato. Ne parleremo nella prossima puntata di Orizzonti, in onda oggi in seconda serata su Telenorba. Stefania Rotolo intervisterà educatori, psichiatri, docenti ed esperti, con la chiave di lettura del direttore del TGNorba, Domenico Castellaneta. A vivere situazioni di disagio o a commettere reati non sono più soltanto minori vicini ad ambienti criminali, ma anche ragazzi che arrivano da contesti in cui non ci sono situazioni a rischio. La “buona famiglia”, insomma non è più uno scudo. Ascolteremo anche le voci di giovani che hanno vissuto storie difficili e sono riusciti a trovare riscatto e salvezza. Vi poteremo anche noi luoghi in cui si cerca di assistere e ascoltare ragazze e ragazzi rimasti soli o che hanno bisogno di punti di riferimento. Orizzonti, oggi in seconda serata su Telenorba.

Gli ordini professionali contro la chiusura del Tribunale di Lagonegro. Sarebbe a rischio chiusura il Tribunale di Lagonegro. Un’ipotesi paventata nei giorni scorsi – per carenza di giudici e pm – insieme ad altri 86 Palazzi di Giustizia in Italia. La possibile riforma avanzata dall’Associazione Nazionale Magistrati evidenzia che per avere più risultati bisognerebbe sopprimere i tribunali con meno di dieci pubblici ministeri e trenta giudici: 87 sui 139 esistenti. Per questo motivo, l’Ordine degli Avvocati di Lagonegro si è riunito, assieme alla camera penale e all’Aiga per ribadire la propria contrarietà. Intervista a Vincenzo Bonafine, presidente del consiglio dell’Ordine degli avvocati Lagonegro

Vertenza Leonardo. Riattivato il tavolo permanente in Comune a Grottaglie tra sindaci, sindacati e istituzioni. Chiedono trasparenza sulla nuova governance e garanzie per i lavoratori. Governance e lavoratori restino Leonardo. Lo chiedono i metalmeccanici al tavolo permanente con le istituzioni, in Comune a  Grottaglie e, nelle prossime ore, saranno in Commissione Sviluppo economico in Regione. Il timore è l’ingresso di un socio straniero, probabilmente un fondo arabo. Gli accordi vanno avanti senza alcun  confronto col territorio. Una mancanza di trasparenza che fa crescere le preoccupazioni. Intervista a Ciro D’Alò, sindaco di Grottaglie

La conta dei danni è iniziata con i terreni agricoli ancora in molte zone ridotti a risaie fangose. Fare una stima del ko inferto dalla recente ondata di maltempo è ancora presto, ma le previsioni sono funeste. Qui siamo in contrada Olivastro a Nardò, dove l’esondazione del canale Asso ci racconta questo agricoltore ha distrutto ogni coltivazione. Lungo il tragitto verso la zona di Leverano e Veglie il panorama è sempre lo stesso, così come il dramma dei coltivatori. Serre danneggiate e produzioni marcite dall’acqua come queste piantine di meloncella. A Gallipoli nella zona della Baia Verde, l’emergenza è invece passata e si ritorna a lavorare per sistemare il quartiere residenziale finito sott’acqua nei giorni scorsi.

Come se non bastasse l’erosione degli arenili a ritardare il cronoprogramma delle aperture e la mancanza atavica di parcheggi, ad oggi ancora chiusi. Per i balneari gallipolini arriva ora anche il rischio isolamento dopo la decisione del Comune di chiudere e transennare il ponte sul canale dei Samari perché a rischio crollo, precludendo così ai mezzi di carico e scarico l’unico ingresso per poter raggiungere le strutture che si affacciano sul versante sud della litoranea. Una chiusura che rischia di mettere a repentaglio anche l’incolumità di ciclisti e pedoni a transitare in bilico su una piccola fascia di cemento mentre la soluzione del problema resta al momento ancora in sede di individuazione non sapendo a quale ente tocchi intervenire con i lavori di messa in sicurezza.

Il proprietario – afferma una nota – si riserva ora di valutare ogni proposta all’interno di un percorso competitivo trasparente. Ecco la notizia che riguarda il futuro della BdM banca, l’istituto un tempo Banca Popolare di Bari. Mediocredito centrale ha comunicato ufficialmente di aver ricevuto diverse manifestazioni di interesse da parte di soggetti intenzionati a rilevare la partecipazione nella banca. Il proprietario – afferma una nota – si riserva ora di valutare ogni proposta all’interno di un percorso competitivo trasparente, con l’obiettivo prioritario di tutelare tutti i dipendenti e garantire la crescita dell’istituto e del suo territorio di riferimento. L’attenzione degli investitori conferma l’attrattività e la nuova solidità della ex Popolare di Bari, frutto del percorso di risanamento e rilancio dei conti portato avanti con successo negli ultimi anni.

Corsia in deviazione lungo la carreggiata nord, dove la circolazione è garantita sia verso Pescara che verso Bari con una corsia per senso di marcia. Poco prima delle 12:15 di questa mattina, sulla A14 Bologna-Taranto, sono stati riaperti i tratti compresi tra Vasto sud e Termoli in direzione Bari e tra Poggio Imperiale e Vasto sud in direzione Pescara. Dalla giornata di ieri, oltre 100 persone e 40 mezzi di Autostrade per l’Italia sono stati impegnati, anche nella notte, nelle attività di ripristino e messa in sicurezza della carreggiata Nord. Nel dettaglio sono stati realizzati lavori di consolidamento del rilevato autostradale e il rifacimento della pavimentazione. Congiuntamente sono state eseguite ispezioni approfondite per verificare tutti i dispositivi di sicurezza, quali soprattutto barriere laterali e spartitraffico. Nel contempo è proseguita l’attività di monitoraggio attraverso la sensoristica installata sulla rete e con l’impiego di mezzi speciali, come il by-bridge, che hanno consentito ai tecnici di verificare sul posto l’infrastruttura. La riapertura al traffico è stata possibile grazie all’installazione di una corsia in deviazione lungo la carreggiata nord, dove la circolazione è garantita sia verso Pescara che verso Bari con una corsia per senso di marcia.

Da qualche settimana, è diventata un istituzione del Molo San Nicola, adottata dai pescatori e attrazione per i turisti. Parliamo di Pasquale, un gabbiano speciale che, a Bari, passeggia tra i banchi del pesce di Nterr a la lanz’…. Riconoscerlo dall’aspetto non è facile, ma Pasquale, la mascotte dei pescatori del molo San Nicola, si identifica dal comportamento socievole: invece di atterrare all’improvviso, per afferrare gli scarti del pesce, che individuano anche da lontano, per poi riprendere il volo, si avvicina, passeggia tra i banchetti dei pescatori, e attende che il cibo gli venga offerto, sminuzzato, e non solo il pesce, anche i panini.

I tempi della convocazione del tavolo li deciderà Nordio, ma il viceministro Sisto è convinto che la giustizia non debba essere terreno di scontro. Archiviato il risultato del referendum sulla giustizia, è il momento di mettersi attorno ad un tavolo per avviare un percorso il più possibile condiviso. Su questo si sono confrontati a Roma, il viceministro Sisto, il presidente di Anm, Tango e e il presidente del Consiglio Nazionale Forense, Greco. Riprese e Montaggio di Massimo D’OlimpioInterviste a Giuseppe Tango, Presidente ANM; Francesco Paolo Sisto, Viceministro Giustizia

Altri 9 nidi comunali rimarranno a gestione pubblica. Il comune di Taranto ha avviato l’iter per la gestione in concessione a privati dei due nuovi asili nido comunali Pastore di Paolo VI e Monaco di Talsano per due anni educativi, con possibilità di rinnovo. Entrambi gli edifici scolastici sono stati riqualificati e messi in sicurezza con fondi Pnrr. La giunta ha approvato la gara per l’affidamento, mentre altri 9 nidi comunali rimarranno a gestione pubblica. Il provvedimento è stato inserito nel bilancio di previsione 2026 per far fronte ai costi di gestione. Un anno fa con l’amministrazione guidata dall’ex sindaco Melucci si erano mobilitati associazioni e comitati cittadini per scongiurare la privatizzazione. Anche il sindaco Bitetti, in campagna elettorale, si era impegnato a mantenere la gestione pubblica degli asili. A causa delle difficoltà di bilancio è stata scelta la via dell’esternalizzazione per le due nuove strutture che possono ospitare fino a 25 bambini. Tra l’altro anche il personale è carente, ha dichiarato Fabio Ligonzo della Cisl Fp. Oggi ci sono 72 educatori che a malapena possono coprire i 9 asili. In ognuno ci sono 50 piccoli alunni. Non sono previste nuove assunzioni, pertanto il comune ha pensato di affidare in concessione gli asili per ampliare l’offerta formativa e rispondere ai bisogni delle famiglie.

Le rassicurazioni dell’assessora all’ambiente. Tarantini allarmati per gli abbattimenti degli alberi in città, sacrificati per i lavori in corso. I chiarimenti dell’assessora all’Ambiente che assicura la piantumazione di nuovi 600 alberi. Intervista a Fulvia Gravame, assessora Ambiente

Sembrano confermate le riprese nella provincia materana, tra Craco e Pisticci, e anche in Puglia, tra Gravina in Puglia, Ginosa, Laterza e Altamura. Doccia fredda per Matera. Salta, almeno per ora, il ritorno di Mel Gibson nella città dei Sassi per le riprese di The Resurrection of the Christ, il sequel del film che nel 2004 aveva riportato Matera al centro del cinema internazionale. Una decisione che sorprende, anche perché Gibson era stato in città già a maggio dello scorso anno per un primo sopralluogo, ed era tornato anche a settembre. Due visite che avevano fatto pensare a un ritorno ormai definito. E invece la giornata di lavorazione prevista il 20 aprile nel Parco della Murgia Materana è stata annullata. Una scelta che, al momento, non ha ancora spiegazioni ufficiali. Ma il progetto non lascia il territorio. Sembrano infatti confermate le riprese nella provincia materana, tra Craco e Pisticci, e anche in Puglia, tra Gravina in Puglia, Ginosa, Laterza e Altamura. A frenare le letture più allarmistiche è anche la posizione della presidente di Lucana Film Commission, che invita alla prudenza: il lavoro sul film prosegue e Matera, in questa fase, non sarebbe affatto esclusa in via definitiva.Insomma, più che una rinuncia totale, potrebbe essere solo un cambio di programma. Ma dopo due sopralluoghi e mesi di attesa, per Matera resta comunque un’amara sorpresa.

Resta solo l’ipotesi sorvolo. Fino a pochi giorni fa sembrava tutto confermato. Adesso, invece, sul ritorno delle Frecce Tricolori a Bari c’è un giallo. Per mesi, infatti, Bari è comparsa nel calendario del programma P.A.N. 2026 come prima tappa del tour, in programma venerdì 8 maggio, con una dicitura precisa: “esibizione”. Una notizia accolta con entusiasmo in città. Anche perché dal 2022 le Frecce Tricolori non si esibiscono più a Bari: nel 2023 e nel 2024 c’è stato solo un sorvolo, l’anno scorso neanche quello. Ma adesso qualcosa non torna, perché sulla pagina facebook ufficiale dell’Aeronautica Militare è comparso il nuovo calendario della stagione acrobatica 2026 e lì Bari non c’è. Anzi, il post parla chiaramente di partenza il 17 maggio da Varazze, in Liguria. Una formulazione che di fatto esclude la tappa dell’8 maggio nel capoluogo pugliese. C’è poi un altro elemento che fa pensare che il programma sia cambiato. Per i giorni 7 e 8 maggio, infatti, su Bari è prevista una no fly zone tra le 16.45 e le 17.45. Segno che qualcosa nei cieli ci sarà comunque, ma con ogni probabilità si tratterà ancora una volta di un semplice sorvolo, e non dell’esibizione annunciata nei mesi scorsi. Al momento resta un cortocircuito: sul sito Bari c’è ancora, sui social dell’Aeronautica no. La sensazione è che Bari, anche stavolta, debba ridimensionare le aspettative. Il servizio

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