
Tutti pazzi per Tiago Gabriel
Sul portoghese c’è il Bournemouth Un nuovo talento “Made in Lecce” è sui taccuini dei più importanti direttori sportivi europei. E’ Tiago Gabriel, centrale difensivo

Sul portoghese c’è il Bournemouth. Un nuovo talento “Made in Lecce” è sui taccuini dei più importanti direttori sportivi europei. E’ Tiago Gabriel, centrale difensivo dalla tecnica sopraffina, ennesima scoperta di Pantaleo Corvino. Il capo dell’area tecnica, per il lavoro svolto negli ultimi anni, meriterebbe un monumento più che un murales. Per il portoghese cantano le sirene inglesi. Il Bournemouth, ex squadra di De Zerbi, vorrebbe portarlo oltremanica già a gennaio ed è disposto a sborsare cifre folli per il calcio italiano. Tuttavia, i dirigenti giallorossi oppongono una timida resistenza e rimandano ogni discorso in estate, quando potrebbe scatenarsi un’asta spietata. Anche Piero Ausilio è interessato. In casa Inter sono vivi i contatti con l’agente di Dragusin. L’entourage vorrebbe chiudere subito la trattativa. Ma ci sono perplessità da parte dei nerazzurri, legate alle condizioni fisiche. Il calciatore è reduce da un brutto infortunio. Rappresenta un rischio in una fase cruciale della stagione. Pertanto, se la trattativa dovesse liquefarsi, Tiago Gabriel sarebbe la prima scelta: è giovane, talentuoso e con grande professionalità. Il profilo ideale per una big. Esattamente un anno dopo l’intreccio Dorgu, in casa Lecce si ripropone lo stesso dilemma: realizzare subito una ricca plusvalenza, oppure attendere giugno, quando saranno più chiari i programmi societari. Ad ogni modo, esiste già una certezza: chiunque lo vorrà, dovrà versare almeno 40 milioni di euro. E sarà davvero un affare per due.
Era stato nominato a capo dell’organizzazione dei Giochi del Mediterraneo di Taranto . Il mondo dello sport perde un uomo brillante: Davide Tizzano è stato un simbolo dell’Italia nel mondo. Ha conquistato due medaglie olimpiche, oro a Seul nel 1988 e ad Atlanta nel 1996. Ed è sfuggita di poco anche la conquista dell’America’s Cup con “Il Moro di Venezia”. Per una strana coincidenza, Tizzano è morto nel giorno in cui la Fiamma Olimpica è arrivata a Taranto. Era stato infatti designato presidente del Comitato Internazionale dei Giochi del Mediterraneo, in programma l’anno prossimo nel capoluogo ionico. L’assessore allo Sport della Regione Puglia, Raffaele Piemontese, ha espresso cordoglio personale e a nome dell’Istituzione che rappresenta. “La morte di Davide Tizzano priva lo sport italiano e internazionale di una figura straordinaria, capace di unire talento atletico, visione dirigenziale e profondo senso delle istituzioni sportive”.
Giorni di festa in Puglia per un rituale storico che si rinnova. La Fiamma Olimpica continua il suo viaggio a Sud. Dopo aver illuminato Potenza e Matera, è arrivata in Puglia. A metà mattinata ha attraversato Altamura, primo comune della provincia di Bari, custodita da una tedofora d’eccezione, Mariangela Pollicoro, personaggio di spicco della società civile, già tedofora alle Olimpiadi del 2006. Al suo passaggio, la Fiamma Olimpica diffonde i valori tipici dello Sport: inclusione, lealtà, coraggio, spirito di iniziativa. E l’entusiasmo che l’accompagna è riscontrabile ovunque, da Bolzano a Pantelleria, nel segno dell’unità, altro grande principio ispiratore dei Giochi nell’antica Grecia. Saranno quindi giorni di festa per la Puglia. Questa sera la torcia comparirà a Taranto, città in cui la ritualità olimpica è letteralmente sacra per ragioni storiche. Successivamente, toccherà tutte province della regione. Il 31 sarà a Bari e renderà magica l’atmosfera di fine anno.
Vibranti le proteste dei giallorossi per il gol di Nico Paz. Il vero scandalo si concretizza al Via del Mare, in occasione del gol irregolare di Nico Paz. La rete cambia gli equilibri di una sfida già sbilanciata per budget e valori tecnici a disposizione degli allenatori: Di Francesco e Fabregas. Il gesto è da sanzionare per tre motivi, conosciuti persino da arbitri alle prime armi. Tra Ramadani e Nico Paz non è in atto un corpo a corpo per il possesso della palla, circostanza che andrebbe a sanare il contatto. Ramadani è distante qualche metro e l’argentino, nel cercare l’avversario, compie un movimento scoordinato. Sarebbero bastate queste valutazioni elementari per bloccare l’azione, in caso di tocco con qualsiasi parte del corpo. Ma il delitto imperfetto si compie quando Nico Paz colpisce Ramadani con la massima forza proprio al volto, impedendogli di intervenire. Se ne avvantaggia chiaramente, liberandosi del centrocampista giallorosso e concludendo verso Falcone. Mentre nei salotti televisivi ci si interroga sulla regolarità del gol di Davis alla Lazio – una di quelle fattispecie mai chiarite dal regolamento -, passa in secondo piano l’ingiustizia subita dai salentini. Dalle reazioni avverse e diverse trae origine un dubbio atavico: la differenza di trattamento tra una big e una cosiddetta piccola quando si denuncia un torto. Da cui deriva l’entità dello stop per il direttore di gara che ha sbagliato. Probabilmente Marchetti ( Lecce – Como, ndr) resterà fuori un turno, mentre a Colombo ( Udinese – Lazio, ndr) toccherà sorte ben peggiore, nonostante la difesa d’ufficio del designatore Rocchi. Per un po’ non dirigerà partite della Lazio e questa, di per sé, è già una punizione severa. Sono quindi condivisibili le dichiarazioni del presidente del Lecce, Saverio Sticchi Damiani. Il suo pensiero è noto, ma viene puntualmente ignorato: se, anziché giallorosse, le strisce sulla maglia fossero state rossonere, bianconere o nerazzurre, l’azione sarebbe stata bloccata. La chiamano sudditanza psicologica ed è uno dei tanti mali del calcio italiano.
I biancorossi non vincono da oltre un mese . Questo Bari è un’illusione. Fallisce l’obiettivo anche contro l’Avellino. Il risultato, 1 – 1, è l’ennesima delusione per quei tifosi, circa 11mila al San Nicola, che credono in un repentino cambio di passo. Il match è avaro di emozioni: solo una grande occasione per parte. Biancorossi in vantaggio nel secondo tempo, con Dickmann al 52esimo; di Biasci il gol del pareggio al 68esimo. E’ il quarto pareggio con Vivarini in panchina. La sesta partita senza vittoria. Un ruolino da retrocessione diretta.
Giallorossi volenterosi ma poco precisi . Un Lecce impreciso ma anche sfortunato crolla tra le mura amiche contro un Como ordinato e qualitativo, capace di conquistare l’intera posta in palio senza particolari affanni. Di Francesco recupera in extremis Tiago Gabriel, che compone con Siebert un’inedita coppia centrale di difesa. Le altre novità di giornata sono Maleh e Pierotti dal primo minuto. Nel Como, invece, Douvikas e Rodriguez agiscono da terminali offensivi, supportati dalla fantasia della stella argentina Nico Paz.I 250 milioni di differenza nel valore delle due rose non emergono in campo, almeno fino al ventesimo minuto, quando un episodio rompe l’equilibrio e indirizza la gara. Nico Paz si libera della marcatura di Ramadani con un movimento irruento, poi calcia verso la porta: il tiro viene deviato dalla schiena di Tiago Gabriel e finisce per mettere fuori causa Falcone, costretto a raccogliere il pallone in fondo al sacco. Il gol dei lariani accende le proteste giallorosse: prima Sottil viene ammonito, poi Di Francesco paga con l’espulsione, lasciando la panchina. Il match resta comunque vivo e combattuto, ma è ancora il Como a rendersi pericoloso con Douvikas, che in rovesciata impegna severamente Falcone, bravissimo a negargli la rete con un grande intervento. Sul finire della prima frazione il Lecce ha una clamorosa occasione per pareggiare: Sottil imperversa sulla sinistra e mette al centro per Kaba che, di piatto, manca il bersaglio regalando di fatto il pallone a Butez.Nella ripresa la prima opportunità è di marca giallorossa: sugli sviluppi di un calcio di punizione, Siebert prova la sponda per Tiago Gabriel, ma Butez legge bene l’azione e interviene in anticipo. Il Lecce rientrato dagli spogliatoi è decisamente più aggressivo e costringe il Como nella propria metà campo. In successione, prima Gallo e poi Sottil vanno vicini al pareggio, ma i lariani, seppur con qualche affanno, riescono a salvarsi. Nel momento migliore dei padroni di casa, però, arriva il raddoppio del Como: sugli sviluppi di una mischia in area, Ramon trova la zampata vincente da pochi passi e batte Falcone per la seconda volta. Sotto di due gol, Di Francesco — dalla tribuna — decide di mandare in campo Camarda e Ndri al posto di Stulic e Maleh. Una scelta che non produce gli effetti sperati, anzi: il Como trova addirittura la terza rete con Douvikas, che sfugge alla marcatura di Siebert e infila Falcone con un preciso rasoterra tra le gambe. Nel finale i ritmi si abbassano, gli animi si spengono e la partita scivola via senza ulteriori emozioni. Ora per il Lecce è già tempo di guardare avanti: il prossimo impegno, il primo del 2026, è fissato per il 3 gennaio sul difficile campo della Juventus. u
Giallorossi sconfitti con un netto 3 – 0 . Un Lecce impreciso ma anche sfortunato crolla tra le mura amiche contro un Como ordinato e qualitativo, capace di conquistare l’intera posta in palio senza particolari affanni. Di Francesco recupera in extremis Tiago Gabriel, che compone con Siebert un’inedita coppia centrale di difesa. Le altre novità di giornata sono Maleh e Pierotti dal primo minuto. Nel Como, invece, Douvikas e Rodriguez agiscono da terminali offensivi, supportati dalla fantasia della stella argentina Nico Paz. I 250 milioni di differenza nel valore delle due rose non emergono in campo, almeno fino al ventesimo minuto, quando un episodio rompe l’equilibrio e indirizza la gara. Nico Paz si libera della marcatura di Ramadani con un movimento irruento, poi calcia verso la porta: il tiro viene deviato dalla schiena di Tiago Gabriel e finisce per mettere fuori causa Falcone, costretto a raccogliere il pallone in fondo al sacco. Il gol dei lariani accende le proteste giallorosse: prima Sottil viene ammonito, poi Di Francesco paga con l’espulsione, lasciando la panchina. Il match resta comunque vivo e combattuto, ma è ancora il Como a rendersi pericoloso con Douvikas, che in rovesciata impegna severamente Falcone, bravissimo a negargli la rete con un grande intervento. Sul finire della prima frazione il Lecce ha una clamorosa occasione per pareggiare: Sottil imperversa sulla sinistra e mette al centro per Kaba che, di piatto, manca il bersaglio regalando di fatto il pallone a Butez. Nella ripresa la prima opportunità è di marca giallorossa: sugli sviluppi di un calcio di punizione, Siebert prova la sponda per Tiago Gabriel, ma Butez legge bene l’azione e interviene in anticipo. Il Lecce rientrato dagli spogliatoi è decisamente più aggressivo e costringe il Como nella propria metà campo. In successione, prima Gallo e poi Sottil vanno vicini al pareggio, ma i lariani, seppur con qualche affanno, riescono a salvarsi. Nel momento migliore dei padroni di casa, però, arriva il raddoppio del Como: sugli sviluppi di una mischia in area, Ramon trova la zampata vincente da pochi passi e batte Falcone per la seconda volta. Sotto di due gol, Di Francesco — dalla tribuna — decide di mandare in campo Camarda e Ndri al posto di Stulic e Maleh. Una scelta che non produce gli effetti sperati, anzi: il Como trova addirittura la terza rete con Douvikas, che sfugge alla marcatura di Siebert e infila Falcone con un preciso rasoterra tra le gambe. Nel finale i ritmi si abbassano, gli animi si spengono e la partita scivola via senza ulteriori emozioni. Ora per il Lecce è già tempo di guardare avanti: il prossimo impegno, il primo del 2026, è fissato per il 3 gennaio sul difficile campo della Juventus.
Francesca Di Bisceglie ha partecipato allo stage di Napoli . Una giovane rugbista barese, Francesca Di Bisceglie, è stata convocata in nazionale. Ha partecipato allo stage di Napoli, svoltosi nel fine settimana. L’abbiamo incontrata e ci ha raccontato il suo approccio con la palla ovale.
Dopo 28 anni si riaprono le porte dello storico palazzetto . Conversano torna a casa dopo un lungo esodo. Sabato scorso, dopo 28 anni, si sono riaperte le porte dello storico “Pineta”, il palazzetto in cui la compagine barese ha scritto pagine indelebili della pallamano, scalando le più alte vette europee. Sugli spalti, il pubblico in festa ha riesumato ricordi di partite epiche, sorvolando sul presente. In campo, Conversano ha battuto Eppan per 29 – 27, portandosi a + 1 sulla zona playout. Si chiude così un 2025 pieno di alti e bassi, con la speranza di ritrovarsi nel nuovo anno con un piglio diverso e qualche infortunio in meno. Solo una sconfitta per Fasano: 31 – 25 contro il Cassano Magnago, capolista. Il campionato si ferma per la sosta invernale. Si riprende il 7 febbraio con Conversano – Chiaravalle e Fasano Siracusa.
Grandi campioni, giovani promesse e formatori hanno salutato un anno stellare . Grandi campioni, giovani pallavolisti con le rispettive famiglie e formatori: è il Volley Vibes Party, la festa di fine anno promossa dal Comitato FIPAV di Bari – Foggia. Alla serata hanno preso parte anche il presidente federale, Giuseppe Manfredi, e il ct della nazionale U21 femminile Nino Gagliardi. Una tradizione decennale che si rinnova e lancia segnali di unità e vivacità. La pallavolo italiana attraversa un momento straordinario: nel giro di pochi giorni le nazionali maggiori, femminile e maschile, hanno conquistato il titolo mondiale; di uguale importanza il successo dell’Under21 femminile sul Giappone ai recenti campionati mondiali. Un triplo traguardo, tagliato quasi parallelamente, in un 2025 costellato di stelle. Nel tradizionale scambio di auguri sono state tracciate anche le linee guida del 2026. La stagione si aprirà con un evento prestigioso: dal 6 al 10 gennaio, il Palazzetto “Preziuso” di Foggia ospiterà il torneo WEVZA U18 femminile, valido per la qualificazione ai Campionati Europei. Vi parteciperanno le nazionali di Spagna, Portogallo, Francia, Belgio, Olanda, Germania e Italia. Il 15 maggio a Bari sarà allestito il Villaggio del Volley S3. Per tutti è il simbolo della pallavolo, dei suoi valori e dell’attenzione verso i giovani.
La squadra di Vivarini scivola verso il basso . Chissà se De Laurentiis avrà riflettuto sullo stato dei suoi. Mentre brinda ad un futuro migliore, il Bari sprofonda: perde in casa con il Catanzaro e la bassa classifica si avvicina come un paracadutista in emergenza. I proclami, gli annunci di un futuro radioso, le ricerche in affanno di soci ( e chissà mai chi saranno o se ci saranno ), vorrebbero avere l’effetto della nebbia che in questi giorni ha avvolto la città: offuscare la vista. Ma la realtà parla di altro. Parla di una squadra senz’anima e nemmeno bella. L’ex d.s Polito sorride mentre vede i suoi dominare in campo, sullo stesso terreno di gioco in cui un destino beffardo ha scippato il sogno Serie A pochi secondi prima della fine. Nei novanta minuti non c’è storia. I calabresi hanno il dominio e mettono in cassaforte il risultato con Pontisso e Antonini. La reazione è solo nervosa, a tratti isterica ma poco lucida. Si concretizza con il gol di Bellomo al 93esimo su calcio di rigore. Piovono fischi verso i calciatori e la dirigenza: il merito, pardon demerito, è tutto loro. E’ di chi ha ancora il coraggio di alzare i calici e abbassare la testa.
Intervista a Raffaele Callea, fisioterapista della nazionale di atletica . Raffaele Callea è un fisioterapista barese. Ha partecipato a 3 olimpiadi con la nazionale italiana di atletica. Nel corso dell’intervista concessa a Norba Sport ha svelato particolari inediti sul caso Schwazer.
Il team prende il nome dal maestro, pioniere della disciplina . Il team Bisignani è nato tre anni fa in una palestra del quartiere Libertà di Bari. In poco tempo è arrivato ai massimi livelli nazionali, conquistando titoli e onorificenze. Il metodo consiste nell’eseguire sedute d’allenamento a ritmo di musica. Perché la musica stimola movimenti naturali e fantasia: principi cardine della lotta.
Sul parquet del Palaflorio cinquecento bambini . Il modo migliore per chiudere il 2025: domenica scorsa 500 bambini si sono ritrovati sul parquet del Palaflorio di Bari per dare vita alla Festa delle arti marziali. E per il 2026 sono in programma altri grandi eventi: basket, pallavolo e danza.
Nell’altro posticipo il Casarano perde a Crotone . Il Foggia si aggiudica il derby dello Zaccheria contro il Monopoli. Vince 2 – 1 ed è quasi fuori dalla zona playout. D’Amico porta in vantaggio i rossoneri. Fall pareggia per gli ospiti al 56esimo, ma 8 minuti dopo Winkelmann sigla la rete che vale il successo. Funziona la cura Barilari: sette punti nelle ultime tre partite e un rinnovato entusiasmo nello spogliatoio. Il Monopoli è decimo, risente dei tanti infortuni che costringono mister Colombo ad agire con la fantasia, ma non basta. Nell’altro posticipo del lunedì sera, il Casarano perde 2 – 0 sul campo del Crotone. Il k.o retrocede i salentini all’ottavo posto in classifica.
Sarà un mese complicato per i giallorossi . Il Lecce perde tre calciatori per la Coppa d’Africa. Sono tutti titolarissimi: Coulibaly ( Mali ), Gaspar ( Angola) e Banda ( Zambia ), già partiti per aggregarsi alle varie Nazionali. Il torneo inizierà il 21 dicembre, mentre la finalissima si giocherà il 18 gennaio. Grande favorito il Marocco, campione in carica. Per Di Francesco un mese in continua emergenza: Gaspar è uno dei pilastri difensivi, Coulibaly ha conquistato un posto fisso a centrocampo, garantendo tecnica e muscoli. Infine c’è Banda. Assente per un lungo periodo a causa di un grave infortunio al malleolo, stava lentamente rientrando in condizione. Venerdì ha offerto una prestazione positiva contro il Pisa: suo l’assist per il primo gol in Italia di Stulic. Da capire come il tecnico ridisegnerà la formazione titolare. Nel prossimo fine settimana, il Lecce non scenderà in campo. Avrebbe affrontato l’Inter, impegnata all’estero nel mini torneo della Supercoppa Italiana. Nei week end successivi, invece, sfiderà Como, Juve, Roma, Parma, Inter e Milan. Un calendario a dir poco proibitivo.
Parità anche nel derby Altamura Cerignola. Si gioca al Viviani la gara più bella della 18esima giornata del Girone C della Serie C. Tra il 12esimo e il 13esimo, il Catania si porta in vantaggio con Forte, ma i padroni di casa pareggiano con Bruschi. Da quel momento inizia un’altra partita: il Potenza resta in dieci per l’espulsione diretta di Bruschi. Il Catania preme e sciupa una quantità pressoché infinita di palle gol. Allo scadere, il direttore di gara annulla una rete agli ospiti per posizione di fuorigioco sospetta, confermata anche dopo la revisione a bordo campo. In alto la classifica si accorcia. E si rivede la Salernitana, che vince a Picerno 2 – 1 con un gol al novantasettesimo. Picerno sempre più fanalino di coda. Termina 1 – 1 il derby Altamura Cerignola. Si chiude questa sera (15 dicembre) con due posticipi: Foggia – Monopoli e Crotone – Casarano. Allo Zaccheria sono in palio punti pesanti: il Monopoli sta scivolando ai margini della zona playoff, il Foggia deve salvarsi. Per il Casarano l’ennesima prova di maturità che potrebbe portare i salentini ancora più in alto.
Una scuola calcio concepita come campus americano . La Levante Azzurro, scuola calcio con sede a Bari, è una versa eccellenza del Sud. É campione regionale Under 14,15,16,17: un record a livello nazionale. I formatori aiutano i ragazzi nel lungo processo di crescita. E in tanti hanno spiccato il volo verso club professionistici.
Quella dello Zini sarà una gara particolare per l’ex capitano giallorosso . Non tutte le storie finiscono male: tra Baschirotto e il Lecce le strade si sono divise per ragioni di ordine superiore. Il rapporto ha seguito un’evoluzione naturale e pacifica. Tre anni intensi, dal 2022 al 2025, in cui Federico è cresciuto come uomo e calciatore. Anche lui rientra nelle intuizioni geniali di Pantaleo Corvino. Prelevato dall’Ascoli, al Via del Mare hanno puntato sulla fisicità dirompente, trasformandolo in centrale: è stata la svolta. Perché sono emerse le caratteristiche da difensore puro: forte in marcatura e nel gioco aereo. Ma ha conquistato il cuore di tutti con altre doti, in primis la generosità. Sempre pronto a tuffarsi nella mischia senza risparmiarsi. E’ la ragione per cui è entrato nel cuore dei tifosi. Promosso capitano a furor di popolo, ha ricambiato con atteggiamenti da vero leader, in campo e fuori. E’ stato semplicemente esemplare, anche nei saluti. Domani allo Zini di Cremona sarà travolto da una bufera di emozioni. Ricorderà le 112 presenze e i 5 gol con la casacca giallorossa. Per 90 minuti, saprà concedersi una tregua dai sentimenti, ma al triplice fischio tutto tornerà come prima. Nel calcio moderno, un capitano non è per sempre, tranne in rare e preziose eccezioni. Foto U.S Lecce.it
Commosso l’abbraccio con i nipoti all’arrivo . Una lacrima le riga il volto mentre raggiunge il traguardo. In lontananza riconosce sagome che man mano si delineano sino ad essere familiari. Sono gli ultimi metri della maratona dei “Due Mari” nel racconto di Maria Tatò, 70 anni. Domenica scorsa a Taranto ha superato se stessa, concludendo la 100esima maratona. Ad attenderla sulla linea di arrivo c’erano amiche, figli e nipoti, nella più classica delle sorprese. Un gesto inaspettato, ma significativo perché colmo di gioia, gratitudine e amore. La materializzazione dei sentimenti che dà senso a settimane di allenamenti e rinunce. “Quando li ho riconosciuti, ho sorriso e mi sono commossa – afferma Maria-. In quel momento ho capito che tra noi c’era totale sintonia, eravamo tutti felici”. La corsa è arrivata quasi per caso 20 anni fa ed è una via d’uscita dalla routine, un rifugio in cui ritemprare mente e corpo, perché, spiega Maria, “dà sicurezza e rende forti. Con la corsa il fisico intuisce che ogni sforzo è possibile. Lo riscontro nelle piccole difficoltà quotidiane”. Tra abbracci e immancabili selfie, sullo sfondo c’è una città, Taranto, sofferente per le questioni ambientali, ma con un make up perfetto nelle giornate di sole e cielo limpido. “Non pensavo fosse così bella. Anche l’organizzazione è stata perfetta, al pari dei grandi centri. Ogni aspetto era curato nei minimi dettagli”. Una presentazione che rende onore a chi crede nel cambiamento e non si rassegna: da 75 anni il capoluogo ionico non ospitava una gara podistica. Nel mentre, per Maria ci sono stati 4.200km. Ha cominciato a Roma, e dalla Capitale a marzo 2026 tenterà una nuova scalata, sempre con il consueto spirito da carica dei 101.

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Norba Sport Intervista a Raffaele Callea, fisioterapista della nazionale di atletica Raffaele Callea è un fisioterapista barese. Ha partecipato a 3 olimpiadi con la nazionale

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Quella dello Zini sarà una gara particolare per l’ex capitano giallorosso Non tutte le storie finiscono male: tra Baschirotto e il Lecce le strade si

Commosso l’abbraccio con i nipoti all’arrivo Una lacrima le riga il volto mentre raggiunge il traguardo. In lontananza riconosce sagome che man mano si delineano
