Nasce l’iniziativa Beacon che vedrà protagoniste tre regioni del Mezzogiorno
Un nuovo progetto sulla cura del tumore al seno nasce dalla Puglia, Campania e Basilicata. Si chiama Beacon (Breast Cancer Enhanced Assessment and Care with Outcome-Driven Navigation) e coinvolge tre strutture oncologiche di prestigio: l’Istituto Tumori Giovanni Paolo II di Bari, il CROB di Rionero in Vulture e l’Istituto Nazionale Tumori Fondazione Pascale di Napoli, assieme all’azienda farmaceutica Novartis.
L’obiettivo, si legge dal comunicato dell’Istituto Tumori di Bari Giovanni Paolo II, ”è ottenere un cambio di prospettiva nella mobilità sanitaria, garantendo percorsi di cura più equi e vicini alle pazienti”. Il modello Beacon, prosegue l’Istituto pugliese, “punterà a diventare un modello di riferimento per altre regioni italiane, creando gruppi multidisciplinari tra strutture ospedaliere”. A tal proposito, il Direttore Generale del CROB di Rionero, Dr Massimo De Fino, dà la notizia delle “già avviate iniziative di telemedicina e di condivisione dei dati per supportare la collaborazione tra i Centri”. Da Napoli, Michelino De Laurentiis, direttore Dipartimento Senologia del Pascale, intende voler costruire “un sistema in cui le pazienti ricevono trattamenti di alto livello vicino a casa”.
Curarsi senza emigrare, in effetti, è uno degli snodi cruciali del Paese: ogni anno 67mila ricoveri oncologici sono effettuati fuori dalla regione di residenza dei pazienti. 925mila, invece, sono le donne in Italia che, ad oggi, convivono con una diagnosi di tumore al seno.













