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Salute mentale: il 30% italiani non si informa da professionisti, ecco le altre fonti

Tra le malattie più temute ci sono l’Alzheimer e le demenze

I temi riguardanti la salute mentale, negli ultimi anni, stanno avendo un peso specifico maggiore rispetto al passato. Certamente, c’è una maggiore consapevolezza tra gli italiani e una crescente necessità di informarsi. Resta da capire, però, quali sono le fonti di informazione sulla salute mentale.

Infatti, secondo una ricerca le fonti di informazione tra gli italiani non vedono una prevalenza netta di quelle di tipo professionale (dal medico curante allo psichiatra) rispetto a quelle non professionali e ai media. Infatti, il 30% degli italiani cita solo fonti non professionali, il 24,1% solo fonti professionali, mentre il 45,9% afferma di utilizzarle entrambe.

I risultati sono stati presentati dall’indagine “Salute mentale e salute del cervello nella concezione della salute degli italiani” realizzata dal Censis su un campione rappresentativo di 1.000 adulti.

A proposito di informazione, c’è la tendenza a distinguere tra quella sulla salute mentale e quella relativa al cervello: il 62,8% pensa che salute mentale e salute del cervello non coincidano e tende quindi a distinguere tra le malattie neurologiche e del neurosviluppo (salute del cervello) e le malattie psichiatriche (salute mentale). 

Per il Censis si tratta di una concezione in cui è poco presente la consapevolezza di una interdipendenza tra salute mentale e salute del cervello e delle sovrapposizioni tra i disturbi cerebrali e il fatto che entrambe dipendano dalla salute del cervello.

Ma quali sono le tipologie di malattie più temute? Ecco qui un elenco:

  • Alzheimer e le demenze (49,5%)
  • tumori del cervello (32,7%)
  • depressione (24,1%).

Come anticipato, negli ultimi sta aumentando la centralità della dimensione del benessere psicologico nella concezione della salute. Per il 31,3% degli italiani la salute coincide con l’equilibrio psicofisico e il benessere mentale, quota che sale al 44,0% tra i giovani. Quasi uno su due (46,7%) ritiene che il benessere fisico dipenda da quello psicologico, mentre il 45,8% ritiene che si tratta di due aspetti ugualmente rilevanti. Solo il 7,5% lo considera secondario. 

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