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Lecce, a caccia del gol perduto: una rete e poche conclusioni

Dodici giornate sono già un campione significativo: i due attaccanti si sono alternati al centro dell’attacco senza mai convincere davvero

Nel Lecce che lotta per allontanarsi dalle zone calde della classifica, il tema più urgente è uno solo: il gol che non arriva. Le punte centrali, Stulic e Camarda, continuano a faticare e i numeri parlano chiaro: nessuna squadra di Serie A segna così poco con i propri attaccanti. Un solo gol complessivo, quello di Camarda contro il Bologna, e pochissime conclusioni verso la porta.

Dodici giornate sono già un campione significativo: i due attaccanti si sono alternati al centro dell’attacco senza mai convincere davvero. Movimenti utili, sacrificio, presenza nelle gare più dure sì… ma in area, la zona che conta, il loro peso specifico è ancora troppo leggero. C’è un altro dato che preoccupa: il Lecce crea, ma non crea bene. Le occasioni non mancano, ma quelle davvero nitide sono pochissime. Meno del 15%.

La squadra soffre una qualità tecnica non eccelsa in più reparti e questo mette gli attaccanti nelle condizioni peggiori per emergere. È vero: Camarda paga la giovane età, Stulic arriva da un calcio completamente diverso. Le attenuanti non mancano. Ma il tempo delle attenuanti sta finendo. Tifosi, compagni e staff tecnico si aspettano un cambio di passo, subito.

Perché all’orizzonte c’è il mercato di gennaio. Non arriveranno nomi altisonanti, ma una cosa è certa: il Lecce qualcosa dovrà fare. Servono alternative, serve qualcuno che possa aumentare la confidenza negli ultimi metri. Non servono dieci gol, ne bastano tre, quattro, quelli che oggi mancano come il pane.

di Matteo Bottazzo

Fonte foto: pagina Facebook U.S. Lecce

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