Mantovano ha proposto la costituzione immediata di un tavolo tecnico a partire da martedì
È terminato dopo circa tre ore l’incontro a Palazzo Chigi tra il governo e le organizzazioni sindacali relativo all’ex Ilva di Taranto. Presenti, inoltre, i rappresentanti di Invitalia, i commissari straordinari di Acciaierie d’Italia e i commissari straordinari del Gruppo Ilva. Annunciato dalle sigle sindacali Fim, Fiom e Uilm uno sciopero di otto ore in tutti gli stabilimenti e nelle assemblee di lavoratori e lavoratrici. Inoltre, i sindacati hanno sottolineato che nel corso del tavolo il governo ha aperto a un confronto che durerà nel mese di agosto.
Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano ha proposto la costituzione immediata di un tavolo tecnico, già a partire da martedì prossimo, con la partecipazione delle organizzazioni sindacali, della Regione Puglia, del Comune di Taranto e dei Ministeri interessati, al fine di elaborare proposte concrete da sottoporre al più presto al confronto a Palazzo Chigi.
“Il fallimento della gestione dell’ex Ilva non può essere scaricato su lavoratrici e lavoratori, per questo andremo a otto ore di sciopero, perché vogliamo un piano straordinario di sicurezza nazionale sulla situazione industriale, occupazionale e salariale dei lavoratori“. Lo ha detto il segretario nazionale della Fiom Cgil Michele De Palma dopo il tavolo ex Ilva a Palazzo Chigi. “Non siamo in una situazione normale, non è un tavolo in cui normalmente discuti, qui c ‘è una sentenza che entro 90 giorni dice che chiude tutto, perché chiudere le aree a caldo vuol dire chiudere l’ex Ilva. Quindi il punto è che questo tempo deve servire a garantire le lavoratrici e i lavoratori e a garantire delle soluzioni industriali”.
Il segretario generale della Uilm, Davide Sperti, ha dichiarato: “Novanta è un numero che può fare
paura, ma noi non ne abbiamo e questi novanta giorni devono essere utilizzati fino in fondo per costruire una sommatoria di soluzioni concrete, ovvero definire un vero progetto industriale con un ruolo centrale e diretto dello Stato con l’introduzione di strumenti straordinari di tutela e di risarcimento per i
lavoratori che, in questi anni, hanno pagato il prezzo più alto. il Governo dovrà assumersi la responsabilità di guidare questo processo, garantendo trasparenza, risorse e una presenza pubblica forte”.
Infine, il segretario generale della Fim Cisl Ferdinando Uliano ha detto: ” La chiusura noi la respingiamo totalmente. Abbiamo ripetuto più volte al Governo che chiudere lo stabilimento significa decretare uno scontro sociale infinito. Per noi è importante che si ragioni in termini d’industria, si metta in cantiere un progetto di sviluppo per quanto riguarda l’ex Ilva e soprattutto si orienti verso la salvaguardia occupazionale, la salute e la sicurezza. chiudere le aree a caldo significa chiudere anche le aree a freddo. Le aree a freddo di Genova e Novi Ligure sono condizionate dall’area degli altoforni di Taranto e quindi impedire la chiusura delle aree a caldo per noi diventa una necessità di trovare soluzioni”.












