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Bari, archiviata la nuova inchiesta sull’omicidio di Benedetto Petrone

Le indagini erano state riaperte nel 2019

La gup del Tribunale di Bari, Gabriella Pede, ha messo la parola fine alla nuova inchiesta sull’omicidio di Benedetto Petrone, il giovane militante comunista ucciso a Bari il 28 novembre del 1977, rigettando l’opposizione dei familiari, rappresentanti dall’avvocato Michele Laforgia, alla richiesta di archiviazione presentata dalla Procura, che aveva riaperto le indagini nel 2019. Tutti gli imputati, tranne uno, erano già stati processati per favoreggiamento all’epoca, e gli elementi raccolti durante la nuova indagine, riaperta a seguito di un esposto della famiglia Petrone, non sono stati ritenuti sufficienti dall’accusa, per ottenere la condanna in un processo.

Un’impostazione condivisa dal Tribunale, che ha disposto l’archiviazione. Oltre ai familiari, si erano opposti il Comune di Bari e l’Anpi, per i quali il gip aveva già escluso la legittimazione a partecipare all’udienza. “Un’iniziativa, che vista la fase in cui è intervenuta, aveva un significato prettamente politico”, è il commento dei difensori degli imputati, Roberto Eustachio Sisto, Angelo Loizzi e Luca Bruno, “per fortuna la giustizia penale viene amministrata con principi e criteri diversi”, conclude la nota.

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