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Paziente affetta da grave forma di leucemia trapiantata con sangue cordonale donato mamma pugliese

Dopo anni di conservazione, quel campione è diventato fondamentale

Una donna, che oggi combatte contro una grave forma di leucemia, ha ricevuto una cura preziosa grazie al gesto di una mamma pugliese. Sedici anni fa, questa mamma decise di donare il sangue del cordone ombelicale del proprio bambino al momento della nascita. Quel sangue è stato conservato con cura presso la banca del sangue cordonale dell’Irccs Casa Sollievo della sofferenza di san Giovanni Rotondo.

Dopo anni di conservazione, quel campione è diventato fondamentale: grazie alle cellule staminali contenute nel sangue cordonale, i medici hanno potuto effettuare un trapianto per aiutare la paziente a rigenerare il proprio sistema sanguigno.

Questo non è un caso isolato. In Puglia, dal 2008, oltre 21.000 mamme hanno scelto di donare il sangue del cordone ombelicale, un gesto gratuito che non comporta alcun rischio né per la mamma né per il bambino. Grazie a questa grande catena di solidarietà, sono già 26 le unità di sangue inviate in tutto il mondo (dagli Stati Uniti alla Francia, fino al Regno Unito) per curare pazienti affetti da malattie gravi come leucemie e linfomi.

Oltre a salvare vite tramite i trapianti, la banca di san Giovanni Rotondo lavora anche per trasformare il sangue cordonale non utilizzabile per i trapianti in un “gel” speciale, utilissimo per curare ferite difficili e ulcere. È la prova che un piccolo gesto di generosità può trasformarsi in un dono immenso per chi soffre.

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