Questa sera a Rutigliano sarà mostrata pubblicamente l’opera realizzata in piazza e dedicata alla tragedia umanitaria palestinese. Sarà la conclusione dell’evento “Picciafuoco” iniziato venerdì
A Rutigliano il fuoco serve a cuocere l’argilla ma diventa anche un linguaggio che mette insieme idee e memoria. È questo lo spirito di “Picciafuoco”, che in questi giorni sta trasformando piazza Colamussi in un laboratorio dove arte e partecipazione si fondono in un’unica esperienza.
L’iniziativa, tra musica e testimonianze, ruota attorno alla costruzione collettiva di un grande forno temporaneo, realizzato venerdì con materiali naturali, nel quale viene cotta un’opera in terracotta destinata a entrare a far parte del percorso artistico permanente di Galloforie, il primo museo a cielo aperto del fischietto in Terracotta.
L’edizione 2026 di “Picciafuoco” ha scelto di rivolgere il proprio sguardo alla tragedia umanitaria palestinese attraverso l’opera tutt’ora in cottura nel forno temporaneo realizzata a quattro mani dallo scultore Pietro De Scisciolo e dall’artista rutiglianese Aurelia Leone.
Intervista a Tonio Giordano – LUP, Laboratorio Urbano Paese














