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Picciafuoco

Questa sera a Rutigliano sarà mostrata pubblicamente l’opera realizzata in piazza e dedicata alla tragedia umanitaria palestinese. Sarà la conclusione dell’evento “Picciafuoco” iniziato venerdì. A Rutigliano il fuoco serve a cuocere l’argilla ma diventa anche un linguaggio che mette insieme idee e memoria. È questo lo spirito di “Picciafuoco”, che in questi giorni sta trasformando piazza Colamussi in un laboratorio dove arte e partecipazione si fondono in un’unica esperienza. L’iniziativa, tra musica e testimonianze, ruota attorno alla costruzione collettiva di un grande forno temporaneo, realizzato venerdì con materiali naturali, nel quale viene cotta un’opera in terracotta destinata a entrare a far parte del percorso artistico permanente di Galloforie, il primo museo a cielo aperto del fischietto in Terracotta. L’edizione 2026 di “Picciafuoco” ha scelto di rivolgere il proprio sguardo alla tragedia umanitaria palestinese attraverso l’opera tutt’ora in cottura nel forno temporaneo realizzata a quattro mani dallo scultore Pietro De Scisciolo e dall’artista rutiglianese Aurelia Leone. Intervista a Tonio Giordano – LUP, Laboratorio Urbano Paese

. Tre giorni di arte partecipata, riflessione civile e tradizione della terracotta. Da venerdì 26 a domenica 28 giugno Piazza Colamussi, a Rutigliano, ospiterà una nuova edizione di Picciafuoco, il grande rito collettivo promosso dall’APS LUP – Laboratorio Urbano Paese nell’ambito del progetto Galloforie – Museo a Cielo Aperto del Fischietto in Terracotta. L’iniziativa trasformerà il centro storico in un laboratorio a cielo aperto dove cittadini, artisti, artigiani e volontari collaboreranno alla costruzione di un forno monumentale temporaneo destinato alla cottura pubblica di una nuova opera d’arte che entrerà successivamente a far parte del museo diffuso della città. L’edizione 2026 sarà dedicata alla memoria di Hind Rajab, la bambina palestinese di sei anni uccisa a Gaza nel gennaio 2024. Al centro della manifestazione ci sarà infatti “Packages”, opera realizzata dallo scultore Pietro De Scisciolo e dall’artista rutiglianese Aurelia Leone, pensata come momento di riflessione sul valore della vita, sulla pace e sulle conseguenze dei conflitti armati sui civili. Il programma prenderà il via venerdì 26 giugno con la costruzione collettiva del forno. Sabato 27 spazio all’accensione del forno monumentale, alle mostre fotografiche e allo Speak Corner for Gaza, con testimonianze, musica e momenti di confronto pubblico. Domenica 28 giugno il gran finale con l’apertura del forno e la restituzione pubblica dell’opera alla comunità. Ad accompagnare l’evento anche le mostre fotografiche “Là dove resiste ancora la vita” e “La terra che resta”, oltre agli interventi artistici e musicali di Lorenzo Mannarini, Fabioeledistanze, Kintsugi Beat, Poeti del Quartiere e Nabil Bey dei Radiodervish. Un appuntamento che unisce arte contemporanea, partecipazione collettiva e memoria, trasformando ancora una volta il fuoco della terracotta in un’occasione di incontro e dialogo per l’intera comunità.

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