
Comunali: in Puglia eletti 48 sindaci, otto sono donne
Le neo sindache più suffragate sono state Giovanna Bruno ad Andria e la sindaca di Bitetto Fiorenza Pascazio In Puglia il primo turno della tornata
Le neo sindache più suffragate sono state Giovanna Bruno ad Andria e la sindaca di Bitetto Fiorenza Pascazio. In Puglia il primo turno della tornata elettorale delle amministrative che ha coinvolto 54 Comuni della regione, si è chiuso con 48 sindaci eletti, 11 dei quali in città con oltre 15mila abitanti, mentre in altre sei si andrà al secondo turno di ballottaggio il 7 e l’8 giugno. Dei 48 sindaci eletti, 40 sono uomini e 8 donne. Le neo sindache più suffragate, entrambe uscenti e riconfermate dall’esito delle urne, sono state la prima cittadina di Andria, capoluogo della provincia Bat, Giovanna Bruno (Pd) che ha superato il 77% dei consensi; e la sindaca di Bitetto, in provincia di Bari, Fiorenza Pascazio (centrosinistra), che è anche presidente regionale dell’Anci, eletta con oltre il 68% dei consensi. Nel resto della provincia di Bari sono stati eletti sette sindaci uomini. Nel Foggiano eletti otto uomini e due donne, a Ordona e Rocchetta Sant’Antonio. Sempre nel Foggiano, a San Giovanni Rotondo, unica città della provincia che andrà al ballottaggio, sarà sfida tra due candidate donne. In Salento eletti 16 sindaci uomini e tre donne (a Melpignano, Monteroni di Lecce e Corigliano d’Otranto).Nel Tarantino quattro uomini e una donna (a Fragagnano).Nel Brindisino, a Mesagne, c’è il sindaco più suffragato della regione, Francesco Michele Rogoli del campo largo, che ha ottenuto oltre l’86% dei consensi. Andranno al ballottaggio il capoluogo della Provincia Bat Trani, Molfetta nel Barese, San Vito dei Normanni nel Brindisino, San Giovanni Rotondo nel Foggiano, Casarano e Tricase nel Leccese.
Le Radio e Tv locali come presidi di prossimità, garanzia di pluralità dell’informazione, ma strette tra le Tv nazionali e i canali in streaming che rastrellano il mercato pubblicitario. A Roma, in un convegno promosso dalla Lega, si è fatto il punto sulla condizione attuale e su quello che bisognerà fare per tutelare l’emittenza locale. Intervista a Sen. Alessandro Morelli Sottosegretario CIPESS, Sen. Roberto Marti Pres. Comm. Cultura Senato
Le piazze centrali di Bari, diventate luoghi di fatti criminali, risse e spaccio, tornano pian piano ad una maggiore vivibilita’. Alcuni commercianti hanno deciso di investire mettendosi in regola con tavolini e sedie in Piazza Umberto e Piazza Cesare Battisti. La proposta del Comitato di Piazza Umberto in rappresentanza di commercianti e residenti e il percorso avviato con il sindaco e l’amministrazione comunale cominciano ad avere i primi effetti. Ecco i primi tavolini a Bari nelle piazze Cesare Battisti e Umberto. Erano diventate teatro di risse e luoghi di spaccio. Prima i presidi delle forze dell’ordine, poi le iniziative culturali volute dal Comune con Piazza Idea e i mercatini, le casette di artigiani – riallestite in Piazza Umberto – hanno sicuramente contribuito a restituire una sana socialità e una maggiore percezione della sicurezza. Ma non basta. Di qui l’apertura agli esercenti con la possibilità di ampliare le proprie attività con tavolini, sedie e ombrelloni su suolo pubblico. Un investimento e il coraggio di provare a cambiare. Per ora sono in due ad aver fatto da apripista. Nicola Tangari è il titolare di questo esercizio, Le Muse e il Mare, in piazza Cesare Battisti, su cui si affaccia l’università e il centro polifunzionale studenti. Intervista a Nicola Tangari, titolare “Le Muse e il Mare” Bari e Lorenzo Scarcelli, presidente comitato Piazza Umberto Bari
Nello stadio Nicola Lapi di Trani è andata in scena la festa del rugby pugliese. Diverse le eccellenze premiate che hanno contribuito alla crescita di questo sport. Due giornate di condivisione e valorizzazione di uno sport sempre più amato. Si è conclusa a Trani la festa del rugby pugliese che ha riunito società e appassionati della palla ovale. Nello stadio Nicola Lapi sono state premiate le eccellenze, ovvero chi ha contributo alla crescita di questo sport anche lontano dai riflettori. Tra i premi più sentiti quelli al presidente del Coni Puglia Angelo Giliberto e ad Annamaria Carulli, giudice sportivo per 20 anni. Dalla stagione 2003-2004 l’avvocato barese è stata un punto di riferimento per società e atleti. Intervista a Annamaria Carulli, avvocato
Presentata a Taranto la terza edizione del premio Delphis d’oro, il progetto dedicato allo sport e ai giovani, concomitante quest’anno con i Giochi del Mediterraneo. Cerimonia, il 4 giugno. Torna il Premio Delphis d’oro a Taranto, il progetto che premia i giovani impegnati nelle più svariate attività sportive. Edizione 2026, anno dei Giochi del Mediterraneo, presentata in Comune. 2500 partecipanti l’anno scorso; 1500 atleti; 45 società sportive coinvolte e 14 premi al valore sportivo. E quest’anno la speciale borsa di studio dedicata al giornalista sportivo di Taranto, Cristian Cesareo scomparso prematuramente. L’appuntamento è per il prossimo 4 giugno alle 19.30 al centro commerciale Porte dello Ionio che ospita l’iniziativa della Fondazione Taranto25 e del Comune. Intervista a Fabio Tagarelli, presidente Fondazione Taranto25 e Pierfilippo Marcoleoni, coordinatore Tavolo dello Sport Comune di Taranto
Dopo 8 anni di chiusura ha ripreso vita la riserva naturale sul mar Piccolo, gestita dal WWF. Il sito è aperto a tutti, per scoprire l’altra faccia di Taranto. Intervista a Giovanni De Vincentiis, presidente WWF Taranto
Se ne è parlato ieri in Terza Commissione Sanità della Regione Puglia. A Canosa si accelera sul potenziamento dei servizi sanitari del presidio post acuzie. Se ne è parlato ieri in Terza Commissione Sanità della Regione Puglia, presieduta da Felice Spaccavento, alla presenza dell’assessore regionale Donato Pentassuglia. Tra le novità annunciate, l’apertura della Casa di Comunità dal primo giugno, l’installazione di una nuova Tac e il rafforzamento dei servizi di riabilitazione e lungodegenza. Al centro del confronto anche il futuro del Centro Risvegli di Canosa. Nelle commissioni si è parlato anche di “Genoma Puglia”, il programma di screening genomico neonatale che ha già coinvolto oltre 27 mila neonati pugliesi, consentendo centinaia di diagnosi precoci per malattie genetiche rare. Per il Gruppo Pd si tratta di un modello di eccellenza nella prevenzione sanitaria.
I risultati negli altri comuni. È stata del 60,75% l’affluenza al voto per le amministrative in Basilicata, due punti in meno rispetto alla precedente tornata. Sedici i centri interessati, nessuno con più di 15 mila abitanti. Il comune più popoloso Lauria, dove ad aggiudicarsi la vittoria è stato Antonio Rossino. Altra sfida attesa quella di Sant’Arcangelo, nel Potentino, dove l’ex governatore lucano Vito De Filippo, 63 anni, ex parlamentare e sottosegretario è stato eletto sindaco nel suo paese d’origine, che conta circa seimila abitanti. Gli altri sindaci eletti in provincia di Potenza sono: Carmine Luca Lombardi ad Acerenza;Umberto Di Matteo a Castronuovo di Sant’Andrea;Domenica Paglia a Cersosimo;Ilenia Magaldi a Corleto Perticara;Andrea Lacerenza a Filiano;Pasquale Ciancia a Francavilla in Sinni;Antonio Rubino a Moliterno; Nicola Gulfo a Sarconi. In provincia di Matera: Pietro Varvarito ad Accettura;Vincenzo Lacopeta a Craco,Filippo Carretta a Grottole;Antonietta Zaccaro a Salandra; Giuseppe Antonio Domenico Esposito a San Giorgio Lucano;Maria Anglona Adduci a Tursi.
Nella classifica del Sole 24 Ore sulla qualità della vita delle generazioni, Puglia e Basilicata restano indietro soprattutto per i dati su lavoro e giovani. Taranto è ultima in Italia per disoccupazione under 35. Per un giovane del Sud trovare lavoro stabile, costruirsi un futuro e andare a vivere da solo resta molto più difficile che nel resto d’Italia. È la fotografia che emerge dall’indagine del Sole 24 Ore sulla qualità della vita delle generazioni, che analizza le condizioni di bambini, giovani e anziani nelle province italiane. E i dati di Puglia e Basilicata confermano il divario con il Nord del Paese, soprattutto sul fronte occupazionale. Tra gli indicatori che pesano di più ci sono la disoccupazione giovanile, il numero di ragazzi che non studiano e non lavorano, il costo degli affitti e la difficoltà di raggiungere l’indipendenza economica.Il caso più critico è quello di Taranto, che secondo il Sole 24 Ore registra il peggior dato nazionale per disoccupazione giovanile: quasi il 44% tra i 15 e i 34 anni. Taranto finisce anche nelle ultime posizioni per numero di giovani che non studiano e non lavorano. Situazione difficile anche a Foggia e Brindisi, penalizzate soprattutto dalle opportunità occupazionali e dal numero ridotto di laureati. Bari ottiene risultati migliori sul fronte dei servizi e della vita sociale, ma paga il peso degli affitti e il costo sempre più alto dell’autonomia per le nuove generazioni. In Basilicata il quadro appare leggermente più equilibrato. Matera si difende meglio in classifica rispetto ad altre realtà meridionali, mentre Potenza resta più indietro soprattutto per dinamiche demografiche e accesso ai servizi.
Stando alle ricostruzioni, il giovane era già uscito di casa armato. Omicidio Bakari. Quello in foto è il coltello impugnato da uno dei minorenni indagati per l’omicidio del maliano, morto a Taranto il 9 maggio per i tre fendenti inferti da uno dei due 15enni, che ha compiuto 16 anni qualche giorno fa. Stando alle ricostruzioni, il giovane era già uscito di casa armato. Il giorno dei primi 5 fermi, a poche ore dalla brutale aggressione, il minorenne non era stato subito rintracciato ma si è costituito, presentandosi in questura nella serata dell’11 maggio, rivelando anche dove avesse gettato il coltello di 15 cm, una lama di 6. L’aveva buttato in un cespuglio, nel tentativo di disfarsene. Dall’autopsia è emerso che la morte è stata causata dalle coltellate. Da una ferita al polmone e all’aorta.
Lo scrutinio a rilento fotografa la spaccatura del centrosinistra: il medico e il preside si sfideranno tra due settimane, caccia ai voti del terzo polo civico. Sarà il ballottaggio a Trani a decidere il nome del nuovo sindaco, poiché nessuno dei candidati è riuscito a ottenere la vittoria al primo turno. Le elezioni comunali a Trani vedono un centrosinistra frammentato dalla scissione di una parte del Partito Democratico e dal mancato accordo con il Movimento 5 Stelle, impedendo così a Marco Galiano di ereditare immediatamente la fascia tricolore dal sindaco uscente Amedeo Bottaro. Con uno scrutinio che procede a rilento, i dati parziali indicano Marco Galiano oltre il 42% dei voti, sostenuto da una coalizione che schiera PD, Popolari, Italia Viva, Alleanza Verdi e Sinistra, Popolari con Galiano e Per. A sfidarlo al secondo turno sarà Angelo Guarriello al 30%, candidato del centrodestra unito con Fratelli d’Italia, Forza Italia, Movimento Trani Libera e la lista civica Angelo Guarriello. In questo scenario diventa decisivo il ruolo del terzo sfidante, Giacomo Marinaro al 20% circa delle preferenze; l’ex presidente del consiglio comunale, uscito dal PD insieme a un folto gruppo di consiglieri, guida un polo civico composto da Marinaro Sindaco per Trani, Prossimamente, Giacomino Sindaco, Essere in Azione, Prima di tutto Trani e Partito Socialista. Nel commentare i primi risultati delle elezioni a Trani, il dirigente scolastico Marco Galiano si è detto orgoglioso di una cavalcata straordinaria partita da zero solo sei mesi fa, confermando l’intenzione di dialogare nelle prossime due settimane anche con l’elettorato civico di centrosinistra che ha sostenuto Marinaro. Sul fronte opposto, il medico urologo Angelo Guarriello ha rassicurato tutti sulle proprie condizioni di salute dopo un lieve malore e ha rilanciato la sfida, sottolineando la compattezza della coalizione di centrodestra e l’importanza di avere un filo diretto con il governo nazionale a Roma per il rilancio strutturale della città. Dal canto suo, Giacomo Marinaro non si sbilancia ancora su eventuali apparentamenti per il ballottaggio, dichiarando che la scelta dipenderà dalla reale convergenza sul proprio programma politico da parte di entrambi gli schieramenti in corsa.
La Dia di Bari e la Squadra Mobile della Bat hanno eseguito complessivamente 15 misure cautelari, nell’ambito di un’inchiesta che riguarda anche un gruppo dedito al riciclaggio di denaro fra Italia e Albania. Un affronto pagato con il sangue per aver messo in discussione l’autorevolezza del proprio interlocutore. Ad un anno di distanza la Dda di Bari arresta i presunti responsabili dell’omicidio del barbiere barlettano di 26 anni Francesco Diviesti, ucciso da 5 colpi esplosi da due pistole il 25 aprile dello scorso anno, il cui cadavere è stato poi rinvenuto carbonizzato quattro giorni più tardi in una cava di tufo isolata delle campagne di Canosa. In tre rispondono di omicidio volontario premeditato e aggravato dalle modalità mafiose; Igli Kamberi, 40enne albanese irreperibile dopo l’omicidio e poi rintracciato in Ungheria, già in carcere per la detenzione di 24 chili di cocaina. Altre due persone – una in carcere e l’altra ai domiciliari – rispondono invece di favoreggiamento.Tutto nasce da un presunto tentativo di estorsione ai danni della vittima: Diviesti aveva infatti contratto un debito di 500 euro con Kamberi, poi parzialmente compensato con il noleggio di un’autovettura. Nasce un diverbio legato al chilometraggio della macchina. Kamberi – spiegano gli investigatori – il 30 marzo 2025 si reca sulla spiaggia di Barletta dove si trovava Diviesti e gli mette la testa sott’acqua. “Io lo dovevo uccidere oggi”, si sentirà in un’intercettazione. Poi l’omicidio, commesso un mese più tardi, dopo una lite fuori da un bar. Le indagini condotte dalla Dia di Bari, con la collaborazione dell Squadra Mobile della Bat, riguardano in realtà una vicenda più vasta, che vede la collaborazione della Spak, la Procura Speciale Criminalità Organizzata di Tirana. Sono dieci le misure cautelari emesse dall’autorita albanese dei confronti dei presunti componenti di un gruppo dedito al riciclaggio di denaro fra Italia e Albania. “Le organizzazioni criminali albanesi sono oggi le organizzazioni criminali straniere più ramificate e diffuse nell’intera Unione Europea”. Lo ha detto il coordinatore della Direzione distrettuale antimafia di Bari, Giuseppe Gatti, nel corso della conferenza stampa sull’operazione congiunta tra Italia e Albania relativa all’omicidio di Francesco Diviesti e a un presunto sistema di riciclaggio internazionale. Secondo Gatti, “si tratta di un fenomeno estremamente allarmante e per lungo tempo sottovalutato. Questi gruppi criminali – ha spiegato – sono stati considerati per anni semplice manovalanza, organizzazioni dedite alla prostituzione o al favoreggiamento dell’immigrazione illegale. Oggi invece ci troviamo davanti a strutture criminali organizzate, capaci di assumere un ruolo centrale nel narcotraffico internazionale e di interagire con le più importanti mafie nazionali e internazionali”.
Maxi operazione della DDA a Squinzano e in tutta la provincia di Lecce: oltre 200 Carabinieri impegnati in perquisizioni e arresti, tra i reati contestati spaccio di droga, armi e l’inquietante ritorno delle vecchie liturgie di iniziazione. Sono 52 gli indagati nell’operazione antimafia “Core” che questa mattina all’alba nell’area del Nord Salento ha portato i carabinieri del comando provinciale di Lecce ad eseguire 30 misure cautelari, 27 in carcere e 3 ai domiciliari. Le accuse contestate a vario titolo sono di associazione di tipo mafioso, tentato omicidio in concorso, associazione finalizzata al traffico illecito e alla detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, ricettazione, detenzione e porto illegale di armi ed esplosivi, incendio, violenza privata e minacce con l’uso delle armi, tutti reati aggravati dal metodo mafioso. L’indagine, denominata “CORE” dal soprannome ricorrente nel corso delle conversazioni intercettate, è stata condotta dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Lecce, avviata nel dicembre 2022 a seguito del tentato omicidio di Roberto Napoletano. un pregiudicato di Squinzano, all’epoca dei fatti 36enne. L’attività investigativa ha consentito di documentare l’operatività della Scu nel Nord Salento in particolare nei comuni di Trepuzzi, Squinzano, Campi Salentina e Torchiarolo, operando un controllo sui territori di come la Scu operasse un controllo sui territori affiancata da una associazione parallela dedita al traffico di cocaina, hashish e marijuana, approvvigionate e distribuite prevalentemente a Squinzano e nei comuni limitrofi, con disponibilità di armi e ricorso a condotte violente funzionali al controllo del territorio. Dalle indagini sono emerse antiche logiche del sodalizio mafioso salentino, che per gli investigatori denoterebbero come il vincolo associativo continui a fondarsi su regole, simboli e ritualità che restano tuttora centrali nella coesione e nell’operatività del sodalizio. Come i tre “summit” criminali, svoltisiall’interno di una masseria diroccata nelle campagne tra Squinzano e Torchiarolo, anche in un’abitazione del centro storico di Lecce, nel corso dei quali sarebbero stati celebrati veri e propri riti di affiliazione mafiosa e impartite direttive in ordine all’approvvigionamento e alla vendita di sostanze stupefacenti, al sostegno economico dei sodali detenuti e alla gestione dei contrasti interni ed esterni attraverso la forza intimidatrice del vincolo associativo. Il rito di affiliazione documentato dai Carabinieri del Nucleo Investigativo prevedeva l’incisione diuna croce sulla spalla destra, sul petto o sull’addome dell’affiliando, seguita dal bacio sulle labbratra i partecipanti al rito. Elementi riscontrati su alcuni degli indagati successivamente arrestati. In altri casi, il rituale veniva ulteriormente rafforzato dal dono di una collanina recante un crocefisso e dalla celebrazione dell’evento con dolci e spumante, particolari che contribuiscono a delineare il carattere simbolico e fortemente identitario dell’affiliazione all’interno del sodalizio mafioso. Le intercettazioni e i servizi di osservazione hanno anche restituito il quadro di un gruppoparticolarmente prudente nelle proprie mosse. Emblematico quanto avvenne nei primi giorni digiugno 2023, in occasione della festa dell’Arma dei Carabinieri organizzata a Lecce: alla vista di uninsolito numero di mezzi in circolazione, alcuni appartenenti al sodalizio sospettando l’imminenzadi una retata, si allontanarono dalle proprie abitazioni, salvo poi scoprire che la presenza dei veicoli era legata da una celebrazione in corso. Nel corso delle indagini sono state sequestrate armi, munizionamento, polvere da sparo e droga ed eseguiti 13 arresti in flagranza di reato per detenzione di stupefacenti e armi. In particolare è emerso come i sodali chiamassero le pistole utilizzate con nomi di donna, come “Giulia”, “Patrizia” e “Gisella”,ulteriore elemento che evidenzia la peculiarità e il carattere ritualizzato del rapporto con le armiall’interno della struttura criminale. Qui di seguito le dichiarazioni del Ten. Col. Cristiano Marella, Comandante del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo, del Comando Provinciale Carabinieri di Lecce.

Le neo sindache più suffragate sono state Giovanna Bruno ad Andria e la sindaca di Bitetto Fiorenza Pascazio In Puglia il primo turno della tornata

Le Radio e Tv locali come presidi di prossimità, garanzia di pluralità dell’informazione, ma strette tra le Tv nazionali e i canali in streaming che

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Nello stadio Nicola Lapi di Trani è andata in scena la festa del rugby pugliese. Diverse le eccellenze premiate che hanno contribuito alla crescita di

Presentata a Taranto la terza edizione del premio Delphis d’oro, il progetto dedicato allo sport e ai giovani, concomitante quest’anno con i Giochi del Mediterraneo.

Dopo 8 anni di chiusura ha ripreso vita la riserva naturale sul mar Piccolo, gestita dal WWF. Il sito è aperto a tutti, per scoprire

SALUTE Se ne è parlato ieri in Terza Commissione Sanità della Regione Puglia A Canosa si accelera sul potenziamento dei servizi sanitari del presidio post

I risultati negli altri comuni È stata del 60,75% l’affluenza al voto per le amministrative in Basilicata, due punti in meno rispetto alla precedente tornata.

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Stando alle ricostruzioni, il giovane era già uscito di casa armato Omicidio Bakari. Quello in foto è il coltello impugnato da uno dei minorenni indagati

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La Dia di Bari e la Squadra Mobile della Bat hanno eseguito complessivamente 15 misure cautelari, nell’ambito di un’inchiesta che riguarda anche un gruppo dedito

Maxi operazione della DDA a Squinzano e in tutta la provincia di Lecce: oltre 200 Carabinieri impegnati in perquisizioni e arresti, tra i reati contestati
