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Aprile 13, 2026

Il cordoglio intorno alla famiglia del 21enne. Un impatto devastante, consumatosi poco prima dell’alba, ha spezzato la vita di Antonio Basile, studente di ingegneria di soli 21 anni. Il giovane stava percorrendo la provinciale tra Lecce e Arnesano quando, forse per un colpo di sonno, ha perso il controllo del suo SUV schiantandosi contro il muro di una villa. A fare la straziante scoperta è stato il padre, il consigliere regionale Dino Basile, che non vedendolo rincasare si era messo in auto a cercarlo nel buio. Mentre la comunità si prepara all’ultimo saluto, in programma domani, alle 10 nella sua Porto Cesareo, la cronaca si tinge di un ulteriore contorno drammatico. Proprio la notizia della morte di Antonio ha infatti innescato un secondo grave incidente: un amico della vittima, un uomo di 36 anni, si è messo immediatamente alla guida nel tentativo disperato di raggiungere il luogo della tragedia. Durante il tragitto, però, ha perso a sua volta il controllo del mezzo ribaltandosi più volte. L’uomo è ora ricoverato in rianimazione al “Vito Fazzi” di Lecce per un grave trauma toracico, ma nonostante la prognosi resti riservata, i medici hanno rassicurato che non è in pericolo di vita. Questa doppia tragedia ha scosso profondamente l’intera regione, sollevando un’ondata di cordoglio che ha unito trasversalmente ogni colore politico. Da Bruxelles, il vicepresidente Raffaele Fitto ha espresso il suo sgomento per un ragazzo visto crescere, mentre in Puglia il presidente della Regione Puglia Antonio Decaro e la sindaca Adriana Poli Bortone si sono stretti attorno alla famiglia. Un abbraccio che ha visto uniti i gruppi di Fratelli d’Italia, Partito Democratico, Lega, Forza Italia e Movimento 5 Stelle, tutti concordi nel fermarsi davanti a un dolore che toglie le parole a un’intera comunità. di Matteo Bottazzo

Alla base una vendetta maturata in ambienti criminali. Uno dei fermati era già in carcere. Svolta a Taranto su un cold case del 2013: nella notte i carabinieri hanno arrestato due persone con l’accusa di omicidio aggravato dal metodo mafioso e detenzione illegale di arma da fuoco. L’indagine riguarda l’uccisione di Martino Marangia, all’epoca 50enne, nelle campagne di Pulsano, in contrada Rotondelle. L’uomo fu raggiunto da diversi colpi di calibro 9×21 mentre si trovava accanto alla sua auto, sotto gli occhi della compagna, unica testimone, rimasta illesa. All’epoca si ipotizzò un agguato premeditato: i killer lo attesero in una zona isolata che la vittima percorreva abitualmente. Marangia, con precedenti per reati contro il patrimonio, aveva da poco avviato una piccola attività edile ed era stato coinvolto in una violenta rissa finita a processo. Secondo gli inquirenti, il movente sarebbe legato a contrasti e a una precedente aggressione subita dal presunto mandante. Uno degli arrestati era già detenuto.

Migliaia di piccoli frammenti seguono la stessa traiettoria formando una lunga cometa. Ecco il video. All’alba di oggi, lunedì 13 Aprile, alle ore 05,45, nei cieli pugliesi è apparso un fenomeno raro e affascinante. Un bolide luminoso, per intenderci, un meteorite, ha raggiunto l’atmosfera, infuocandosi. Nessuna paura. Ma resta il fatto che si tratta di uno spettacolo raro. Migliaia di piccoli frammenti che seguono la stessa traiettoria formando una lunga cometa. Avvistamenti arrivano da Faeto (luogo del video), dal Gargano e anche dal barese.

Ha caratteristiche particolari e uniche in lampi, eclissi e tempi che permettono di identificarlo. Duecento gradini circa e il sogno di molti tarantini si realizza: visitare il faro di San Vito, aperto dalla Marina Militare per la Giornata regionale della costa. Quello di Taranto è antico, con caratteristiche uniche in lampi, eclissi e tempi che permettono di identificare il porto.  Oltre 150 i visitatori in 3 ore di apertura. Affascinati dal mare, la storia, il panorama. 

L’aggressore è un 54enne, a dargli manforte anche i suoi familiari . Tre agenti di polizia locale a Laterza sono stati brutalmente aggrediti per aver multato un’automobilista che aveva parcheggiato dove non poteva. Quest’ultimo, 54 anni, già noto alle forze dell’ordine, ha preso a calci e pugni prima due vigili, poi l’altro, giunto a soccorrere i colleghi. L’aggressore è stato arrestato. L’episodio è avvenuto in pieno centro e in pieno giorno. Gli agenti stavano svolgendo regolarmente il proprio dovere. Hanno notato l’auto dell’uomo parcheggiata male e hanno proceduto con la multa. Di tutta risposta, il 54enne ha prima strappato il verbale e poi li ha picchiati, una violenza immediata, senza alcuna precedente discussione. Sono sopraggiunti perfino i familiari del 54enne a dare manforte, inveendo anche loro contro gli agenti della locale, due dei quali hanno avuto 10 e 15 giorni di prognosi. L’episodio si è concluso con l’arresto dell’aggressore che ora è in carcere, a Taranto, a disposizione del giudice. Sono in corso le indagini. L’amministrazione comunale e il comandante della Polizia locale, esprimono solidarietà per gli agenti e totale disappunto per il clima teso: “Chi indossa una divisa rappresenta lo Stato e si pone a servizio della comunità – si legge in un post social del Comune – un compito difficile, non sempre compreso”.

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