Il ricordo che non muore. Prima nella piazza a loro intitolata, poi nell’androne del palazzo dove abitavano, e in cui furono uccise il 7 marzo del 1946
Era il 7 marzo del 1946 ad Andria, vigilia della festa della donna, nel periodo delle lotte con i ricchi proprietari terrieri davanti al municipio migliaia di braccianti attendevano il comizio di Giuseppe Di Vittorio, bastò un colpo di fucile sparato in aria a scatenare l’inferno. Un eccidio, i corpi di Luisa e Carolina Porro vilipesi e abbandonati, ricomposti e portati al cimitero grazie all’intervento di monsignor Giuseppe Didonna, vescovo della città.
Intervista a Giovanna Bruno, sindaco di Andria e Vincenzo Porro, nipote sorelle Porro













