
Andria, l’eccidio delle sorelle Porro. Ricordata una pagina di storia
Il ricordo che non muore. Prima nella piazza a loro intitolata, poi nell’androne del palazzo dove abitavano, e in cui furono uccise il 7 marzo

Il ricordo che non muore. Prima nella piazza a loro intitolata, poi nell’androne del palazzo dove abitavano, e in cui furono uccise il 7 marzo del 1946. Era il 7 marzo del 1946 ad Andria, vigilia della festa della donna, nel periodo delle lotte con i ricchi proprietari terrieri davanti al municipio migliaia di braccianti attendevano il comizio di Giuseppe Di Vittorio, bastò un colpo di fucile sparato in aria a scatenare l’inferno. Un eccidio, i corpi di Luisa e Carolina Porro vilipesi e abbandonati, ricomposti e portati al cimitero grazie all’intervento di monsignor Giuseppe Didonna, vescovo della città. Intervista a Giovanna Bruno, sindaco di Andria e Vincenzo Porro, nipote sorelle Porro
Venti baresi, tra cui alcuni studenti, vennero trucidati durante una manifestazione all’indomani della caduta del fascismo Servizio di Donatella Azzone Montaggio di Giacinto Candela Intervistati:Anna Lepore, vice presidente Anpi Provincia di BariVito Leccese, Sindaco di Bari
Insieme ai netturbini furono trucidati per rappresaglia all’indomani dell’armistizio Servizio di Giovanni Di Benedetto Intervistati: Michele Grimaldi, direttore Archivio di Stato Roberto Tarantino, Anpi Bat

Il ricordo che non muore. Prima nella piazza a loro intitolata, poi nell’androne del palazzo dove abitavano, e in cui furono uccise il 7 marzo

Venti baresi, tra cui alcuni studenti, vennero trucidati durante una manifestazione all’indomani della caduta del fascismo Servizio di Donatella Azzone Montaggio di Giacinto Candela Intervistati:Anna

Insieme ai netturbini furono trucidati per rappresaglia all’indomani dell’armistizio Servizio di Giovanni Di Benedetto Intervistati: Michele Grimaldi, direttore Archivio di Stato Roberto Tarantino, Anpi Bat
