Resta forte la connotazione femminile, la componente più numerosa è quella italiana
I lavoratori domestici registrati in Puglia nel 2024 sono 27.355, con una lieve prevalenza di Colf (52,1%). Il calo dell’ultimo triennio, più accentuato per le colf (-20,8%) che per le badanti (-15,2%).
Anche in Puglia il lavoro domestico ha una forte connotazione femminile (88,9%) ma, come in altre regioni del Sud, la componente più numerosa è quella italiana, che in questo caso rappresenta il 55,6% del totale. Il secondo gruppo più numeroso è quello dell’Asia (21,3%), mentre l’Est Europa è più contenuto (17,0%). Ecco i dati dell’osservatorio DOMINA, Associazione nazionale famiglie datori di lavoro domestico.
Nel 2024 le famiglie in Puglia hanno speso 206 milioni di euro per il lavoro domestico. Il contributo al PIL generato dal settore equivale a 594 milioni di euro di valore aggiunto, pari allo 0,7% del totale regionale.
I lavoratori domestici in Puglia sono concentrati principalmente tra le province di Bari e Lecce, che insieme contano circa il 70% delle Colf e il 60% delle Badanti. In termini relativi Lecce è la provincia con più Colf (6,0 ogni 1.000 abitanti, contro una media regionale di 3,7); quella con più badanti invece è Bari, con 5,6 badanti ogni 100 anziani (media regionale 4,7).
La Regione Puglia prevede Buoni Anziani e Disabili per la copertura parziale o totale di servizi domiciliari e diurni, in base all’ISEE. Sono inoltre presenti Progetti di Vita Indipendente che supportano persone con disabilità tra i 16 e i 64 anni residenti in Puglia. Il Sostegno Familiare è destinato a soggetti con disabilità gravissima assistiti da caregiver familiari. Infine, Il patto di Cura 2023–2024 eroga un contributo mensile per assistenza da parte di lavoratori regolarmente contrattualizzati. Le misure non sono cumulabili tra loro.













