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Brindisi, tari alle stelle. È la seconda città più cara d’Italia 

Ogni famiglia paga in media 530 euro l’anno: senza impianti e con rifiuti spediti fuori territorio, i costi aumentano e il conto lo pagano tutti

Brindisi è la seconda città più cara d’Italia per la Tari. Ogni famiglia paga in media circa 530 euro l’anno per la tassa sui rifiuti. Un primato negativo che pesa sulle tasche dei cittadini e che non può essere spiegato né da una maggiore produzione di rifiuti né da un servizio migliore rispetto ad altre città. La verità è un’altra: un sistema inefficiente, che da anni non riesce a contenere i costi. A Brindisi mancano impianti adeguati per il trattamento e il riciclo dei rifiuti. E questo significa una cosa sola: rifiuti spediti fuori territorio, trasporti più lunghi, smaltimento più caro. Così la Tari si è trasformata in una delle tasse più pesanti per famiglie e imprese. E la raccolta differenziata, da sola, non basta a ridurre le tariffe se manca una filiera impiantistica efficiente. Senza impianti, anche chi differenzia correttamente finisce per pagare di più. Abbiamo fatto un giro in città per chiedere ai brindisini cosa ne pensano.

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