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Gennaio 18, 2026

Beffa per il Monopoli sconfitto dal Catania in pieno recupero . Quattro successi, due sconfitte e un pareggio: questo il bilancio di pugliesi e lucane nella 22esima giornata del Girone C della Serie C. Il turno è iniziato venerdì con la vittoria dell’Altamura sul campo della Cavese. La squadra di Mangia si impone per 2 – 1 e sale all’undicesimo posto, a due lunghezze dai playoff. Pesante k.o per il Casarano, fermo al decimo posto, sul campo della capolista Benevento. I campani ribadiscono la candidatura alla promozione diretta con un netto 3 – 0. La terza di ritorno segna anche il successo del Potenza al Viviani: 2 – 0 alla Casertana, rivelazione del torneo. I lucani non vincevano in casa da oltre un mese. Ora sono ottavi, alle spalle del Cerignola, che vive un ottimo stato di forma. Gli ofantini fanno loro l’intera posta in palio a Siracusa con una rete di Gambale su calcio di rigore. Un pareggio tutto sommato utile per il Picerno, in casa contro il Latina: 0 – 0. Nelle due gare della domenica sera, il Monopoli subisce la beffa dal Catania: 2 – 1 per gli etnei con gol decisivo di Caturano al 95esimo. Serata indimenticabile a Foggia: i Satanelli superano 2 – 1 il Giugliano sotto gli occhi dei nuovi proprietari Casillo – De Vitto. 

Giallorossi inesistenti in zona gol . Identico risultato nella doppia trasferta di San Siro. Contro Inter e Milan, il Lecce sfodera una prestazione tutto sommati positiva, ma perde 1 – 0. Contro la formazione di Allegri, decide una rete del neo acquisto Fullkrug. Le dinamiche che portano al k.o sono identiche. I giallorossi reggono per 60 minuti, ma quando passano in svantaggio si sgretolano. Ed è purtroppo un rituale già visto. L’attacco è praticamente inesistente. Urgono rinforzi in questi ultimi giorni di calciomercato perché la classifica è preoccupante. Il Lecce è terzultimo, a quota diciassette come la Fiorentina. Prossima match in casa contro la Lazio.

Ci sono altri tre ragazzi feriti, due sono ricoverati nell’Ospedale della Murgia, uno al Miulli di Acquaviva delle Fonti . Il bilancio dell’incidente stradale avvenuto tra Laterza ed Altamura è pesantissimo. Nel tragico impatto è morto sul colpo Antonio Bigi, 21 anni. Sua sorella Cecilia, 24 anni, che non era nelle condizioni di essere trasportata in elisoccorso, era stata trasferita con un’ambulanza al Policlinico. Ricoverata d’urgenza in rianimazione dove ha lottato tra la vita e la morte prima che, alle 17.30, il suo cuore smettesse di battere. Gli altri tre amici, tra i 24 e i 26 anni, sono ricoverati tra Bari, Acquaviva e Altamura. Uno di loro è grave. Fratello e sorella erano inseparabili. Ed erano insieme, seduti uno accanto all’altra, sul sedile posteriore, Antonio al centro, sulla via del rientro. Erano circa le 8. Il gruppo stava tornando a casa dopo una serata trascorsa in un locale tarantino, stando alle prime informazioni raccolte dai carabinieri di Altamura, guidati dal comandante Bochicchio, che indagano sulla tragedia, intervenuti sul posto con i vigili del fuoco. Forse a causa dell’alta velocità o un colpo di sonno del conducente, l’auto al km. 7 della provinciale 41 Laterza-Altamura, dopo una rocambolesca manovra, avrebbe sbandato e si sarebbe girata più volte su se stessa fino a schiantarsi contro un muretto prima di finire la sua corsa nelle campagne. La pioggia in serata ha cancellato ogni traccia. Nella comunità c’è sgomento per la scomparsa dei due ragazzi, fratello e sorella. Sconvolge tutti, il commento del sindaco Antonio Petronella, che nel giorno dei funerali proclamerà il lutto cittadino. Esprime cordoglio e vicinanza alla famiglia Bigi e speranza perchè i feriti possano presto essere fuori pericolo. Poi un messaggio a chi si mette al volante: guidate con attenzione e calma, custodite la vita sulle nostre strade.

Sulla sua morte è stata aperta un’inchiesta dalla Procura di Belluno, che ha iscritto nel registro degli indagati per omicidio colposo il titolare della società per la quale l’uomo prestava servizio. Brindisi ha dato l’ultimo, commosso saluto a Pietro Zantonini, il vigilante di 55 anni morto nella notte tra il 7 e l’8 gennaio a Cortina d’Ampezzo, dove lavorava nel cantiere dello Stadio del Ghiaccio, futura sede delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina. I funerali si sono svolti nella chiesa del Sacro Cuore dei Salesiani. In prima fila la moglie Maria, il figlio Marco, i fratelli, i nipoti e numerosi colleghi e amici, giunti anche da fuori città per stringersi attorno alla famiglia in un momento di profondo dolore. Una cerimonia intensa e molto partecipata. Sul feretro rose bianche e rosse. Durante l’omelia, don Giorgio Micaletto ha ricordato Pietro come un uomo profondamente legato ai valori del lavoro e della responsabilità. Era cresciuto proprio nell’oratorio di quella chiesa che lo ha accolto nell’ultimo viaggio: un percorso umano e spirituale che gli aveva trasmesso lo spirito salesiano, fatto di rispetto, servizio, attenzione agli altri e senso del dovere, valori che lo hanno accompagnato per tutta la vita. Al termine della celebrazione, dall’altare, una delle nipoti ha letto una lettera intensa e toccante, che ha commosso l’intera assemblea, raccolta in un lungo e silenzioso applauso. Sulla morte di Pietro Zantonini è stata aperta un’inchiesta dalla Procura di Belluno, che ha iscritto nel registro degli indagati per omicidio colposo il titolare della società per la quale l’uomo prestava servizio, a seguito di un esposto presentato dai familiari. L’autopsia non ha collegato il decesso alle condizioni lavorative, compreso il freddo intenso, ma – come precisato dalla famiglia – sono in corso ulteriori accertamenti per chiarire le cause del malore che ha provocato la morte durante il turno di vigilanza notturna.

L’azienda ha deciso di chiudere l’unità locale di Service, il magazzino e il training center della sede di Taranto, e prevede il trasferimento di una 40ina di lavoratori a Melfi. Sciopero a oltranza, a partire da lunedì 19 gennaio, dei lavoratori di Vestas Italia. L’azienda ha deciso di chiudere l’unità locale di Service, il magazzino e il training center della sede di Taranto, e prevede il trasferimento di una 40ina di lavoratori a Melfi, entro il primo marzo. La mobilitazione è stata proclamata da Fiom e Uilm che chiedono al sindaco, ai parlamentari ionici e a tutte le rappresentanze istituzionali di partecipare alla mobilitazione, per sostenere i lavoratori Vestas. “É inaccettabile – sottolinea il segretario generale della Fiom Cgil di Taranto, Francesco Brigati – che una multinazionale continui a ragionare esclusivamente in termini di taglio dei costi, ignorando completamente l’impatto sulle persone e sulle loro famiglie”. Di seguito le immagini di questa mattina, lunedì 19 gennaio, al presidio Vestas Italia, sito di Taranto.

Era il quarto figlio di una coppia che vive da anni nel comune in provincia di Foggia. Un bambino di tre mesi è morto a Lucera nel sonno, forse dopo una poppata notturna. Era il quarto figlio di una coppia che vive da anni nel comune in provincia di Foggia. Il decesso è avvenuto intorno alle 4 ma la constatazione del decesso è avvenuta questa mattina poco dopo le 8.30 quando i familiari hanno allertato il 118. La notizia è stata diffusa dal sindaco Giuseppe Pitta sui social: “Non si può morire a tre mesi – scrive Pitta – Non riesco ad accettarlo. Ho un figlio piccolo che amo più della mia vita e non voglio nemmeno pensare al dolore di questa famiglia. Oggi il mio cuore è veramente in frantumi. Riposa in pace piccolo Angelo e dai la forza alla tua famiglia di superare questo immenso dolore”.

L’immagine scelta dall’equipe del Giovanni XXIII per ricordarlo è quella di un bambino biondo, come lui, che indossa la maglietta di Mike Maignant, il portiere del Milan, n. 16. La squadra rossonera era la sua grande passione. Antonio aveva 11 anni, la maggior parte dei quali trascorsi nel reparto di Nefrologia e dialisi dell’ospedale pediatrico di Bari. La prima volta che aveva varcato la soglia del Giovanni XXIII aveva solo un mese di vita ma una patologia congenita non gli aveva lasciato altra possibilità. Alla sua morte, avvenuta sabato 17 gennaio, i genitori hanno acconsentito alla donazione degli organi: fegato e cornee offriranno una possibilità concreta di vita ad altri pazienti in attesa di trapianto.  La donazione degli organi è stata possibile grazie al coordinamento del centro regionale trapianti e alle equipe di anestesisti pediatrici, neurologi, nefrologi e psicologi del pediatrico che da sempre hanno assistito il bambino e la sua famiglia. Gli stessi che hanno voluto dedicare e rendere pubblica una lettera per ricordare il piccolo Antonio.  L’immagine scelta è quella di un bambino biondo, come lui, che indossa la maglietta di Mike Maignant, il portiere del Milan, n. 16. La squadra rossonera era la sua grande passione: “Ogni volta che veniva in ambulatorio per i controlli – ricordano nella lettera – Antonio ci portava la gioia. La gioia di esserci, la gioia di poterci sfogare con la sua passione per il Milan, con la sua maglia di Maignan, il suo portiere modello, con il suo pallone che calciava, ogni giorno, da solo nella sua stanzetta, con i suoi giri in bicicletta che faceva, da solo, nel corridoio della sua casa. Senza la magia, la vita è solo un grande spavento, si legge su ‘Ali di babbo’, romanzo di Milena Agus. Antonio non aveva avuto “la magia” e ad un ennesimo problema ha detto basta….ed è volato via con i suoi capelli biondi e i suoi occhi azzurri”. Raccontano che il suo più grande sogno era diventare medico un giorno: “E Antonio, il biondino con gli occhi azzurri, finalmente, ha potuto raggiungere il suo sogno: diventare dottore – si legge nella lunga e bellissima lettera – I suoi organi aiuteranno altre persone, malate, a continuare a vivere e ad avere, magari, quella magia negata al nostro piccolo grande amico. La mamma, il papà il fratellone, non hanno avuto incertezze. “Antonio, così, rimane con noi”. 

Il primo cittadino attacca i De Laurentiis in un post sui social . Il sindaco di Bari Vito Leccese rompe il silenzio e a nome dell’intera città richiama i De Laurentiis. Lo fa con un post affidato ai social e diventato virale in men che non si dica. Il primo cittadino specifica che la “squadra di calcio non è un bene come gli altri. E’ un patrimonio collettivo”. L’affondo arriva subito perché, specifica Leccese, “come sindaco non posso restare indifferente davanti a una situazione che sta umiliando la passione di un’intera città”. Il riferimento è all’ennesima prova deludente del Bari, sconfitto dalla Juve Stabia in uno stadio deserto e sprofondato al penultimo posto in classifica. Di qui l’invito ad intervenire con la massima urgenza. Si parla di calciomercato e non solo. Perché è ormai certo che siamo di fronte ad una società allo sbando: senza idee, guida. Senz’anima. E’ un corpo vuoto e privo di qualsiasi ambizione. Leccese pretende chiarezza: si è unito al coro di migliaia di tifosi, la cui passione è stata violentata.

Uno scenario insolito ha interessato tutta la città . Domenica Martina insolita per i baresi che si sono svegliati con la città completamente avvolta da una fitte coltre di nebbia. Insolito vedere i contorni di palazzi e  lampioni sfuocati, condizione che purtroppo ha portato anche problemi sul piano dei trasporti. Tre voli sono stati dirottati da Bari all’aeroporto di Brindisi. La situazione è migliorata col passare delle ore. 

Il ragazzo morì a Castellaneta il 17 settembre 2022: ad aprile il gip deciderà se proseguire le indagini o se archiviare nuovamente il caso. Nonostante due archiviazioni, i genitori di Raffaele Laera, morto a soli 21 anni a causa di un incidente stradale, chiedono verità e giustizia. Parla la mamma: “Siamo disposti a perdonare chi ha causato l’incidente. É giovane, com’era giovane mio figlio” dice tra le lacrime, “Vogliamo la verità, perché un figlio non si archivia”. L’intervista di Alessandra Martellotti

Il rapinatore è fuggito via con l’incasso . Ancora una rapina, ieri sera (sabato 17 gennaio), nel centro di Bari. Un uomo è entrato in un negozio etnico di via Manzoni, e ha colpito il gestore con il calcio di una pistola, poi ha portato via l’incasso. L’uomo è stato portato al Policlinico, dove gli sono stati messi sette punti di sutura.

Due ragazzi sono ricoverati in gravi condizioni al Policlinico di Bari . Incidente mortale stamattina (domenica 18 gennaio), sulla strada provinciale 41, che collega Altamura a Jesce. Vittima, uno dei cinque giovani a bordo di un suv Mercedes, che rientravano nella cittadina murgiana, probabilmente dopo una serata trascorsa fuori con amici. Sull’auto, una ragazza e altri tre ragazzi, due dei quali in gravi condizioni, che sono stati trasportati al Policlinico di Bari. Sul posto i vigili del fuoco di Altamura, che hanno lavorato per diverse ore anche per liberare il corpo dalle lamiere dell’auto. Sulla dinamica dell’incidente, che secondo i primi rilievi, non avrebbe coinvolto altri veicoli, indagano i carabinieri di Altamura.

. Nuova intimidazione nei confronti della giudice per le indagini preliminari del tribunale di Lecce, Francesca Mariano, da due anni sotto scorta. Tra Capodanno e l’Epifania una lettera con un augurio di morte è stata recapitata nel suo ufficio al Palazzo di Giustizia ed è stata sequestrata dalla Squadra mobile, che ha avviato le indagini. La giudice è da tempo nel mirino della criminalità organizzata. Il 3 novembre 2025 trovò una testa di capretto sulla tomba del padre, nel cimitero di Galatina, accompagnata da un messaggio di morte e da un coltello. A febbraio 2024 un episodio analogo si era verificato sotto la sua abitazione a Lecce. La magistrata gode della protezione di secondo livello.

L’attore pugliese ha scelto la Basilicata, ed in particolare Rotonda, per riposarsi e godersi lo straordinario successo e ha trascorso il fine settimana nel piccolo centro del Pollino, a Piano Pedarreto. “Buen Camino” è ora ufficialmente il film con il maggiore incasso di sempre in Italia. La commedia con Checco Zalone ha raggiunto 68 milioni e 823mila euro in appena 24 giorni di programmazione, battendo il record detenuto da Avatar, uscito nel 2010, che era di 68 milioni e 600mila euro. L’attore pugliese dei record ha scelto la Basilicata, ed in particolare Rotonda, per riposarsi e godersi lo straordinario successo e ha trascorso il fine settimana nel piccolo centro del Pollino, a Piano Pedarreto, dove ha passeggiato sui sentieri innevati e non è passato per nulla inosservato. Tanti i visitatori che lo hanno fermato per chiedere selfie e autografi. A pranzo poi ha degustato le prelibatezze culinarie del posto in uno dei ristoranti tipici, “A Rimissa” dove ha assaporato i sapori autentici del territorio apprezzando i fagioli bianchi e la melanzana rossa, due prodotti agricoli tipici e di eccellenza della zona, entrambi con Denominazione di Origine Protetta.

Amleto Magellano, 39 anni, volto noto alle forze dell’ordine, lascia moglie e due bambini . Nottata di interrogatori e indagini serrate per dare un nome e un volto all’assassino di Amleto Magellano, 39 anni, già noto alle forze dell’ordine, morto sabato sera al pronto soccorso del Policlinico dopo essere stato accoltellato nel tardo pomeriggio in via Montegrappa, nel quartiere Carrassi. In queste ore i carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile stanno cercando l’arma del delitto – probabilmente un coltello – e tentano di ricostruire le ultime ore di vita dell’uomo. Non sembrano esserci telecamere che possano aver immortalato il luogo dell’accoltellamento. Sono molti, invece, gli impianti di videosorveglianza delle strade vicine, come corso Benedetto Croce o via Giulio Petroni. I militari, coordinati dal pm di turno Maria Cristina De Tommasi, hanno sentito i residenti della zona – alcuni hanno riferito solo di aver sentito delle urla – e le persone più vicine alla vittima. Secondo quanto ricostruito fino ad ora, tutto si è svolto per strada: il 39enne – questa è la tesi più accreditata – pare abbia litigato con una persona che l’ha colpito al torace, raggiungendo probabilmente organi vitali. Nonostante la corsa verso il Policlinico, Magellano ha avuto un arresto cardiaco dopo essere arrivato al pronto soccorso. Pare che fosse già arrivato in condizioni disperate. In queste ore i carabinieri stanno lavorando per risalire al movente: al setaccio le sue frequentazioni e la cerchia delle sue conoscenze. Amelto Magellano lascia la moglie e due bambini.

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