Nel verbale condiviso: tre forni elettrici, quattro DRI nello stabilimento, intervento pubblico e sostegni sociali. “Il Governo convochi subito il tavolo”
Sindacati metalmeccanici e istituzioni locali – Regione Puglia, Provincia e Comune di Taranto – hanno firmato un verbale congiunto che definisce una piattaforma industriale e sociale unitaria per il futuro dell’ex Ilva. Il documento, spiegano le sigle, “fa cadere ogni alibi” e impone al Governo di aprire subito un tavolo unico a Palazzo Chigi. Nel verbale si chiede un intervento pubblico nella nuova cordata industriale, dopo il fallimento delle ultime due gare, e la partecipazione di aziende pubbliche utilizzatrici dell’acciaio prodotto a Taranto. Viene inoltre stabilito che la produzione resti nello stabilimento tarantino, con tre forni elettrici e quattro impianti DRI da realizzare tutti a Taranto, respingendo qualunque ipotesi di delocalizzazione.
Il documento include anche la richiesta di predisporre strumenti di risarcimento per i lavoratori che hanno pagato il prezzo più alto della crisi, e l’avvio di una transizione sociale che garantisca che nessuno resti indietro. I sindacati sollecitano inoltre l’avvio immediato della decarbonizzazione, la definizione rapida dell’approvvigionamento del gas e chiarimenti sul taglio governativo dei 280 milioni destinati al primo DRI, ritenuto un ostacolo alla ripartenza del progetto. Tutte le sigle chiedono il ritiro del “piano corto” del Governo e la convocazione urgente del tavolo a Palazzo Chigi per una gestione unificata della vertenza, denunciando il “silenzio assordante” dell’esecutivo. Nel frattempo, si sollecita lo stop ai licenziamenti già avviati, con riferimento ai 220 lavoratori Semat e ai 60 della Pitrelli.











