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Novembre 28, 2025

Sì salute e ambiente, ma attenzione anche ai giovani e alla cultura: è quanto chiede la professoressa Motolese, fondatrice della biblioteca del quartiere Tamburi di Taranto, al neo presidente Decaro. I giovani, i libri, il quartiere: le passioni di una vita per Carmen Galluzzo Motolese. E anche le priorità posate sotto lo sguardo del nuovo governatore della Puglia, Antonio Decaro. 25 anni di insegnamento al quartiere Tamburi di Taranto e l’amore per la cultura e la città espressi tra scuola, Unesco, CSV, museo etnografico Majorano; in consiglio comunale e istituendo l’associazione e la biblioteca Marco Motolese, dedicata al figlio scomparso a 17 anni. Inaugurata nel 2009, conta 36mila libri di cui 19mila inseriti nel Sistema Biblioteche Nazionali, e una sezione per bambini, nel reparto di Pediatria del SS Annunziata. A Decaro chiede uno sguardo attento, sì all’ambiente e al lavoro, ma soprattutto alle scuole, alle famiglie, all’istruzione, alla cultura. Intervista a Carmen Galluzzo Motolese, resp. Biblioteca Marco Motolese

Misure di prevenzione o di esclusione? Tema delicato e attuale al centro del convegno nel dipartimento di Giurisprudenza a Bari. Contrastare la criminalità per garantire la piena fruibilità degli spazi pubblici e difendere la sicurezza urbana. Le misure ci sono: dopo il daspo, le zone rosse, in cui è limitato se non vietato l’accesso a soggetti ritenuti pericolosi, spesso con precedenti, che hanno comportamenti molesti, consumano alcool o droghe. I dettagli del provvedimento definito “daspo urbano” sono stati forniti dal Prefetto di Bari nell’incontro organizzato dall’associazione studenti per Giurisprudenza. Riprese e montaggio di Cosimo CaragiuloInterviste a Francesco Russo, prefetto di Bari; Vito Leccese, sindaco di Bari; avv. Guglielmo Starace, consigliere ordine avvocati Bari

La storia di Marco e Damiana. L’amore per la corsa, per se stessi e per gli altri: è la maratona di New York nel racconto di Marco e Damiana. In viaggio di nozze nella “Grande Mela”, sono stati tra i pochi pugliesi partecipanti. Il percorso di 42km attraversa i cinque distretti cittadini: Brooklyn, Queens, Bronx, Staten Island e Manhattan. Lo hanno coperto fianco a fianco dalla partenza al traguardo, con tenacia, condivisione e qualche problema fisico per Damiana, in gara per il campionato del mondo 2025 perché vincitrice della tappa di Verona. “New York è iconica. Per questo l’abbiamo scelta- afferma Marco -. È la più famosa al mondo. Per gli italiani è come sentirsi a casa. I connazionali emigrati amano il nostro Paese. Lo dimostrano offrendoci sostegno e incoraggiamento in ogni istante. Una grande festa multietnica a cielo aperto. E’ tradizione consolidata battere il cinque ai bambini a bordo strada per coinvolgerli”.  La loro storia è salda intersezione tra quotidianità, tempo libero, impegni personali e allenamenti. “Corriamo tre volte a settimana all’ora di pranzo e la sera. La corsa è uno sport semplice. Basta poco per praticarlo: canotta, pantaloncini e scarpette. Per questo ci siamo appassionati”. Dal primo giorno insieme, circa dieci anni fa, hanno partecipato a 17 maratone; altre ne verranno, con passo spedito e deciso, ma senza affanni: “Il sogno è Londra – puntualizza Marco-. Per il 2026 è già sold out. Andremo a Roma e nel 2027 chissà”. Rallentare non è consigliabile, meglio coprire le distanze in corsie adiacenti, senza invaderle: minuscola ma efficace regola – non solo dell’atletica – da tenere a mente sempre. 

Dopo anni di proteste, vertenze e battaglie civiche la discarica, precedentemente usata come cava per l’estrazione di materiali, non riaprirà più. Addio all’ex discarica di Grottaglie. Il sito non aprirà mai più. Ad assicurarlo il sindaco D’Alò che, insieme alla società Linea Ambiente, ha effettuato un sopralluogo al sito, esempio di rigenerazione ambientale. Intervista a Lorenzo Zanniboni, pres. società Linea ambiente; Ciro D’Alò, sindaco di Grottaglie

Ha trovato la sua madre biologica dopo anni di ricerca e adesso cerca il papà. La storia di Maria. Le foto dei suoi genitori le mostra con orgoglio, da figlia che a loro deve tutto, non ci sono più Lazzaro e Filomena, la adottarono che aveva pochi mesi in un orfanotrofio di Bari, la mamma biologica era stata costretta ad abbandonarla. Maria, che anni fa rivolse anche un appello ai nostri microfoni per cercarla, l’ha ritrovata in un paesino della Basilicata grazie ad un test del DNA e alla compatibilità con un parente della donna. Adesso cerca il suo papà biologico. Intervista a Maria Patruno

Continuano a Bari gli appuntamenti di “Piazza idea – Liberi spazi di cittadinanza”, programma voluto dal Comune per animare due piazze centrali della città e restituire sicurezza. Non ci sono solo i bimbi ad ascoltare storie in musica. I passanti, incuriositi, si fermano, ad ascoltare. Anche gruppi di ragazzi e ragazze. Seguono il racconto, divertendosi. E piazza Cesare Battisti illuminata si anima. Il teatro a pedali di Arterie Teatro, è tra le realtà coinvolte nel programma piazza idea liberi spazi di cittadinanza, voluto dall’amministrazione comunale e finalizzato all’animazione e all’inclusione sociale di due piazze centrali cittadine: Cesare Battisti e Umberto. Per combattere il degrado, fenomeni di criminalità e marginalità sociale e ridare vivibilità e sicurezza e dare un nuovo volto alla piazza. Un cambiamento graduale percepito dai cittadini e apprezzato anche dai turisti stranieri.

Le successive verifiche su targhe e numeri di telaio hanno consentito di accertare che si trattava di automobili rubate nel corso dell’anno in particolare ad Andria e Barletta. Diverse carcasse di auto rubate e cannibalizzate sono state scoperte dai carabinieri nelle campagne di Trani durante una mirata attività di monitoraggio aereo con il Nucleo Elicotteri di Bari. Gli accertamenti effettuati hanno permesso di trovare autovetture, tra utilitarie e SUV, ormai completamente disassemblate e prive delle principali componenti meccaniche e di carrozzeria. Le successive verifiche su targhe e numeri di telaio hanno consentito di accertare che si trattava di automobili rubate nel corso dell’anno in particolare ad Andria e Barletta, ma anche in provincia di Bari e Termoli.

Eletti che scattano con un terzo dei voti di chi resta fuori. Province minuscole come la Bat che eleggono otto consiglieri regionali, uno in meno della provincia di Bari con il triplo degli abitanti. Oscenità che la legge Mennea avrebbe scongiurato con una distribuzione più equilibrata dei seggi. Rimane chiusa nel cassetto la proposta di correzione della legge elettorale pugliese che avrebbe evitato il déjà-vu di contestazioni e ricorsi post voto. Il testo, a firma del consigliere regionale uscente Mennea, non rieletto, è stato proposto due volte: a giugno 2024 ed a gennaio 2025, ma in entrambi i casi senza successo. La riforma elettorale è rimasta sull’uscio della commissione consiliare anche per l’ostruzionismo bipartisan dei partiti più grossi Pd e Fratelli d’Italia. Risultato in quindici mesi i gruppi consiliari pur contestandola apertamente si sono guardati bene dal cambiare la norma del 2005 tranne che per la parità di genere, approvata con una leggina a parte. Un’inerzia stucchevole visti i disastri creati nelle ultime tornate elettorali da regole del voto capestro. Eletti che scattano con un terzo dei voti di chi resta fuori. Province minuscole come la Bat che eleggono otto consiglieri regionali, uno in meno della provincia di Bari con il triplo degli abitanti. Oscenità che la legge Mennea avrebbe scongiurato con una distribuzione più equilibrata dei seggi, abbassando lo sbarramento dal 4 al 2,5% per favorire i partitini ed introducendo il supplente, il subentro del primo dei non eletti al consigliere nominato assessore. Alla fine il consiglio regionale ha dato priorità al Tfm, la riesumazione della liquidazione per gli inquilini del palazzo – poi bocciata – lasciando intatta una legge elettorale scandalosa che da 15 anni produce solo ingiustizie e incertezza.

L’indagine è della Direzione Investigativa Antimafia di Bari e rientra nell’operazione “URA”. È stata ottenuta un’altra estradizione dalle autorità albanesi perfezionatasi con la consegna alle autorità italiane di un cittadino albanese, arrestato a Durazzo, lo scorso 21 maggio 2025 nell’ambito dell’operazione internazionale “URA”. L’indagine della Direzione Investigativa Antimafia di Bari, coordinata dalla locale Direzione Distrettuale Antimafia e dalla Speciale Procura Anticorruzione e Criminalità Organizzata di Tirana, aveva riguardato l’esecuzione di misure cautelari personali e patrimoniali – tra Italia, Albania e Belgio – nei confronti di 52 persone ritenute responsabili, a vario titolo, dei reati di traffico internazionale di sostanze stupefacenti, riciclaggio e abuso d’ufficio. L’uomo è stato condotto presso la Casa Circondariale di Roma Rebibbia.

Squadre in campo domenica alle 12.30. Lecce e Torino, quanti intrecci. Non è mai stata una gara come tutte le altre. A partire dal 1989, quando al Via del Mare i granata per la prima volta nella loro storia sono stati retrocessi in Serie B. Il Lecce, conquisto la sua seconda permanenza in A, con Mazzone in panchina che si esibì nella prima di tante corse che hanno caratterizzato la carriera dell’indimenticabile tecnico marchigiano. Lecce Torino, però, è anche l’unica vittoria interna del Lecce, in questo 2025 avaro di soddisfazioni tra le mura amiche. Un successo che porta la firma di Ramadani, con un destro da fuori area di rigore che riaccese le speranze di salvezza dei giallorossi, poi confermate nella meravigliosa gara dell’Olimpico dello scorso 28 maggio.  Ma Lecce Torino è anche il ritorno di Marco Baroni, uno che è arrivato a Lecce, con poche aspettative, dopo sei mesi buoni con la Reggina in Serie B. All’inizio sembrava un ridimensionamento, ma con il tecnico fiorentino alla guida il Lecce conquistò una promozione da prima della classe e una salvezza, nella mitologica gara di Monza, con Baroni che è finito inginocchiato, con le braccia al cielo, sul prato del Braglia. Emozioni che spariranno quando quando l’arbitro Marini fischierà il calcio d’inizio di una partita, che spesso è decisiva e sopratutto ricca di emozioni e mai banale. di Matteo Bottazzo fonte foto: pagina Facebook U.S. Lecce

La crescita economica convive con problemi strutturali: se da un lato l’occupazione aumenta, dall’altro l’esodo dei giovani e la scarsità di lavoro qualificato mettono a rischio il futuro. Ti ricordi il Sud che arrancava? Quello che sembrava sempre in ritardo, con cantieri fermi e giovani in fuga? Oggi la fotografia cambia. Il rapporto Svimez 2025 racconta un Mezzogiorno in crescita, più veloce del Centro‑Nord: tra il 2021 e il 2024 il PIL è aumentato dell’8,5% contro il 5,8% del resto del Paese, spinto dal Pnrr e da due settori chiave, costruzioni e manifattura. Le costruzioni segnano un +32,1%, la manifattura un +13,6%. Gli investimenti pubblici dei Comuni raddoppiano, passando da 4,2 a 8 miliardi tra 2022 e 2025. L’effetto è tangibile: cantieri che ripartono, strade rinnovate, opere pubbliche realizzate. La Puglia è l’esempio più vivido di questa dinamica. Le città principali crescono, aprono imprese, attraggono investimenti e sviluppano servizi. Nel 2024 il tasso di occupazione è salito al 50,8% e la disoccupazione è scesa all’11,2%. Il PIL regionale è in aumento e molte imprese, soprattutto nelle costruzioni, nella logistica e nel turismo, registrano un’espansione costante. Ma dietro le luci dei centri urbani ci sono ancora ombre: nelle zone interne e rurali la fuga dei giovani non si arresta. Laureati e talenti continuano a cercare opportunità al Centro‑Nord o all’estero, lasciando vuoti difficili da colmare. Il rischio è creare un Sud a due velocità: un’area urbana che corre e una periferia che resta indietro. La Basilicata mostra segnali simili. Il PIL cresce, +0,8% nel 2024, e gli investimenti pubblici comunali raddoppiano. Le città come Potenza e Matera guadagnano vitalità grazie a infrastrutture rinnovate, progetti culturali e piccole imprese. Ma nei comuni minori e nelle zone montane la situazione è più fragile: la perdita di occupati nel settore industriale è stata del 4% nei primi nove mesi del 2024 e la fuga dei giovani pesa sul tessuto sociale ed economico. Anche qui il rischio è quello di uno sviluppo a macchia di leopardo, con alcune aree virtuose e altre che rimangono indietro. Il Sud però non è solo numeri. La crescita economica convive con problemi strutturali: se da un lato l’occupazione aumenta, dall’altro l’esodo dei giovani e la scarsità di lavoro qualificato mettono a rischio il futuro. Tra il 2022 e il 2024 175mila 25‑34enni hanno lasciato il Meridione, di cui molti laureati. Questo fenomeno sottrae ogni anno al Sud oltre 6,7 miliardi di euro in formazione e competenze, più 1,2 miliardi verso l’estero. La sfida è chiara: trasformare la crescita in sviluppo stabile. Servono lavoro qualificato, infrastrutture sociali, sanità, scuole, trasporti e servizi culturali che rendano il territorio vivibile e attrattivo. La Puglia e la Basilicata mostrano oggi che la ripresa è possibile, ma senza politiche di coesione, reti di servizi e attenzione al capitale umano il rischio è che il Mezzogiorno cresca a macchia di leopardo, lasciando indietro chi vive nelle aree interne. Il futuro del Sud si gioca qui: trattenere i giovani, creare opportunità, attrarre investimenti, migliorare servizi e infrastrutture, garantire salari dignitosi. Se il Sud saprà gestire questa fase con visione e lungimiranza, potrà diventare un motore stabile di sviluppo per l’Italia intera. La Puglia e la Basilicata sono il laboratorio di questa sfida: mostrano che la ripresa non è un miraggio, ma una possibilità concreta, a patto che le persone restino al centro delle politiche e delle scelte economiche.

Grottaglie: rigenerazione per ex discarica

Dopo anni di proteste, vertenze e battaglie civiche la discarica, precedentemente usata come cava per l’estrazione di materiali, non riaprirà più Addio all’ex discarica di

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