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voto di scambio Modugno

“Quello che interessava un po’ a tutti – precisa – non erano tanto i soldi ma il lavoro”. “Al sindaco Bonasia è stato offerto appoggio elettorale in cambio di 3000 euro ma lui non ha voluto pagare, lasciando intendere che avrebbe invece offerto posti di lavoro”. Antonio Lopez, ex assessore alle Attività Produttive del comune di Modugno, ora agli arresti domiciliari con l’accusa di voto di scambio politico mafioso, è un fiume in piena nel corso dell’interrogatorio del 21 novembre scorso davanti al pm Fabio Buquicchio. Parla del sindaco uscente Nicola Bonasia – “Ha fatto promesse a chiunque”– che ora dovrà rispondere anche lui della medesima accusa. Ci sono Cristian Stragapede e Cosimo Annoscia, ritenuti vicini al clan Parisi, che avrebbero aiutato Lopez alla prima tornata delle comunali del settembre 2020, e poi il sindaco Bonasia al ballottaggio. Lopez ammette: “Ho dato loro 2000 euro in cambio di 100 voti”. Poi spiega che avrebbe fatto da intermediario fra questi e Bonasia. “Quello che interessava un po’ a tutti – precisa – non erano tanto i soldi ma il lavoro”. Annoscia sarebbe stato assunto in una cooperativa che si occupava di gestire il portierato della sede dell’Acquedotto di via Roma, mentre Stragapede venne assunto per qualche mese dalla ditta idraulica di Lopez, visto che Bonasia – racconta ancora l’indagato – non avrebbe mantenuto la sua promessa. “Dateci una mano, poi se non vi do il lavoro mi date mazzate. Questa frase me la ricordo come se fosse ieri”. L’ex assessore racconta un episodio che poi, nel provvedimento di chiusura delle indagini preliminari, rappresenterà una nuova contestazione di corruzione elettorale per il sindaco. Un presunto accordo con alcuni imprenditori locali, che però sono del tutto estranei a circuiti criminali. “Si parlava di affidamenti diretti – precisa – questi soggetti erano famosi perché in passato si presentarono in giunta a chiedere un posto di lavoro”. “Al primo turno è avvenuta questa cosa – racconta poi sempre riguardo alle comunali del 2020 – fuori dalla scuola di via Ancona c’era una postazione di gente che appoggiava il PD, che fermava le persone, metteva in mano la 50 euro e si faceva avere la fotografia”.

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