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Il giovane, residente in provincia di Potenza, è stato colpito alla testa durante una violenta aggressione avvenuta all’alba. I carabinieri stanno ricostruendo la dinamica dei fatti. Un 17enne originario della provincia di Potenza è ricoverato in condizioni gravissime dopo essere stato vittima di una violenta aggressione avvenuta nelle prime ore del mattino all’esterno di una discoteca di Gallipoli. Secondo le prime informazioni raccolte dagli investigatori, il ragazzo sarebbe stato colpito ripetutamente con un tirapugni, riportando un serio trauma cranico e altre lesioni. L’episodio si sarebbe verificato al termine di una discussione iniziata all’interno del locale e degenerata successivamente all’esterno. L’allarme è scattato poco prima delle 5 del mattino, quando una pattuglia del Nucleo Radiomobile dei Carabinieri è intervenuta sul posto trovando il giovane ferito insieme ad altri ragazzi. I sanitari del 118, supportati da un’automedica proveniente da Casarano, hanno prestato le prime cure sul luogo dell’aggressione prima di trasferire il ragazzo in codice rosso al Trauma Center dell’ospedale Vito Fazzi di Lecce, dove è stato ricoverato in prognosi riservata. I carabinieri hanno avviato gli accertamenti per chiarire l’esatta sequenza degli eventi, verificare il movente della violenza e identificare l’autore dell’aggressione.:::

La situazione del pronto soccorso è comunque sotto controllo. L’attivazione a breve di un reparto di medicina di emergenza – urgenza, che servirebbe a far defluire i numerosi accessi in ospedale, e l’attivazione dei bandi di concorso per reperire medici, molti dei quali già attivati. Sono queste le prime soluzioni del Direttore Generale dell’Asl Lecce Gianluca Capochiani che dopo i primi 8 giorni dall’inizio del suo incarico si ritrova già con la prima gatta da pelare. Il primo problema lo hanno sottoposto i sindacati che lamentano una carenza di personale che inciderebbe pesantemente sulla buona gestione del Pronto Soccorso, secondo le rappresentanze sindacali del personale sanitario che si dice già stremato e in difficoltà ad affrontare il periodo estivo viste le carenze registrate al Pronto Soccorso del Vito Fazzi dove mancherebbero 12 infermieri e almeno 7 medici. Carenze significative secondo Cgil, se si considerano, come lamenta il segretario Floriano Polimeno in una lettera indirizzata al neo direttore generale e alla direttrice sanitaria Maria Nacci, quasi 800 accessi in più di pazienti trasportati dal 118: erano 3.716 nel 2025 a fronte dei 4.504 di quest’anno. Se pur assolutamente degna di attenzione, la situazione del pronto soccorso dell’ospedale cittadino, fanno sapere il direttore generale Capochiani e la direttrice sanitaria Nacci che, diretti in Regione, abbiamo raggiunto telefonicamente, è comunque sotto controllo. Mentre una situazione più complessa è quella registrata nei pronto soccorso periferici degli ospedali di Scorrano, Casarano e Galatina. Ma il Direttore assicura si fate il punto della situazione nella riunione di mercoledì, prima dell’incontro già fissato per venerdì con le sigle sindacali.

. La procura di Lecce ha aperto un’inchiesta sul decesso di Patrizia Beria, 62 anni di Nardò, mortain casa tre giorni dopo essere stata dimessa dal reparto di Ortopedia del Dea Fazzi di Lecce. La donna era stata sottoposta ad un intervento per ricomporre una frattura alla spalla. Il decesso risale al 7 giugno, indagato il medico ortopedico che ha effettuato l’intervento. L’ipotesi di reato è responsabilità colposa per morte in ambito sanitario. La donna era a casa quando ha avvertito un malore. Portata dai familiari al pronto soccorso del “Vito Fazzi” è morta poco dopo per una sospetta embolia polmonare. I familiari hanno sporto denuncia. L’ipotesi è che andasse prescritta l’eparina dopo l’intervento.

I sei bimbi stanno tutti bene, fondamentale la collaborazione tra le diverse unità operative coinvolte Nel giro di pochi giorni al Vito Fazzi di Lecce, sono avvenuti due parti trigemini. Gli eventi, alquanto eccezionali, hanno coinvolto i Reparti di ‘Ostetricia e Ginecologia’ e la Neonatologia. In un caso sono nati sono nati tre bambini alla 28^ settimana, nella seconda gravidanza il decorso è stato invece più regolare: alla 34^ settimana sono nate due bambine e un bambino e, per loro, i tempi di degenza saranno più brevi. Fondamentale la collaborazione tra le diverse Unità Operative coinvolte. Le gravidanze trigemine sono eventi estremamente rari: quelle spontanee hanno un’incidenza di 1 caso ogni 10.000 gravidanze mentre sono leggermente più frequenti nei casi di procreazione medicalmente assistita.

Il conducente del mezzo si è fermato allertando i soccorsi Un ciclista di nazionalità straniera è stato investito questa notte poco dopo le 5 da un mezzo della Monteco, la ditta che svolge la raccolta dei rifiuti. L’uomo transitava in sella ad una bicicletta sulla strada provinciale Lecce – Novoli all’altezza della frazione di Villa Convento, quando per cause da accertare è stato investito dal camion. Da quanto si apprende potrebbe essere un migrante di cui però al momento non si conoscono le generalità. Il conducente del mezzo si è fermato allertando i soccorsi che giunti sulposto con un’ambulanza del 118 lo hanno portato al Vito Fazzi dove è stato ricoverato in rianimazione. Le sue condizioni sono gravi. Sul posto per i rilievi la polizia.

È accaduto a Santa Caterina, marina di Nardò. La donna è caduta da un muretto alto oltre cinque metri. È in gravi condizioni Momenti di paura ieri sera attorno alle 20:30 sul Lungomare Jules Verne a Santa Caterina, marina di Nardò, dove una turista romana di 69 anni è precipitata da un muretto alto oltre cinque metri. La donna, da poco arrivata in vacanza nella località salentina, era seduta nei pressi dello scalo d’alaggio quando, per cause ancora da chiarire, ha perso l’equilibrio ed è caduta rovinosamente sul cemento. Le amiche presenti hanno dato subito l’allarme. Sul posto sono giunti i sanitari del 118, che hanno prestato i primi soccorsi. Vista la gravità delle ferite, la donna è stata trasportata d’urgenza in codice rosso all’ospedale di Lecce. I medici hanno diagnosticato un serio trauma toracico e spinale. Le sue condizioni sono giudicate gravi. La polizia indaga sulla dinamica dell’incidente.

Sono state donate attrezzature per un valore di 30mila euro interviste: Mario Aguglia, presidente Tria Corda

Il distacco di mattoni e intonaco in una palazzina di via Antonio Costanzo ha provocato il ferimento lieve di due piccoli, trasportati al “Vito Fazzi” Oggi pomeriggio a Lecce, in via Antonio Costanzo 12, al terzo piano di una palazzina, ha ceduto una porzione del solaio, provocando la caduta di un mattone in laterizio forato e di parte dell’intonaco. Due bambini, di 8 e 5 anni, sono rimasti lievemente feriti e, dopo le prime cure prestate dal personale del 118, sono stati trasportati all’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce. Le loro condizioni non sono gravi. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri della NOR – Sezione Radiomobile e della Stazione di Lecce Principale, insieme ai Vigili del Fuoco e alla Polizia Locale. L’area è stata messa in sicurezza dai Vigili del Fuoco, mentre i tecnici comunali hanno effettuato le prime verifiche strutturali. Le indagini sono affidate alla Polizia Locale.

La tragedia ieri all’ospedale Vito Fazzi. La ragazza non avrebbe avuto problemi di salute, ma la mattina di martedì si è sentita male Tragedia a Lecce dove una ragazza di 15 anni è morta ieri dopo aver avuto la febbre alta. La giovane era ricoverata nella rianimazione dell’ospedale Vito Fazzi dal 17 giugno. La madre, per ora, non ha sporto denuncia. La ragazza non avrebbe avuto problemi di salute ma la mattina di martedì si è sentita male e la febbre si è alzata all’improvviso. Una volta in ospedale sarebbe entrata in coma e, a due giorni dal ricovero in rianimazione, è deceduta.

Francesco Sebastio, 59 anni, tarantino, morì al Vito Fazzi di Lecce a gennaio del 2023. Secondo l’accusa gli sono stati somministrati medicinali sbagliati Cinque medici rinviati a giudizio per la morte del sottufficiale della Marina militare, Francesco Sebastio, 59enne tarantino, deceduto al Vito Fazzi di Lecce il 20 gennaio 2023. Le accuse per il personale sanitario, dipendenti del reparto di Ematologia, sono a vario titolo di responsabilità colposa per morte in ambito medico, omicidio colposo e lesioni colpose. Il militare era finito in ospedale nel dicembre 2022 dove era sottoposto a chemioterapia. Stando all’accusa in due circostanze sarebbero stati somministrati medicinali sbagliati, che avrebbero compromesso ulteriormente lo stato di salute dell’uomo fino a provocare il decesso.

Massimo Calò, 54 anni, è deceduto nell’ospedale Vito Fazzi. La Procura di Lecce indaga per omicidio colposo a carico di ignoti La Procura di Lecce ha aperto un fascicolo d’inchiesta per la morte Massimo Calò, 53 anni, detenuto nel carcere di Borgo San Nicola e deceduto il 4 febbraio all’ospedale Vito Fazzi. L’accusa è di omicidio colposo a carico di ignoti. La morte è sopraggiunto in seguito ad un’emorragia interna. Secondo i familiari che hanno presentato denuncia, potrebbe essere stata causata da una caduta dal letto nella sua cella avvenuta qualche giorno prima. Il detenuto cadendo avrebbe sbattuto la testa riportando un ematoma interno che sarebbe stato però sottovalutato dal personale sanitario del carcere che non avrebbe predisposto alcun tipo di accertamento. Il magistrato inquirente ha disposto l’autopsia per il prossimo 12 febbraio.

Interviste: Giuseppe Pulito (Direttore Terapia Intensiva DEA); Stefano Rossi (Direttore generale Asl Lecce); Antonio Aguglia (Pres. Tria Corda)

Donati cuore, fegato e reni da un uomo di 77 anni, deceduto per emorragia cerebrale Un uomo di 77 anni, deceduto nel Reparto di Anestesia e Rianimazione del Vito Fazzi di Lecce per emorragia cerebrale, ha donato cuore, fegato e reni. L’uomo aveva dichiarato in vita il consenso alla donazione di organi e tessuti. Il prelievo, conclusosi nella notte, ha impegnato gli operatori del Reparto di Anestesia e Rianimazione, gli operatori del Gruppo operatorio, coadiuvati da Medici di diverse discipline, e dalla Direzione medica del Vito Fazzi.

La mamma è di Tuglie, puerpera e bimba stanno bene Aveva fretta di nascere la piccola Beatrice. La bimba è venuta al mondo lunedi mattina alle 8.28 nel corridoio che collega il Dipartimento Emergenze e Accettazione al vecchio blocco del Vito Fazzi di Lecce, esattamente 4 minuti dopo l’arrivo della madre in ospedale. Un arco di tempo troppo breve per raggiungere la sala parto. Così, assistita dal medico del Pronto Soccorso Antonio Marzo e dal collega Angelo Lorusso, la donna, originaria di Tuglie, ha dato alla luce la bimba in corridoio. Mamma e figlia ora godono di ottima salute. Per i vertici della Asl di Lecce e la stessa puerpera non c’è alcuna correlazione tra il momentaneo guasto di un ascensore e il parto avvenuto nel corridoio. Nel “Vito Fazzi” sono attualmente in funzione 18 ascensori.

Donna costretta ad un parto di fortuna, al piano terra del nosocomio. Il piccolo e la mamma stanno bene Va in ospedale per partorire, ma l’ascensore non arriva. E’ successo ieri al Vito Fazzi di Lecce, dove una donna è stata costretta ad un parto di fortuna, al piano terra del nosocomio. Da tempo nella strutta sanitaria salentina viene denunciato il malfunzionamento di ben 17 ascensori. Il piccolo sta bene, nessuna grave conseguenza anche per la donna. Come ha raccontato un medico c’era il rischio che il neonato, nel corso delle manovre, potesse cadere. Madre e figlio sono stati soccorsi dal personale sanitario e hanno raggiunto con dei mezzi di fortuna il reparto di Ostetricia, dove sono entrambi ricoverati

Un uomo di 42 anni, deceduto per emorragia cerebrale, ha donato cuore, reni e fegato Un uomo di 42 anni, deceduto nel Reparto di Anestesia e Rianimazione del Vito Fazzi di Lecce per emorragia cerebrale, ha donato cuore, reni e fegato. Dopo l’accertamento di morte encefalica, i familiari dell’uomo hanno dato il consenso alla donazione. Il prelievo ha impegnato gli operatori del Reparto di Anestesia e Rianimazione, gli operatori del Gruppo operatorio, coadiuvati da Medici di diverse discipline, e dalla Direzione medica del Vito Fazzi.

A lanciare l’allarme sulla situazione critica del reparto del Fazzi di Lecce è l’associazione “Cuore a mani aperte” di Don Gianni Mattia  Servizio: Pamela Spinelli Riprese e montaggio: Francesco Afrune

La vittima aveva lamentato dolori al ventre e difficoltà respiratorie dopo il primo intervento. Il personale medico però aveva rassicurato sulla buona riuscita dell’operazione La Procura di Lecce ha aperto un fascicolo di un’inchiesta sulla morte di un uomo di 71 anni originario di Monteroni deceduto nel Reparto di Rianimazione del Dea di Lecce lo scorso 6 settembre per una sepsi fulminate seguente ad un intervento al colon per la rimozione di un tumore. Cinque gli indagati. Si tratta dei medici e del personale sanitario dell’equipe del reparto che ha avuto in cura l’uomo. A far scattare l’inchiesta l’esposto denuncia presentato dall’avvocato Pinuccio Milli, a cui si sono rivolti i familiari della vittima. Il giorno seguente l’operazione l’uomo aveva cominciato ad avvertire dolori forti allo stomaco, vomiti e difficoltà respiratorie, ma i medici avrebbero rassicurato i familiari sul buon esito dell’intervento. Invece l’uomo dopo quattro pochi giorni sarebbe stato sottoposto ad un nuovo intervento d’urgenza che avrebbe portato alla luce la drammatica situazione. Il magistrato inquirente Giorgia Villa mercoledì conferirà l’incarico autoptico al medico legale.

Si tratta del secondo episodio in meno di 24 ore. Prima di questo episodio un altro aveva rovesciato e distrutto un armadietto di medicinali Un medico in servizio nel Pronto Soccorso del Vito Fazzi è stato aggredito da un paziente in attesa di essere visitato con un codice verde. L’uomo, che da quanto si apprende è detenuto agli arresti domiciliari, spazientito per l’attesa, appena il medico gli si è avvicinato lo ha schiaffeggiato con violenza venendo poi immobilizzato dagli operatori sanitari presenti. Si tratta fa sapere l’Asl di Lecce del secondo episodio in 24 ore. Il giorno prima sempre al Pronto Soccorso, un altro paziente con problemi psichiatrici aveva rovesciato e distrutto un armadietto di medicinali mettendo a rischio l’incolumità degli operatori.

 L’uomo avrebbe assunto alimenti a rischio. È ricoverato in isolamento, nel Reparto Malattie Infettive del Vito Fazzi di Lecce, un uomo anziano a cui è stato isolato il microorganismo responsabile del colera. Le sue condizioni generali di salute – fa sapere l’Asl – sono buone. Il Dipartimento di Prevenzione ha effettuato l’indagine epidemiologica da cui risulta che l’uomo avrebbe assunto alimenti a rischio. Sono in corso gli approfondimenti per la tipizzazione del Vibrione, da parte dell’Istituto Superiore di Sanità, mentre l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Puglia e della Basilicata, svolgerà le indagini di laboratorio sugli alimenti assunti dal paziente e sulle acque utilizzate dall’uomo che non sono provenienti dall’Acquedotto. Poiché il paziente è risultato positivo ad altro microrganismo responsabile di sintomatologia gastroenterica, non si esclude che il vibrio Cholerae isolato sia del tipo non tossigeno e dunque non pericoloso. Anche i familiari dell’uomo sono sotto sorveglianza ed hanno effettuato esami di laboratorio. La situazione – scrive la azienda sanitaria in una nota – è sotto controllo, sia sotto il profilo sanitario che epidemiologico.

Lecce: anziano ricoverato con il colera

 L’uomo avrebbe assunto alimenti a rischio. È ricoverato in isolamento, nel Reparto Malattie Infettive del Vito Fazzi di Lecce, un uomo anziano a cui è

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