
Taranto, tentata violenza sessuale. Arrestato 40enne
Cronaca La vittima è una donna di 32 anni di origine rumena. L’uomo l’avrebbe invitata a casa sua, offrendole da mangiare Dovrà rispondere di tentata
La vittima è una donna di 32 anni di origine rumena. L’uomo l’avrebbe invitata a casa sua, offrendole da mangiare. Dovrà rispondere di tentata violenza sessuale un cittadino di origini nigeriane di 40 anni, arrestato dalla Polizia di Taranto, intervenuta in via Capecelatro a seguito di una segnalazione. La vittima è una 32enne rumena. L’uomo l’avrebbe invitata in casa offrendole da mangiare, ma una volta nell’appartamento, l’avrebbe afferrata per un braccio sbattendola con forza sul letto per costringerla a un rapporto. La donna è riuscita a divincolarsi, a correre in strada e ha chiedere aiuto. Gli agenti hanno ascoltato la 32enne e i residenti dello stabile. Ricostruiti i fatti, hanno proceduto all’arresto.
Si tratta del titolare di una postazione mobile per la preparazione di crepes. Con le accuse di violenza e tentata violenza sessuale ai danni di due ragazzine minorenni, un 75enne originario della provincia di Bari è stato arrestato dalla polizia. Secondo l’accusa l’uomo, titolare di una postazione mobile per la preparazione di crepes, il 17 luglio scorso, durante una festa patronale nel Brindisino, avrebbe tentato di costringere una 14enne e una 15enne ad avere rapporti sessuali con lui.Inoltre, l’uomo cercò di portarle in un luogo appartato presentandosi, anche, come cartomante esensitivo: l’indagato avrebbe mostrato alle adolescenti delle carte dei tarocchi paventando un ‘maleficio’ se non avessero avuto un rapporto sessuali con lui. Le ragazzine, dopo essersi liberate, denunciarono l’episodio alla polizia. L’uomo ora è ai domiciliari.
Le aveva offerto ospitalità nella sua abitazione, dicendole che la sua famiglia sarebbe stata contenta di ospitarla. Ma era una trappola. Nella giornata contro la violenza sulle donne, una storia di abusi arriva da Galatina, dove un ex militare di 48 anni è stato arrestato con l’accusa di aver violentato una giovane cittadina straniera. Le aveva offerto ospitalità nella sua abitazione, dicendole che la sua famiglia sarebbe stata contenta di ospitarla. Ma era una trappola. Lei ha accettato, ma quando è entrata in casa si è accorta che non c’era nessuno. L’uomo l’ha sequestrata, le ha sottratto il telefonino ed ha abusato di lei. La donna lo ha denunciato alla polizia ed è scattato subito il protocollo previsto nei casi di violenza. Dalle indagini è emerso che il 48enne era già ai domiciliari dove stava scontando una pena per altri episodi di violenza sessuale. Questa volta è stato condotto direttamente in carcere.
Aggressione violenta tanto da dover portare il ragazzino in ospedale Da alcune settimane si indaga su una presunta violenza sessuale avvenuta a Mesagne, ai danni di una 13enne. La Procura per i minorenni di Lecce ha iscritto nel registro degli indagati due coetanei della ragazzina, un 12enne e un 15enne, in concorso tra loro. La notizia a Mesagne è di dominio pubblico, tutti sanno anche chi sono i protagonisti. E uno di loro, il più piccolo, domenica scorsa, intorno alle 20.30, è stato picchiato nella villa comunale da un gruppo di tre ragazzi ed una ragazza. Gli hanno dato schiaffi e un pugno in volto. Molto violenti, tanto da dover portare il ragazzino in ospedale. Le frasi che gli hanno rivolto lasciato intendere chiaramente che l’aggressione sia legata all’indagine sulla violenza. Non si sa se i quattro ragazzi siano in qualche modo collegati alla presunta vittima della violenza sessuale.
Il giovane ha 22 anni Un uomo di 62 anni è stato arrestato dalla Polizia su disposizione del Gip di Potenza, perché gravemente indiziato di essere l’autore di vari episodi di violenza sessuale e stalking commessi nel mese di settembre, ai danni di un ragazzo potentino di 22 anni, affetto da problemi cognitivi e disturbi mentali. Nello specifico, l’uomo avrebbe indotto il ragazzo in più occasioni ad avere rapporti sessuali all’interno dei bagni pubblici di un parco nel Comune di Potenza ed in altre occasioni lo avrebbe convinto a seguirlo presso la sua abitazione. L’individuazione del 62enne, attualmente in carcere, è stata possibile grazie all’attività di indagine portata a termine da personale della Squadra Mobile di Potenza che ha effettuato mirati servizi finalizzati all’identificazione del destinatario della misura cautelare.
Palpeggia 23enne, si nasconde in un cassonetto dei rifiuti Servizio Redazione Tg Norba
L’uomo è accusato di tentata violenza sessuale aggravata e continuata, corruzione di minorenni e adescamento. Tre le presunte vittime
La donna è stata ricoverata all’ospedale Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo È entrato nudo nell’abitazione di una turista e ha tentato di abusare di lei. Un40enne è stato arrestato dai carabinieri a Vieste per per violenza sessuale, lesioni personali aggravate e violazione di domicilio. La donna è stata aggredita e picchiata. Quando i carabinieri sono entrati nell’appartamento l’uomo la stava ancora colpendo. È stata ricoverata all’ospedale Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo.
I fatti sarebbero avvenuti tra il 2018 e il 2020 a Taranto. Secondo l’accusa avrebbero approfittato di una ragazza con disturbi psichici Di Alessandra Martellotti Cinque anni e 6 mesi di carcere sono stati chiesti per cinque degli otto autisti di Kyma Mobilità di Taranto, sospesi dal servizio, accusati di violenza sessuale nei confronti di una giovane passeggera con disabilità psichica. Per gli altri, la pm Marzia Castiglia, ha chiesto condanne per 6, 4 e 2 anni e mezzo. I fatti sarebbero avvenuti tra il 2018 e il 2020. Secondo l’accusa gli autisti avrebbero approfittato della ragazza, appartandosi coi pullman in luoghi riservati e abusando di lei. La difesa punta a ricostruire i fatti, tramite l’incrocio di orari e turni di lavoro, percorsi effettuati dalle linee degli autobus, regole aziendali, videosorveglianza sui pulman e sistemi gps. Nel processo, l’azienda di trasporto pubblico, si è costituita parte civile.
Il regista Premio Oscar era stato denunciato da un 30enne inglese per lesioni e violenza sessuale, per fatti risalenti al 2022 alla vigilia di una kermesse cinematografica internazionale La Procura di Brindisi ha archiviato l’inchiesta nei confronti del regista premio Oscar Paul Haggis. Nel 2022 il regista americano era accusato di violenza sessuale e lesioni ai danni di una 30enne inglese, che aveva sporto denuncia. All’epoca dei fatti Haggis, premio Oscar nel 2006, si trovava in Puglia per partecipare alla kermesse internazionale “Allora Fest”. In seguito alla denuncia della turista inglese, Haggis fu arrestato e scontò 14 giorni ai domiciliari. A distanza di tre anni la gip del tribunale di Brindisi, Vilma Gilli, ha accolto la richiesta della Procura ed ha disposto l’archiviazione dell’inchiesta nei confronti del regista settantaduenne, difeso dall’avvocato Michele Laforgia. Dalle indagini è emerso che non furono mai consumati rapporti sessuali senza consenso nel B&B di Ostuni, dove il regista soggiornò con la donna alla vigilia dell’Allora Fest. I difensori Michele Laforgia e Daniele Romeo hanno così commentato l’archiviazione: “Per Haggis è la fine di un incubo che ha ingiustamente spezzato la carriera di un genio del cinema. L’arresto suscitò grande scalpore non soltanto in Italia, ma anche all’estero e in particolare negli Stati Uniti, in quello stesso periodo scossi dagli episodi che erano stati denunciati nel mondo del cinema d’oltreoceano”.
Secondo il racconto dei testimoni un imputato avrebbe avuto dalla famiglia della giovane l’incarico di aiutarla. L’altro era al capolinea e non alla guida dei mezzi sui quali si sarebbero consumate le violenze Di Alessandra Martellotti
L’inchiesta è stata avviata dalla procura per i minorenni nei confronti di un ragazzo di 18 anni, che però all’epoca dei fatti ne aveva appena 16. I fatti risalgono al 2023 Servizio di Linda Cappello
Vittima una ragazzina di 16 anni. L’episodio si sarebbe verificato la notte scorsa. Sarebbe stata lei stessa a sporgere denuncia alla polizia. Secondo quanto emerso, la giovane sarebbe stata condotta con la forza nel bagno di un locale del centro storico, dove sarebbe stata vittima di violenza da parte di uno o più giovani. La ragazza è stata ricoverata per una notte presso l’ospedale “Dimiccoli” di Barletta, dove ha ricevuto le prime cure e sono stati effettuati gli accertamenti del caso. Attivato il protocollo “codice rosa”, volto a garantire un’assistenza completa e riservata alle vittime di violenza sessuale. La polizia avrebbe già ascoltato le versioni di alcuni testimoni dopo aver raccolto la denuncia della 16enne. Tra la sua versione e quella delle altre persone ascoltate vi sarebbero però alcuni elementi discordanti sui quali si sta indagando.
Avrebbero molestato, abusato, minacciato e insultato alcune marinaie durante una missione nelle acque del Golfo Persico tra l’agosto ed il dicembre del 2021 Rinvio a giudizio per il capitano della nave Martinengo, di stanza a Taranto, e per due sottocapi di prima classe. Avrebbero molestato, abusato, minacciato ed insultato alcune marinaie durante una missione nelle acque del Golfo Persico tra l’agosto ed il dicembre del 2021. Diversi gli episodi denunciati dalle 20enni che sarebbero state minacciate con lame e forbici e insultate con epiteti offensivi. Al capitano, oltre alla violenza sessuale, è contestato di non aver proceduto disciplinarmente nei confronti degli altri due imputati, anzi avrebbe agevolato e contribuito a creare un clima di terrore a bordo della nave.
L’ultima volta in cui il 28enne è stato visto risale al 23 aprile 2023, in occasione dell’incidente probatorio con l’ascolto della minore in modalità protetta Finisce in un nulla di fatto l’inchiesta della Procura di Lecce su un presunto caso di violenza sessuale avvenuta il 26 agosto 2022, ai danni di una ragazzina di 12 anni in vacanza in Salento in un villaggio turistico di Otranto nella zona dei Laghi Alimini. Ieri mattina il gip di Lecce Anna Paola Capano ha emesso la sentenza di non luogo a procedere, ex articolo 420 quater del codice di procedura penale, a carico del presunto responsabile della violenza, un ragazzo di 27 anni di origini cubane residente a Milano, in servizio come animatore nel villaggio. La sentenza del non luogo a procedere è motivata perché non c’è prova che l’imputato abbia avuto conoscenza del procedimento. Il 28enne infatti risulta irreperibile . Agenti della Questura Garibaldi di Milano quando si sono recati presso il domicilio della residenza del giovane per notificargli la fissazione della data della udienza preliminare, non hanno trovato alcun nominativo sul citofono in uno stabile sprovvisto di portineria. L’ultima volta in cui il 28enne è stato visto risale al 23 aprile 2023 , in occasione dell’incidente probatorio con l’ascolto della minore in modalità protetta. Dopo di che più nessun contatto neppure con il suo avvocato. Anche il numero del cellulare risulta disattivato. Il 27enne si è sempre proclamato innocente asserendo che la ragazzina si fosse inventata tutto con le amiche. La dodicenne invece nel corso dell’incidente probatorio ha confermato quanto esposto nella querela presentata a distanza di tempo dalla madre a Viterbo dove abita la famiglia.
Vincenzo Michele Guglielmi è in carcere da sabato, al giudice ha detto di non conoscere la presunta vittima Linda Cappello Ha respinto tutte le accuse Vincenzo Michele Guglielmi, il 22enne di Ceglie del Campo arrestato sabato scorso con l’accusa di aver violentato, il 6 luglio 2023, una ragazzina di soli 16 anni. Il giovane, interrogato questa mattina dal gip Anna Perrelli, si è dichiarato estraneo ai fatti contestati, spiegando di non conoscere la presunta vittima e rispondendo a tutte le domande del giudice. Il colloquio è durato circa 40 minuti, alla presenza dell’avvocato Roberto D’Erasmo. Secondo la ricostruzione dei fatti della squadra mobile, la giovane sarebbe stata condotta in un casolare abbandonato dal suo ex fidanzato, all’epoca anche lui minorenne, che poi l’avrebbe lasciata sola con Guglielmi.
Si tratta di Antonio Zito, avvocato della provincia di Taranto e Giovanni Vetrone, cardiologo di Benevento Sono finiti in carcere perché gravemente indiziati di violenza sessuale di gruppo Giovanni Vetrone, all’epoca dei fatti cardiologo beneventano del Fatebenefratelli e Antonio Zito, avvocato originario della provincia di Taranto, viceprocuratore onorario in servizio a Lecce. Entrambi erano già ai domiciliari da giugno scorso. Sono anche accusati di di esercizio abusivo della professione medica e interferenze illecite nella vita privata. Zito si spacciava per medico e insieme al cardiologo avrebbe compiuto atti sessuali ai danni di alcune donne, riprendendo alcune con un telefonino piazzato sotto la scrivania. Grazie anche al sequestro di numerosi supporti informatici, è stato possibile ricostruire la condotta dei due ai danni delle pazienti che sono state identificate e ascoltate in ambiente protetto.
Aggressore è un 49enne senza fissa dimora. E’ finito in carcere Con l’accusa di violenza sessuale un 49enne è stato arrestato dalla polizia ferroviaria a Trinitapoli, nel nord Barese. Secondo quanto accertato dalle indagini, lo scorso 28 maggio, a bordo di un treno, si sarebbeavvicinato a una donna che viaggiava da sola e, approfittando del fatto che nel convoglio ci fossero pochi passeggeri, l’avrebbe molestata. A dare il via alle indagini, coordinate dalla Procura di Trani, è stata la denuncia della vittima che ha raccontato quanto subito. I poliziotti sono riusciti a identificare il 49enne, che è stato portato in carcere.
Accadeva ai danni di ignare pazienti durante quelle che pensavano fossero visite mediche. Le donne erano anestetizzate per poi essere filmate durante gli abusi Servizio di Stefania Congedo
L’uomo avrebbe abusato della figliastra, all’epoca tredicenne. La donna avrebbe maltrattato le tre figlie Un uomo di 53 anni e una donna di 34 sono stati arrestati a Trani dalla polizia accusati, rispettivamente, di violenza sessuale aggravata e maltrattamenti in famiglia nei confronti di tre minori. Dalle indagini sarebbero emersi numerosi abusi sessuali perpetrati dall’uomo nei confronti della propria figliastra all’epoca dei fatti appena 13enne. Per evitare che la vittima raccontasse delle violenze subite, spesso il 53enne le faceva dei regali o le dava delle somme di denaro. Per l’uomo è stata disposta la misura cautelare in carcere. Oltre agli abusi sessuali consumati solo nei confronti di una delle minori, sono stati accertati continui maltrattamenti fisici e psicologici messi in atto dalla madre nei confronti di tutte e tre le figlie. Gli elementi raccolti durante le indagini della Polizia sono stati sufficienti per fa scattare nei confronti della donna gli arresti domiciliari.

Cronaca La vittima è una donna di 32 anni di origine rumena. L’uomo l’avrebbe invitata a casa sua, offrendole da mangiare Dovrà rispondere di tentata

Si tratta del titolare di una postazione mobile per la preparazione di crepes Con le accuse di violenza e tentata violenza sessuale ai danni di

CRONACA Le aveva offerto ospitalità nella sua abitazione, dicendole che la sua famiglia sarebbe stata contenta di ospitarla. Ma era una trappola Nella giornata contro

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Vittima una ragazzina di 16 anni. L’episodio si sarebbe verificato la notte scorsa. Sarebbe stata lei stessa a sporgere denuncia alla polizia. Secondo quanto emerso,

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Accadeva ai danni di ignare pazienti durante quelle che pensavano fossero visite mediche. Le donne erano anestetizzate per poi essere filmate durante gli abusi Servizio

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