
Shock in Salento: violenze e morsi alla figlia di 9 anni, indagata una 40enne
L’indagine è partita dalla denuncia della zia paterna con la quale la bambina si era confidata, raccontando i maltrattamenti Avrebbe maltrattato la figlia di nove

L’indagine è partita dalla denuncia della zia paterna con la quale la bambina si era confidata, raccontando i maltrattamenti. Avrebbe maltrattato la figlia di nove anni colpendola con oggetti, dandole morsi e mettendole in bocca un piccolo asciugamano per impedirle di piangere o gridare. La responsabile è una 40enne di origini peruviane residente in provincia di Lecce che è indagata per maltrattamenti pluriaggravati. I fatti risalgono agli anni 2024-2025, fino a quando la bambina è stata collocata in comunità. La donna, spesso sotto l’effetto di sostanze alcoliche, avrebbe maltrattato la figlia minore lanciando oggetti, mordendola e provocandole ematomi, in più occasioni scagliandole contro bicchieri di vetro. L’indagine è partita dalla denuncia della zia paterna con la quale la bambina si era confidata, raccontando i maltrattamenti.
I dati mostrano l’ampia diffusione della violenza fisica, psicologica ed economica tra le donne che intraprendono un percorso di uscita attraverso i Centri antiviolenza. Secondo gli ultimi dati Istat, tra le donne che stanno affrontando un percorso di uscita dalla violenza sulle donne attraverso i Centri antiviolenza (CAV) emergono numeri molto significativi sulle diverse forme di abuso subite. Il 64,5% delle donne ha subito violenza fisica, mentre il 52,3% ha ricevuto minacce. Il 10,4% ha dichiarato di aver subito stupro o tentato stupro. A questo dato si aggiunge un ulteriore 13,6% che ha subito altre forme di violenza sessuale, tra cui molestie sessuali, molestie online, revenge porn e costrizione ad attività sessuali umilianti o degradanti. Il 22,8% delle donne vittime di violenza ha subito stalking o cyberstalking. Ancora più diffusa è la violenza psicologica, che spesso accompagna altre forme di abuso e riguarda quasi nove donne su dieci seguite dai centri antiviolenza. Anche la violenza economica rappresenta un fenomeno rilevante: il 39,7% delle donne ne è vittima. Le fasce d’età più colpite dalla violenza I dati mostrano che alcune fasce d’età risultano più esposte a specifiche forme di violenza domestica e di genere. Le donne tra i 30 e i 39 anni sono quelle che hanno subito più frequentemente violenza fisica (70,2%). La violenza sessuale colpisce soprattutto le donne sotto i 29 anni (41,2%). Tra le donne con più di 30 anni, il 96,9% ha subito almeno una forma di violenza, tra cui minacce, stalking, violenza psicologica o economica. Nella maggior parte dei casi le violenze non si presentano isolate ma si sovrappongono. Solo il 15,7% delle donne ha subito un unico tipo di violenza, mentre: il 24,8% ha subito due forme di violenza il 26,9% tre forme di violenza il 32,6% più di quattro forme di abuso Violenza economica e dipendenza finanziaria Un elemento centrale nel fenomeno della violenza di genere riguarda la dipendenza economica. Nel 2024 il 45,5% delle donne seguite dai centri antiviolenza dichiara di non essere economicamente autonoma. Le differenze cambiano molto in base alla situazione lavorativa: 14,7% tra le donne occupate oltre 82% tra le disoccupate 86,6% tra le studentesse 83,7% tra le casalinghe La mancanza di autonomia economica rappresenta spesso un fattore che rende più difficile uscire da una relazione violenta. I figli testimoni della violenza domestica Un altro dato particolarmente grave riguarda la presenza dei figli durante gli episodi di violenza domestica. Nel 79,2% dei casi i figli assistono alla violenza subita dalla madre. Inoltre: nel 24,7% dei casi anche i figli diventano vittime dirette di violenza nel 15,7% dei casi la donna ha subito violenza durante la gravidanza Chi sono gli autori della violenza Secondo il report Istat, nel 96,8% dei casi la violenza è commessa da un solo autore, mentre nel 2,7% dei casi gli autori sono due. Nella maggioranza delle situazioni l’autore della violenza è una persona legata affettivamente alla vittima: 52,8% partner 26,1% ex partner 10,7% altri familiari o parenti 10,4% persone esterne alla famiglia o alla relazione Identikit dell’autore della violenza Dalle informazioni disponibili emerge che l’autore della violenza è: un uomo nel 97% dei casi italiano nel 75,8% tra i 30 e i 59 anni nel 75,4% dei casi Nel dettaglio: 21% tra i 30 e i 39 anni 30,7% tra i 40 e i 49 anni 23,5% tra i 50 e i 59 anni Per quanto riguarda il livello di istruzione, il 79,9% possiede un titolo di studio di scuola secondaria e il 74,2% risulta occupato, di cui il 61,4% con un lavoro stabile. Infine, quasi un autore su quattro (24,8%) presenta una forma di dipendenza, come alcol, droghe, gioco d’azzardo o psicofarmaci. Nel 12,4% dei casi l’autore era già stato violento con altre donne, ma nel 63,6% dei casi la vittima non era a conoscenza di questi precedenti.
Violenza di genere e domestica anche a Ugento e Aradeo: adottati tre ammonimenti. Il Questore di Lecce, Giampietro Lionetti, ha adottato tre ammonimenti a carico di altrettanti responsabili di episodi di violenza di genere e domestica. Ad Ugento ammonito un 22enne responsabile di violenza privata e gravi minacce verso l’ex compagna, da cui non accettava la fine della relazione; ad Aradeo intervento d’urgenza nei confronti di un 58enne per gravi episodi di violenza domestica, percosse e atti persecutori ai danni del fratello e dell’anziano padre di 84 anni. Infine a Lecce il provvedimento ha raggiunto un 19enne residente in provincia di Arezzo e responsabile di reiterate condotte violente nei confronti della fidanzata. Ad allertare le volanti, richiedendo un intervento immediato, le coinquiline della ragazza.
Le due hanno raccontato di essere state picchiate anche con cinghie e rastrelli Un uomo di 47 anni del basso Salento è indagato per maltrattamenti in famiglia aggravati. Avrebbe umiliato e picchiato per anni le due figlie, attualmente di 13 e 18 anni, insultandole con frasi come “siete due ciccione” e, in alcune occasioni, con termini gravemente offensivi. Le ragazze hanno raccontato di essere state colpite con cinghie e persino con un rastrello durante alcuni lavori in campagna. In un episodio particolarmente violento, una di loro avrebbe riportato ferite ai denti. Anche la madre subiva insulti e minacce. Dopo anni di silenzio, la figlia maggiore ha trovato il coraggio di confidarsi con le psicologhe della scuola. Da lì è partita la segnalazione ai servizi sociali e alla Procura di Lecce. Le ragazze ora si trovano in una comunità protetta. È già stato svolto un incidente probatorio con la maggiore davanti al gip. L’indagato rigetta le accuse e si dichiara innocente.
Si tratta di un tossicodipendente che sottoponeva la donna alle sue angherie per estorcerle il denaro che utilizzava per l’acquisto di cocaina In esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere gli agenti del commissariato di Taurisano hanno arrestato un 37enne del posto, responsabile di maltrattamenti in famiglia. L’arresto segue la segnalazione ai servizi sociali fatta ad aprile dalla moglie dell’uomo, confessando i reiterati e giornalieri maltrattamenti sia fisici che psicologici davanti ai suoi tre figli minori, due dei quali di tenerissima età e uno in età scolare, subiti dal marito tossicodipendente che la sottoponeva alle sue angherie per estorcerle il denaro che utilizzava per l’acquisto di cocaina. Una denuncia formalizzata solo un mese dopo davanti alle forze di polizia. Da qui l’attivazione della la procedura del “Codice rosso” e quindi l’emissione della misura cautelare a carico dell’uomo.
In manette un 33enne di Taurisano che ora è nel carcere di Borgo San Nicola di Lecce Un 33enne di Taurisano è stato arrestato dalla Polizia per violenza domestica. L’uomo, già in affidamento in prova, si è recato nel negozio dell’ex moglie, dove ha inveito contro di lei e scatenato una colluttazione, facendola cadere a terra. Dopo aver preso un martello da carpentiere dalla propria auto, ha cercato di colpirla, ma è stato fermato dall’intervento di un familiare. L’episodio, ripreso dalle telecamere di videosorveglianza, ha portato all’emissione di un’ordinanza di arresto. L’uomo è stato trasferito nel carcere di Borgo San Nicola di Lecce.

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