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vano ascensore

Sarebbe stata una manomissione esterna dell’impianto la causa della morte della 25enne Clelia Ditano, precipitata nella tromba dell’ascensore il primo luglio dello scorso anno L’impianto dell’ascensore nel cui vano ha trovato la morte la 25enne di Fasano Clelia Ditano era funzionante. Quello che è accaduto rappresenta la conseguenza di una manomissione esterna, di tipo meccanico o elettrico, che ha causato un’alterazione dei sistemi di sicurezza delle porte di piano.  È questa la conclusione della consulenza tecnica disposta dal pm di Brindisi Livia Orlando a cui è affidata l’inchiesta sul decesso della ragazza, morta dopo un volo di quasi dieci metri nella tromba dell’ascensore, il primo luglio dello scorso anno. Al momento sono quattro gli indagati, che rispondono di omicidio colposo: l’amministratore del condominio di via Piave, dove abitava la ragazza, l’amministratore legale, il responsabile tecnico ed un operaio della ditta che si occupava della manutenzione dell’ascensore. Servizio di Linda Cappello

Il volo da un’altezza di circa sei metri, in una palazzina dove sono in corso lavori di ristrutturazione Sono ricoverati in prognosi riservata, ma per fortuna non corrono pericolo di vita, i tre operai di nazionalità albanese tra i 35 e i 45 anni rimasti feriti dopo essere precipitati, da un’altezza di circa sei metri, nel vano ascensore di una palazzina dove sono in corso lavori di ristrutturazione. E’ accaduto ad Andria, in via Giovinazzo, nel popoloso quartiere di San Valentino. I tre sono stati trasportati negli ospedali di Barletta e Andria. Sono in corso indagini da parte dei carabinieri. Il vano ascensore è stato sequestrato.

Si tratta dell’amministratore della palazzina, di proprietà di Arca Nord Salento. A breve potrebbero essercene altri Servizio Grazia Rongo

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