
Bari, 15 progetti a sostegno delle donne che combattono il tumore al seno
Un sostegno importante per chi soffre da parte dell’associazione Komen Puglia Appuntamento per il 15, 16 e 17 maggio con la 20esima edizione di Race
Un sostegno importante per chi soffre da parte dell’associazione Komen Puglia. Appuntamento per il 15, 16 e 17 maggio con la 20esima edizione di Race For The Cure, la maratona in rosa organizzata dall’associazione Komen Puglia per la lotta al tumore al seno. Grazie alle donazioni ricevute lo scorso anno ed alle 25mila iscrizioni alla Race for the cure, oggi la Komen Puglia si avvia a finanziare 15 nuovi progetti completamente gratuiti, rivolti alle donne. Intervista a Linda Catucci, pres. Komen Puglia e Prof. Marco Moschetta, comitato medico Komen Puglia
Si chiama progetto Beacon l’iniziativa rivoluzionaria che parte dall’istituto di ricerca e cura a carattere scientifico di Rionero in Vulture e promette di rivoluzionare la cura del tumore al seno in tutto il Mezzogiorno. La rete digitale e clinica presentata nell’ospedale lucano capofila del progetto include anche altri due centri di ricerca che rappresentano l’eccellenza al Sud nelle cure oncologiche: l’Istituto Pascale di Napoli e l’ospedale Giovanni Paolo II di Bari. Le tre strutture che già da tempo lavorano in network all’alleanza mediterranea oncologica, uniranno saperi e competenze per migliorare la vita delle pazienti. Intervista a Massimo De Fino, direttore generale l’Irccs Crob di Rionero in Vulture, Alessandro Delle Donne, commissario straordinario l’Istituto Oncologico Giovanni Paolo II di Bari, Cosimo Latronico, assessore Sanità Regione Basilicata
Si tratta di una metodica diagnostica di ultima generazione che consente un’individuazione più tempestiva e accurata delle patologie mammarie. Prima volta in Basilicata. L’ospedale San Carlo di Potenza rafforza le attività di prevenzione e diagnosi precoce del tumore alla mammella attraverso l’introduzione di un nuovo servizio di Senologia. Nell’ambito del dipartimento di Diagnostica per immagini diretto dal dottor Enrico Scarano, è attiva, per la prima volta in Basilicata – lamammografia con mezzo di contrasto, una metodica diagnostica di ultima generazione che consente un’individuazione più tempestiva e accurata delle patologie mammarie, segnando un significativo passo avanti sul piano dell’innovazione tecnologica e della qualità dell’assistenza offerta alle pazienti. La mammografia con mezzo di contrasto prevede la somministrazione endovenosa di un mezzo di contrasto iodato e l’acquisizione di immagini mammografiche con tecnologia a doppia energia. L’esameha una durata complessiva di circa 10-15 minuti e presenta indicazioni cliniche che includono, tra le altre,l’approfondimento di reperti dubbi o sospetti emersi da mammografia e ecografia, la valutazione delle mammelle dense, la stadiazione del carcinoma mammario, il monitoraggio della risposta a terapie oncologiche e il follow-up”. “Portare per la prima volta in Basilicata la mammografia con mezzo di contrasto – spiega il direttore generale del San Carlo, Giuseppe Spera – significa offrire alle pazienti percorsi diagnostici più completi, tempestivi e sicuri, riducendo al contempo la necessità di ricorrere a strutture extraregionali. L’attivazione di questo nuovo servizio – ha aggiunto Spera – conferma l’impegno dell’Azienda nel promuovere la prevenzione e la diagnosi precoce attraverso l’innovazione tecnologica e l’appropriatezza delle cure, garantendo standard assistenziali sempre più elevati e una risposta concreta ai bisogni di salute espressi”. L’assessore regionale alla Salute, Cosimo Latronico, ha sottolineato che “l’attivazione della mammografia con mezzo di contrasto all’Aor San Carlo rappresenta un investimento strategico per la sanità lucana, perché contribuisce a rafforzare concretamente anche la prevenzione, che resta la prima e più efficace forma di cura. Dotare i nostri ospedali di tecnologie avanzate significa valorizzare le competenze professionali già presenti sul territorio e ridurre la mobilità passiva, offrendo alle cittadine lucane risposte qualificate. Stiamo lavorando per un sistema sanitario sempre più moderno, accessibile e vicino ai bisogni delle persone. Un ringraziamento sentito va a tutta l’equipe sanitaria che, con professionalità e impegno quotidiano, contribuisce a elevare la qualità delle cure e a raggiungere risultati di rilievo sul piano clinico e assistenziale”, ha concluso Latronico.
Lo studio americano evidenzia che nelle donne obese post-menopausa l’estrone accelera la crescita del carcinoma ER+. Attenzione a Bari, Lecce, Taranto, Foggia, Potenza e Matera. Uno studio pubblicato su Nature Reviews Endocrinology dal Cancer Host Interaction Program del Lombardi Comprehensive Cancer Center della Georgetown University suggerisce che nelle donne in post-menopausa con carcinoma mammario positivo ai recettori degli estrogeni (ER+) alti livelli di estrone, ormone prodotto dal tessuto adiposo, possano favorire una forma più aggressiva del tumore. Dopo la menopausa, la produzione ovarica di estrogeni come il 17-estradiolo diminuisce drasticamente, e l’estrone diventa l’estrogeno predominante nel sangue e nei tessuti, incluso il tessuto mammario. Nelle donne obese i livelli di estrone possono essere da due a quattro volte più elevati rispetto alle donne normopeso, stimolando processi infiammatori e geni legati alla proliferazione tumorale, e aumentando così il rischio di forme tumorali più aggressive e difficili da trattare. Lo studio evidenzia inoltre che interventi integrati — combinando modifiche dello stile di vita, esercizio fisico regolare e farmaci dimagranti come gli agonisti del recettore GLP-1 — potrebbero ridurre l’effetto cancerogeno dell’estrone, offrendo nuove prospettive terapeutiche oltre alle terapie tradizionali. Questo tema ha particolare rilevanza in Puglia e Basilicata, dove l’obesità femminile in età post-menopausale è significativa: in Puglia, secondo i dati PASSI 2022-2023, circa il 37% della popolazione adulta è in sovrappeso, l’11,7% obesa, con quasi il 49,1% in eccesso ponderale; in Basilicata circa il 38,9% degli adulti è in sovrappeso e il 13,6% obeso. Questi numeri indicano che le donne delle principali aree urbane come Bari, Lecce, Taranto e Foggia in Puglia, e Potenza e Matera in Basilicata, potrebbero essere particolarmente vulnerabili agli effetti dell’estrone sull’aggressività tumorale. L’alta densità demografica di questi centri rende strategico concentrare lì le attività di prevenzione e screening, campagne di sensibilizzazione su alimentazione e attività fisica, e interventi clinici personalizzati che integrino la gestione del peso corporeo con la cura oncologica. Lo studio suggerisce inoltre di rafforzare i registri regionali dei tumori e i sistemi di sorveglianza sanitaria per monitorare l’incidenza di carcinoma mammario correlato a obesità e fattori ormonali, valutando l’efficacia delle strategie preventive nel tempo.In questo contesto, le donne di Bari, Lecce, Taranto, Foggia, Potenza e Matera rappresentano una popolazione chiave per interventi mirati, perché la combinazione di obesità, menopausa e carcinoma ER+ può aumentare la probabilità di forme più aggressive.
Screening gratuiti e sensibilizzazione per la salute femminile e la solidarietà, tra ambulatori e volontariato sanitario Intervista: Angelo Guariello, pres. Ass.ne Orizzonti; Gaetano Del Rosso, segr. Ordine di Malta Puglia e Basilicata
In piazza Libertà venerdì prossimo apre il villaggio della salute Servizio di Anna De Feo riprese di Pasquale D’Attoma montaggio di Luca Carone
Un’iniziativa di Fondazione IncontraDonne e Ferrovie dello Stato Giornalista Stefania RotoloRiprese e Montaggio Massimo d’OlimpioIntervista:Stefano Cuzzilla, Pres. TrenitaliaAdriana Bonifacino, Pres. IncontraDonne

Un sostegno importante per chi soffre da parte dell’associazione Komen Puglia Appuntamento per il 15, 16 e 17 maggio con la 20esima edizione di Race

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